{"id":112111,"date":"2025-09-16T15:20:31","date_gmt":"2025-09-16T15:20:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/112111\/"},"modified":"2025-09-16T15:20:31","modified_gmt":"2025-09-16T15:20:31","slug":"il-detective-sonnambulo-e-il-culto-santoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/112111\/","title":{"rendered":"Il detective sonnambulo e il culto Santoni"},"content":{"rendered":"<p>\n\t\ta<\/p>\n<p>\tllora, l\u2019altro giorno stavo con due amici alla street contro il decreto sicurezza a Roma, no? (carri-murodicasse, 30 gradi, facce rotte, tekno dritta, la A cerchiata sugli striscioni), in corpo un\u2019acquetta leggera di 5-MAPB, giusto il necessario per indurre uno sparlio pi\u00f9 avvincente ed empatico, che ha per\u00f2 l\u2019effetto di farmi diventare sonnambula. Nel senso, camminiamo camminiamo e arriva notte \u2013 forse montano alla Caffarella; ma \u2018sta musica \u00e8 cringe; siga; forse agli Acquedotti; nah, troppo lontano; che gelo senza felpa; siga; birrino?; il notturno per Termini perso; tipo come <a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/jean-genet\/?search=Genet%2C%20Jean%2F\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Jean Genet<\/a>; pizzetta?; quando avevo sedici anni; siga; fratello una monetina?; era tutta piena di sangue; siga; oh, ripassa la metro; last birrina? \u2013 e mi sento l\u2019NPC di una raver, intrappolata nell\u2019inseguimento videoludico di una sottocultura gi\u00e0 esausta nel setting di una Roma ripulita dal giubileo. Come un\u2019intelligenza artificiale che aggrega gesti e parole in termini probabilistici, senza comprenderne davvero l\u2019ontologia. Come Martino, la voce narrante di <a href=\"https:\/\/www.mondadori.it\/libri\/il-detective-sonnambulo-vanni-santoni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Il detective sonnambulo<\/a> (2025), l\u2019ultimo romanzo di <a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/vanni-santoni\/?search=Santoni%2C%20Vanni%2F\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Vanni Santoni<\/a>.<\/p>\n<p>Martino \u00e8 uno spatriato in Francia, artistoide inconcludente che, nella prima parte del libro, vaga per una Parigi scarica, la poesia degli scapigliati otto-novecenteschi svanita nei gesti ripetitivi di mediocri simulacri della jeunesse boh\u00e9mien che paiono anche loro pi\u00f9 NPC (Non Player Character) di un videogame che la rappresentazione di una nuova scena tardo-decadentista alla Tropico del Cancro o alla Rayuela. Tra questi c\u2019\u00e8 la \u2013 chiamiamola \u2013 <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Manic_Pixie_Dream_Girl\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">manic pixie dream girl<\/a> Johanna, di cui Martino \u00e8 innamorato e che, ovviamente di natura raminga, dopo qualche tempo, non pu\u00f2 far altro che sparire. Le ricerche disperatissime di Martino per la citt\u00e0, in un rigurgito morente del fl\u00e2neuring epifanico alla <a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/thomas-pynchon\/?search=Pynchon%2C%20Thomas%2F\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Pynchon<\/a> dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.einaudi.it\/catalogo-libri\/narrativa-straniera\/narrativa-di-lingua-inglese\/lincanto-del-lotto-49-thomas-pynchon-9788806258481\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Incanto del Lotto 49<\/a>, gli fanno incontrare a un certo punto un cartellone per strada che lo porta a mettersi in contatto con la militante anarchica Tanya.