{"id":11294,"date":"2025-07-27T07:21:10","date_gmt":"2025-07-27T07:21:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/11294\/"},"modified":"2025-07-27T07:21:10","modified_gmt":"2025-07-27T07:21:10","slug":"guggenheim-museum-bilbao-due-mostre-al-femminile-da-visitare-presso-la-citta-basca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/11294\/","title":{"rendered":"Guggenheim Museum Bilbao, due mostre al femminile da visitare presso la citt\u00e0 basca"},"content":{"rendered":"<p>Bilbao, ovvero Bilbo in lingua basca, \u00e8 la citt\u00e0 pi\u00f9 importante della Euskal Herria e, da sempre fiera delle sue origini, pi\u00f9 recentemente ha rinnovato la sua immagine grazie al <a href=\"https:\/\/www.guggenheim-bilbao.eus\/it\/orari-e-tariffe\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Guggenheim Museum Bilbao<\/a>, uno dei vari musei della Fondazione omonima.<\/p>\n<p>Il museo venne inaugurato alla fine degli anni Novanta nel contesto di rivitalizzazione della citt\u00e0 di Bilbao e della provincia di Biscaglia intrapreso dall\u2019amministrazione pubblica dei Paesi Baschi. La collezione permanente ospita alcune tra le opere pi\u00f9 significative dell\u2019et\u00e0 contemporanea: dalle grandi istallazioni di Lucio Fontana e Jenny Holzer che dominano l\u2019atrio a Jeff Koons, Anish Kapoor e Louise Bourgeois che contornano il perimetro esterno dell\u2019edificio.<\/p>\n<p>E soprattutto Richard Serra con \u201cThe Matter of Time\u201d. Ma l\u2019identit\u00e0 artistica del Guggenheim Bilbao \u00e8 affidata soprattutto alle mostre temporanee, tra le quali, quest\u2019estate, spiccano le presenze al femminile di Helen Frankenthaler e Barbara Kruger.<\/p>\n<p>Helen Frakenthaler: la pittura libera da regole al Guggenheim Museum Bilbao<\/p>\n<p>Il prestigioso museo della citt\u00e0 basca accoglie trenta opere della pittrice newyorkese Helen Frakenthaler, esposte accanto a quelle di altri protagonisti della scena artistica dell\u2019epoca, delineando cos\u00ec il suo lungo percorso creativo dalla met\u00e0 del XX secolo ai primi anni Duemila. L<\/p>\n<p>a mostra a lei dedicata, Painting Without Rules, presenta fino al 28 settembre una serie di tele di grande formato, che ben evidenziano uno dei temi cardine dell\u2019arte di Frankenthaler: l\u2019idea unica di pittura \u201clibera da regole\u201d portata avanti dalla pittrice newyorchese, la cui visione le consent\u00ec di integrare e quindi superare le proprie fonti di ispirazione, seguendo un percorso parallelo ma distinto rispetto a quello degli artisti contemporanei, tra cui spiccano i nomi di Robert Motherwell, Jackson Pollock e Mark Rothko, vicini a lei nel sentire artistico e personale.<\/p>\n<p>L\u2019artista newyorchese, che fu figura di spicco anche nel mondo della grafica e della stampa, cerc\u00f2 di affrontare e superare nuove sfide artistiche, fin dagli esordi nella scena tutta maschile della New York degli anni Cinquanta, anche se non amava essere definita femminista.<\/p>\n<p>Le tele imponenti raccolte al Guggenheim Museum evidenziano il ruolo centrale dell\u2019artista statunitense nel passaggio dall\u2019Espressionismo astratto alla pittura a campi di colore: un\u2019innovazione resa possibile anche dal frequente ricorso alla tecnica del soak-stain, ottenuta mescolando olio con trementina per rendere la vernice pi\u00f9 traslucida, simile agli acquerelli. che conferma tanto la padronanza compositiva quanto la totale libert\u00e0 espressiva dell\u2019opera di Frankenthaler.