{"id":109714,"date":"2025-09-15T12:02:10","date_gmt":"2025-09-15T12:02:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/109714\/"},"modified":"2025-09-15T12:02:10","modified_gmt":"2025-09-15T12:02:10","slug":"ecco-le-idee-per-cui-hanno-ucciso-kirk","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/109714\/","title":{"rendered":"Ecco le idee per cui hanno ucciso Kirk"},"content":{"rendered":"<p>Il conservatore americano era aperto al dialogo con i progressisti, anche se sapeva che \u00abper quelli come noi non ci sono spazi sicuri\u00bb. La sua condanna a morte: si batteva contro ideologia woke, politicamente corretto, aborto e follie del gender.Charlie Kirk era consapevole dei rischi che correva. E questo non significa che se la sia cercata, come suggerisce l\u2019editorialista unico di sinistra nel tentativo di infangarne la memoria. Significa piuttosto che egli ha coraggiosamente affrontato il pericolo ed \u00e8 morto per le sue idee. Idee che a volte esprimeva in modo molto diretto, talvolta ruvido, e che noi per\u00f2 dovremmo esaminare tenendo conto del contesto statunitense, del livello del dibattito da quelle parti e del tipo di retorica che va per la maggiore da una parte e dall\u2019altra. Ovviamente dalle nostre parti ci\u00f2 non avviene: si estrapolano parole prive di contesto, senza considerare dove e quando siano state pronunciate, o per rispondere a cosa. Il risultato \u00e8 che le idee di Charlie Kirk in questi giorni sono state semplificate, mistificate e vilipese sui social e dai media. Illustri intellettuali come Stephen King hanno scritto ad esempio che Kirk si augurava la morte dei gay, e sono stati costretti a smentirsi pubblicamente. Ma se qualche affermazione estrema e falsa \u00e8 stata rettificata, la gran parte delle bugie continua a circolare, e Charlie \u00e8 ancora presentato come una sorta di suprematista bianco razzista e intollerante. In realt\u00e0, egli rientrava perfettamente nel sentiero culturale dei cristiani evangelici americani. Era un cristiano conservatore, prima cristiano e poi conservatore. Gran parte dei suoi libri, tra cui Time for a turning point e il bestseller The Maga doctrine, sono improntati a una robusta difesa del libero mercato e dello Stato minimo, secondo l\u2019ordine di idee dei libertari americani e del Tea Party. Ma non sono certo gli appassionati sermoni a favore del capitalismo vecchio stile ad avergli guadagnato l\u2019astio di quasi tutti gli attivisti progressisti d\u2019America. Kirk era detestato dai suoi avversari soprattutto per ci\u00f2 che diceva e scriveva riguardo alla cultura woke, alle pretese delle minoranze, all\u2019aborto e alle battaglie gender. Era un \u00abguerriero culturale\u00bb di destra, e questo gli \u00e8 costato la vita. Sapeva di correre un pericolo e ne aveva ripetutamente parlato, sostenendo che non ci fossero luoghi sicuri per i conservatori, soprattutto nelle universit\u00e0 americane. \u00abChe ironia che tutte quelle lezioni sul disperato bisogno di spazi sicuri nei campus e sulla malvagit\u00e0 delle microaggressioni e dei discorsi offensivi provengano dalla sinistra\u00bb, sosteneva. \u00ab\u00c8 ironico perch\u00e9 i progressisti sono il pi\u00f9 delle volte gli aggressori. I conservatori vengono umiliati, evitati, esclusi ed esiliati. Le micro e macro aggressioni contro i conservatori sono tollerate, se non applaudite. Ma non sono i conservatori a chiedere spazi sicuri e gli altri a proteggersi dall\u2019essere feriti nei propri sentimenti. Rispetto ai progressisti, con quale frequenza i conservatori organizzano manifestazioni rumorose per impedire agli oratori progressisti di apparire nei