<\/p>\n<p>Insieme decidono di cercare tal Manfredi Contini Della Torre \u2013 cryptoguru diventato miliardario in un mix di ingenio e fortuna investendo nella prima wave di bitcoin \u2013 che compare nella foto sul cartellone in compagnia di Johanna, e che ha fatto una misteriosa donazione all\u2019organizzazione antispecista di Tanya. Da quel momento il libro si distacca totalmente dall\u2019ideale romantico dell\u2019artiste maudit (che appunto \u00e8 portato fin da principio come un insieme di gesti grotteschi e morenti) andandosene nella molto meno poetica Davos (capitale finanziaria svizzera) perch\u00e9 ormai l\u2019ideale \u00e8 marcescente e non ha pi\u00f9 nulla da raccontare, al di l\u00e0 forse di una nostalgia masturbatoria che finisce sempre e solo con una fiacca mano sfibrata nel buio. Questo il primo consapevolissimo movimento: il rito funebre del romanzo novecentesco, anche per questo il rimando a <a href=\"https:\/\/www.adelphi.it\/libro\/9788845928727\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">I detective selvaggi<\/a> di <a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/roberto-bolano\/?search=Bola%C3%B1o%2C%20Roberto%2F\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Bola\u00f1o<\/a> nel titolo (che guarda caso esce a solo due anni dalla fine del secolo).<\/p>\n<blockquote class=\"blockquote \"><p><strong>Martino \u00e8 uno spatriato in Francia, artistoide inconcludente che, nella prima parte del libro, vaga per una Parigi scarica, la poesia degli scapigliati otto-novecenteschi svanita nei gesti ripetitivi di mediocri simulacri della jeunesse boh\u00e9mien<\/strong>. <\/p><\/blockquote>\n<p>\nQuindi, c\u2019\u00e8 Manfredi, prima solo uno dei tanti nerd impegnati a smerciare carte pok\u00e8mon rare online, che d\u2019improvviso si ritrova con un sacco di soldi, ma ha abbastanza cognizione di causa da capire che ci deve fare qualcosa di buono per non farsene completamente avvelenare. Allora ai viaggi in yacht e all\u2019appagamento di innumerevoli sfizi e gadgettistica nerd ci affianca la filantropia, elargendo appunto donazioni massicce a fondazioni tra le pi\u00f9 disparate:<\/p>\n<blockquote class=\"blockquote blockquote--small\"><p> Sai quante ne ho finanziate, delle tue \u201crealt\u00e0\u201d? Dai consorzi indigeni della Bolivia alle critical mass, sai quelli con le bici?, agli hacker a Bilbao, dagli squat di Lubiana a Extinction Rebellion a Londra\u2026 Ho dato soldi pure ai Valdesi, fai tu. Con la Pomegranate Foundation, un\u2019altra struttura che avevo messo su con dei cryptomillionaire che per un po\u2019 mi erano sembrati idealisti veri, ho spinto persino delle comunit\u00e0 spirituali a sfondo psichedelico. Risultati, pochissimi. <\/p><\/blockquote>\n<p>\nMa la disillusione, come racconta nel libro, si inerpica molto presto in Manfredi, allora chiede aiuto a Johanna (che da manic pixie dream stereotipata si rivela essere il pi\u00f9 stratificato personaggio di una promettente e tentacolare artista visiva) per dare vita a un progetto in cui il filantropo nell\u2019ombra pu\u00f2 mutare in demiurgo, diventare protagonista della rivoluzione. Ci si sposta a Berlino, dove Manfredi e Johanna stanno ultimando la costruzione dello Schloss: un castello tripartito in residenza artistica, cellula anarcoattivista, e acceleratore di crypto. Un ente benefico che per\u00f2 nella sua architettura chiusa e gerarchica pare assumere delle sfumature settarie in cui Manfredi non riesce a non posizionarsi come guru. Anche Tanya e Martino vengono invitati a prenderne parte: la prima in quanto curatrice dei contatti con gli squatter militanti, il secondo pi\u00f9 come una sorta di dama di compagnia di Manfredi stesso, compare di giochi che al posto di un ventaglio sventola carte di Magic. Perch\u00e9 Martino \u00e8 sonnambulo in quanto privo di una direzione \u2013 o ideologia propria \u2013 destinato ad assistere e testimoniare le gesta straordinarie degli altri personaggi. Per questo \u00e8 voce narrante ma anche motore di molte delle imprese dei protagonisti, allo stesso modo in cui siamo spinti a comportarci nei modi pi\u00f9 singolari quando siamo ripresi da una videocamera.