{"id":109978,"date":"2025-09-15T14:35:29","date_gmt":"2025-09-15T14:35:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/109978\/"},"modified":"2025-09-15T14:35:29","modified_gmt":"2025-09-15T14:35:29","slug":"sudare-internamente-luca-vettori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/109978\/","title":{"rendered":"Sudare internamente | Luca Vettori"},"content":{"rendered":"<p>Qualche tempo fa, cos\u00ec per gioco e a tempo perso, sono stato invitato a riflettere sull&#8217;opposizione manichea tra la figura dell&#8217;intellettuale e quella dell&#8217;atleta: l&#8217;una sedentaria e rachitica, ingobbita sui libri e indifferente agli eventi sportivi, l&#8217;altra tutta muscoli niente cervello, disinteressata ed estranea all&#8217;ambiente culturale.<\/p>\n<p>Queste due sacche di significato identitario \u2013 nel loro essere stereotipi sciocchi \u2013 sono al giorno d&#8217;oggi etichette anacronistiche e prive di senso, eppure tendono ancora, in qualche modo, a rimanere immobili con il loro netto contorno di demarcazione ben definito. Allo stesso modo, poi, per il medesimo motivo, come due figure ingabbiate l&#8217;una accanto all&#8217;altra, intellettuale e atleta si rivolgono sguardi circospetti nelle reciproche direzioni.<\/p>\n<p>Nonostante il tempo in cui viviamo dica il contrario, osservando il tentativo (seppur lento) di abbattere confini di specificit\u00e0 a circuito chiuso e costruendo parentele che scavalcano barriere inesistenti, entrambe queste figure restano culturalmente ben connotate nel nostro immaginario, resistono fisse come epiteti duraturi, senza riuscire a disgiungersi dalla lunga tradizione filosofica e religiosa che, con l\u2019avvento del cristianesimo, ha spazzato via per intero la cultura dell&#8217;esercizio fisico e dello sport. Le cattedrali hanno sostituito le palestre come luoghi sacri: occorreva esaltare lo spirito santo \u2013 l&#8217;anima \u2013 e non pi\u00f9 il corpo.<\/p>\n<p>Bill Hayes, autore del libro <a href=\"https:\/\/www.ilsaggiatore.com\/libro\/sudore\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Sudore <\/a>edito da Il Saggiatore, si offre come piroettante guida nel solco di questo strappo. La sua \u00e8 innanzitutto una storia personale, che lo riguarda biograficamente, che nasce dal suo corpo e dai corpi delle persone care che gli gravitano attorno. \u00c8 la storia della sua ricerca a perdifiato, della sua indagine a spirale, avvolgente, meticolosa, indomita.<\/p>\n<p>A Bill Hayes, &#8220;in un torrido pomeriggio di luglio, caldo e appiccicoso&#8221; viene donata senza preavviso un&#8217;epifania: gli viene mostrato un libro del 1500 di Girolamo Mercuriale intitolato De arte gymnastica.<\/p>\n<p>Da quell&#8217;istante preciso comincia la sua caccia in cerca di informazioni, manoscritti e documenti, una vera e propria avventura itinerante di cui l&#8217;autore del libro si far\u00e0 protagonista, trovandosi a setacciare \u2013 con una fatica esemplare \u2013 biblioteche e archivi in pi\u00f9 continenti, a interrogare maestri illustri e bibliotecari indisposti, a indagare scrupolosamente attorno al personaggio iconico e sconosciuto ai pi\u00f9 come quello di Girolamo Mercuriale.<\/p>\n<p>Potremmo descrivere la figura di questo medico romagnolo che visse nella seconda met\u00e0 del &#8216;500, che scriveva in una forma ricercata di latino medievale, che venne supportato economicamente dall&#8217;influente famiglia Farnese, come quella di un mediatore appassionato, capace di allacciare \u2013 dopo lungo tempo \u2013 arte ginnastica e arte filosofica. Di questo cambio di postura nei confronti dell&#8217;esercizio fisico Mercuriale rivendica con fierezza il proprio primato, la propria visionaria determinazione.<\/p>\n<p>Quella di Mercuriale sembra, infatti, una figura di mezzo, in grado di rompere gli schemi prestabiliti e collaudati da lungo tempo, tentando di ripristinare minuziosamente quell&#8217;arte imprescindibile dell&#8217;esercizio fisico &#8220;ormai estinta&#8221;, ormai spenta e dimenticata.