campus? Con quale frequenza i conservatori molestano i progressisti nel tentativo di reclutare studenti per le loro cause? Con quale frequenza i conservatori affermano che la libert\u00e0 di parola dei progressisti deve essere limitata perch\u00e9 \u00e8 odiosa e offensiva? Con quale frequenza i conservatori marciano sugli uffici amministrativi per imporre la cancellazione degli oratori progressisti? Quanti conservatori chiedono spazi sicuri che sono essenzialmente camere di risonanza per&#8230; l\u2019enfasi liberale? Quanto spesso? Non spesso, addirittura mai. I sedicenti progressisti sono quelli che stanno soffocando la libert\u00e0 di parola e rendendo l\u2019espressione di idee conservatrici un\u2019impresa rischiosa, tradendo la cultura della libert\u00e0 di parola che i liberal non molto tempo fa lodavano e difendevano aggressivamente. Quando si tratta di ambienti universitari ostili, \u00e8 difficile trovarne uno che superi quelli che progressisti, liberali e clan di estrema sinistra stanno creando contro i conservatori\u00bb. Rivolgendosi ai suoi sostenitori, aggiungeva: \u00abPerch\u00e9 sono sempre gli attivisti di sinistra a lamentarsi, protestare, salire sui palchi e azionare gli allarmi antincendio, mentre noi conservatori restiamo in silenzio quando sentiamo cose con cui non siamo d\u2019accordo?\u00bb.Per lui, la libert\u00e0 di parola era un valore assoluto. E detestava che fosse minacciata. Difenderla, spiegava, \u00abnon \u00e8 un compito facile. I nostri Padri Fondatori lo sapevano bene mentre lottavano per trovare un modo migliore di governare rispetto, da un lato, alle monarchie, alle dittature e alle oligarchie europee. O, dall\u2019altro, all\u2019anarchia del sanguinoso Regno del Terrore che attanagli\u00f2 la Francia dopo il fallimento cos\u00ec misero del suo esperimento con la democrazia. Trovare un equilibrio tra autoritarismo e anarchia \u00e8 davvero difficile. Quindi, come pu\u00f2 questa idea non essere in pericolo quando ai futuri leader americani viene insegnato che il comfort emotivo e fisico \u00e8 pi\u00f9 importante di un dibattito rigoroso, che evitare offese \u00e8 pi\u00f9 importante che proteggere la libert\u00e0 di espressione, che la libert\u00e0 di parola pu\u00f2 essere messa a tacere perch\u00e9 potrebbe ferire i sentimenti di qualcuno?\u00bb.A proposito delle minoranze combattive in cerca di risarcimento sociale sfoderava una battuta: \u00abChiunque venga dichiarato la vittima pi\u00f9 grande pu\u00f2 diventare il pi\u00f9 grande bullo\u00bb. E se la prendeva con i censori progressisti: \u00abUn tempo i liberali erano convinti difensori della libert\u00e0 di parola. Oggi, i progressisti dei campus hanno trasformato quell\u2019onorevole eredit\u00e0 capovolgendola, arrogandosi il diritto di sopprimere la libert\u00e0 di parola, ingannandosi credendo di proteggerla. Sotto le mentite spoglie dell\u2019apprendimento si manifestano opinioni, giudizi o pura propaganda. \u00c8 incredibile cosa passi per erudizione nelle aule universitarie e persino delle scuole superiori oggigiorno\u00bb. Per contrastare questo stato di cose aveva fondato nel 2012, giovanissimo, la sua organizzazione Turning Point. \u00abAbbiamo combattuto instancabilmente contro la macchina ben oliata del Team Left e li abbiamo affrontati aggressivamente in ogni occasione\u00bb rivendicava. \u00abLi combattiamo con le loro tattiche e li combattiamo con nuove tattiche che non hanno mai visto prima. Principalmente quello che stiamo cercando di fare \u00e8 prendere le distanze dalle risposte e dai contrattacchi comunemente associati al Team Right e colpire in modo preventivo e duro. [&#8230;] Una delle