{"id":110205,"date":"2025-09-15T16:50:28","date_gmt":"2025-09-15T16:50:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/110205\/"},"modified":"2025-09-15T16:50:28","modified_gmt":"2025-09-15T16:50:28","slug":"i-fantasmi-di-edith-wharton","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/110205\/","title":{"rendered":"I fantasmi di Edith Wharton"},"content":{"rendered":"<p>I paesaggi hanno i colori sfumati dei ricordi, di un tramonto rosseggiante sui tetti di una qualche citt\u00e0 europea visitata in tempi lontani, oppure sono investiti da \u201cuna grande distesa di luce, tenue ma penetrante\u201d, oppure sono fatti dalle immagini che lampeggiano dal finestrino di un treno lanciato attraverso gli Stati Uniti, con una moglie che vuole nascondere che il marito durante il viaggio di notte \u00e8 morto\u2026 In altri momenti ci ritroviamo in una tempesta incipiente sul lago, o tra nebbie fitte che si alzano all\u2019improvviso e rendono il paesaggio di un luogo chiamato Valle dei Morti oscuro, inquietante, con la strada e le cose che non si distinguono e si corre in rischio di perdersi, di precipitare dalla scogliera, di cadere in un ottundimento dei sensi&#8230;<\/p>\n<p>I racconti di Edith Wharton ci proiettano anche in ambienti carichi di risonanze occulte, come la casa antica nella vecchia Europa di Dopo, dove non c\u2019\u00e8 elettricit\u00e0, non c\u2019\u00e8 acqua corrente e proprio per questo i coniugi protagonisti l\u2019hanno scelta fuggendo dagli Stati Uniti e dalle speculazioni finanziarie del marito: un luogo situato in un paesaggio piacevole, ma custode di indecifrabili misteri. O, ancora, ci ritroviamo in un\u2019altra vecchia magione in Bretagna dove appaiono misteriosi cani muti, che guardano in modo inquietante.\u00a0 O finiamo precipitati nel retro delle trincee, tra feriti e reduci da non deprimere, da far palpitare con storie commoventi senza scoraggiarli. Oppure ci inoltriamo nei santuari pi\u00f9 riposti di una casa, che custodisce il segreto di due figli diventati adulti conservando l\u2019aspetto di ormai rugosi ragazzini.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" data-entity-uuid=\"701ce68e-da36-43da-af2e-92260238655f\" data-entity-type=\"file\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/1.LaFinestraDellaSignoraManstey.jpg\" width=\"650\" height=\"1000\" alt=\"k\" class=\"align-center\" loading=\"lazy\"\/><\/p>\n<p>Ci narrano il passaggio del secolo visto da una signora aristocratica, molto snob ma capace di intercettare conflitti e trasformazioni, i racconti di Edith Wharton, tradotti con ritmo avvolgente e introdotti con dovizia di notizie e con acribia interpretativa da Chiara Lagani nell\u2019antologia La finestra della signora Manstey e altri racconti. Lagani, con la sua compagnia teatrale Fanny &amp; Alexander, ne ha anche portato in scena come drammaturga e attrice le storie pi\u00f9 legate ai fantasmi nello spettacolo Ghosts (<a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/fantasmi\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">leggi qui<\/a>).<\/p>\n<p>La scelta delle opere comprese nel volume attraversa tutta la vita e l\u2019attivit\u00e0 della scrittrice nata nel 1862, dal primo pubblicato nel 1891, quello che d\u00e0 il titolo alla raccolta, all\u2019ultimo, composto pochi giorni prima di morire, nel 1937, Ognissanti, ambientato principalmente in una notte in cui il tempo sembra fermarsi e aprire un vuoto insostenibile in una casa che appare alla protagonista svuotata di ogni altro essere umano.<\/p>\n<p>\u201cI racconti sono la scatola nera del suo viaggio esistenziale: \u00e8 qui che affiorano tutti i suoi temi, gli stili sperimentati, le rivendicazioni poetiche e politiche, \u00e8 qui che emergono di pi\u00f9 gli elementi autobiografici\u201d scrive Lagani nella prefazione, che ci introduce nel mondo di un\u2019autrice che di racconti ne scrisse ottantanove, oltre a venticinque romanzi, a poesie, saggi, traduzioni e articoli di giornale.<\/p>\n<p>L\u2019antologia proposta \u00e8 composta di storie scritte in punta di penna, cariche di ironia; di critiche a un mondo dominante maschile e maschilista; di considerazioni sulla famiglia, sulla condizione della donna, sul desiderio di figli o sulla loro assenza. Lo sguardo \u00e8 sempre upper class, ma con una sensibilit\u00e0 notevole anche per paesaggi urbani in trasformazione, come proprio in La finestra della signora Manstey, dove una vecchia vedova, che vive da sola, con la figlia lontana, in California, si oppone in modo inane all\u2019innalzamento di un pensionato che le impedirebbe la vista dalla finestra da cui si bea di vedere poveri cortili, ricordando, nei tramonti, paesaggi ammirati altrove e poi solo immaginati, sognati.