{"id":113317,"date":"2025-09-17T07:19:12","date_gmt":"2025-09-17T07:19:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/113317\/"},"modified":"2025-09-17T07:19:12","modified_gmt":"2025-09-17T07:19:12","slug":"lo-psichiatra-claudio-mencacci-i-nostri-ragazzi-sempre-piu-aggressivi-leffetto-dei-social-e-di-rendere-normali-anche-i-gesti-violenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/113317\/","title":{"rendered":"Lo psichiatra Claudio Mencacci: \u00abI nostri ragazzi sempre pi\u00f9 aggressivi. L\u2019effetto dei social \u00e8 di rendere normali anche i gesti violenti\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Riccardo Bruno<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Lo specialista: \u00abVa insegnata loro l\u2019empatia. Percepiscono un\u2019autorit\u00e0 debole. Tra genitori e figli  il dialogo \u00e8 scarso\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Una bambina di Sulmona abusata dall\u2019et\u00e0 di dieci anni da maschi poco pi\u00f9 grandi di lei; un bimbo di 8 aggredito in un parco alla periferia di Roma da tre fratellini; <a href=\"https:\/\/roma.corriere.it\/notizie\/cronaca\/25_settembre_15\/paolo-suicida-14-anni-latina-bulli-maestra-cd29abf4-55b0-4de8-b084-0b8e965d1xlk.shtml\" title=\"Paolo, suicida a 14 anni a Latina. I bulli lo chiamavano \u00abPaoletta\u00bb e \u00abNino D&#039;Angelo\u00bb. Il cantante: \u00abScusa se ti hanno dato il mio nome\u00bb\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">un quattordicenne che si \u00e8 tolto la vita a Latina<\/a> perch\u00e9 non avrebbe pi\u00f9 tollerato le angherie dei bulli. Tre storie e tre contesti completamente diversi, tutti per\u00f2 con protagonisti giovani o giovanissimi. Professore, vede un filo comune?<\/b><br \/>\u00abSe c\u2019\u00e8, \u00e8 proprio quello dell\u2019aumento dell\u2019aggressivit\u00e0 giovanile, sia diretta verso l\u2019esterno che verso se stessi\u00bb, risponde Claudio Mencacci, psichiatra e presidente della Societ\u00e0 italiana di Neuropsicofarmacologia.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Perch\u00e9 episodi di questo tipo sembrano sempre pi\u00f9 frequenti?<\/b><br \/>\u00abSono tanti i fattori che si intersecano: una cultura individualistica, uno scarso dialogo tra genitori e figli. Ma quello che colpisce di pi\u00f9, come nel caso di Sulmona, \u00e8 che questa forma di prevaricazione \u00e8 spesso influenzata dai media e dalla tecnologia\u00bb.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>In quel caso i filmati sono stati condivisi su WhatsApp.<\/b><br \/>\u00abFilmare o filmarsi \u00e8 la nuova moneta sociale perch\u00e9 soddisfa non solo l\u2019impulso di essere notati ma anche di esercitare una sorta di supremazia all\u2019interno di un gruppo, fare qualcosa che colpisce l\u2019attenzione altrui\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Anche nel caso di video dal contenuto raccapricciante?<\/b><br \/>\u00ab\u00c8 un sistema che premia i contenuti pi\u00f9 scioccanti, quelli pi\u00f9 estremi. I gesti violenti hanno pi\u00f9 facilit\u00e0 di diventare virali rispetto a quelli positivi. Cos\u00ec si assiste sempre di pi\u00f9 a normalizzazione della violenza: perch\u00e9 da un lato, anche se il modello \u00e8 negativo, trova sempre i suoi influencer e si guadagna in popolarit\u00e0; dall\u2019altro perch\u00e9 prevale una sorta di disinibizione online, le persone fanno, dicono o filmano cose gravissime ma credono di essere in qualche modo protette o nascoste nella rete\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00c8 soltanto colpa dei social?