armi pi\u00f9 efficaci, se non la pi\u00f9 efficace, che l\u2019altra parte abbia schierato \u00e8 l\u2019uso e il controllo del linguaggio e della parola. Nella storia della guerra, una delle invenzioni pi\u00f9 rivoluzionarie \u00e8 stata quella della balestra. Sebbene sia associata all\u2019Europa medievale, in realt\u00e0 fu inventata nell\u2019antica Cina, forse gi\u00e0 nel 2000 a.C. I cinesi erano cos\u00ec certi del suo grande potere che fecero di tutto per tenerla lontana dai loro nemici, e alcune prove suggeriscono che abbiano persino preso in considerazione il disarmo unilaterale. Sapevano che aveva incredibili capacit\u00e0 distruttive. Il controllo del linguaggio e il politicamente corretto sono diventati la balestra moderna del Team Left, che sta brandendo le sue armi senza coscienza\u00bb.Gi\u00e0, il politicamente corretto e la cultura woke erano le sue bestie nere. A combatterle dedicava la gran parte dei suoi interventi pubblici. \u00abVoglio definire meglio il fenomeno che chiamiamo politicamente corretto\u00bb, scriveva. \u00abIl termine \u00e8 diventato cos\u00ec ampiamente utilizzato che ora \u00e8 quasi impossibile trascorrere un\u2019intera giornata, a meno che non si sia a casa malati con la tv spenta e lo smartphone in modalit\u00e0 aereo, senza sentirlo usare. Tutti sanno che cosa significhi: che ci sono solo poche cose che si possano dire o fare senza che vengano considerate inappropriate. Ma cosa significa veramente e chi le considera inappropriate? A ben vedere, il politicamente corretto non \u00e8 altro che autocensura. Costringe le persone a smettere volontariamente di comportarsi o parlare in un certo modo. Il motore di questo processo sono due emozioni di base: il senso di colpa e la paura. Il politicamente corretto induce le persone ad autocensurarsi perch\u00e9 si sentono in colpa per ci\u00f2 che stanno per dire o fare e hanno paura di perdere qualcosa se lo dicono o lo fanno. Le emozioni di colpa e paura sono motori di comportamento cos\u00ec potenti che le persone si fermano senza nemmeno porsi la domanda: \u201cChi sto realmente offendendo?\u201d. Quasi senza eccezioni, la risposta alla domanda \u00e8 che non stai offendendo un numero significativo di persone apparentemente protette dal discorso censurato. Quello che stai realmente facendo \u00e8 respingere un piccolo gruppo collettivista che cerca una sorta di privilegio o protezione e non vuole una discussione onesta e aperta sulla questione. Non importa quale sia l\u2019argomento, le persone determinate a sostituire le decisioni collettive alla libert\u00e0 individuale usano la balestra del politicamente corretto per stabilire i termini accettabili del discorso. Lo fanno in modo che persone come me appaiano indifferenti, insensibili e decisamente malvagie. [&#8230;] Se discutiamo di controlli ragionevoli sull\u2019immigrazione, siamo xenofobi; se abbiamo successo finanziario siamo \u201cl\u2019uno per cento\u201d; se suggeriamo che le persone debbano pagare per le proprie scelte discrezionali in materia di controllo delle nascite, stiamo conducendo una \u201cguerra alle donne\u201d. \u00c8 diventato molto scomodo e in alcuni casi pericoloso per le carriere accademiche, aziendali o pubbliche usare un linguaggio diretto per discutere questioni dirette. Il politicamente corretto \u00e8 un\u2019arma che induce le persone impegnate che sanno come comportarsi ad arrendersi volontariamente. \u00c8 peggio dell\u2019essere ipnotizzati, perch\u00e9 non puoi ordinare a una persona sotto ipnosi di fare qualcosa di dannoso per s\u00e9 stessa. In tutta l\u2019America, nei campus e negli uffici, il politicamente corretto sta