<\/p>\n<p>\u00c8 piena della luce smagliante di un meraviglioso ricevimento un\u2019altra storia, Alla maniera di Holbein. Cosa c\u2019entra il pittore tedesco del rinascimento? C\u2019entra perch\u00e9 in realt\u00e0 dietro le luci della festa ci sono altre due solitudini: quella di una donna che viveva di ricevimenti di societ\u00e0 e che ripete, con la servit\u00f9, i rituali di un tempo ogni sera pur essendo ormai sola, con fiori che sono solo misericordiosi accrocchi di carta apprestati da un anziano servo a simulare lo splendore di una volta, e quella di un vecchio bon vivant che capita a quella festa perch\u00e9 dimentica dove doveva recarsi. Appare, inaspettato, alla soglia della signora, di cui aveva rifiutato pi\u00f9 di un invito, e viene introdotto in casa. Siamo in una danza macabra, alla maniera di Holbein appunto, in una sonata di fantasmi, solo che gli ectoplasmi qui hanno un patetico corpo invecchiato, decaduto, come le loro facolt\u00e0 mentali, e terribile \u00e8 l\u2019effetto di contrasto tra le luci, l\u2019immaginato splendore high society e la realt\u00e0.<\/p>\n<p>Di questo, mi sembra, vivano questi racconti di colei che fu considerata allieva di Henry James: di contrasti, tra la realt\u00e0 e l\u2019immaginazione, tra la vita apparente e oscuri viluppi della psiche che portano a materializzare i fantasmi interiori. Come in Dopo: dove in quella casa antica si sa che apparir\u00e0 un fantasma, ma si scoprir\u00e0 che tale \u00e8 solo dopo. L\u2019apparizione \u00e8 quella, ricostruir\u00e0 a posteriori la protagonista, di un giovane rovinato dal marito, che con le sue speculazioni ha potuto abbandonare il lavoro e ritirarsi nella campagna inglese per fare una vita di ozio rilassante e impegnato, a contatto con la natura, lontano dagli affari. Sarebbe, \u00e8, il sogno di ogni manager, oggi: smart working+natura+bellezza. Solo che qui il passato non perdona e la spietatezza negli affari materializza spettri che rapiscono l\u2019uomo nel regno dei trapassati.<\/p>\n<p>Il senso del contrasto \u00e8 evidente in La pienezza della vita: a una suicida lo Spirito della Vita propone sulla soglia dell\u2019altro mondo un compagno che possa introdurla a un piacere eterno, facendole dimenticare lo scricchiolio degli stivali del marito, sintomo di un rapporto viziato, trascurato, malato. Ma lei, alla fine, in una visione di luce, rifiuter\u00e0, aspettando l\u2019arrivo del rumore fastidioso di quegli stivali.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"7353162f-493d-4cb6-a353-cdca790f9d83\" height=\"439\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/2.GHOSTS_ChiaraLagani2.jpg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nUn\u2019immagine dello spettacolo Ghosts, ph. Luigi Noah de Angelis.<\/p>\n<p>Chiara Lagani scrive che Wharton, pur notissima alla sua epoca (vinse il Pulitzer, prima donna, con L\u2019et\u00e0 dell\u2019innocenza nel 1921), visse sospesa tra il realismo ottocentesco e un nuovo mondo delle lettere, aperto da Joyce, Proust, Woolf; un modernismo che la guard\u00f2 dall\u2019alto in basso, facendola giudicare, con il suo stile, poco sperimentale, sorpassata. Spiega come il suo realismo mordace, capace di smascherare ipocrisie e crimini della ricca societ\u00e0 statunitense, fosse impregnato di idealismo, di romanticismo, in un amalgama unico. E ritiene che il fantasma in lei sia fondamentale, perch\u00e9 assume il ruolo di un faro: \u201cillumina per un istante i lati oscuri della psiche umana e allora, di volta in volta, pu\u00f2 incarnare il rimpianto, un desiderio inconfessato, i sensi di colpa, la gelosia, l\u2019erotismo, l\u2019invidia, le pulsioni irrazionali, un amore impossibile, la paura della morte\u2026\u201d.<\/p>\n<p>A proposito di Ognissanti la curatrice scrive: \u201cLa ricerca di qualcuno \u2013 una cameriera, una cuoca, uno stalliere, chiunque nella casa fredda e vuota in cui \u00e8 rimasta bloccata a causa di una caduta diventa il tema di uno spaventoso viaggio interiore, al termine del quale la donna prende contato con una parte inconfessabile di s\u00e9 e con la propria solitaria disperazione\u201d.