{"id":110085,"date":"2025-09-15T15:37:09","date_gmt":"2025-09-15T15:37:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/110085\/"},"modified":"2025-09-15T15:37:09","modified_gmt":"2025-09-15T15:37:09","slug":"larsenale-segreto-di-kim-la-verita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/110085\/","title":{"rendered":"L\u2019arsenale segreto di Kim &#8211; La Verit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Individuata dagli Usa una base sotterranea finora ignota, con missili intercontinentali lanciabili in tempi ultra rapidi: un duro colpo alla deterrenza del resto del mondo. La \u00ablezione\u00bb iraniana: puntare sui bunker.Il regime vuole entrare nella ristretta \u00e9lite di Paesi con un sistema di sorveglianza orbitale. Obiettivo: spiare i nemici e migliorare la precisione delle proprie armi.Pyongyang dispone gi\u00e0 di 30-50 testate nucleari operative e arriver\u00e0 a quota 300 entro il 2035. Se fosse attaccata, per reazione potrebbe distruggere Seul all\u2019istante.Lo speciale contiene tre articoli.Un nuovo rapporto del Center for Strategic and International Studies (Csis), think tank con sede a Washington, getta nuova luce sulla crescente minaccia rappresentata dal programma missilistico nordcoreano. Secondo le ricerche degli analisti la Corea del Nord dispone di una base militare sotterranea fortemente fortificata, nei pressi del villaggio di Sinpung-dong, a circa 27 chilometri dal confine cinese. Una struttura rimasta nell\u2019ombra per anni e che potrebbe ospitare missili balistici intercontinentali in grado di colpire la terraferma degli Stati Uniti. Il Csis sostiene che la costruzione della base sia iniziata attorno al 2004 e che sia diventata operativa circa un decennio dopo. Per identificarla il centro di ricerca ha incrociato interviste con fonti riservate, immagini satellitari, documenti declassificati e dati open source. Finora, l\u2019istituto ha pubblicato rapporti su nove di questi siti, ma gli esperti stimano che il regime disponga di almeno 15-20 basi missilistiche non dichiarate sparse su tutto il territorio nazionale.Il sito di Sinpung-dong appare diverso dagli altri. Non presenta infatti piattaforme di lancio n\u00e9 sistemi di difesa aerea nelle immediate vicinanze, un dettaglio che lascia pensare a un utilizzo specifico: ospitare missili balistici intercontinentali mobili a combustibile solido. Queste armi, trasportabili su enormi camion, hanno due vantaggi: possono spostarsi per eludere i sistemi di sorveglianza e sono pi\u00f9 difficili da neutralizzare in caso di attacco preventivo. Inoltre, grazie al combustibile solido, possono essere mantenute pronte al lancio senza lunghi tempi di rifornimento. \u00abNon \u00e8 affatto una buona notizia\u00bb ha dichiarato Victor D. Cha, coautore del rapporto e gi\u00e0 funzionario del Consiglio di sicurezza nazionale americano. \u00abCon queste armi Pyongyang avrebbe la capacit\u00e0 di colpire in tempi rapidissimi, riducendo drasticamente la finestra utile per neutralizzarle prima del lancio\u00bb. Secondo il Csis, la base ha una superficie paragonabile a quella dell\u2019aeroporto internazionale John F. Kennedy di New York. Potrebbe ospitare da sei a nove Icbm avanzati, i veicoli necessari al loro trasporto e migliaia di soldati addetti alle operazioni.Gli esperti sottolineano che, per motivi di sicurezza, i missili balistici intercontinentali (Icbm) non vengono generalmente immagazzinati con le testate nucleari gi\u00e0 montate. L\u2019assemblaggio avverrebbe in siti separati, comunque raggiungibili in meno di mezz\u2019ora. Una stima dello Stockholm International Peace Research Institute calcola che la Corea del Nord abbia gi\u00e0 pronte circa 50 testate nucleari e materiale fissile sufficiente a produrne fino a 40 in pi\u00f9. La spinta di Pyongyang a rafforzare la propria rete di basi sotterranee sarebbe cresciuta dopo i bombardamenti statunitensi di