<\/b><br \/>\u00abNo, ma in questi casi c\u2019\u00e8 l\u2019idea che la sopraffazione passi sempre attraverso l\u2019umiliazione pubblica, non \u00e8 diretta solamente verso la persona che la subisce ma tutto viene condiviso\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Sentono di poter agire in modo impunito.<\/b><br \/>\u00abL\u2019altro grande assente \u00e8 il senso di autorit\u00e0, una difficolt\u00e0 a pensare che c\u2019\u00e8 una conseguenza alle proprie azioni. \u00c8 vero che in questi casi i protagonisti sono giovanissimi, e per loro pu\u00f2 essere pi\u00f9 difficile comprenderlo. Ma in genere l\u2019autorit\u00e0 \u00e8 percepita come debole o, in alcuni casi, addirittura come ingiusta. La domanda allora \u00e8: ma gli adulti danno l\u2019esempio?\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>C\u2019\u00e8 pi\u00f9 carenza delle famiglie o di istituzioni come la scuola?<\/b><br \/>\u00abDi entrambe, nel senso che sono lontane da una funzione educativa che \u00e8 fondamentalmente sociale: ovvero quella di insegnare il riconoscimento dell\u2019altro, la condivisione, la solidariet\u00e0 e il rispetto reciproco. I genitori sono sempre pi\u00f9 assenti e la scuola viene vista solo come un luogo di valutazione o, peggio, di parcheggio. I giovani imparano a gestire l\u2019emotivit\u00e0 osservando il comportamento degli adulti, cosa possono apprendere se di fronte al minimo problema li sentono ululare o inveire contro l\u2019altro\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Perch\u00e9 questo tessuto educativo si sta sfilacciando?<\/b><br \/>\u00abIl peggioramento complessivo \u00e8 legato al prevalere della cultura dell\u2019individualismo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Le ragioni?<\/b><br \/>\u00ab\u00c8 un processo lungo, il messaggio di pensare solo a se stessi a scapito della comunit\u00e0 si \u00e8 insinuato da tempo. E la condizione attuale che premia ancora di pi\u00f9 questi atteggiamenti ha sicuramente fatto esplodere il fenomeno. Questi sentimenti caratterizzati da impulsivit\u00e0, rabbia, aggressivit\u00e0, prevaricazione hanno poco a che fare con il senso di comunit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Da dove partire per invertire la rotta?<\/b><br \/>\u00abDa un lato dovremmo tornare a insegnare a gestire le emozioni e dall\u2019altro a coltivare l\u2019empatia. Che a volte si confonde con il buonismo, ma non \u00e8 la stessa cosa: \u00e8 il riconoscimento della propria e dell\u2019altrui dignit\u00e0, la comprensione che certi gesti violenti non premiano ma ti fanno intascare una moneta sociale che non ha alcun valore\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ci sono delle figure positive?<\/b><br \/>\u00abCerto, e vanno promosse maggiormente, anche sui social e sui media. E poi i giovani vanno coinvolti nella costruzione di nuove regole. Il mondo sta cambiando, ed \u00e8 chiaro che abbiamo la necessit\u00e0 di riuscire a trovare dei punti che uniscano le generazioni. Non funziona pi\u00f9 il semplice passaggio di testimone senza un momento trasformativo. I tempi si sono accelerati rispetto alle generazioni che ci hanno preceduto, i valori attuali sono molto diversi rispetto ai decenni scorsi. La nostra epoca \u00e8 dominata dalla volatilit\u00e0 e dall\u2019imprevedibilit\u00e0. Per questo dobbiamo rinforzare tutte le comunit\u00e0 che educano: la famiglia e la scuola. Senza dimenticare il rispetto per il proprio territorio e l\u2019ambiente. Perch\u00e9 questo sar\u00e0 il luogo dove vivremo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-09-16T07:13:15+02:00\">16 settembre 2025<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Riccardo Bruno Lo specialista: \u00abVa insegnata loro l\u2019empatia. Percepiscono un\u2019autorit\u00e0 debole. 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