<\/p>\n<p>Anche il pi\u00f9 strutturato progetto dello Schloss, per\u00f2, lascer\u00e0 infine Manfredi profondamente insoddisfatto poich\u00e9 i grandi cambiamenti del mondo non si articolano attraverso quella scienza psicostorica teorizzata da <a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/isaac-asimov\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Asimov<\/a> nel <a href=\"https:\/\/www.mondadori.it\/libri\/il-ciclo-delle-fondazioni-isaac-asimov\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Ciclo delle Fondazioni<\/a> \u2013 la rivoluzione non si pu\u00f2 sintetizzare in vitro \u2013 ma anche e soprattutto attraverso i nessi acausali della sincronicit\u00e0 junghiana di cui infatti il romanzo \u00e8 gremito (lo conferma Santoni in <a href=\"https:\/\/www.azione.ch\/cultura\/dettaglio?tx_news_pi1%5Baction%5D=detail&amp;tx_news_pi1%5Bcontroller%5D=News&amp;tx_news_pi1%5Bnews%5D=20156&amp;cHash=fec21a1ff8b1b73dd3b58a9add1416b5\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">un\u2019intervista su Azione.ch<\/a>). Ma prima di analizzare pi\u00f9 a fondo le velleit\u00e0 demiurgiche di Manfredi, e capire che ne sar\u00e0 di lui e del suo \u201cguruismo\u201d, dobbiamo tornare indietro. A quel passaggio del libro sui primi filantropismi del \u201ccryptobro\u201d e ancora pi\u00f9 indietro, al precedente romanzo di Santoni.<\/p>\n<blockquote class=\"blockquote \"><p><strong>Santoni da buon amante degli ipertesti e della cultura fantasy\/otaku, negli anni ha costruito un universo narrativo in cui i personaggi dei suoi libri si incrociano, si attorcigliano e riprendono nuova vita.<\/strong> <\/p><\/blockquote>\n<p>\nLa Pomegranate Foundation di Manfredi aveva finanziato anche una comunit\u00e0 spirituale a sfondo psichedelico, si diceva prima: Santoni da buon amante degli ipertesti e della cultura fantasy\/otaku (consiglio anche la lettura dell\u2019articolo <a href=\"https:\/\/rivistastanca.com\/il-pesce-che-increspa-la-superficie-dellacqua-il-detective-sonnambulo-di-vanni-santoni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Il pesce che increspa la superficie dell\u2019acqua<\/a> di Giovanni Padua sull\u2019influenza esercitata dal manga Berserk sul Detective sonnambulo) negli anni ha costruito un universo narrativo in cui i personaggi dei suoi libri si incrociano, si attorcigliano e riprendono nuova vita. Come Cleopatra Mancini che nasce nel saggio narrativo <a href=\"https:\/\/www.laterza.it\/scheda-libro\/?isbn=9788858116180\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Muro di casse<\/a> (2015), si sviluppa nel racconto <a href=\"https:\/\/www.indiscreto.org\/emma-cleo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Emma &amp; Cleo<\/a> e culmina come protagonista del romanzo <a href=\"https:\/\/www.mondadori.it\/libri\/la-verita-su-tutto-vanni-santoni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">La verit\u00e0 su tutto<\/a> (2025). E proprio nella Verit\u00e0 su tutto che la misteriosa Pomegranate Foundation viene citata per la prima volta, in quanto dona quattrocento bitcoin (dodici milioni di euro) alla fondazione spirituale psichedelica Shakti di Cleo (diventata la santona Shakti Devi) e alla sua partner Kumari Devi.