{"id":110559,"date":"2025-09-15T20:40:19","date_gmt":"2025-09-15T20:40:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/110559\/"},"modified":"2025-09-15T20:40:19","modified_gmt":"2025-09-15T20:40:19","slug":"sono-bambini-oltre-la-meta-delle-vittime-del-terremoto-in-afghanistan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/110559\/","title":{"rendered":"Sono bambini oltre la met\u00e0 delle vittime del terremoto in Afghanistan"},"content":{"rendered":"<p>Sajed, 11 anni, vive nel distretto di Sawkai, provincia di Kunar, in Afghanistan. Ha raccontato: \u201cEravamo una famiglia di 11 persone, mia madre e una delle mie sorelle sono morte durante il terremoto e ora siamo in 9. La nostra casa \u00e8 distrutta e non abbiamo un posto in cui vivere\u201d.<\/p>\n<p>Laila, una bambina di 9 anni, ha perso suo fratello durante il terremoto. Dormiva quando il terremoto ha colpito il suo villaggio, Ghazi Abad, nel distretto di Nurgal, sempre nella provincia di Kunar.<\/p>\n<p>Zekrullah, 17 anni, ha detto: \u00abEra mezzanotte quando \u00e8 arrivato il terremoto, \u00e8 stato molto pericoloso. La nostra casa \u00e8 completamente distrutta, non abbiamo un posto in cui vivere e niente da mangiare\u00bb.<\/p>\n<p>Queste sono solo alcune delle conseguenze del potente terremoto di magnitudo 6.0 che ha colpito le province afghane di Kunar e Nangarhar il 31 agosto e di numerose forti scosse di assestamento.<\/p>\n<p>Come sempre in disastri di questo tipo, sono i bambini a sopportare il peso maggiore. I terremoti hanno causato circa 2.200 vittime e 3.500 feriti e parzialmente o completamente distrutto almeno 6.700 case. Almeno 1.172 bambini sono morti,\u00a0rappresentando pi\u00f9 della met\u00e0 del bilancio totale delle vittime. Inoltre,\u00a045 bambini sono stati separati dalle loro famiglie e 271 sono rimasti orfani. I sopravvissuti, molti dei quali vivono in regioni montuose remote e con accesso limitato, ora affrontano gravi rischi con l&#8217;avvicinarsi dell&#8217;inverno e l&#8217;abbassarsi delle temperature.<\/p>\n<p>Complessivamente,\u00a0sono pi\u00f9 di mezzo milione le persone colpite, tra cui 263.000 bambini che ora si trovano ad affrontare rischi ancora maggiori. Per loro, questo disastro si aggiunge ad anni di conflitti, difficolt\u00e0 economiche ed emergenze ricorrenti che hanno gi\u00e0 privato molti di loro della loro infanzia. Molti sono stati costretti a crescere troppo in fretta.<\/p>\n<p>Le regioni colpite sono tra le pi\u00f9 remote dell&#8217;Afghanistan, con un terreno montuoso ripido, un accesso stradale limitato e norme culturali profondamente radicate che limitano la mobilit\u00e0 delle donne e delle ragazze. Ci\u00f2 rende la fornitura di aiuti umanitari non solo difficile dal punto di vista logistico, ma anche socialmente delicata. In queste remote comunit\u00e0 montane, i bambini devono affrontare molteplici minacce, tra cui ferite non curate, acqua e servizi igienici insicuri, malnutrizione in peggioramento, interruzione della scolarizzazione e profondo disagio emotivo.<\/p>\n<p>Molti sopravvissuti, compresi i bambini, si sono gi\u00e0 stati trasferiti in insediamenti a valle, dove le organizzazioni umanitarie possono fornire in modo pi\u00f9 efficace alloggi, cibo, acqua potabile e supporto psicosociale. Tuttavia, con l&#8217;inverno che si avvicina rapidamente, c&#8217;\u00e8 un urgente bisogno di aumentare gli aiuti prima che le condizioni peggiorino.<\/p>\n<p>Le ragazze, in particolare, sono esposte a rischi specifici. Quando le loro case vengono distrutte, spesso sono le prime ad abbandonare la scuola, in un Paese in cui il loro diritto all&#8217;istruzione incontra enormi ostacoli. Quando le famiglie perdono i propri mezzi di sussistenza, le ragazze corrono un rischio maggiore di essere costrette a sposarsi. E quando i servizi sanitari sono fuori dalla loro portata, le adolescenti rimangono prive delle cure essenziali. Se non agiamo subito, questa crisi aggraver\u00e0 le disuguaglianze esistenti e imporr\u00e0 loro oneri sproporzionati.<\/p>\n<p>L&#8217;isolamento geografico, le infrastrutture limitate e le norme sociali profondamente conservatrici rendono questa una delle risposte di emergenza pi\u00f9 complesse che abbiamo affrontato.\u00a0Nonostante queste difficolt\u00e0, noi di Unicef e i nostri partner siamo intervenuti sul campo fin dal primo giorno, fornendo assistenza sanitaria, acqua potabile, sostegno psicosociale e beni di prima necessit\u00e0 ai bambini e alle famiglie in condizioni di urgente necessit\u00e0.<\/p>\n<p>Abbiamo lanciato un piano di risposta umanitaria per rispondere ai bisogni essenziali dei bambini e delle famiglie colpiti. Il piano, della durata di sei mesi, mira a raggiungere 400.000 persone, tra cui oltre 212.000 bambini, nei\u00a0distretti pi\u00f9 devastati come Chapadara, Nurgal e Chawkay. Stiamo dando priorit\u00e0 all&#8217;impiego di operatrici sanitarie e fornitrici di servizi sociali di sesso femminile per garantire un accesso sicuro ed equo alle donne e alle ragazze.<\/p>\n<p>Stiamo fornendo assistenza sanitaria di emergenza\u00a0attraverso cliniche potenziate e le nostre squadre mobili di assistenza sanitaria e nutrizionale che prestano cure traumatologiche. Stiamo anche offrendo\u00a0servizi di assistenza materna e neonatale e medicinali essenziali. Inoltre, stiamo collaborando con gli operatori in prima linea nella lotta alla poliomielite per sostenere la risposta sul campo.<\/p>\n<p>Continuiamo a ripristinare sistemi idrici sostenibili, installare punti di approvvigionamento idrico di emergenza e costruire servizi igienici\u00a0per garantire alle famiglie acqua pulita e proteggerle da epidemie di diarrea acquosa acuta. La\u00a0salute mentale dei bambini\u00a0diventa molto fragile all&#8217;indomani di tali tragedie, quindi\u00a0abbiamo creato spazi a misura di bambino e inviato consulenti donne nelle cliniche sanitarie\u00a0per fornire sostegno psicosociale a ragazze e donne.<\/p>\n<p>Stiamo lavorando alla\u00a0protezione sociale, fornendo assistenza finanziaria di emergenza\u00a0alle famiglie vulnerabili affinch\u00e9 possano soddisfare i bisogni urgenti e prepararsi all&#8217;inverno, che \u00e8 molto rigido.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Sajed, 11 anni, vive nel distretto di Sawkai, provincia di Kunar, in Afghanistan. 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