{"id":110230,"date":"2025-09-15T17:05:26","date_gmt":"2025-09-15T17:05:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/110230\/"},"modified":"2025-09-15T17:05:26","modified_gmt":"2025-09-15T17:05:26","slug":"educazione-sessuale-e-affettiva-nelle-scuole-italiane-una-lacuna-che-non-possiamo-piu-permetterci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/110230\/","title":{"rendered":"Educazione sessuale e affettiva nelle scuole italiane: una lacuna che non possiamo pi\u00f9 permetterci"},"content":{"rendered":"\n<p>L\u2019assenza di educazione alla sessualit\u00e0 e all\u2019affettivit\u00e0 nelle scuole in Italia continua a esporre le giovani generazioni a disinformazione e a rischi. Serve un cambiamento.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Anche quest\u2019anno si torna a scuola. Ma tra matematica, geografia, scienze e storia, manca all\u2019appello una materia fondamentale per la crescita e il benessere di ragazze e ragazzi: <strong>l\u2019educazione alla sessualit\u00e0 e all\u2019affettivit\u00e0. <\/strong>Una grande assente nei programmi scolastici italiani, eppure cruciale per costruire <strong>relazioni sane, consapevoli e rispettose<\/strong>. In un momento in cui la scuola riapre le porte, dobbiamo chiederci: cosa stiamo insegnando davvero alle nuove generazioni su <strong>emozioni, corpo, consenso, identit\u00e0? <\/strong>E cosa lasciamo invece al silenzio, ai tab\u00f9, al caso?\u00a0<\/p>\n<p>Ma andiamo con ordine\u2026\u00a0<\/p>\n<p>\n<strong>Cos\u2019\u00e8 (davvero) l\u2019educazione sessuale e affettiva?<\/strong>\u00a0\n<\/p>\n<p>Contrariamente alla percezione generale, l\u2019educazione sessuale e affettiva non \u00e8 (e non dovrebbe essere) solo un elenco di informazioni su anatomia o contraccezione. \u00c8 molto di pi\u00f9: \u00e8 un <strong>percorso educativo che parla di corpi, relazioni, emozioni e diritti.<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>Educare alla sessualit\u00e0 e all\u2019affettivit\u00e0 significa parlare di <strong>consenso<\/strong>, <strong>rispetto dei confini<\/strong>, <strong>gestione delle emozioni<\/strong>, <strong>violenza di genere<\/strong>, <strong>relazioni sane<\/strong>, <strong>autodeterminazione<\/strong>. Significa riconoscere che la sessualit\u00e0 \u00e8 parte della nostra identit\u00e0 e che ogni persona ha il diritto di viverla con libert\u00e0 e consapevolezza.\u00a0<\/p>\n<p>Parlare apertamente di corpo, emozioni e relazioni <strong>non \u00e8 un privilegio n\u00e9 un\u2019ideologia<\/strong>. \u00c8 un <strong>diritto<\/strong> delle nuove generazioni, un gesto concreto di cura e uno degli strumenti pi\u00f9 efficaci per prevenire la violenza, come ci ricorda la Convenzione di Istanbul. Si tratta di un accordo internazionale che impegna i Paesi firmatari a prevenire e contrastare la violenza contro le donne e la violenza domestica.\u00a0<\/p>\n<p>Secondo le linee guida dell\u2019UNESCO e dell\u2019OMS, il modello da seguire per una corretta educazione asessuale affettiva \u00e8 quello della <strong>Comprehensive Sexuality Education (CSE)<\/strong>: un processo continuo, graduale, basato su evidenze scientifiche, che comincia fin dalla scuola primaria e cresce insieme a chi lo riceve, adattandosi all\u2019et\u00e0 e alla maturazione di ogni bambino, bambina e adolescente.\u00a0<\/p>\n<p>La CSE si fonda su quattro pilastri essenziali:\u00a0<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Scientificit\u00e0<\/strong>: contenuti aggiornati, accurati e senza pregiudizi.\u00a0<\/li>\n<li><strong>Accessibilit\u00e0<\/strong>: linguaggio chiaro, adatto all\u2019et\u00e0 e comprensibile a tutte e tutti.\u00a0<\/li>\n<li><strong>Inclusivit\u00e0<\/strong>: rispetto per ogni identit\u00e0 di genere, orientamento, abilit\u00e0 e origine culturale.\u00a0<\/li>\n<li><strong>Benessere<\/strong>: aiutare bambini, bambine e giovani a vivere corpo e relazioni in modo consapevole, libero e sereno.\u00a0<\/li>\n<\/ul>\n<p>Nei Paesi dove la CSE \u00e8 realt\u00e0 da anni, i risultati parlano chiaro: <strong>meno gravidanze precoci, meno infezioni sessualmente trasmesse, maggiore conoscenza su identit\u00e0 di genere e consenso, meno abusi, meno discriminazioni<\/strong>. In poche parole: <strong>pi\u00f9 consapevolezza di s\u00e9, del proprio corpo e dei propri diritti.