<\/p>\n<p>I rimpianti, la vergogna di essere scaricati sui binari di una fredda stazione con il cadavere del marito morto in Un viaggio, il perdere le facolt\u00e0, lo smarrirsi nella paura simboleggiata da una nebbia che tutto avvolge in La signorina Mary Pask coprono le luci scintillanti. Il desiderio di una figlia si rovescia nella tirannia di questa, che fa tirare un sospiro di sollievo quando va in isposa, in La missione di Jane. Una moglie dimessa \u2013 come quella della frizzante novella Fascino familiare, diversa dagli altri membri del proprio gruppo parentale perch\u00e9 incapace di accendere cuori e sprizzare glamour \u2013 si rivela desiderosa solamente di quieta maternit\u00e0\u2026<\/p>\n<p>I fantasmi sono in agguato dappertutto, nel caseggiato violato della signora Manstey, come tra le nebbie, come tra \u201cbambini che non esistono, non parlano e non si vedono\u201d, come scrive Lagani. Che continua: \u201ci bambini cio\u00e8, prima ancora di diventare personaggi sono degli indicatori del lato pi\u00f9 profondo, spesso oscuro, della vita adulta [\u2026] talvolta sono creature solo immaginarie, incastrate nel desiderio\u201d. Sono al confine con la morte, con quello che non siamo o che non siamo stati capaci di essere.<\/p>\n<p>Ci troviamo in un mondo di chiaroscuri dirompenti, di luci squillanti e ombre risucchianti. I paesaggi di Edith Wharton, le sue case di un\u2019apparentemente placida campagna non vivono dello scintillare en plein air degli impressionisti: abbacinano come i quadri sfumati lampeggianti o oscuri di William Turner, trasportano altrove, in un mondo di sproporzioni, come nelle visioni caricatamente simboliche di William Blake.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" data-entity-uuid=\"f5fac5b9-95b8-4170-9847-7c4a2938601e\" data-entity-type=\"file\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/3.Edith_Newbold_Jones_Wharton_(cropped_02).jpg\" width=\"687\" height=\"1024\" alt=\"k\" class=\"align-center\" loading=\"lazy\"\/><\/p>\n<p>Due racconti, infine, bisogna almeno citare ancora tra gli altri: L\u2019Eremita e la Donna selvaggia, uno di quelli in cui \u00e8 adombrato il rapporto tra Edith ed Henry James, in uno scenario medievale di fuga dal mondo, cio\u00e8 dalle violenze e dagli stupri degli eserciti e dai rigori di un convento che non permette neppure i pi\u00f9 semplici piaceri del corpo, come bagnarsi nell\u2019acqua fresca di un ruscello. Qui alle macerazioni dell\u2019Eremita corrisponde la paziente cura della Donna, il suo coltivare il giardino per nutrire la distanza dal mondo del creduto santo. E poi Scrivere un racconto di guerra, dove una giovane crocerossina, con qualche aspirazione artistica celata, viene invitata a scrivere un racconto \u201cche non deprima e non scoraggi\u201d per i reduci. Come fare? Sembra facile, ma la ragazza si scervella davanti a una risma di carta per molto tempo senza risultati, cercando una presa letteraria efficace. Alla fine uno scrittore famoso (altra controfigura di James?) le riveler\u00e0 cosa non \u00e8 riuscito in quello che con tanta fatica lei ha prodotto. Aveva un soggetto interessante, forte, e lo ha sprecato: perch\u00e9 il soggetto \u00e8 la cosa importante, pi\u00f9 dello stile, su cui lei si \u00e8 arrovellata. E anche qui c\u2019\u00e8 una capriola, un ironico senso del contrario: lo scrittore, come tutti i reduci, chiede alla ragazza una sua fotografia, di quelle che accompagnavano il racconto, dove la ragazza appare splendida nella sua uniforme di crocerossina. La considerazione della donna \u00e8 sempre quella, incapace di apprezzarne le qualit\u00e0 intellettuali, avvinta a visioni legate all\u2019avvenenza fisica.<\/p>\n<p>In fondo la strada \u00e8 ancora lunga: e l\u2019ironia, il senso del contrario, del paradosso, il disincanto, come lo scavare nei vuoti, nei buchi, nelle paure dell\u2019esistenza, nei suoi fantasmi, pu\u00f2 aiutare a percorrerla.<\/p>\n<p>Edith Wharton, <a href=\"https:\/\/www.einaudi.it\/catalogo-libri\/narrativa-straniera\/narrativa-di-lingua-inglese\/la-finestra-della-signora-manstey-edith-wharton-9788806268572\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">La finestra della signora Manstey e altri racconti<\/a>, traduzione e prefazione di Chiara Lagani, Einaudi, pp. 430, euro 22.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"I paesaggi hanno i colori sfumati dei ricordi, di un tramonto rosseggiante sui tetti di una qualche citt\u00e0&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":110206,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,76916,203,204,1537,90,89,10515,1609],"class_list":{"0":"post-110205","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-edith-wharton","10":"tag-entertainment","11":"tag-intrattenimento","12":"tag-it","13":"tag-italia","14":"tag-italy","15":"tag-letteratura","16":"tag-libri"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/110205","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=110205"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/110205\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/110206"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=110205"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=110205"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=110205"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}