<\/p>\n<p>Sebbene il legante tra universi narrativi tra La verit\u00e0 su tutto e Il detective sonnambulo sia pi\u00f9 flebile rispetto ad altri libri di Santoni, quello simbolico \u00e8 invece potentissimo. In entrambi i romanzi i protagonisti diventano guru di organizzazioni chiuse che partono dalla volont\u00e0 di fare del bene, ma che poi inevitabilmente assumono dei tratti da setta, attorno ai quali si accentra appunto un conglomerato di devoti. La differenza tra Cleo\/Shakti Devi e Manfredi \u00e8 che la prima diventa leader spirituale suo malgrado, dopo aver inseguito per anni la morte dell\u2019ego attraverso la psichedelia e la meditazione, mentre il secondo costruisce consapevolmente lo Schloss e se ne elegge, di fatto, demiurgo e re (nonostante anche lui sia un gran bel psiconauta).<\/p>\n<p>Vanni Santoni \u00e8 un nomen omen cos\u00ec potente che sottolinearlo sembra pleonastico, come un meme del 2010 rigurgitato su una pagina Facebook per boomer, ma in effetti su di lui nel corso degli anni si \u00e8 sviluppato un vero e proprio culto. Per questo ora far\u00f2 quell\u2019operazione che spesso \u00e8 mero veleno dell\u2019industria dell\u2019arte: ovvero, vestire i panni della detective paparazzo e indagare lo scrittore dietro alla scrittura, comprendere quali sono i punti di collisione fra la vita e la fiction. Non in un\u2019ottica voyeuristica ma olistica \u2013 o, se vogliamo, sincronica.<\/p>\n<p>Vanni Santoni: lo scrittore anarchico che per pi\u00f9 di vent\u2019anni ha bazzicato nella scena dei free party, il mangia-cartoni che pubblica con Mondadori e alle presentazioni ci va ancora con le Globe, quello che ha scritto il trittico di saggi narrativi sulle sottoculture, uno dei maggiori rappresentanti del rinascimento psichedelico, il toscanaccio che ha reso celebre <a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/mircea-cartarescu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Mircea C\u0103rt\u0103rescu<\/a> in Italia, quello che presenta scrittrici e scrittori internazionali al Salone del libro ma poi presta la voce per il docufilm <a href=\"https:\/\/openddb.it\/film\/antirave\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Antirave<\/a> (2024), proiettato negli squat, quello che se sei un esordiente e gli chiedi una mano manda due mail e ci prova ad aiutarti a svoltare. Chiaro? Quello che \u201cletteralmente nostro padre\u201d (meme tanto abusato quanto accurato in real life), dove il noi rappresenta tutt\u0259 quell\u0259 giovani artist\u0259 che si sono format\u0259 a suon di sottoculture, libertarismo e cassa drittissima.<\/p>\n<blockquote class=\"blockquote \"><p><strong>Sia in La verit\u00e0 su tutto sia in Il detective sonnambulo i protagonisti diventano guru di organizzazioni chiuse che partono dalla volont\u00e0 di fare del bene, ma che poi inevitabilmente assumono dei tratti da setta, attorno ai quali si accentra appunto un conglomerato di devoti.<\/strong> <\/p><\/blockquote>\n<p>\n\u201cTutti i poeti, persino quelli pi\u00f9 avanguardistici, hanno bisogno di un padre\u201d pensa infatti lo stridentista <a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/manuel-maples-arce\/?search=Maples%20Arce%2C%20Manuel%2F\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Manuel Maples Arce<\/a> nei Detective selvaggi di Bola\u00f1o, dopo che il giovane Arturo Belano si reca da lui per un\u2019intervista (\u201cle tipiche domande di un giovane entusiasta e ignorante\u201d, pensa Arce mentre le legge). Ma nel libro il poeta, di fatto, da quell\u2019intimit\u00e0 rifugge incaricando la sua cameriera di consegnare le risposte messe per iscritto a Belano senza pi\u00f9 mostrarsi a lui: rifiuto di paternit\u00e0 o l\u2019isolamento borghese di un artista arrivato alla gloria? Diamo in questo caso per buona la prima ipotesi: in La verit\u00e0 su tutto, quando la fondazione Shakti ha ormai raggiunto fama internazionale, una folla adorante si raduna nel cortile principale, costringendo Cleo\/Shakti Devi a ricoprire la figura della guru:<\/p>\n<blockquote class=\"blockquote blockquote--small\"><p> Quando uscii ci fu un \u201cOooh!