giugno contro tre siti nucleari in Iran, strutture che, secondo alcune ricostruzioni, sarebbero state progettate con l\u2019aiuto nordcoreano negli anni passati. Per il leader Kim Jong-un, il programma nucleare \u00e8 la \u00abspada preziosa\u00bb che garantisce indipendenza, deterrenza e sopravvivenza del regime. La guerra in Ucraina ha ulteriormente accelerato questo processo. L\u2019uso da parte della Russia di armi a corto raggio fornite dalla Corea del Nord ha offerto a Pyongyang esperienza pratica sull\u2019impiego in combattimento dei propri sistemi. Dopo l\u2019improvvisa interruzione dei colloqui con Donald Trump nel 2019, Kim ha revocato la moratoria sui test a lungo raggio, rilanciando i lanci sperimentali e presentando nuovi Icbm capaci di trasportare pi\u00f9 testate nucleari e di colpire distanze ancora maggiori. Da allora, il regime non ha mostrato alcun interesse a riprendere negoziati sul disarmo, preferendo potenziare la propria capacit\u00e0 offensiva. Il programma nucleare nordcoreano affonda le sue radici negli anni Ottanta, con l\u2019assistenza tecnologica proveniente dall\u2019Unione sovietica e, in parte, dal Pakistan. Il primo test atomico risale al 2006 e da allora Pyongyang ha condotto oltre sei esplosioni sotterranee. Ogni tentativo di dialogo con la comunit\u00e0 internazionale, dal processo dei Six Party Talks fino ai vertici di Singapore e Hanoi con Donald Trump, si \u00e8 concluso senza risultati concreti.Per Kim la lezione \u00e8 chiara: la rinuncia all\u2019arma nucleare equivarrebbe a esporre il regime a un rischio esistenziale. Un calcolo che rende improbabile qualsiasi reale concessione nei negoziati, a meno che non vengano garantite garanzie di sopravvivenza al regime, difficili da accettare per Washington e i suoi alleati. La notizia della base di Sinpung-dong ha suscitato preoccupazioni immediate in Corea del Sud e Giappone, gi\u00e0 sotto la minaccia dei missili a corto e medio raggio. Seul teme che la nuova generazione di Icbm solid-fuel aumenti la pressione militare e riduca la possibilit\u00e0 di prevenire un attacco. La Cina, pur essendo formalmente alleata di Pyongyang, osserva con cautela. Un\u2019espansione incontrollata dell\u2019arsenale nordcoreano rischia infatti di destabilizzare l\u2019intera regione e complicare i rapporti con Washington. Tuttavia, Pechino ha tutto l\u2019interesse a evitare un collasso del regime vicino al proprio confine, preferendo mantenere un fragile equilibrio. Gli Stati Uniti hanno ribadito che continueranno a rafforzare la cooperazione con Seul e Tokyo, incrementando le esercitazioni congiunte e migliorando i sistemi di difesa missilistica, come il Thaad. Washington teme che il rapido avanzamento delle capacit\u00e0 nordcoreane possa non solo minacciare il territorio americano, ma anche erodere la credibilit\u00e0 del proprio ombrello nucleare sugli alleati asiatici. La scoperta della base di Sinpung-dong conferma quanto difficile sia monitorare la reale estensione del programma missilistico nordcoreano. L\u2019esistenza di strutture sotterranee non dichiarate rende complessa la valutazione della minaccia e riduce i margini d\u2019azione per una risposta militare preventiva. La scelta di puntare su sistemi a combustibile solido rappresenta una svolta qualitativa. A differenza dei missili a combustibile liquido, che richiedono lunghi tempi di preparazione e sono vulnerabili durante il rifornimento, gli Icbm solidi possono essere lanciati quasi istantaneamente. Una caratteristica che, secondo gli esperti, \u00abcomplica enormemente la pianificazione militare americana\u00bb. Non si tratta soltanto di un problema di difesa regionale. Con missili in grado di raggiungere il continente americano, la Corea del Nord consolida la sua capacit\u00e0 di deterrenza strategica globale. Un arsenale che, se combinato con l\u2019instabilit\u00e0 politica e l\u2019imprevedibilit\u00e0 del