spingendo i cittadini amanti della libert\u00e0 a togliersi i vestiti, comportarsi come polli e saltare dalle finestre del dodicesimo piano\u00bb.Libert\u00e0 di parola, di pensiero, di espressione, sempre e ovunque. Se \u00e8 vero che Kirk talvolta risultava urticante, \u00e8 vero anche che era sempre disposto a dibattere, ad ascoltare gli altri, ad accettare gli attacchi compresi quelli pi\u00f9 spietati. Eppure era anche capace di grande empatia. Basti guardare il video di un dialogo con uno studente che si definisce transgender e dichiara di essere intenzionato a cambiare sesso. Charlie ascolta con attenzione e risponde con estrema grazia, con comprensione e gentilezza. Invita il ragazzo a \u00abfare molta attenzione prima di introdurre farmaci nel suo corpo\u00bb, gli chiede di \u00abaspettare una diagnosi\u00bb e di riflettere a lungo. Non giudica, non offende: invita. Certo, nei riguardi degli attivisti Charlie era implacabile, e fu tra coloro che fecero pressione su Donald Trump perch\u00e9 prendesse provvedimenti in difesa dei minori: \u00abTrump ha promesso di firmare una legge che vieta le mutilazioni sessuali sui minori in tutti i 50 Stati\u00bb, scrisse. \u00abDovrebbe farsi avanti e organizzare un evento in cui i bambini che hanno abbandonato la strada della conversione raccontino le loro tragiche storie. Passare all\u2019attacco, chiudere le cliniche e proteggere i bambini\u00bb. Anche quando il presidente decise di ascoltarlo, Charlie non abbass\u00f2 la guardia: \u00abL\u2019ordine esecutivo per la protezione dei bambini dalle mutilazioni chimiche e chirurgiche\u00bb, disse, \u00abrappresenta un\u2019inversione di tendenza e una denuncia completa e assoluta del contagio sociale infantile che ha distrutto innumerevoli famiglie e confuso e brutalizzato bambini, lasciando migliaia di persone permanentemente sterili e massacrate\u00bb In altre occasioni se la prese con il \u00abculto transgender della sterilizzazione e della mutilazione di massa\u00bb e invoc\u00f2 processi in stile Norimberga per gli attivisti che spingono i minori a cambiare sesso. Ma non mancava mai di ripetere: \u00abLa mia preghiera per le persone che credono di essere trans \u00e8 che smettano di fare la guerra al loro corpo e imparino invece ad amare il corpo che Dio ha dato loro\u00bb. \u00c8 probabile che proprio la battaglia anti trans abbia innescato l\u2019ira e la follia del suo assassino. Chi ora insulta la memoria di Charlie accusandolo di aver fomentato divisione, dovrebbe ricordare che, negli Usa e altrove, le stesse idee sono condivise a destra e a sinistra, e persino da non pochi scienziati. Charlie, in ogni caso, era disponibile a discutere le sue affermazioni con chiunque, a metterle in dubbio, a spaccare il capello in quattro. A rifiutare la discussione, il pi\u00f9 delle volte, erano i suoi avversari. Arroganti come quelli che oggi pretendono di demolire il suo pensiero senza nemmeno conoscerlo.\n<\/p>\n<p>\n        Il presidente di Generalfinance e docente di Corporate Finance alla Bocconi Maurizio Dallocchio e il vicedirettore de la Verit\u00e0 Giuliano Zulin\n    <\/p>\n<p>Dopo l\u2019intervista di <strong>Maurizio Belpietro<\/strong> al ministro dell\u2019Ambiente <strong>Gilberto Pichetto Fratin<\/strong>, <strong>Zulin<\/strong> ha chiamato sul palco <strong>Dallocchio<\/strong> per discutere di quante risorse servono per la transizione energetica e di come la finanza possa effettivamente sostenerla.