\u201d generale e si avvicinarono. Quando usc\u00ec Kumari part\u00ec un \u201cOooh!\u201d anche pi\u00f9 forte e qualcuno si butt\u00f2 in ginocchio.<br \/>Non mi piace, ti dico che non mi piace, dissi volta verso di lei.<br \/>Ma se sono qui tutti i giorni.<br \/>Prima non avevano poster con le nostre facce. E non erano cos\u00ec tanti.<br \/>Nell\u2019ingenuit\u00e0 risiede la purezza.<br \/>Non raccontare \u2018ste cose a me, Kumari, ti prego\u2026 ti dico che oggi sono diversi, \u00e8 come se fosse stata passata una linea\u2026<br \/>Dalla folla si stacc\u00f2 un gruppo pi\u00f9 piccolo, come uscito da un\u2019oscura fantasia medievale: le donne scarmigliate si lamentavano, gli uomini si battevano la fronte, e al centro, in mezzo a quella angosciosa simmetria di supplicanti, c\u2019era una donna che teneva in braccio una bambina che si sarebbe potuta dire viva solo per i piccoli spasmi che a tratti ne scuotevano il corpo pallido, con le labbra blu come quelle di un\u2019annegata e delle occhiaie che erano le orbite di un teschio.<br \/>La tocchi! La tocchi!<br \/>Gridavano questo. Dicevano a me.<br \/>Piet\u00e0, Shakti Devi, la tocchi!<br \/>Piet\u00e0? Ma\u2026<br \/>La tocchi, la tocchi!<br \/>\u2026 Toccala, su, mi disse Kumari mettendomi la mano sulla spalla mentre quella gente invitava anche lei a toccarla. Non avere paura.<br \/>Non ho paura, le dissi nell\u2019orecchio. Solo, a differenza di te, non sento la seduzione di simili scene.<br \/>Che vuoi farci. Il mondo sta andando come sta andando. Toccala, su.<br \/>Dagli quel che vogliono, Shakti Devi. Se morir\u00e0, vorr\u00e0 dire che doveva andare cos\u00ec.<br \/>Non ho paura che muoia, Kumari, ho paura che guarisca. <\/p><\/blockquote>\n<p>\nIl Manuel Maples Arce di Bola\u0148o, similmente a Cleo\/Shakti Devi, non vuole toccare il giovane poeta; inversa la vitalit\u00e0 esuberante di Arturo Belano rispetto a quella della bimba malata della Verit\u00e0 su tutto, ma entrambi bisognosi di una madre o di un padre spirituale che gli donino guarigione o saggezza; Shakti e Arce alla chiamata si sottraggono per paura. \u201cHo paura che guarisca\u201d, ho paura di scoprire il mio potere di demiurgo sul mondo, di creare qualcosa che sfugga al mio controllo e prenda strade impervie, come nel mito del Golem, e allo stesso tempo che la mia forza divina trasformi imperviamente. Ma anche nel rifiuto di toccare l\u2019altro si instaura una gerarchia.<\/p>\n<p>Durante la tappa romana del tour di presentazione di Il detective sonnambulo, alla Libreria AltroQuando, si riun\u00ec come di rito una piccola coorte attorno a Santoni. Oltre ad amiche, amici, artiste ed artisti affermati, detective sonnambuli come Martino che tentano la metamorfosi in detective selvaggi all\u2019Arturo Belano. Una fumettista underground; una guida psichedelica; una mezza scrittrice (che poi sarei io). Tutte flesse nello strillo interiore \u201cPiet\u00e0, Shakti Devi, la tocchi!