{"id":112614,"date":"2025-09-16T21:02:20","date_gmt":"2025-09-16T21:02:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/112614\/"},"modified":"2025-09-16T21:02:20","modified_gmt":"2025-09-16T21:02:20","slug":"anche-litalia-lavora-a-un-piano-per-preparare-gli-ospedali-allo-stato-di-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/112614\/","title":{"rendered":"Anche l\u2019Italia lavora a un piano per preparare gli ospedali allo stato di guerra"},"content":{"rendered":"<p>Dopo Francia e Germania, anche l\u2019Italia si muove per garantire la sicurezza degli ospedali in caso si verificasse un conflitto militare. Il governo Meloni sta studiando un piano che coinvolge Ministero della Salute, Difesa e Infrastrutture, che ha portato all\u2019istituzione di un <strong>tavolo tecnico interministeriale<\/strong> che si \u00e8 gi\u00e0 riunito un paio di volte dall\u2019estate e ha avviato le prime interlocuzioni per definire una strategia sulla resilienza in campo sanitario. Mentre cresce la tensione per il conflitto russo-ucraino e gli scenari geopolitici si fanno sempre pi\u00f9 instabili, in Europa diversi Paesi si attrezzano a non voler pi\u00f9 lasciare nulla al caso sul fronte della sanit\u00e0 in tempo di guerra: aggiornano i piani di crisi, definiscono protocolli congiunti tra enti civili e Difesa, individuano strutture e reparti alternativi da attivare in caso di emergenza per essere pronti a fronteggiare l\u2019imprevedibile. <strong>Francia e Germania<\/strong> hanno gi\u00e0 avviato misure concrete. A Parigi, una circolare del ministero della Salute ha chiesto alle agenzie sanitarie regionali di predisporre, in collaborazione con la Difesa, strutture straordinarie capaci di gestire un afflusso massiccio di <strong>feriti, civili e militari<\/strong>, in caso di escalation. Berlino, dal canto suo, lavora a un piano nazionale di difesa civile che mira a preparare gli ospedali all\u2019eventualit\u00e0 di un conflitto su larga scala, con programmi di formazione specifici per il personale medico: dal trattamento di ferite da esplosione a traumi complessi e amputazioni, fino alla definizione di criteri rigorosi per garantire la continuit\u00e0 dell\u2019assistenza anche in condizioni estreme.<\/p>\n<p>L\u2019Italia non \u00e8 rimasta a guardare e con un apposito decreto di aprile scorso (che attua il <a href=\"https:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/eli\/id\/2024\/09\/23\/24G00150\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Dlgs 134\/2024<\/a> a sua volta in attuazione della direttiva europea 2022\/2557) ha istituito un tavolo tecnico al ministero della Salute presso l\u2019ufficio di gabinetto, un organismo con dieci componenti, con l\u2019obiettivo di \u00abdefinire una strategia sulla resilienza in campo sanitario che stabilisca ruoli e responsabilit\u00e0 dell\u2019insieme degli organi, istituzioni ed enti coinvolti\u00bb nella predisposizione di piani e misure per la <strong>gestione di emergenze sanitarie su vasta scala<\/strong>. Il piano prevede anche scenari validi non solo di guerra \u201cfrontale\u201d, ma anche in presenza di eventi CRBN (<strong>Chimici, radiologici, biologici e nucleari<\/strong>) oppure, in ipotesi di attivazione degli articoli 3 e 5 del Trattato Atlantico (cio\u00e8, l\u2019impegno collettivo previsto per i Paesi membri della NATO). Fra le linee guida che emergono dalle discussioni c\u2019\u00e8 l\u2019idea di rafforzare la <strong>collaborazione fra sanit\u00e0 civile e medica militare<\/strong>, definire catene di comando chiare in situazioni estreme, attivare esercitazioni congiunte e percorsi formativi che preparino il personale ad affrontare traumi di guerra, grandi evacuazioni, collegamenti con ospedali da campo o strutture esterne. Si discute anche di <strong>tre fasi operative<\/strong>: accoglienza dell\u2019arrivo delle truppe (o del coinvolgimento militare), mobilit\u00e0 interna in caso di crisi, partecipazione in missioni all\u2019estero con eventuale rientro per le cure. Rimangono ancora diverse questioni aperte. Non \u00e8 chiaro quali ospedali saranno designati come poli di riferimento per la gestione del trauma da guerra su vasta scala, n\u00e9 come sar\u00e0 \u00a0definito l\u2019assetto di risorse, personale e reparti specializzati. Alcune strutture (ospedali come il Niguarda di Milano) che