{"id":110071,"date":"2025-09-15T15:29:11","date_gmt":"2025-09-15T15:29:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/110071\/"},"modified":"2025-09-15T15:29:11","modified_gmt":"2025-09-15T15:29:11","slug":"dieci-libri-per-la-fine-dellestate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/110071\/","title":{"rendered":"Dieci libri per la fine dell&#8217;estate"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-442337 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/51e0VzW1xSL._UF10001000_QL80_.jpg\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"1000\"\/><\/p>\n<p>Una selezione di letture tra le pi\u00f9 recenti pubblicazioni che hanno animato il panorama letterario in Italia in questa primavera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>CARCERE, GUERRE E FIGLI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con <strong>Donnaregina<\/strong>, <strong>Teresa Ciabatti<\/strong> firma per Mondadori un libro ibrido e perturbante, che mescola autofiction, inchiesta e riflessione privata. Il cuore del romanzo \u00e8 l\u2019incontro tra la scrittrice e Peppe Misso, ex boss della camorra, oggi collaboratore di giustizia, con cui condivide tre anni e mezzo di conversazioni. Ma il racconto criminale si intreccia con un\u2019altra storia, pi\u00f9 sommessa: quella della malattia della figlia e dell\u2019incomprensione generazionale. Ciabatti costruisce un romanzo spiazzante, dove camorra, plastiche facciali e maternit\u00e0, convivenza col male e senso di giustizia si sfiorano e si confondono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>DAVID MAMET: BAMBI HA PERSO. E LO SAPPIAMO TUTTI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>David Mamet<\/strong> sa come si scrive un dialogo che affetta la carne. Premio Pulitzer, drammaturgo leggendario (American Buffalo, Glengarry Glen Ross), regista e sceneggiatore da Oscar, nel 2008 pubblica questo libretto esplosivo: <strong>Bambi contro Godzilla<\/strong>. Titolo geniale per una diagnosi feroce del cinema americano, dove la bellezza e l\u2019innocenza (Bambi) vengono quotidianamente annientate dalla macchina da guerra dello show business (Godzilla).<br \/>Ripubblicato oggi da Minimum Fax, \u00e8 ancora pi\u00f9 attuale. In un\u2019epoca in cui l\u2019industria dell\u2019intrattenimento si traveste da etica progressista e inclusiva, Mamet ci riporta alla nuda verit\u00e0: tutto \u00e8 narrazione. Ma attenzione a chi la controlla. Chi ama il cinema lo deve leggere. Chi lavora nel cinema lo odier\u00e0. Tutti gli altri ridono, ma con un po\u2019 di angoscia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>BEAUVOIR VS SARTRE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo breve dialogo tra <strong>Simone de Beauvoir <\/strong>e<strong> Jean-Paul Sartre<\/strong>, tradotto con cura da Mara Cantoni e Massimo Gallerani, restituisce un momento cruciale del femminismo europeo degli anni Settanta. Pi\u00f9 che un semplice scambio di idee, \u00e8 una partita a viso aperto tra due intellettuali profondamente legati, ma che non rinunciano a sfidarsi su temi delicati come la condizione femminile e l\u2019uguaglianza di genere. De Beauvoir, con la sua consueta lucidit\u00e0, non si limita a interrogare Sartre: lo incalza, lo provoca, mettendo in crisi alcune sue convinzioni, senza mai abbandonare un rispetto che per\u00f2 non significa indulgenza.<br \/>La conversazione si fa specchio di un rapporto dove mettere in discussione l\u2019altro \u00e8 un atto d\u2019amore, un modo per crescere insieme e spingere il pensiero verso una parit\u00e0 che sia concreta e vissuta, non solo ideale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-442339 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Agosto-Cover-Fronte-715x1000.jpg\" alt=\"\" width=\"715\" height=\"1000\"  \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>SU KARL MARX \u2013 ERNST BLOCH<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo volume pubblicato da Deriveapprodi,<strong> Ernst Bloch<\/strong> affronta il pensiero di Karl Marx mettendone in luce gli aspetti meno dogmatici e pi\u00f9 aperti al cambiamento.