\u201d. Perch\u00e9, per quanto possa essere umiliante flettersi in una posizione di subalternit\u00e0, \u201ctutti i poeti hanno bisogno di un padre\u201d; e se, come continuava Arce, alcuni poeti sono \u201corfani per vocazione\u201d e come Belano non tornano pi\u00f9, in realt\u00e0 \u00e8 solo perch\u00e9 hanno annusato l\u2019austerit\u00e0 di un padre che per il timore di sporcarsi nella melma altrui e viceversa, diventa anaffettivo (Santoni, in ogni caso, la subalternit\u00e0 proprio cerca di obliterarla, del resto, appunto siamo tutt\u0259 libertar\u0259). \u201cL\u2019uomo pi\u00f9 insignificante \u00e8 in grado di prendere decisioni che spettano soltanto ai re\u201d scrive <a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/thomas-bernhard\/?search=Bernhard%2C%20Thomas%2F\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Bernhard<\/a> in <a href=\"https:\/\/www.adelphi.it\/libro\/9788845938009\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Gelo<\/a>, e continua poi, attraverso la voce di un pittore ritirato fra i monti in preda a un male dell\u2019animo: \u201cAttorno a me s\u2019era riunita un\u2019intera generazione d\u2019usurpatori formata da tre quattro cinque sei persone in cerca, come me, di ci\u00f2 che \u00e8 straordinario, che erano precipitate nell\u2019indigenza dei loro sentimenti\u201d.<\/p>\n<p>Anche attorno a Santoni si \u00e8 riunita questa generazione di \u201cusurpatori\u201d sonnambuli alla ricerca di ci\u00f2 che \u00e8 straordinario, ma lui decide di non seguire l\u2019esempio di Arce: non rifugge dal tocco, perch\u00e9 il rifiuto innesta una gerarchia e allora, come Shakti Devi, \u201cprende in braccio la bimba, le mette una mano sulla fronte e sillaba un mantra adatto alla situazione\u201d, cos\u00ec si trasforma in un Manfredi Contini Della Torre in potenza, che le sue fortune non se le tiene strette covandole come un dragone, ma le condivide, le investe in filantropismo. Ma anche l\u2019aiuto innesta una gerarchia e quindi se, parafrasando <a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/ricerca\/Cort%C3%A1zar,%20Julio\/?search=Cort%C3%A1zar%2C%20Julio\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Cort\u00e1zar<\/a>, fare letteratura significa scrivere attorno a una domanda, nel senso pi\u00f9 tormentoso del termine, la domanda di Santoni \u00e8 forse: quando hai un potere, come usarlo per il mutuo soccorso? Come abolire le gerarchie? Come non sprofondare nei deliri di onnipotenza di demiurghi e demagoghi? Domanda riassunta perfettamente nel titolo di una canzone dei La Quiete, <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=kNmmrfJRi8I\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Cosa sei disposto a perdere?<\/a><\/p>\n<blockquote class=\"blockquote \"><p><strong>Se fare letteratura significa scrivere attorno a una domanda, nel senso pi\u00f9 tormentoso del termine, la domanda di Santoni \u00e8 forse: quando hai un potere, come usarlo per il mutuo soccorso? Come abolire le gerarchie? Come non sprofondare nei deliri di onnipotenza di demiurghi e demagoghi?<\/strong> <\/p><\/blockquote>\n<p>\nManfredi proprio buttandosi nell\u2019investimento pi\u00f9 elefantiaco cede del tutto alla pulsione di onnipotenza e non pu\u00f2 fare a meno che proclamarsi re dello Schloss. E allora, come il pittore di Gelo, vede \u201ctentativi di migliaia di ideali restare impigliati fra i vetri delle mie finestre mentre il fumo delle sigaretta saliva in alto\u201d, dunque giunge l\u2019orrore: \u201ctutto era fantasmatico anche perch\u00e9 l\u2019irraggiungibile poteva venir soffocato con tanta facilit\u00e0\u201d. Investito dalla sconfortante epifania di essere un demiurgo fallimentare (nonostante tutte le vasche di deprivazione sensoriale e tutti gli psichedelici, la dissoluzione dell\u2019ego non \u00e8 mai totalitaria, l\u2019abolizione delle gerarchie di matrice anarchica non \u00e8 mai assoluta), si trasforma in un Nerone che della sua fortezza infine vuole solo diventare il distruttore. Perch\u00e9 non \u00e8 mai stato demiurgo. Di fatto, Manfredi, era solo demagogo. La richiesta muta e disperata di Manfredi, la troviamo in un altro libro sulla fondazione di un culto (quello del Caso\/Caos) <a href=\"https:\/\/marcosymarcos.com\/libri\/gli-alianti\/luomo-dei-dadi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">L\u2019uomo dei dadi<\/a> (2017), di Luke Rhinehart: \u201clei mi deve aiutare a soddisfare un io in modo tale che gli altri sentano in qualche modo di essere stati tenuti in considerazione. [\u2026] Lei deve aiutarmi a riprendermi e a smetterla di disperdermi in questo maledetto universo senza mai concludere niente\u201d.