gi\u00e0 operano in emergenze nazionali sono citate come possibili hub, ma serve trasparenza sugli standard che si chiederanno, su come verranno integrate le risorse militari con quelle civili, e su quanto rapido possa essere il passaggio da uno stato \u201cregolare\u201d a uno di emergenza. Difficolt\u00e0 maggiori sono previste nella definizione delle responsabilit\u00e0 fra ministeri, regioni, Protezione civile, Difesa e altre agenzie, cos\u00ec come nella reperibilit\u00e0 di fondi straordinari e nell\u2019adeguamento infrastrutturale (adeguamenti strutturali, sistemi antibomba, reparti CRBN, presidi mobili). <\/p>\n<p>In un clima crescente di <a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2025\/09\/13\/la-nato-lancia-loperazione-sentinella-dellest-per-difendere-il-confine-orientale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">militarizzazion<\/a>e e di tensione prebellica, l\u2019Italia, costretta a rincorrere gli esempi di Francia e Germania, si muove dentro un <strong>paradosso<\/strong> evidente: da anni si <a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2024\/10\/09\/deficit-miliardario-carenza-di-infermieri-medici-in-fuga-la-sanita-pubblica-al-collasso\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">tagliano fondi<\/a>, posti letto e personale alla sanit\u00e0 pubblica, mentre oggi si invoca la necessit\u00e0 di approntare ospedali da guerra, addestrare medici a traumi bellici e predisporre protocolli per scenari da conflitto mondiale. Invece di rafforzare davvero la sanit\u00e0 pubblica e di restituirle risorse, il governo preferisce seguire i <strong>diktat europei e atlantici<\/strong>, adattando la popolazione a un orizzonte di paura e rassegnazione. Il nostro Paese si trova ora di fronte a una sfida che \u00e8 innanzitutto politica: far maturare nella popolazione la persuasione che, pur non essendo in guerra, il rischio esiste e la preparazione preventiva \u00e8 un esercizio necessario. \u00c8 l\u2019ennesimo cortocircuito che rivela come il <strong>paradigma emergenziale<\/strong> sia ormai la chiave con cui si governa la societ\u00e0: ogni pretesto viene sfruttato per inoculare paura e per spingere i cittadini ad accettare misure eccezionali come se fossero inevitabili. Il rischio \u00e8 che l\u2019opinione pubblica venga trascinata in un <strong>clima di psicosi permanente<\/strong>: prima il Covid, ora la guerra. Lo schema si ripete identico, tra stati d\u2019eccezione e narrazioni apocalittiche, fino a rendere l\u2019emergenza una condizione permanente. Il vero pericolo, per\u00f2, non \u00e8 solo la guerra che incombe, ma la guerra psicologica che prepara i cittadini a viverla come destino ineluttabile.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-lazyloaded=\"1\" alt=\"Avatar photo\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/1758056540_446_cropped-firma-author-sq-96x96.png\"  class=\"avatar avatar-96 photo\" height=\"96\" width=\"96\"\/>Enrica Perucchietti<\/p>\n<p class=\"li-author-box__bio\">Laureata con lode in Filosofia, vive e lavora a Torino come giornalista, scrittrice ed editor. Collabora con diverse testate e canali di informazione indipendente. \u00c8 autrice di numerosi saggi di successo. Per L\u2019Indipendente cura la rubrica Anti fakenews.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Dopo Francia e Germania, anche l\u2019Italia si muove per garantire la sicurezza degli ospedali in caso si verificasse&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":112615,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[175],"tags":[5279,77,239,1537,90,89,2890,240,301],"class_list":{"0":"post-112614","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute","8":"tag-governo-meloni","9":"tag-guerra","10":"tag-health","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-ospedali","15":"tag-salute","16":"tag-sanita"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/112614","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=112614"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/112614\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/112615"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=112614"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=112614"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=112614"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}