<\/p>\n<p>L&#8217;argomentazione di Mercuriale in favore dell&#8217;esercizio fisico si mostra fin da subito &#8220;pi\u00f9 simile a quella di un avvocato difensore che a quella di un medico \u2013 logica, minuziosa, diplomatica&#8221; scrive Bill Hayes. &#8220;L&#8217;opera \u00e8 composta di sei parti \u2013 sei libri \u2013 pensate in modo che ognuna prenda le mosse dalla precedente. Nei singoli capitoli si discutono la corsa, la camminata, il nuoto, i salti, il pugilato, la lotta e tantissime altre attivit\u00e0, incluse alcune che non avevo mai considerato prima come forme di esercizio: ridere, piangere e trattenere il respiro.&#8221;<\/p>\n<p>Bill Hayes si trasforma a capitoli alternati in topo da biblioteca e in topo da palestra, sondando da una parte l&#8217;architettura bibliografica di Mercuriale, nelle sue intuizioni preziosissime e nelle sue illustrazioni cos\u00ec precise da sembrargli vive, e confrontandosi dall&#8217;altra parte con quanto accade alla dimensione del corpo nell&#8217;epoca moderna, accedendo in prima persona alla variet\u00e0 delle offerte legate al benessere corporeo.<\/p>\n<p>Il filosofo contemporaneo Colin McGinn (per sua stessa ammissione un patito di sport) sottolinea come l&#8217;educazione fisica dovrebbe essere qualcosa che ci accompagna per tutta la vita. &#8220;Ci piace avere una mente sapiente, ben provvista di informazioni; dovremmo volere che anche i nostri corpi fossero equipaggiati allo stesso modo&#8221; scrive nel suo libro Sport. &#8220;\u00c8 bello avere un corpo erudito&#8221;.<\/p>\n<p>Bill Hayes, d&#8217;altra parte, segue esattamente questa intuizione, trovandola iscritta proprio dentro la sua giovinezza: &#8220;Mi piaceva allenarmi in s\u00e9 e per s\u00e9, la pura semplice soddisfazione di adoperare tutta la mia forza contro qualcosa che vi opponeva resistenza. Ricercavo quello che Ivan Pavlov ha chiamato, con una bellissima espressione, felicit\u00e0 muscolare&#8221;.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" data-entity-uuid=\"11952f13-2ea5-4806-8691-e8c6b25b26ca\" data-entity-type=\"file\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/31ZW44kJqeL_0.jpg\" width=\"500\" height=\"741\" alt=\"k\" class=\"align-center\" loading=\"lazy\"\/><\/p>\n<p>Anch\u2019 io sono stato un atleta professionista e per circa quindici anni della mia vita, saltando e performando su innumerevoli campi da pallavolo, ho considerato il mio corpo come il mio principale utensile da lavoro. Eravamo \u2013 io e il mio corpo \u2013 un soggetto uniforme, composto di una fisicit\u00e0, di un&#8217;interiorit\u00e0 e di un&#8217;agognata collaborazione d&#8217;intenti.<\/p>\n<p>Di quella pavloviana felicit\u00e0 muscolare ho fatto io stesso esperienza, raccogliendo per esempio nella stanchezza, nella ripetizione, nel riposo \u2013 talvolta persino nella tolleranza al dolore \u2013 le schegge di un piacere, i piccoli brandelli di una qualche soddisfazione.<\/p>\n<p>Questa premessa mi \u00e8 utile per registrare alcune intuizioni che Bill Hayes inserisce nel suo libro Sudore. E non solo: mi porta in consegna anche una domanda contraddittoria, forse persino impertinente.<\/p>\n<p>Il gesto atletico pu\u00f2 essere considerato al pari di un&#8217;opera intellettuale, un&#8217;opera artistica?<\/p>\n<p>Nel capitolo Diario del pugile, Hayes scrive:<\/p>\n<p>&#8220;Comincio a prendere la mano e il ritmo, ma non tutti ci riescono. A un certo punto vedo Paul aiutare un allievo che \u00e8 tutto gomiti e niente linee \u2013 e niente pugni, quindi. &#8220;Non \u00e8 una cosa che si impara in un giorno, amico&#8221; gli dice Paul in quella che, giuro, sembra essere una voce gentile. &#8220;\u00c8 una lingua, una lingua tutta nuova&#8221; dice, riferendosi ai movimenti che noi, apprendisti di un antico linguaggio, stiamo tutti provando a imparare.&#8221;<\/p>\n<p>In un altro capitolo, invece, descrive l&#8217;esercizio analitico della lat machine, eseguito in una palestra a specchi di Manhattan.<\/p>\n<p>&#8220;Allungo le mani sopra la testa e afferro la grossa barra, mi appoggio appena alla panca, mi piego in avanti e tiro verso il basso, pi\u00f9 gi\u00f9 che posso. [&#8230;] Il fatto che non posso vedere la mia schiena durante questo esercizio fa parte di ci\u00f2 che lo rende appagante: i muscoli vanno immaginati, sentiti mentre si contraggono, affidandosi non alla vista ma alla percezione.&#8221;<\/p>\n<p>Nel capitolo dedicato all&#8217;arte di nuotare, scrive:<\/p>\n<p>&#8220;Per definizione fare pratica comporta commettere errori, riconoscerli ed esplorare i modi in cui si possono correggere, mettendo in atto degli aggiustamenti. Imparai che la pratica \u00e8 una fase diversa dell&#8217;allenamento, anche se \u00e8 vero che praticando si fa esercizio. Quando si fa pratica bisogna pensare. L&#8217;esercizio invece, quando si fa nel modo migliore e pi\u00f9 gratificante, non lo richiede.