{"id":111507,"date":"2025-09-16T09:01:15","date_gmt":"2025-09-16T09:01:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/111507\/"},"modified":"2025-09-16T09:01:15","modified_gmt":"2025-09-16T09:01:15","slug":"il-rinnovato-museo-di-schengen-raccontato-da-miglioreservetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/111507\/","title":{"rendered":"Il rinnovato Museo di Schengen raccontato da Migliore+Servetto"},"content":{"rendered":"<p>Esiste in\u00a0<a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/tag\/lussemburgo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Lussemburgo<\/a>\u00a0un piccolo comune sorto sulle rive della Mosella, fiume che bagna anche Francia e Germania. Per la maggior parte dei cittadini europei la sua notoriet\u00e0 \u00e8 legata agli effetti generati, quarant\u2019anni fa, dalla firma dell\u2019accordo (e in seguito della convenzione) che consente a oltre 450 milioni di persone di circolare liberamente tra i paesi membri senza sottoporsi ai controlli di frontiera. Teatro tra il 1985 e il 1990 di uno dei pi\u00f9 alti traguardi raggiunti dell\u2019Unione Europea, dallo scorso giugno Schengen accoglie la rinnovata sede museale in cui quella cruciale scelta politica diventa racconto. Prendendo le distanze da intenti celebrativi, la narrazione proposta nel nuovo\u00a0<strong>Museo di Schengen<\/strong> svincola il\u00a0concetto di confine da letture stereotipate e interpretazioni negative. Resta tuttavia aderente alla realt\u00e0 di dati e fatti esito del Trattato, senza dunque nascondere conseguenze e livelli di difficolt\u00e0.\u00a0Ne abbiamo parlato con i\u00a0<a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/progettazione\/architettura\/2024\/04\/intervista-architettura-mara-servetto-musei\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">fondatori di\u00a0Migliore+Servetto<\/a>, lo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/progettazione\/architettura\/2024\/04\/intervista-architettura-mara-servetto-musei\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">studio<\/a>\u00a0italiano che vincendo un concorso in due fasi ha realizzato\u00a0il progetto di allestimento permanente e di multimedia design\u00a0(in collaborazione con\u00a0Karmachina) della sede museale.<\/p>\n<p>    L&#8217;articolo continua pi\u00f9 sotto<\/p>\n<p>Ico Migliore e Mara Servetto e il progetto del\u00a0Museo di Schengen<\/p>\n<p><strong>Dopo il recente restyling, cosa vuole essere il nuovo Museo di Schengen?<br \/><\/strong>Il nuovo allestimento pu\u00f2 essere considerato un progetto integrato al restauro conservativo della preesistente struttura (opera di Forma Architects). Abbiamo lavorato in un immobile di circa 400 metri quadrati; siamo intervenuti anche nelle scelte delle finiture interne, di materiali e colori, nella reception. \u00c8 una sede che si allontana dalla concezione museale ancora prevalente in Italia: dispone s\u00ec di una piccola collezione, ma il proposito non \u00e8 di natura conservativa. Si vuole soprattutto aumentare la consapevolezza attraverso la comprensione del passato. E innescare una proiezione di futuro.<\/p>\n<p><strong>Ovvero?<br \/><\/strong>Si \u00e8 scelto di trasformare questo luogo in un attivatore di relazioni e contenuti. Con i curatori siamo partiti dai valori che Schengen esprime, in primis da quello di confine, e da ci\u00f2 che esso comporta davvero, in termini di vantaggi, svantaggi, problematiche. Il rinnovato battello Prinzessin Marie-Astrid Europa \u2013 il luogo in cui, proprio sulla Mosella, nel 1985 venne firmato il Trattato \u2013 \u00e8 parte del percorso espositivo e di quel \u201csistema di condivisione culturale\u201d sul tema del confine che il museo vuole promuovere.<\/p>\n<p><strong>Nel percorso visitatori si misurano con 19 installazioni. Cosa dobbiamo aspettarci dalla visita?<br \/><\/strong>Intanto il museo prende in esame il concetto di confine provando ad azzerarlo fisicamente, oltre a indagarlo dai punti di vista storico, geografico, sociale. Intorno a un nucleo emozionale centrale, abbiamo incrociato sistemi sia analogici che digitali: c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di toccare, interagire con le mani, sfogliare, accedere ad approfondimenti anche in modo multipercettivo, con alcuni contributi acustici. Muovendosi attorno al cosiddetto\u00a0The Cube, si passa dal capire com\u2019era la vita nell\u2019Europa nei confini, ovvero prima di Schengen, al comprendere cos\u2019\u00e8 successo dopo la loro apertura. Si compie uno spostamento nello spazio museale per cogliere i risultati generati dal libero movimento di persone e merci.<\/p>\n<p><strong>E cosa succede quando si accede al Cube?<br \/><\/strong>Si tratta di un grande spazio allegorico: prima lo si percepisce, ci si interagisce. Poi si entra ed \u00e8 come valicare il confine. Qui sono state raggruppate tutte le bandiere degli stati europei, che insieme formano il \u201ccubo delle bandiere europee\u201d. \u00c8 un ambiente caratterizzato da una luce che si muove lentamente, il cui effetto dinamico \u00e8 amplificato dagli specchi. Una serie di ombre di persone passano in continuazione all\u2019interno del cubo stesso e cos\u00ec simuliamo il continuo movimento delle persone. La bandiera, fatta da pi\u00f9 bandiere, vuole restituire l\u2019idea di una collettivit\u00e0 composta da tante diversit\u00e0, tutte importanti.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Lancia un messaggio chiaro.