{"id":112244,"date":"2025-09-16T16:41:34","date_gmt":"2025-09-16T16:41:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/112244\/"},"modified":"2025-09-16T16:41:34","modified_gmt":"2025-09-16T16:41:34","slug":"pierantozzi-le-sabbie-mobili-di-una-mente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/112244\/","title":{"rendered":"Pierantozzi: le sabbie mobili di una mente"},"content":{"rendered":"<p>Un\u2019astronave aliena atterra tra lo sconcerto di pochi testimoni. Quando questi corrono a raccontare a tutti l\u2019evento eccezionale, le reazioni che incontrano sono tiepide, e loro non si capacitano di come sia possibile. Non \u00e8 la trama del romanzo di cui sto per parlare. \u00c8 la sensazione che mi \u00e8 rimasta addosso dopo aver letto <a href=\"https:\/\/www.einaudi.it\/catalogo-libri\/narrativa-italiana\/narrativa-italiana-contemporanea\/lo-sbilico-alcide-pierantozzi-9788806266448\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Lo sbilico<\/a> di Alcide Pierantozzi (Einaudi). Il fatto \u00e8 che la fanfara promozionale che giudica allo stesso modo pi\u00f9 o meno tutti i libri in uscita ha finito per trasformarci in lettori apatici, scettici, ormai incapaci di provare autentica meraviglia. Cos\u00ec quando gli alieni arrivano per davvero la cosa non ci smuove pi\u00f9 di tanto. Invece Lo sbilico dovrebbe scuoterci nel profondo, per alcune ragioni che qui ora cercher\u00f2 di mettere in ordine.<\/p>\n<p>Dall\u2019antichit\u00e0 a oggi non esistono argomenti che non siano stati trattati dalla letteratura. Allora \u2013 si dir\u00e0 \u2013 perch\u00e9 continuiamo a scrivere? Perch\u00e9 scriviamo, per esempio, ancora libri d\u2019amore? E perch\u00e9, come in questo caso, romanzi che trattano il tema della follia? Perch\u00e9 la letteratura ha il mandato di dire sempre qualcosa di nuovo sull\u2019umano, e di farlo cercando di raccontare l\u2019indicibile, ossia ci\u00f2 che non pu\u00f2 essere detto in altri modi se non con gli strumenti propri della parola. Lo sbilico fa appunto questo.<\/p>\n<p>Quella di Pierantozzi si inserisce in una successione di opere letterarie che negli ultimi anni in particolare hanno trattato in varie forme il tema del disagio mentale, ma lo fa con una postura tutta nuova. Il suo \u00e8 il punto di vista di un quarantenne con diagnosi di disturbi vari \u2013 bipolare, dello spettro autistico e dissociativo \u2013 che dichiara il proprio fallimento. Fallimento di uomo, di figlio, di scrittore. A mio avviso si deve partire da qui.<\/p>\n<p>Il libro narra di un ritorno all\u2019ovile nella cittadina natale sull\u2019Adriatico, a San Giovanni di Colonnella, frazione di San Benedetto del Tronto, dopo vent\u2019anni trascorsi a Milano, dove Alcide ha vissuto una giovinezza liberatoria e una precoce gloria letteraria, citt\u00e0 che ora nei suoi ricordi si \u00e8 trasformata in un rimpianto inconsolabile.<\/p>\n<p>Ma quello in cui fa ritorno \u00e8 un ovile devastato, il terreno di un vissuto, come riferito nell\u2019ultima cartella clinica, \u201cdi insostenibile sofferenza a carattere esistenziale\u201d. Vi ritrova una madre che rappresenta una frattura e \u2013 ora \u2013 un estremo rifugio, con cui spesso dorme ancora nello stesso letto, per placare se stesso e gli inganni della mente. Un padre senza nome, indicato per tutto il romanzo come \u201cil Negazionista\u201d, incapace di relazionarsi con la malattia del figlio e la cui massima premura \u00e8 chiedergli: \u201cAllora?\u201d (\u201cperch\u00e9 un padre deve chiedere \u00aballora?\u00bb a suo figlio per statuto\u201d). E un fratello su cui non deve gravare il peso invalidante della malattia mentale piombata in casa. Ci sarebbe un altro fratello in questa famiglia, un fratellino morto in fasce a causa di alcune gravi malformazioni, che nella mente del narratore sembra elevarsi a ossessione capitale e trauma d\u2019origine, fino ad assumere le sembianze di una vera e propria prefigurazione del male a venire che gli avrebbe sconvolto la mente e la vita.