regime, costituisce una delle sfide pi\u00f9 complesse per la sicurezza internazionale. La Corea del Nord accelera sulla tecnologia spaziale grazie al supporto di Mosca Secondo analisti e think tank internazionali ripresi dal Wall Street Journal, questa espansione dimostra la determinazione del leader Kim Jong-un. In cambio dell\u2019appoggio politico e militare offerto al Cremlino nella guerra contro l\u2019Ucraina, Pyongyang avrebbe gi\u00e0 ricevuto sistemi di difesa aerea, tecnologia sui droni e copertura diplomatica contro nuove sanzioni. L\u2019aiuto russo potrebbe per\u00f2 spingersi oltre, fornendo al regime le competenze per compiere un salto di qualit\u00e0 nella tecnologia spaziale. Per gli esperti di sicurezza un supporto diretto da parte russa pu\u00f2 comprimere drasticamente i tempi di sviluppo delle capacit\u00e0 spaziali nordcoreane. \u00abIl solo aiuto russo pu\u00f2 ridurre un processo decennale a uno o due anni\u00bb, ha dichiarato Yang Uk, analista dell\u2019Asan Institute for Policy Studies di Seul.Un sistema di sorveglianza orbitale non solo consentirebbe a Pyongyang di monitorare meglio i movimenti militari dei rivali, ma renderebbe anche pi\u00f9 precisi gli attacchi missilistici intercontinentali diretti verso gli Stati Uniti. Kim ha fatto dello sviluppo dei satelliti spia una priorit\u00e0 assoluta, consapevole che solo una ristretta \u00e9lite di Paesi \u2013 Russia, Stati Uniti e Corea del Sud in testa \u2013 \u00e8 in grado di costruire e mettere in orbita simili strumenti. L\u2019attuale tecnologia nordcoreana resta per\u00f2 rudimentale: i pochi satelliti inviati nello spazio non hanno mai dimostrato piena operativit\u00e0 e i tentativi di lancio si sono spesso conclusi in fallimenti spettacolari. Il sito di Sohae, gi\u00e0 noto per i test missilistici, \u00e8 stato ampliato con nuovi edifici, linee ferroviarie e un centro di assemblaggio per razzi di grandi dimensioni. Secondo Martyn Williams, autore di un rapporto per 38 North, queste modifiche confermano la volont\u00e0 di Pyongyang di superare le difficolt\u00e0 tecniche grazie al know-how russo. \u00ab\u00c8 un club d\u2019\u00e9lite e la Corea del Nord vuole entrarvi\u00bb, ha osservato l\u2019analista.Dal 2022 il regime ha smesso di presentare i propri satelliti come strumenti esclusivamente pacifici, modificando la legge spaziale per consentirne l\u2019uso militare. Quell\u2019anno i primi due tentativi di lancio fallirono, evidenziando gravi limiti tecnologici. Nell\u2019agosto 2023 Kim incontr\u00f2 Vladimir Putin al cosmodromo di Vostochny: i due visitarono insieme una rampa di lancio, con Putin che conferm\u00f2 l\u2019interesse nordcoreano per la tecnologia missilistica. A novembre 2023 Pyongyang riusc\u00ec a mettere in orbita il suo primo satellite spia, affermando di aver fotografato la Casa Bianca e il Pentagono. Tuttavia, l\u2019esercito sudcoreano ha sottolineato che il dispositivo appare non operativo e in grado di scattare solo immagini a bassa risoluzione. Per il 2024 Kim aveva annunciato tre nuovi lanci, ma solo uno \u00e8 stato tentato: a maggio il razzo esplose poco dopo il decollo, probabilmente per problemi legati a un nuovo motore di derivazione russa. Dopo quel fallimento, numerosi tecnici russi sono stati avvistati in Corea del Nord, presumibilmente per assistere nei lavori di miglioramento. Da allora non sono stati effettuati altri lanci, ma gli esperti ritengono che Pyongyang stia incorporando tecnologie avanzate fornite da Mosca per garantire la riuscita delle future missioni. Per acquisire vere capacit\u00e0 di ricognizione, la Corea del Nord dovrebbe per\u00f2 schierare decine di satelliti spia, imparando a mantenerli in orbita stabile e a trasmettere immagini ad alta risoluzione. \u00abLa Corea del Nord \u00e8 nelle primissime fasi dello sviluppo di capacit\u00e0 di sorveglianza spaziale\u00bb, ha spiegato Doo Jin-ho, ricercatore del Korea