&#8221;<\/p>\n<p>Immaginazione, linguaggio, grammatica, percezione, pratica sono lemmi sconfinati. In questo senso, la frontiera con il teatro, la danza, la pittura, la scrittura o la musica \u2013 non esiste.<\/p>\n<p>Tempo fa, quando ancora esercitavo le mie quotidianit\u00e0 atletiche, appuntavo con certezza che il gesto atletico \u00e8 un&#8217;opera. Un&#8217;opera gi\u00e0 disfatta nel suo farsi. Registrabile, riproducibile, certo. Ma in realt\u00e0, nella sua esecuzione di moto vivente, \u00e8 un&#8217;opera gi\u00e0 dissolta, gi\u00e0 conclusa. Un microcosmo infinitesimale composto di attimi infranti. Un&#8217;opera artistica, per l&#8217;appunto. Quello che compare nella sua frazione, nel suo istante sospeso, a prescindere dall&#8217;esito, \u00e8 un&#8217;ostinata ricerca che lo ha preceduto.<\/p>\n<p>In questa stessa ricerca, forse, la figura dell&#8217;atleta e la figura dell&#8217;intellettuale trovano il loro punto d&#8217;incontro pi\u00f9 vicino. Il corridoio dell&#8217;archivio pi\u00f9 frequentato dai topi da biblioteca, dove si custodiscono i manuali pi\u00f9 rari e preziosi, raggiunto quando lo studio diviene finalmente intenso e profondo, coincide con la vertiginosa esplorazione corporea di un atleta che s&#8217;imbatte in una tendinopatia cronica alla cuffia dei rotatori, che decide di analizzare il ritmo dei passi della rincorsa che precede il salto, che studia i tempi dell&#8217;avversario, le sue direzioni, le proprie ritualit\u00e0, le coincidenze.<\/p>\n<p>Ricercare una parte celata e sconosciuta per edificare il testo \u2013 il gesto: in entrambi i casi si tratta di eseguire l&#8217;opera, farla sorgere.<\/p>\n<p>Nel libro di Bill Hayes, naturalmente, anche il sudore possiede un ruolo rilevante. &#8220;La funzione pi\u00f9 importante delle ghiandole sudoripare \u00e8 la termoregolazione. Sudiamo principalmente perch\u00e9 la nostra temperatura si \u00e8 alzata.&#8221;<\/p>\n<p>Attorno al sudore corrono numerose credenze e falsi miti. Sudando non ci si libera delle tossine, il sistema sudoriparo non funziona in modo identico per tutte e tutti.<\/p>\n<p>Qualche volta, mentre giocavo, mi \u00e8 stato rimproverato di non sudare. Come se questo fosse un segno inequivocabile, un attestato di non fatica, di non sacrificio (nella retorica sportiva \u2013 di colpa). Un giornalista una volta s&#8217;invent\u00f2 che di certo gli sembrava che io sudassi internamente. Mi piacque come formula.<\/p>\n<p>Sudare internamente forse significa proprio intrattenere un singolare linguaggio corporeo interiore, un balbettio intermittente, un flusso di coscienza muscolare che esercita e visualizza una ricerca che sta in bilico tra mondi separati \u2013 mondo artistico e mondo sportivo, ma che in realt\u00e0 ne desidera la pacificazione, lo scambio, la commistione, seguendo la via lanciata da Girolamo Mercuriale.<\/p>\n<p>Leggi <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/luca-vettori\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">qui<\/a> tutti gli articoli di Luca Vettori.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Qualche tempo fa, cos\u00ec per gioco e a tempo perso, sono stato invitato a riflettere sull&#8217;opposizione manichea tra&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":109979,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[76766,1608,203,6108,204,1537,90,89,1609],"class_list":{"0":"post-109978","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-bill-hayes","9":"tag-books","10":"tag-entertainment","11":"tag-idee","12":"tag-intrattenimento","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy","16":"tag-libri"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/109978","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=109978"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/109978\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/109979"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=109978"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=109978"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=109978"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}