<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>\n<strong>Cosa pensano le nuove generazioni? I dati della nostra ricerca\u00a0<\/strong>\u00a0\n<\/p>\n<p>Tra gennaio e febbraio 2025, abbiamo coinvolto oltre 300 studenti e studentesse di 26 scuole in tutta Italia per capire cosa sanno e cosa vorrebbero sapere sull\u2019educazione sessuale e affettiva. Ecco cosa \u00e8 emerso:\u00a0<\/p>\n<p><strong>Un\u2019informazione spesso assente o insufficiente<\/strong>\u00a0<\/p>\n<ul>\n<li>Solo <strong>4 giovani su 100 dichiarano di ricevere le principali informazioni su questi temi a scuola.<\/strong> Questo dimostra quanto l\u2019educazione sessuale e affettiva sia ancora un argomento poco trattato nel sistema scolastico italiano, <strong>lasciando ragazze e ragazzi senza un punto di riferimento affidabile.<\/strong>\u00a0<\/li>\n<li>Quasi la met\u00e0 (48,6%) <strong>si informa principalmente su Internet<\/strong>, ma questo pu\u00f2 esporre a contenuti non sempre affidabili, parziali o addirittura fuorvianti e violenti, <strong>creando confusione e alimentando miti e false credenze.<\/strong>\u00a0<\/li>\n<li>Infatti, quasi la met\u00e0 (precisamente il 44,2%) crede che <strong>l\u2019acqua fredda possa bloccare le mestruazioni<\/strong>, una falsa credenza priva di basi scientifiche.\u00a0<\/li>\n<li>Quasi 1 su 4 (23,5%) pensa che <strong>non si possa rimanere incinta durante il ciclo mestruale, <\/strong>un errore che pu\u00f2 portare a comportamenti a rischio.\u00a0<\/li>\n<li>La conoscenza delle malattie sessualmente trasmesse \u00e8 disomogenea: quasi tutti e tutte conoscono l\u2019HIV\/AIDS (97,8%), ma <strong>solo la met\u00e0 conosce il papilloma virus (HPV, 51,1%) e un terzo la clamidia (34,2%).<\/strong>\u00a0<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Consenso e violenza: luci e ombre<\/strong>\u00a0<\/p>\n<ul>\n<li>Quasi 9 su 10 (95%) sanno cos\u2019\u00e8 il consenso: un accordo libero e reciproco. \u00c8 un dato positivo che mostra una buona base per intraprendere relazioni sane.\u00a0<\/li>\n<li>Tuttavia, pi\u00f9 di 1 su 7 (14,4%) pensa che il consenso possa essere \u201cimplicito\u201d in una relazione, <strong>un\u2019idea pericolosa che pu\u00f2 giustificare abus<\/strong>i. Inoltre, l\u201911,9% <strong>non considera violenza la menzogna sull\u2019uso del preservativo<\/strong>, evidenziando la necessit\u00e0 di approfondire tutte le forme di violenza sessuale, comprese quelle meno evidenti.\u00a0\u00a0<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Ciclo mestruale, stigma ed emozioni<\/strong>\u00a0<\/p>\n<ul>\n<li>Pi\u00f9 della met\u00e0 delle ragazze vorrebbe poter parlare liberamente del ciclo mestruale, segno che questo tema resta ancora <strong>avvolto da tab\u00f9 e imbarazzo.<\/strong>\u00a0<\/li>\n<li>Quasi un terzo associa il ciclo a emozioni negative come <strong>vergogna o disagio<\/strong>, che si riflettono anche in gesti quotidiani: pi\u00f9 di 1 su 4 (28,5%) si sente <strong>imbarazzata nell\u2019acquisto di prodotti per le mestruazioni.<\/strong>\u00a0<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Quando dovrebbe iniziare l\u2019educazione sessuale?<\/strong>\u00a0<\/p>\n<ul>\n<li>Quasi la met\u00e0 (49,2%) ritiene che l\u2019educazione sessuale dovrebbe cominciare alle scuole medie, mentre un significativo 25,7% pensa sia <strong>importante iniziare gi\u00e0 alle elementari.<\/strong>\u00a0<\/li>\n<li>Solo una minima parte (1,6%) considera questi temi privati da affrontare <strong>solo in famiglia.<\/strong>\u00a0<\/li>\n<\/ul>\n<p>\n<strong>L\u2019educazione alla sessualit\u00e0 e all\u2019affettivit\u00e0 \u00e8 una responsabilit\u00e0 collettiva<\/strong>\n<\/p>\n<p>La nostra ricerca mostra un quadro chiaro: le giovani generazioni vogliono informazioni chiare, scientifiche e inclusive. Ma la realt\u00e0 educativa italiana \u00e8 ancora troppo frammentata e spesso insufficiente.