Research Institute for National Strategy. \u00abLa Russia pu\u00f2 accelerare il processo, ma Pyongyang resta lontana dalle grandi potenze spaziali\u00bb. <\/p>\n<p> Tutto il globo \u00e8 potenziale bersaglio L\u2019arsenale di Kim Jong-un non \u00e8 pi\u00f9 soltanto una minaccia confinata alla penisola coreana: negli ultimi anni si \u00e8 trasformato in uno strumento di proiezione di potere capace di condizionare la politica internazionale. Oggi Pyongyang non si limita a collezionare qualche test nucleare da esibire a uso interno, ma lavora sistematicamente alla costruzione di una vera e propria triade strategica: missili intercontinentali, sottomarini e bombardieri. Gli esperti stimano che la Corea del Nord possieda gi\u00e0 tra le 30 e le 50 testate operative, con materiale fissile sufficiente per avvicinarsi a quota 90. Numeri piccoli rispetto agli arsenali di Stati Uniti o Russia, ma enormi se rapportati alle capacit\u00e0 economiche del Paese. E soprattutto in costante crescita: secondo studi indipendenti, Kim potrebbe arrivare a 300 ordigni entro il 2035. Un salto che renderebbe il regime non solo in grado di minacciare i vicini, ma potenzialmente di influenzare l\u2019equilibrio globale.Il fattore che ha cambiato il gioco negli ultimi anni \u00e8 l\u2019asse con Mosca. Dalla Russia arrivano tecnologie missilistiche e navali, in cambio di armi convenzionali e perfino truppe destinate al fronte ucraino. Questo scambio ha permesso a Pyongyang di accelerare progetti a lungo rimasti sulla carta: un nuovo cacciatorpediniere da 5.000 tonnellate, capace di lanciare missili balistici, e un sottomarino a propulsione nucleare che rid\u00e0 fiato al sogno di una deterrenza anche sotto il mare. Sul fronte missilistico, i modelli Hwasong-12 e Hwasong-17 rappresentano la vetrina delle ambizioni: il primo in grado di colpire le basi americane a Guam, il secondo progettato per arrivare fino alla terraferma degli Stati Uniti e, forse, per ospitare testate multiple. Parallelamente, nei siti di Yongbyon e Yongbon l\u2019attivit\u00e0 di arricchimento dell\u2019uranio e di produzione di plutonio non si \u00e8 mai fermata. Un reattore sperimentale ad acqua leggera, operativo dal 2023, fornisce trizio utile a testate pi\u00f9 sofisticate e in grado di moltiplicare l\u2019effetto distruttivo.A questo si aggiunge la dimensione convenzionale. L\u2019esercito nordcoreano dispone di migliaia di cannoni e lanciarazzi puntati su Seul, con scorte tali da sostenere mesi di bombardamenti. Una minaccia immediata che serve da scudo per le mosse nucleari: chiunque volesse colpire le infrastrutture atomiche di Kim dovrebbe mettere in conto la devastazione istantanea della Corea del Sud. La narrazione del regime presenta tutto ci\u00f2 come un \u00abdeterrente necessario\u00bb contro gli Stati Uniti. Ma in realt\u00e0 l\u2019arsenale nucleare \u00e8 diventato lo strumento pi\u00f9 efficace per garantire la sopravvivenza del potere dinastico dei Kim e ottenere legittimit\u00e0 internazionale. Ogni nuovo missile testato, ogni parata militare, sono un messaggio di forza all\u2019interno e una moneta di scambio all\u2019esterno. Il quadro, quindi, non \u00e8 quello di una minaccia isolata, ma di un arsenale in espansione, sostenuto da nuove alleanze e da una logica chiara: rendere la Corea del Nord intoccabile e trasformarla da \u00abparia\u00bb a pedina decisiva nel grande gioco delle potenze.