<\/p>\n<p>Il tema centrale, secondo <strong>Dallocchio<\/strong>, \u00e8 la relazione tra rendimento e impegno ambientale. \u00abSe un green bond ha un rendimento leggermente inferiore a un titolo normale, con un differenziale di circa 5 punti base, \u00e8 insensato &#8211; ha osservato &#8211; chi vuole investire nell\u2019ambiente deve essere disposto a un sacrificio pi\u00f9 elevato, ma serve chiarezza su dove vengono investiti i soldi\u00bb. Attualmente i green bond rappresentano circa il 25% delle emissioni, un livello ritenuto ragionevole, ma \u00e8 necessario collegare in modo trasparente raccolta e utilizzo dei fondi, con progetti misurabili e verificabili.<\/p>\n<p><strong>Dallocchio<\/strong> ha sottolineato anche il ruolo dei regolamenti europei. \u00abL\u2019Europa regolamenta duramente, ma finisce per ridurre la possibilit\u00e0 di azione. La rigidit\u00e0 rischia di scoraggiare le imprese dal quotarsi in borsa, con conseguenze negative sugli investimenti green. Oggi il 70% dei cda delle banche \u00e8 dedicato alla compliance e questo non va bene\u00bb. Un altro nodo evidenziato riguarda la concentrazione dei mercati: gli emittenti privati si riducono, mentre grandi attori privati dominano la borsa, rendendo difficile per le imprese italiane ed europee accedere al capitale. Secondo <strong>Dallocchio<\/strong>, le aziende dovranno abituarsi a un mercato dove le banche offrono meno credito diretto e pi\u00f9 strumenti di trading, seguendo il modello americano.<\/p>\n<p>Infine, il confronto tra politica monetaria europea e americana ha messo in luce contraddizioni: \u00abLa Fed dice di non occuparsi di clima, la Bce lo inserisce nei suoi valori, ma non abbiamo visto un reale miglioramento della finanza green in Europa. La sensibilit\u00e0 verso gli investimenti sostenibili resta pi\u00f9 personale che istituzionale\u00bb. Il panel ha cos\u00ec evidenziato come la finanza sostenibile possa sostenere la transizione energetica solo se accompagnata da chiarezza, regole coerenti e attenzione al ritorno degli investimenti, evitando mode o vincoli eccessivi che rischiano di paralizzare il mercato.<\/p>\n<p>Continua a leggereRiduci<\/p>\n<p>Intervistato da <strong>Maurizio Belpietro<\/strong>, direttore de La Verit\u00e0, il ministro dell\u2019Ambiente e della Sicurezza Energetica <strong>Gilberto Pichetto Fratin<\/strong> non usa giri di parole: \u00abIo non sono contro l\u2019elettrico, sono convinto che il motore elettrico abbia un futuro enorme. Ma una cosa \u00e8 credere in una tecnologia, un\u2019altra \u00e8 trasformarla in un\u2019imposizione politica. Questo ha fatto l\u2019Unione Europea con la scadenza del 2035\u00bb. Secondo <strong>Pichetto Fratin<\/strong>, il vincolo fissato a Bruxelles non nasce da ragioni scientifiche: \u00ab\u00c8 come se io oggi decidessi quale sar\u00e0 la tecnologia del 2040. \u00c8 un metodo sovietico, come le tavole di Leontief: la politica stabilisce dall\u2019alto cosa succeder\u00e0, ignorando il mercato e i progressi scientifici. Nessuno mi toglie dalla testa che Timmermans abbia imposto alle case automobilistiche europee \u2013 che all\u2019epoca erano d\u2019accordo \u2013 il vincolo del 2035. Ma oggi quelle stesse industrie si accorgono che non \u00e8 pi\u00f9 sostenibile\u00bb.<\/p>\n<p>Il motore elettrico: futuro s\u00ec, imposizioni no. Il ministro tiene a ribadire di non avere pregiudizi sulla tecnologia: \u00abIl motore elettrico \u00e8 il pi\u00f9 semplice da costruire, ha sette-otto volte meno pezzi, si rompe raramente. Pensi al motore del frigorifero: quello di mia madre ha funzionato cinquant\u2019anni senza mai guastarsi. \u00c8 una tecnologia solida. Ma da questo a imporre a tutti gli europei di pagare la riconversione industriale delle case automobilistiche, ce ne corre\u00bb. Colonnine e paradosso dell\u2019uovo e della gallina.