{"id":113414,"date":"2025-09-17T08:21:11","date_gmt":"2025-09-17T08:21:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/113414\/"},"modified":"2025-09-17T08:21:11","modified_gmt":"2025-09-17T08:21:11","slug":"il-2015-ha-cambiato-il-motociclismo-motogp","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/113414\/","title":{"rendered":"Il 2015 ha cambiato il motociclismo &#8211; MotoGP"},"content":{"rendered":"<p>Ci risiamo. Quando la MotoGP corre in Italia mi preparo ad assistere al solito indecoroso spettacolo di <strong>qualcuno che applaude quando un pilota cade o si ritira<\/strong>. La mamma dei cretini \u00e8 sempre incinta, ma qui non si tratta solo di qualche stupido che festeggia un incidente, si tratta dello <strong>specchio di cosa sia diventato (per molti, ma per fortuna non per tutti) il motociclismo agonistico<\/strong>.<\/p>\n<p>Ho avuto la fortuna di avvicinarmi alle corse in pista nei primi anni 80, quelli di <strong>Marco Lucchinelli e Franco Uncini, ma anche di Barry Sheene, Kenny Roberts<\/strong> e tanti altri. A Monza dietro la rete metallica, alla variante Ascari o alla Parabolica, mi godevo quello spettacolo meraviglioso. Al mio fianco motociclisti e tifosi tedeschi, italiani, inglesi. Ognuno sosteneva i propri idoli, che non erano per forza della loro stessa nazionalit\u00e0. Io tifavo Lucky, ma ero affascinato dal marziano Roberts e dal ribelle Barry. Non erano italiani? E allora? Stiamo parlando di piloti, di persone speciali. Cosa importa la nazionalit\u00e0? Ma al di l\u00e0 dell\u2019inutile nazionalismo fuori luogo, <strong>come \u00e8 possibile che qualcuno ora applauda e festeggi una caduta o un ritiro?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Tutto deriva da quello che accadde nel 2015<\/strong>. Senza stare a riepilogare quello che successe e senza addentrarmi nella diatriba di chi avesse torto o ragione tra Rossi e Marquez, \u00e8 da quella triste vicenda che nel nostro sport \u00e8 nato il tifo \u201ccontrario\u201d, la teoria del complotto, Italia contro Spagna.<\/p>\n<p>Ma come \u00e8 stato possibile questo imbarbarimento? <strong>Quando il motociclismo si \u00e8 trasformato in una succursale del calcio pi\u00f9 becero?<\/strong><\/p>\n<p>Ovviamente quando c\u2019\u00e8 di mezzo Valentino Rossi la cassa di risonanza \u00e8 mondiale e quanto \u00e8 successo nel 2015 ha scatenato i media, che dopo la rivalit\u00e0 del 46 con Biaggi, e quelle meno \u201cappetibili\u201d con Gibernau e Stoner, avevano finalmente modo di sfruttare uno scontro acceso, qualcosa da \u201cvendere\u201d anche fuori settore, che poteva interessare una massa, che vive delle rivalit\u00e0 dai tempi di Coppi e Bartali.<\/p>\n<p><strong>Il tutto a danno del motociclismo, che \u00e8 stato snaturato<\/strong>. Dall\u2019applaudire tutti i protagonisti di quello spettacolo incredibile che sono le corse in pista, siamo passati <strong>all\u2019odio<\/strong>, al bruciare manichini raffiguranti \u201cil nemico\u201d, al festeggiare cadute e ritiri.<\/p>\n<p>Molti media hanno fatto la loro fortuna su questa vicenda, tanto \u00e8 vero che ancora se ne parla, anche se sono passati dieci anni ed uno dei due piloti coinvolti ha smesso di correre.<\/p>\n<p>L\u2019odio \u00e8 stato per anni fomentato ad arte, mentre nessuno ha mai difeso i valori del motociclismo. Nemmeno quello pi\u00f9 famoso dei due \u201ccontendenti\u201d, che si \u00e8 sempre rifiutato di chiudere la vicenda e non ha mai condannato questi stupidi atti che nulla hanno a che fare con il nostro sport. Un vero peccato che Vale non abbia confermato fuori dalla pista, quello che ci ha invece regalato dentro la pista.<\/p>\n<p>I fischi ed i festeggiamenti proseguiranno ancora per qualche anno, per la gioia di chi non conosce cosa sia il vero motociclismo e quindi non pu\u00f2 far altro che raccontare di litigi e polemiche, e di chi lo fa per raccogliere abbonamenti e like.<\/p>\n<p>Ma voi per favore non vi fate ingannare. <strong>Il nostro \u00e8 uno sport unico e non \u00e8 fatto di odio,<\/strong> bens\u00ec di una passione che non ha riscontro in nessun altro sport. Quello che qualcuno ci vuole \u201cvendere\u201d non \u00e8 il vero motociclismo. Quello reale \u00e8 Toprak Razgatlioglu che dice a Jonathan Rea: \u201csenza di te non sarei diventato il pilota che sono\u201d, \u00e8 Marco Bezzecchi che va a stringere la mano a Marc Marquez per il bellissimo duello dei quali sono stati protagonisti, \u00e8 Pecco Bagnaia che condanna i fischi. Quello vero \u00e8 fatto di una passione unica, che porta i piloti a fare grandi sacrifici e a dare sempre il massimo, sino al punto di rischiare la propria vita, come \u00e8 purtroppo successo di recente.<\/p>\n<p>Il vero motociclismo \u00e8 Jorge Lorenzo che corre con una spalla rotta, Loris Capirossi che corre con una mano fratturata o Noriyuki Haga che non si arrende ad una clavicola scomposta, ed altri cento casi come questi, ai quali ho assistito di persona, perch\u00e9 questi sacrifici, queste incredibili imprese non le fanno solo i grandi campioni, ma anche chi corre nei trofei, nei campionati considerati \u201cminori\u201d, perch\u00e9 tutti i piloti gareggiano per il piacere di correre, per sfogare la loro immensa passione, per sfidare se stessi.<\/p>\n<p>Non credete a chi vi racconta storie diverse o a chi vuole solo alimentare dell\u2019odio per il proprio personale interesse. <strong>Quello non \u00e8 motociclismo<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ci risiamo. 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