\n<\/p>\n<p>\n        Emmanuel Macron (Getty Images). Nel riquadro Virginie Joron\n    <\/p>\n<p>    content.jwplatform.com<\/p>\n<p>L&#8217;evento organizzato dal quotidiano La Verit\u00e0 per fare il punto sulle prospettive della transizione energetica. Sul palco con il direttore <strong>Maurizio Belpietro<\/strong> e il vicedirettore <strong>Giuliano Zulin<\/strong>, il ministro dell&#8217;Ambiente <strong>Gilberto Pichetto Fratin<\/strong>, il presidente di Regione Lombardia <strong>Attilio Fontana<\/strong>, il presidente di Ascopiave <strong>Nicola Cecconato<\/strong>, il direttore Ingegneria e realizzazione di Progetto Terna <strong>Maria Rosaria Guarniere<\/strong>, l&#8217;Head of Esg Stakeholders &amp; Just Transition Enel <strong>Maria Cristina Papetti<\/strong>, il Group Head of Soutainability Business Integration Generali <strong>Leonardo Meoli<\/strong>, il Project Engineering Director Barilla <strong>Nicola Perizzolo<\/strong>, il Group Quality &amp; Soutainability Director BF Spa <strong>Marzia Ravanelli<\/strong>, il direttore generale di Renexia <strong>Riccardo Toto<\/strong> e il presidente di Generalfinance, Boconi University Professor of Corporate Finance <strong>Maurizio Dallocchio<\/strong>.<\/p>\n<p>\n        iStock\n    <\/p>\n<p>\u00c8 stato pubblicato sul portale governativo InPA il quarto Maxi Avviso ASMEL, aperto da oggi fino al 30 settembre. L\u2019iniziativa, promossa dall\u2019Associazione per la Sussidiariet\u00e0 e la Modernizzazione degli Enti Locali (ASMEL), punta a creare e aggiornare le liste di 37 profili professionali, rivolti a laureati, diplomati e operai specializzati. Potranno candidarsi tutti gli interessati accedendo al sito <strong><a href=\"http:\/\/www.asmelab.it\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\" target=\"_blank\">www.asmelab.it<\/a><\/strong>.<\/p>\n<p>I 4.678 Comuni soci ASMEL potranno attingere a queste graduatorie per le proprie assunzioni. La procedura, introdotta nel 2021 con il Decreto Reclutamento e subito adottata dagli enti ASMEL, ha gi\u00e0 permesso l\u2019assunzione di 1.000 figure professionali, con altre 500 selezioni attualmente in corso. I candidati affrontano una selezione nazionale online: chi supera le prove viene inserito negli Elenchi Idonei, da cui i Comuni possono attingere in qualsiasi momento attraverso procedure snelle, i cosiddetti interpelli.<\/p>\n<p>Un aspetto centrale \u00e8 la territorialit\u00e0. Gli iscritti possono scegliere di lavorare nei Comuni del proprio territorio, coniugando esigenze professionali e familiari. Per gli enti locali questo significa personale radicato, motivato e capace di rafforzare il rapporto tra amministrazione e comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Il segretario generale di ASMEL, <strong>Francesco Pinto<\/strong>, sottolinea i vantaggi della procedura: \u00abL\u2019esperienza maturata dimostra che questa modalit\u00e0 assicura ai Comuni soci un processo selettivo della durata di sole quattro settimane, grazie a una digitalizzazione sempre pi\u00f9 spinta. Inoltre, consente ai funzionari comunali di lavorare vicino alle proprie comunit\u00e0, garantendo continuit\u00e0, fidelizzazione e servizi migliori. I dati confermano che chi viene assunto tramite ASMEL ha un tasso di dimissioni significativamente pi\u00f9 basso rispetto ai concorsi tradizionali, a dimostrazione di una maggiore stabilit\u00e0 e soddisfazione\u00bb.<\/p>\n<p>Continua a leggereRiduci<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Individuata dagli Usa una base sotterranea finora ignota, con missili intercontinentali lanciabili in tempi ultra rapidi: un duro&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":110086,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[178,177,50628,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-110085","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-affari","9":"tag-business","10":"tag-corea-del-nord","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/110085","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=110085"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/110085\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/110086"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=110085"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=110085"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=110085"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}