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" data-entity-uuid=\"0d8376a1-5a41-4c8a-838a-376c760b19e7\" data-entity-type=\"file\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/brett-jordan-U2q73PfHFpM-unsplash.jpg\" width=\"780\" height=\"1057\" alt=\"j\" class=\"align-center\" loading=\"lazy\"\/><\/p>\n<p>Lo sbilico nasce da un articolo pubblicato su \u00abLucy. Sulla cultura\u00bb nell\u2019aprile dello scorso anno che suscit\u00f2, in me come nella maggior parte dei lettori, grande impressione. Si intitolava Fare palestra per non impazzire e iniziava cos\u00ec: \u201cSono le tre del pomeriggio di un giorno di marzo, di un anno in cui ogni mattina ho pensato di farmi del male\u201d. La palestra, raccontava l\u00ec Pierantozzi (e ora nel romanzo) rappresenta una sorta di spazio calmo in cui riuscire a domare episodi dissociativi, allucinazioni, autolesionismo. Quella che sembra essere la costruzione di un\u2019armatura carnale per arginare gli sbaragli della mente \u00e8 per\u00f2 una falsa pista. \u201cLa mia malattia \u00e8 mentale, ma riguarda il corpo\u201d, scriveva lo stesso Pierantozzi nell\u2019articolo, mentre nel libro ritorna spesso il tema di una sessualit\u00e0 annichilita. E del resto sappiamo bene ormai quanto il dualismo cartesiano mente-corpo sia una concezione piena di falle. Dal romanzo apprendiamo che Alcide per\u00f2 neppure in palestra pu\u00f2 dirsi pacificato. Combatte infatti una guerra costante con gli attrezzi che non funzionano, con la fraudolenta scorrettezza dei proprietari, con la scarsa igiene, con gli altri clienti che lo eludono platealmente. Arriver\u00e0 a progettare per vendetta il sabotaggio dell\u2019impianto di condizionamento.<\/p>\n<p>Il racconto \u00e8 in presa diretta, immersivo, si potrebbe dire usando una parola abusata nella contemporaneit\u00e0. La materia in cui ci si cala non \u00e8 tanto la palude fangosa di una mente sconvolta dalla malattia, quanto la straordinaria meccanica del pensiero, un intelletto formicolante, ultravivo, generoso di sollecitazioni. Sono abituato a prendere ogni libro come fosse l\u2019invenzione utopistica pi\u00f9 sfrenata della razza umana: il viaggio nell\u2019intelligenza di un altro. E qui siamo alle prese con un\u2019intelligenza sbalorditiva. Ecco, pi\u00f9 di tutto \u00e8 questo. Lo sbilico \u00e8 un racconto che, certo, mette a disagio (grazie a Dio esistono ancora romanzi che mettono a disagio!). Ma qui \u00e8 un disagio che deriva dal confronto con questa forma estrema di intelligenza, non con la follia.<\/p>\n<p>L\u2019intelligenza di Alcide trova la sua forma organizzativa, e forse una via nella comprensione di s\u00e9, nelle parole. Le parole, ci racconta, gli sono piovute letteralmente in testa in un tardo pomeriggio estivo del 1998, quando un furgone uscito di strada attraversando una sopraelevata fa volare dal portellone aperto una pioggia di libri. Tra questi un dizionario dei sinonimi e dei contrari. Il ragazzino di appena tredici anni che vaga nella brecciaia intorno ai piloni dell\u2019autostrada, raccogliendo il dizionario e spulciando tra quelle pagine, fa una scoperta cruciale: \u201cil ticche e tacche dei pensieri si fermava, i mille canali aperti della mia mente si chiudevano, e un senso di ristoro mi penetrava\u201d. \u00c8 un\u2019epifania. \u201cCos\u00ec, il bambino puzzolente di pomodoro, stretto al suo microvocabolario, cominci\u00f2 a mettere in fila la squadra delle sue paure per arbitrarla con le parole\u201d.<\/p>\n<p>Lo scrittore germogliato da quell\u2019evento, da quella quasi divina aspersione, rifiuta per\u00f2 l\u2019idea della scrittura come salvezza. Sarebbe una romanticheria che si trova solo fuori dai tracciati della vera letteratura. E qui per fortuna si gioca a un altro gioco, qui le parole servono a sbrinare le immagini congelate dei clich\u00e9. Ecco. Leggere Lo sbilico significa proprio questo: perdere per qualche ora il bilanciamento, l\u2019armonia apparente della natura, la statica del vivere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un\u2019astronave aliena atterra tra lo sconcerto di pochi testimoni. 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