<strong> Belpietro<\/strong> chiede conto del tema infrastrutturale: perch\u00e9 le gare per le colonnine sono andate deserte? <strong>Pichetto Fratin <\/strong>replica: \u00abPerch\u00e9 non c\u2019\u00e8 il mercato. Non ci sono abbastanza auto elettriche in circolazione, quindi nessuno vuole investire. \u00c8 il classico paradosso: prima l\u2019uovo o la gallina?\u00bb. Il ministro racconta di aver tentato in tutti i modi: \u00abHo fatto bandi, ho ripetuto le gare, ho perfino chiesto a Rfi di partecipare. Alla fine ho dovuto riconvertire i 597 milioni di fondi europei destinati alle colonnine, dopo una lunga contrattazione con Bruxelles. Ma anche qui si vede l\u2019assurdit\u00e0: l\u2019Unione Europea ci impone obiettivi, senza considerare che il mercato non risponde\u00bb.<\/p>\n<p>Prezzi eccessivi e mercato bloccato. Un altro nodo \u00e8 il costo delle auto elettriche: \u00abIn Germania servono due o tre annualit\u00e0 di stipendio di un operaio per comprarne una. In Italia ce ne vogliono cinque. Non \u00e8 un caso che fino a poco tempo fa fossero auto da direttori di giornale o grandi manager. Questo non \u00e8 un mercato libero, \u00e8 un\u2019imposizione politica\u00bb. L\u2019errore: imporre il motore, non le emissioni. Per <strong>Pichetto Fratin<\/strong>, l\u2019errore dell\u2019Ue \u00e8 stato vincolare la tecnologia, non il risultato: \u00abSe l\u2019obiettivo era emissione zero nel 2035, bastava dirlo. Ci sono gi\u00e0 veicoli diesel a emissioni zero, ci sono biocarburanti, c\u2019\u00e8 il biometano. Ma Bruxelles ha deciso che l\u2019unica via \u00e8 l\u2019elettrico. \u00c8 qui l\u2019errore: hanno trasformato una direttiva ambientale in un regalo alle case automobilistiche, scaricando il costo sugli europei\u00bb. <\/p>\n<p>Bruxelles e la vicepresidente Ribera.<strong> <\/strong><strong>Belpietro<\/strong> ricorda le dichiarazioni della vicepresidente <strong>Teresa Ribera<\/strong>. Il ministro risponde: \u00abLa Ribera \u00e8 una che ascolta, devo riconoscerlo. Ma resta molto ideologica. E la Commissione Europea \u00e8 un rassemblement, non un vero governo: dentro c\u2019\u00e8 di tutto. In Spagna, per esempio, la Ribera \u00e8 stata protagonista delle scelte che hanno portato al blackout, puntando solo sulle rinnovabili senza un mix energetico\u00bb. La critica alla Germania. Il ministro non risparmia critiche alla Germania: \u00abPrima chiudono le centrali nucleari, poi riaprono quelle a carbone, la fonte pi\u00f9 inquinante. \u00c8 pura ipocrisia. Noi in Italia abbiamo smesso col carbone, ma a Berlino per compiacere i Verdi hanno abbandonato il nucleare e sono tornati indietro di decenni\u00bb. <\/p>\n<p>Obiettivi 2040: \u00abIrrealistici per l\u2019Italia\u00bb. Si arriva quindi alla trattativa sul nuovo target europeo: riduzione del 90% delle emissioni entro il 2040. <strong>Pichetto Fratin <\/strong>\u00e8 netto: \u00ab\u00c8 un obiettivo irraggiungibile per l\u2019Italia. I Paesi del Nord hanno territori sterminati e pochi abitanti. Noi abbiamo centomila borghi, due catene montuose, il mare, la Pianura Padana che soffre gi\u00e0 l\u2019inquinamento. Imporre le stesse regole a tutti \u00e8 sbagliato. L\u2019Italia rischia di non farcela e di pagare un prezzo altissimo\u00bb. Il ruolo del gas e le prospettive future. Il ministro difende il gas come energia di transizione: \u00ab\u00c8 il combustibile fossile meno dannoso, e ci accompagner\u00e0 per decenni. Prima di poterlo sostituire servir\u00e0 il nucleare di quarta generazione, o magari la fusione. Nel frattempo il gas resta la garanzia di stabilit\u00e0 energetica\u00bb. Conclusione: pragmatismo contro ideologia. Nelle battute finali dell\u2019intervista con <strong>Belpietro<\/strong>, <strong>Pichetto Fratin<\/strong> riassume la sua posizione: \u00abRidurre le emissioni \u00e8 un obiettivo giusto. Ma un conto \u00e8 farlo con scienza e tecnologia, un altro \u00e8 imporre scadenze irrealistiche che distruggono l\u2019economia reale. Qui non si tratta di ambiente: si tratta di ideologia. E i costi ricadono sempre sugli europei.