<br \/>La sua lettura insiste su ci\u00f2 che definisce \u201cutopia concreta\u201d: un\u2019idea di futuro possibile, costruita sulle speranze storiche dell\u2019umanit\u00e0.<br \/>Non si tratta di un sogno astratto, ma di una tensione reale verso la trasformazione sociale.<br \/>Bloch rilegge Marx a partire dai Manoscritti del 1844, dando centralit\u00e0 al desiderio, alla possibilit\u00e0, all\u2019incompiuto.<br \/>\u00c8 un marxismo che non chiude, ma apre: che guarda avanti, invece di congelarsi in formule.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>PELI, PRINCIPI E COMPROMESSI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lavinia, giovane dottoranda senza stipendio, vive sospesa tra ideali forti e necessit\u00e0 materiali, incarnando un conflitto che molti sperimentano ma pochi raccontano con tanta autenticit\u00e0. Difende con passione il pelo femminile, quel confine tra dentro e fuori del corpo che per lei \u00e8 equilibrio e identit\u00e0, ma si scontra con un mondo che vuole tutto liscio, epilato, perfetto. Il suo impegno la colloca in un solido orizzonte teorico, ma la realt\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 dura. Quando un misterioso feticista di OnlyFans, le propone soldi in cambio di una manciata di peli, si trova a barcamenarsi tra il compromesso e la necessit\u00e0 di autonomia economica.<br \/>Questo racconto racconta pi\u00f9 di una battaglia estetica: \u00e8 la storia di una generazione che deve negoziare valori e sopravvivenza, resistenza e adattamento, identit\u00e0 e mercato. Lavinia si scopre fragile e forte, ingenua e pragmatica, e attraverso lei emerge una domanda urgente: fino a che punto possiamo sacrificare ci\u00f2 in cui crediamo per garantirci una parvenza di libert\u00e0?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>AGOSTO NERO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Agosto \u00e8 un buco nero (Eris) di <strong>Tzarina Caterina Casiccia<\/strong> \u00e8 tutto fuorch\u00e9 un tuffo nel relax tranne per i fan di Quarto grado e Chi l\u2019ha visto. \u00c8 un viaggio disturbante dentro il lato oscuro dell\u2019estate, un\u2019antologia di 31 eventi tragici \u2013 uno per ogni giorno del mese \u2013 che vanno dalle stragi italiane ai suicidi celebri, passando per delitti dimenticati, lutti privati e catastrofi collettive. L\u2019autrice, con sguardo visionario e taglio personale, ricostruisce contesti, atmosfere, tracce emotive, senza la pretesa del saggio storico ma con la potenza narrativa di chi conosce bene l\u2019odore del sangue e del silenzio.<br \/>Casiccia intreccia cronaca nera, immaginario pop, storia politica e memoria familiare: c\u2019\u00e8 Piazzale Loreto e c\u2019\u00e8 sua nonna, c\u2019\u00e8 Marina Cvetaeva e c\u2019\u00e8 l\u2019uragano Katrina, c\u2019\u00e8 la Beat Generation e il Mostro di Firenze. Il filo conduttore \u00e8 il disagio, la malinconia, la carne che deperisce troppo in fretta, le mosche. Un libro che inquieta, incanta e scuote, come un agosto vissuto senza difese.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-442343 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/9788832107685_0_0_0_0_0-658x1000.jpg\" alt=\"\" width=\"658\" height=\"1000\"  \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IL PESO DELLE PAROLE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con<strong> Linguicismo e potere <\/strong>(Eris), <strong>Rosalba Nodari<\/strong> affronta un tema tanto invisibile quanto pervasivo: la discriminazione che passa attraverso la lingua. In un mondo che d\u00e0 per scontato il \u201cparlare bene\u201d, questo saggio mette in discussione i codici linguistici che definiscono status, appartenenza e legittimit\u00e0. L\u2019autrice ci accompagna in un\u2019indagine sociolinguistica che attraversa l\u2019Italia e il mondo, con esempi concreti che mostrano come un accento o un dialetto possano determinare l\u2019accesso alla casa, al lavoro, alla giustizia.