<\/p>\n<p>Linguaggio e politica nella mostra di Barbara Kruger<\/p>\n<p>Un \u2018altra presenza femminile nell\u2019estate del Guggenheim di Bilbao \u00e8 quella di Barbara Kruger con la prima rassegna completa del suo lavoro mai presentata in Spagna, aperta al pubblico aperto fino all\u2019 8 novembre con un progetto chiaro : esplorare le influenze tra linguaggio e potere, incoraggiando il fruitore a interrogarsi sulle strategie di consenso messe in atto dagli apparati politici e dalla Rete. Another day, another night, questo il titolo della retrospettiva, ripercorre l\u2019evoluzione artistica della Kruger, scegliendo come filo conduttore la \u201cparola\u201d e il suo impiego come strumento di persuasione e di controllo politico.<\/p>\n<p>Il tema non \u00e8 certamente nuovo per l\u2019artista, che dagli Anni Settanta \u00e8 nota al grande pubblico per i suoi grandi billboard rossi e neri. L\u2019aspetto pi\u00f9 nuovo \u00e8 per\u00f2 la contaminazione con le nuove tecnologie, attraverso l\u2019impiego di strumenti multimediali mai utilizzati prima. Oltre i collage in bianco e nero, la rassegna presenta infatti monumentali installazioni in vinile, opere digitali su grande scala, proiezioni video e paesaggi sonori concepiti specificamente per il museo basco, offrendo un quadro completo dei temi e dei risvolti visivi toccati dalla Kruger nel corso di cinquant\u2019anni di attivit\u00e0.<\/p>\n<p>Ad aprire il percorso di visita \u00e8 uno dei lavori pi\u00f9 importanti di Kruger: Senza titolo I shop therefore I am creato nel 1987 in serigrafia fotografica e rivisitato dall\u2019artista nel 2019 in un\u2019installazione LED in grande formato, con animazione e suono. L\u2019opera si sviluppa come un gigantesco puzzle in cui i pezzi si incastrano fino a formare la frase \u201cI shop therefore I am ( compro dunque sono)\u201d, seguita da una serie di slogan martellanti che espandono l\u2019indagine dell\u2019artista su consumo e identit\u00e0.<\/p>\n<p>Il tragitto prosegue con Verit\u00e0 (nel quale la parola spagnola \u201cVerdad\u201d sfuma dal nero corvino al grigio pallido, inducendo a riflettere sulla natura ambigua di questo concetto) e Forever (che mostra in un gigantesco testo in bianco e nero le oscure parole di George Orwell: \u201c Se vuoi un\u2019immagine del futuro, immagina uno stivale che calpesta un volto umano- per sempre\u201d ). Un elemento distintivo del progetto \u00e8 infine il costante rimando al contesto politico e sociale dei Paesi Baschi, territorio dalla complessa storia identitaria.<\/p>\n<p>Prova ne \u00e8 l\u2019installazione site-specific intitolata Senza titolo (Camino) che non solo fa riferimento al paesaggio linguistico di Bilbao, ma che funge anche da filo conduttore visivo, collegando le varie sale della mostra con un percorso sinuoso intorno all\u2019atrio centrale del museo, dove, accanto a Kruger e Frakenthaler, c\u2019\u00e8 anche , fino al 10 dicembre, l\u2019esposizione In Situ: Refik Anadol.<\/p>\n<p>Scopri <a href=\"https:\/\/libreriamo.it\/arte\/le-opere-da-vedere-al-guggenheim\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">le opere pi\u00f9 belle da vedere al Guggenheim di Venezia<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Bilbao, ovvero Bilbo in lingua basca, \u00e8 la citt\u00e0 pi\u00f9 importante della Euskal Herria e, da sempre fiera&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":11295,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-11294","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11294","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11294"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11294\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11295"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11294"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11294"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11294"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}