\u00bb<\/p>\n<p>Il ministro aggiunge: \u00abOggi produciamo in Italia circa 260 TWh. Il resto lo importiamo, soprattutto dalla Francia, poi da Montenegro e altri paesi. Se vogliamo davvero dare una risposta a questo fabbisogno crescente, non c\u2019\u00e8 alternativa: bisogna guardare al nucleare. Non quello di ieri, ma un nuovo nucleare. Io sono convinto che la strada siano i piccoli reattori modulari, anche se aspettiamo i fatti concreti. \u00c8 l\u00ec che dobbiamo guardare\u00bb. <strong>Pichetto Fratin <\/strong>chiarisce: \u00abIl nucleare non \u00e8 un\u2019alternativa alle altre fonti: non sostituisce l\u2019eolico, non sostituisce il fotovoltaico, n\u00e9 il geotermico. Ma \u00e8 un tassello indispensabile in un mix equilibrato. Senza, non potremo mai reggere i consumi futuri\u00bb. Gas liquido e rapporti con gli Stati Uniti. Il discorso scivola poi sul gas: \u00abAbbiamo firmato un accordo standard con gli Stati Uniti per l\u2019importazione di Gnl, ma oggi non abbiamo ancora i rigassificatori sufficienti per rispettarlo. Oggi la nostra capacit\u00e0 di importazione \u00e8 di circa 28 miliardi di metri cubi l\u2019anno, mentre l\u2019impegno arriverebbe a 60. Negli Usa i liquefattori sono in costruzione: servir\u00e0 almeno un anno o due. E, comunque, non \u00e8 lo Stato a comprare: sono gli operatori, come Eni, che decidono in base al prezzo. Non \u00e8 un obbligo politico, \u00e8 mercato\u00bb. Bollette e prezzi dell\u2019energia. Sul tema bollette, il ministro precisa: \u00abL\u2019obiettivo \u00e8 farle scendere, ma non esistono bacchette magiche. Non \u00e8 che con un mio decreto domani la bolletta cala: questo accadeva solo in altri regimi. Noi stiamo lavorando per correggere il meccanismo che determina il prezzo dell\u2019energia, perch\u00e9 ci sono anomalie evidenti. A breve uscir\u00e0 un decreto con alcuni interventi puntuali. Ma la verit\u00e0 \u00e8 che per avere bollette davvero pi\u00f9 basse bisogna avere energia a un costo molto pi\u00f9 basso. E i francesi, grazie al nucleare, ce l\u2019hanno a prezzi molto inferiori ai nostri\u00bb.<\/p>\n<p>Continua a leggereRiduci<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il conservatore americano era aperto al dialogo con i progressisti, anche se sapeva che \u00abper quelli come noi&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":109715,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,166,7,15,76654,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-109714","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-mondo","12":"tag-news","13":"tag-notizie","14":"tag-omicidio-charlie-kirk","15":"tag-ultime-notizie","16":"tag-ultime-notizie-di-mondo","17":"tag-ultimenotizie","18":"tag-ultimenotiziedimondo","19":"tag-world","20":"tag-world-news","21":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/109714","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=109714"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/109714\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/109715"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=109714"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=109714"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=109714"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}