\u00a0<\/p>\n<p class=\"has-text-align-center\">\u201cColmare il vuoto educativo sull\u2019affettivit\u00e0 e sulla sessualit\u00e0 \u00e8 una responsabilit\u00e0 collettiva\u201d, ha dichiarato Valentina Rizzi, Coordinatrice dei Programmi Domestici di WeWorld, commentando i risultati.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>\u201cNon possiamo lasciare le nuove generazioni sole, esposte a contenuti sessisti, violenti o disinformati. La scuola deve diventare uno spazio di crescita, libert\u00e0 e autodeterminazione, <\/strong>dove ogni persona, a prescindere da genere, orientamento, origine o condizione, possa conoscere s\u00e9 stessa, i propri diritti e costruire relazioni basate su rispetto e consapevolezza.\u201d\u00a0<\/p>\n<p><strong>Il rischio di lasciare vuoti informativi che vengono riempiti da disinformazione \u00e8 molto concreto<\/strong>. Per questo \u00e8 urgente che le scuole, supportate da figure esperte e istituzioni, offrano programmi di educazione sessuale e affettiva completi, che vadano oltre la semplice informazione biologica, includendo anche gli aspetti emotivi, sociali e culturali fondamentali per una crescita sana e consapevole.\u00a0<\/p>\n<p>\n<strong>L\u2019educazione sessuale <\/strong><strong>e affettiva nelle scuole <\/strong><strong>italiane\u00a0<\/strong>\u00a0\n<\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 uno dei pochi Paesi europei \u2013 insieme a Bulgaria, Romania, Polonia, Lituania e Ungheria \u2013 a <strong>non prevedere percorsi obbligatori di educazione sessuale e affettiva nelle scuole<\/strong>. Una situazione preoccupante, soprattutto se confrontata con quella di Paesi come <strong>Svezia, Germania, Francia o Paesi Bassi<\/strong>, dove questo tipo di educazione fa parte del curriculum scolastico fin dalla scuola primaria.\u00a0<\/p>\n<p>Da noi, invece, l\u2019educazione sessuale e affettiva \u00e8 ancora <strong>bloccata da dibattiti ideologici<\/strong>, leggi mai approvate e decisioni politiche incerte. Dal 1975 a oggi sono stati presentati almeno <strong>16 disegni di legge<\/strong>, ma nessuno \u00e8 mai arrivato all\u2019approvazione definitiva. Attualmente sono in corso <strong>quattro proposte di legge<\/strong> \u2013 due alla Camera e due al Senato \u2013 ma <strong>nessuna \u00e8 stata calendarizzata<\/strong>, e nessun passo concreto \u00e8 stato fatto.\u00a0<\/p>\n<p>In assenza di una norma nazionale, i pochi percorsi di educazione sessuale e affettiva presenti nelle scuole italiane sono <strong>frammentati e disomogenei<\/strong>. Dipendono spesso dalla volont\u00e0 di singoli insegnanti, dirigenti o di associazioni esterne, e richiedono <strong>l\u2019autorizzazione scritta delle famiglie<\/strong>. Il risultato? Un sistema in cui l\u2019accesso a queste informazioni <strong>non \u00e8 garantito a tutte e tutti.<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>\n<strong>Perch\u00e9 in Italia l\u2019educazione sessuale non \u00e8 una realt\u00e0 diffusa?<\/strong>\u00a0\n<\/p>\n<p>Le cause di questo vuoto sono diverse, ma una delle principali \u00e8 <strong>culturale<\/strong>: in Italia esiste ancora l\u2019idea che la sessualit\u00e0 sia un tema \u201ctroppo delicato\u201d per essere trattato a scuola, e che debba restare confinato all\u2019ambito familiare. Ma se \u00e8 vero che la famiglia ha un ruolo centrale nell\u2019educazione, <strong>la scuola ha il dovere di offrire strumenti che promuovano consapevolezza, autonomia e rispetto<\/strong>. Insegnare a riconoscere il consenso, gestire le emozioni o proteggersi da abusi non \u00e8 un\u2019invasione, \u00e8 una responsabilit\u00e0 educativa.