<br \/><\/strong>Racchiude tutto il valore del museo:\u00a0ognuno di noi mantiene la sua diversit\u00e0. Grandi diversit\u00e0 apportano grande qualit\u00e0. Un tema essenziale oggi.\u00a0In questo momento ci sono oltre 50 guerre nel mondo; circa 150 milioni di persone sono obbligate a spostarsi da un paese a un altro per ragioni climatiche, a causa di conflitti, per problemi di inaccessibilit\u00e0 ai loro territori. Crediamo che l\u2019architettura non sia fatta per essere guardata o solo abitata: deve contribuire a trasformare i comportamenti delle persone. Il mondo si salva attraverso tanti piccoli interventi diffusi che, complessivamente intesi, iniziano a far pensare in modo diverso.<\/p>\n<p>L\u2019allestimento del Museo di Schengen tra analogico e digitale<\/p>\n<p><strong>Con\u00a0Schengen possiamo girare in Europa senza passaporto. Ma nel museo lo avete \u201cripristinato\u201d.<\/strong><br \/>S\u00ec, c\u2019\u00e8 una sorta di \u201clascia passare di Schengen\u201d. \u00c8 una delle modalit\u00e0 con cui, insieme ai curatori, abbiamo fatto in modo che l\u2019esperienza di visita divenisse il pi\u00f9 coinvolgente possibile, oltre ad accrescere il senso critico personale. Non puntiamo a un intrattenimento. In questa ottica fondamentale \u00e8 il ruolo attribuito alla grafica, che diviene strumento di unione e collegamento tra lo spazio fisico, quello percettivo dell\u2019ambiente e degli oggetti che abbiamo esposto (come per esempio le foto delle dogane o le divise dei doganieri), e lo spazio digitale. C\u2019\u00e8 una grande narrazione composta da immagini, video, interazioni che teniamo insieme proprio grazie alla grafica. E ogni visitatore pu\u00f2 entrare nella memoria del museo.<\/p>\n<p><strong>In quale modo?<br \/><\/strong>Il museo \u201cti riconosce\u201d. All\u2019inizio, volendo, si possono dichiarare il proprio nome e il paese di provenienza, entrando cos\u00ec nella memoria del museo insieme a tutti colori che sono gi\u00e0 passati. Con questa registrazione ci si pu\u00f2 mettere in dialogo con il museo, che tra l\u2019altro \u201cparla\u201d tre diverse lingue, si pu\u00f2 interagire e si pu\u00f2 accedere ad alcuni approfondimenti nelle varie postazioni.\u00a0<\/p>\n<p>Il concetto di museo itinerante nella pratica di Migliore + Servetto<\/p>\n<p><strong>La presenza del battello, come parte del percorso di visita, genera una certa curiosit\u00e0.\u00a0<br \/><\/strong>Infatti \u00e8 insolita come sede. Proprio di fronte al museo, si sta ultimano un nuovo molo nel quale \u00e8 gi\u00e0 ormeggiato il battello Prinzessin Marie-Astrid Europa. Dato che le acque della Mosella lambiscono Lussemburgo, Francia e Germania, nel 1985 si scelse questo luogo di incrocio geografico e dal valore simbolico per la firma; la Mosella \u00e8 un fiume navigabile, con rotte commerciali; fu teatro di alcuni episodi bellici durante la Seconda guerra mondiale. Oltre a essere stata restaurata, ora la barca \u00e8 diventata un museo itinerante e pensiamo che possa spostarsi sulla Mosella, portando in giro le storie raccolte al suo interno e quindi attraccare in vari luoghi. \u00c8 un\u2019idea in linea con una visione che portiamo avanti da alcuni anni: quella degli spazi museali capaci di spostarsi fisicamente, di raggiungere il pubblico anzich\u00e9 il contrario. Sull\u2019 \u201citineranza museale\u201d e sul concetto di museo itinerante stiamo lavorando anche all\u2019universit\u00e0 e abbiamo ricevuto un premio alla Biennale dello Stretto.<\/p>\n<p><strong>Di cosa si tratta?<br \/><\/strong>Ispirandoci, concettualmente, al\u00a0Teatro del Mondo\u00a0di Aldo Rossi, per la Biennale dello Stretto abbiamo sviluppato\u00a0Texturia Mari \u2013 Metaprogetto per un museo itinerante e galleggiante a forma di nassa. \u00c8 una\u00a0grande struttura galleggiante, una sorta di nido galleggiante, capace di viaggiare per il Mediterraneo. Lungo l\u2019itinerario raccoglie e mostra il nostro patrimonio immateriale: storie di persone, culture, folklore. Un grande teatro in giro per le acque d\u2019Europa. Con\u00a0Texturia Mari\u00a0e con dieci progetti della serie\u00a0Floating Nests\u00a0(elaborati con gli studenti del\u00a0Politecnico di Milano), partecipiamo in questi mesi alla Biennale di Venezia, all\u2019interno del <a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/progettazione\/architettura\/2025\/05\/intervista-guendalina-salimei-padiglione-italia-biennale\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Padiglione Italia<\/a>, e prendiamo parte alla Gwangju Design Biennale 2025 (in corso fino al 2 novembre prossimo, NdR).<\/p>\n<p>Valentina Silvestrini<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/architettimiglioreservetto.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Scopri di pi\u00f9<\/a><strong\/><\/p>\n<p>Libri consigliati:<\/p>\n<p>(Grazie all\u2019affiliazione Amazon riconosce una piccola percentuale ad Artribune sui vostri acquisti)<\/p>\n<p class=\"intext-cta\">Artribune \u00e8 anche su Whatsapp.  \u00c8 sufficiente <a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029Va9iaYUEFeXeqRR2yT1y\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cliccare qui<\/a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Esiste in\u00a0Lussemburgo\u00a0un piccolo comune sorto sulle rive della Mosella, fiume che bagna anche Francia e Germania. 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