<br \/>Nodari parla di antimeridionalismo, di accademia anglofona, di geopolitica linguistica e, naturalmente, di linguaggio inclusivo e genere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IL LATO OSCURO DELL\u2019INFANZIA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In <strong>Sono il re del castello<\/strong> (Safar\u00e0), <strong>Susan Hill<\/strong> racconta una delle storie pi\u00f9 disturbanti e profonde mai scritte sull\u2019infanzia, lontana da qualsiasi idealizzazione. Pubblicato nel 1970 e diventato un classico della letteratura britannica, questo romanzo affronta con lucidit\u00e0 spietata il bullismo, l\u2019isolamento emotivo e l\u2019incomprensione degli adulti. Hill disegna con precisione millimetrica la tensione psicologica tra due undicenni costretti a convivere in una villa cupa e opprimente, simbolo perfetto del mondo adulto che li ignora.<br \/>Il potere, il dominio e la paura si intrecciano in un dramma senza sbocchi, dove la natura \u2013 unico rifugio per uno dei due protagonisti \u2013 \u00e8 insieme consolazione e teatro di resa. Hill non cerca colpe semplici n\u00e9 redenzioni facili. Ci offre piuttosto uno sguardo lucido e crudele su ci\u00f2 che accade quando si nega ai bambini l\u2019ascolto, la cura e la possibilit\u00e0 di essere davvero visti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>MATEMATICA E LETTERATURA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>C\u2019era n volte<\/strong> di <strong>Sarah Hart<\/strong>, Il Saggiatore, non \u00e8 il solito libro. L\u2019autrice, matematica di fama e prima donna a insegnare geometria al Gresham College di Londra, esplora con leggerezza e rigore il legame tra matematica e letteratura. Nel suo libro C\u2019era n volte dimostra come la matematica sia presente nelle strutture poetiche, dai ritmi delle filastrocche a Dante e Shakespeare, ma anche nei testi di grandi autori come Tolstoj, Melville e Joyce. L\u2019opera rivela come romanzi e poemi usino schemi numerici e metafore matematiche per costruire significati profondi, tipo Joyce che per ideare un intero capitolo di Ulisse, il settimo, Itaca, lo costruisce nelle forme di un dialogo matematico. Hart sottolinea che la bellezza di un teorema matematico e quella di un\u2019opera letteraria condividono lo stesso principio di armonia formale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ALICE NEL PAESE DELLA MATEMATICA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lewis Carroll<\/strong>, famoso per le avventure di Alice, ha prodotto anche <strong>Una storia ingarbugliata<\/strong>, una raccolta di dieci racconti intrisi di enigmi matematici nascosti tra parole e situazioni surreali. Il libro si compone di dieci nodi, knot appunto, da risolvere. Al termine infatti di ciascuna storia c\u2019\u00e8 un enigma matematico da sciogliere. Riprendendo la volont\u00e0 dell\u2019autore e il suo club, tutti, tranne l\u20198, hanno la soluzione in appendice capovolgendo il libro, chi risolve invece il misterioso enigma pu\u00f2 scrivere al Saggiatore, spiegando anche il ragionamento fatto. Qui la matematica si mostra non solo rigorosa, ma anche ironica e poetica, pronta a intrappolare chi osa perdersi nei suoi intricati labirinti.<\/p>\n<p>Commenta con Facebook\t\t\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Una selezione di letture tra le pi\u00f9 recenti pubblicazioni che hanno animato il panorama letterario in Italia in&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":110072,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,203,1533,204,1537,90,89,1609,76803],"class_list":{"0":"post-110071","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-entertainment","10":"tag-estate","11":"tag-intrattenimento","12":"tag-it","13":"tag-italia","14":"tag-italy","15":"tag-libri","16":"tag-livr"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/110071","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=110071"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/110071\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/110072"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=110071"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=110071"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=110071"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}