\u00a0<\/p>\n<p>\n<strong>Il consenso obbligatorio: una barriera che crea disuguaglianze<\/strong>\u00a0\n<\/p>\n<p>Dal 30 aprile 2025, con una nuova <strong>direttiva del Ministero dell\u2019Istruzione<\/strong>, il tema \u00e8 diventato ancora pi\u00f9 complesso. Su proposta del Ministro <strong>Giuseppe Valditara<\/strong>, e accogliendo spinte politiche da partiti di centro-destra, \u00e8 stato formalizzato <strong>l\u2019obbligo del consenso scritto delle famiglie<\/strong> per qualsiasi attivit\u00e0 scolastica che tocchi temi legati a sessualit\u00e0, affettivit\u00e0, identit\u00e0 di genere o altre questioni considerate \u201csensibili\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>La norma impone che le famiglie vengano informate almeno <strong>una settimana prima<\/strong>, con dettagli su contenuti, obiettivi e figure coinvolte. Senza consenso, le ragazze e i ragazzi <strong>possono essere esentati<\/strong>, con percorsi alternativi. Ogni proposta educativa esterna deve essere approvata sia dal Collegio docenti che dal Consiglio d\u2019Istituto. Inoltre, <strong>l\u2019educazione sessuale e affettiva viene esclusa dalla scuola dell\u2019infanzia e dalla primaria, a eccezione dei contenuti previsti nei programmi di scienze.<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>\n<strong>Quali sono le conseguenze?<\/strong>\u00a0\n<\/p>\n<p><strong>Questa regolamentazione<\/strong>, pur presentandosi come una misura di trasparenza e partecipazione, <strong>rischia di fare l\u2019opposto<\/strong>: trasmettere l\u2019idea che parlare di corpi, relazioni e identit\u00e0 sia qualcosa di pericoloso o inappropriato. In realt\u00e0, si tratta di <strong>temi fondamentali per il benessere, la salute e la sicurezza delle nuove generazioni<\/strong>.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Richiedere il consenso scritto rende l\u2019educazione sessuale e affettiva un privilegio e non il diritto che dovrebbe essere<\/strong>: chi vive in famiglie aperte e informate potr\u00e0 accedervi, mentre chi cresce in contesti rigidi o poco informati <strong>rischia di rimanere ai margini<\/strong>. In questo modo, la scuola pubblica, che dovrebbe garantire <strong>pari opportunit\u00e0, acuisce le disuguaglianze invece di ridurle<\/strong>.\u00a0<\/p>\n<p>\n<strong>La scuola come spazio sicuro<\/strong>\u00a0\n<\/p>\n<p>La domanda \u00e8 semplice, ma cruciale: quale ruolo vuole avere la scuola pubblica nella formazione delle nuove generazioni? <strong>Se la scuola vuole davvero garantire un\u2019educazione equa e inclusiva, non pu\u00f2 ignorare temi fondamentali come la salute sessuale e riproduttiva, la libert\u00e0 di scelta, il consenso, la parit\u00e0 dei generi e la dignit\u00e0 di ogni persona.<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>Introdurre percorsi di educazione sessuale e affettiva completi e basati su dati scientifici <strong>non significa sostituire il ruolo delle famiglie<\/strong>, ma affiancarle. La scuola pu\u00f2 offrire uno spazio <strong>neutro, preparato, sicuro e professionale<\/strong> dove bambine, bambini, ragazze e ragazzi possano parlare liberamente di temi che in famiglia spesso restano nascosti a causa di cultura, tab\u00f9 o mancanza di informazioni.\u00a0<\/p>\n<p>In questo modo, la scuola diventa un punto di riferimento fondamentale, che fornisce strumenti per:\u00a0<\/p>\n<ul>\n<li>riconoscere situazioni di abuso o rischio;\u00a0<\/li>\n<li>rispettare s\u00e9 stessi e s\u00e9 stesse e le altre persone;\u00a0<\/li>\n<li>comprendere i cambiamenti del corpo;\u00a0<\/li>\n<li>costruire relazioni sane, libere da controllo e possessivit\u00e0;\u00a0<\/li>\n<li>sviluppare senso critico verso stereotipi e disuguaglianze.\u00a0<\/li>\n<\/ul>\n<p>\n<strong>Il nostro impegno per l\u2019educazione sessuale e affettiva in Italia e nel mondo<\/strong>\u00a0\n<\/p>\n<p>Per noi l\u2019educazione sessuale e affettiva \u00e8 un tassello cruciale per promuovere libert\u00e0, dignit\u00e0 e giustizia. Il nostro obiettivo non \u00e8 solo informare, ma <strong>fornire alle nuove generazioni gli strumenti per conoscere il proprio corpo, riconoscere i propri desideri, scegliere in autonomia e costruire relazioni basate sul rispetto reciproco.<\/strong>\u00a0<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Un impegno globale:<\/strong> operiamo in oltre 20 Paesi, compresa l\u2019Italia, intervenendo in scuole, famiglie, comunit\u00e0 e istituzioni, con programmi educativi adattati ai diversi contesti culturali e sociali.