<\/p>\n<p>Santoni non \u00e8 Shakti Devi, e non \u00e8 Manfredi Contini Della Torre. Come i personaggi creati dai romanzieri non sono mai i romanzieri stessi, ma degli oggetti magici da incantare e in cui inscrivere le proprie paure (interessante a questo proposito la riflessione sulla magia alchemica vs autotrascendente nella scrittura nell\u2019articolo <a href=\"https:\/\/degradorivista.wordpress.com\/2024\/06\/28\/santoni-come-educatore-logomachia-postmoderna-tra-zandomeneghi-e-santoni-intorno-a-dilaga-ovunque\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Santoni come educatore \u2013 Logomachia postmoderna tra Zandomeneghi e Santoni intorno a Dilaga ovunque<\/a>.) Ma Santoni, si diceva, \u00e8 una figura di riferimento. E non credo nel corso degli anni di essere stata l\u2019unica a interrogarlo \u2013 un po\u2019 alticcia, un po\u2019 disperata \u2013 sui compromessi fra anarchia, lavoro culturale e arte. Cosa sei disposto a perdere? Non c\u2019\u00e8 nulla di pi\u00f9 pericoloso, del resto, che perseguire la strada del bene. Che pi\u00f9 che di bene di per s\u00e9, poi, si tratta sempre di morale autonoma. Da \u201canarcobomber\u201d come Alfredo Cospito, Francisco Solara, Theodore Kaczynski \u2013 per il bene, il compromesso della violenza, della reclusione \u2013 passando per il neoculto di Luigi Mangione; fino ad arrivare alla comune Rajneeshpuram di Osho e alla setta della Manson Family. Cosa sei disposto a perdere?<\/p>\n<blockquote class=\"blockquote \"><p><strong>Santoni \u00e8 una figura di riferimento. E non credo nel corso degli anni di essere stata l\u2019unica a interrogarlo sui compromessi fra anarchia, lavoro culturale e arte. Cosa sei disposto a perdere? Non c\u2019\u00e8 nulla di pi\u00f9 pericoloso, del resto, che perseguire la strada del bene.<\/strong> <\/p><\/blockquote>\n<p>\nPer tornare quindi al sonnambulismo, abbiamo da una parte la condizione di artistoide fuori tempo massimo di Martino (il seguace del culto), che in assenza di nuovi valori si appoggia alla nostalgia di una poetica morta, e a figure carismatiche a cui assoggettarsi; e dall\u2019altra quella di Manfredi. Anche lui detective sonnambulo prima di tutto nella ricerca di un senso pi\u00f9 grande, di grandi gesti psicostorici che possano mutare il mondo, a cui per\u00f2 si rapporta pi\u00f9 come intelligenza artificiale che come essere umano. Simula una coscienza ma in realt\u00e0 sta solo agendo in termini probabilistici, appiccicando sequenzialmente la parola o il gesto che statisticamente sembrerebbe aderire meglio attraverso, appunto, i classificatori probabilistici Na\u00efve Bayes. Le stesse intelligenze artificiali che, fra le altre cose, hanno in parte sostituito gli investitori nei trading di crypto; questione spiegata molto bene in un passaggio verso la met\u00e0 del romanzo.<\/p>\n<blockquote class=\"blockquote blockquote--small\"><p> Ricordi quando Elon compr\u00f2 Twitter e mise le \u201cspunte blu\u201d, ovvero l\u2019autenticazione degli account, a pagamento invece che fondate sulla reputazione effettiva? A un certo punto la gente cominci\u00f2 a creare falsi account di multinazionali, a verificarli con cinque dollari, e a condizionare il mercato\u2026 Uno di questi adorabili pirati cre\u00f2 l\u2019account della Eli Lilly Pharmaceuticals e scrisse che di l\u00ec in poi l\u2019insulina negli Stati Uniti sarebbe stata gratuita, e woom, ventidue miliardi di dollari bruciati in un attimo. Ti dirai, ma quale investor pu\u00f2 essere tanto scemo da credere a un tweet cos\u00ec chiaramente fasullo? La risposta \u00e8: nessuno. Il tweet era stato processato dalle intelligenze artificiali, che ormai investono da sole: vedendo la spunta blu, e non conoscendo ancora l\u2019ironia, il paradosso lo hanno preso per buono, del resto alimentano il sogno con frammenti di realt\u00e0 gi\u00e0 spuri, privi di una loro coerenza\u2026 La creazione \u00e8 un\u2019altra cosa, \u00e8 tutt\u2019altro potere. <\/p><\/blockquote>\n<p>\nPoi Manfredi \u00e8 sonnambulo anche nella letargia che nel corso del libro si fa parassiticamente strada in lui: quella di un uomo che si avvicina al divino (il creatore del culto): monologava lo schiavo Lucky in Aspettando Godot che Dio si riconosce per la sua divina apatia, per la sua divina atambia, per la sua divina afasia. Ok, primo motore immobile. L\u2019apoteosi del potere si consacra in quella consapevolezza da pachidermi che, s\u00ec, battere una zampa per terra ribalta un microcosmo, ma nello smisurato frattale cosmico l\u2019ordine rimane invariato.<\/p>\n<blockquote class=\"blockquote \"><p><strong>Il romanzo diventa l\u2019autopsia del sonnambulismo, una tassonomia della disfatta perch\u00e9, insomma, non \u00e8 che si deve affrontare l\u2019esistenza come una guerra, ma sempre meglio conoscere il proprio nemico.<\/strong> <\/p><\/blockquote>\n<p>\nQuindi tutto \u2018sto giro per tornare solo a un posticciume leopardiano? Mi si potrebbe giustamente dire. Kind of. Perch\u00e9 \u00e8 questo sonnambulismo letargico di Manfredi che alla fine lo distrugge. Ma se la domanda attorno a cui gira la scrittura nel Detective sonnambulo, dicevamo prima, \u00e8: come non crollare come Manfredi? Ma anche: come non impaludarsi come Martino? Allora ok. Il romanzo diventa l\u2019autopsia del sonnambulismo, una tassonomia della disfatta perch\u00e9, insomma, non \u00e8 che si deve affrontare l\u2019esistenza come una guerra, ma sempre meglio conoscere il proprio nemico.<\/p>\n<p>e allora torniamo alla street, la tekno, la notte, al mio sentirmi emulazione sonnambula di una sottocultura morente, alla costante ricerca di spettri da mettere sotto resina. Sicuramente pi\u00f9 Martino, ma anche un poco Manfredi nel suo essere talvolta pi\u00f9 algoritmo che umano, e perch\u00e9 ricordo quel senso di scottatura gassosa nel retro della nuca quando lessi Il ciclo delle Fondazioni di Asimov e pensai che non ci fosse nulla di pi\u00f9 sensato e rassicurante della psicostoria, e ricordo il senso di sbenedicenza marcescente quando scoprii che era tutta una grossa cazzata. Ma ricordo ancora meglio una grossa piazza nel centro di Roma infestata da carrozzoni-murodicasse, centinaia di facce rotte a ballare e di fronte a noi una piramide che in realt\u00e0 non guarda quasi pi\u00f9 nessuno: il monumento funebre a una gerarchia estinta, dimostrazione che molte altre ancora se ne possono ribaltare, abolendo le dicotomie, le tripartizioni, spandendosi capillarmente nell\u2019orizzonte. E la musica che riverbera anche quando l\u2019impianto \u00e8 spento e la 5-MAPB \u00e8 scesa, beviamo due, tre, cinque birre, senza dire niente, solo bevendo e guardandoci a vicenda, finch\u00e9 dal sonnambulismo siamo gi\u00e0 stati, di nuovo, risucchiati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"a llora, l\u2019altro giorno stavo con due amici alla street contro il decreto sicurezza a Roma, no? 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