\u00a0<\/li>\n<li><strong>Linee guida scientifiche:<\/strong> in Italia, abbiamo contribuito a un documento condiviso dalle molte realt\u00e0 della societ\u00e0 civile che aderiscono al Gruppo CRC &#8211; insieme di organizzazioni e associazioni della societ\u00e0 civile italiane che monitorano come viene applicata, nel nostro Paese, la Convenzione ONU sui diritti dell\u2019infanzia e dell\u2019adolescenza &#8211; che propone un\u2019educazione sessuale integrata nei programmi scolastici, basata sulle gi\u00e0 citate linee guida di UNESCO e OMS. Questo approccio considera <strong>la persona nella sua interezza, valorizzando rispetto delle differenze e autodeterminazione.<\/strong>\u00a0<\/li>\n<li><strong>Interventi all\u2019estero:<\/strong> in Paesi come <a href=\"https:\/\/www.weworld.it\/en\/news-and-stories\/news\/kenya-gender-justice-committee-launched-in-narok-to-combat-rising-cases-of-violence\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Kenya<\/a>, Siria, Tanzania e Palestina, promuoviamo percorsi di educazione al corpo e alle relazioni come strumento di protezione contro pratiche dannose come mutilazioni genitali femminili e matrimoni precoci, sostenendo bambine e ragazze nel conoscere i propri diritti e affermare la propria libert\u00e0. \u00a0<\/li>\n<li><strong>Educazione mestruale:<\/strong> inserita nei programmi di protezione e igiene, affrontiamo anche i tab\u00f9 culturali che contribuiscono ad alimentare stigma e silenzio attorno al tema delle mestruazioni.\u00a0 <a rel=\"noreferrer noopener nofollow\" href=\"https:\/\/www.weworld.it\/news-e-storie\/news\/enciclopedia-le-cose-che-dovresti-sapere-sulla-giustizia-mestruale\" target=\"_blank\">Il nostro studio enCICLOpedia (2024)<\/a>, la prima indagine sulla povert\u00e0 mestruale in Italia, ha rivelato non solo che nel nostro Paese <strong>1 persona su 6 non pu\u00f2 permettersi prodotti mestruali,<\/strong> ma anche che <strong>all\u2019arrivo della prima mestruazioni 4 persone su 10 non sapevano cosa stesse accadendo <\/strong>al proprio corpo, segno di vergogna e mancanza di informazioni chiare.\u00a0\u00a0<\/li>\n<li><strong>Kit educativo per figure educative non formali:<\/strong> per colmare la mancanza di curricula standardizzati, abbiamo creato strumenti per centri giovanili, gruppi sportivi e comunit\u00e0, per parlare in modo sicuro e inclusivo di corpo, consenso, stereotipi ed emozioni.\u00a0<\/li>\n<li><strong>Laboratori in scuole e centri di Frequenza 200:<\/strong> proponiamo percorsi basati sulle esperienze dei partecipanti, promuovendo relazioni sane, ascolto e rispetto reciproco.\u00a0<\/li>\n<li><strong>Advocacy istituzionale:<\/strong> partecipiamo all\u2019Osservatorio nazionale contro la violenza di genere, per mantenere alta l\u2019attenzione sulla necessit\u00e0 di un\u2019educazione sessuale permanente, strumento fondamentale di prevenzione culturale della violenza, sostenendo con forza l\u2019introduzione obbligatoria dell\u2019educazione sessuale e affettiva nel sistema scolastico italiano, come diritto fondamentale e atto di giustizia per una societ\u00e0 pi\u00f9 libera, inclusiva e rispettosa.\u00a0<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019assenza di educazione alla sessualit\u00e0 e all\u2019affettivit\u00e0 nelle scuole in Italia continua a esporre le giovani generazioni a&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":110231,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1480],"tags":[1944,239,1537,90,89,240,1942,1943,1940,1941],"class_list":{"0":"post-110230","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute-femminile","8":"tag-femminile","9":"tag-health","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-salute","14":"tag-salute-femminile","15":"tag-salutefemminile","16":"tag-womens-health","17":"tag-womenshealth"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/110230","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=110230"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/110230\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/110231"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=110230"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=110230"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=110230"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}