{"id":113495,"date":"2025-09-17T09:08:09","date_gmt":"2025-09-17T09:08:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/113495\/"},"modified":"2025-09-17T09:08:09","modified_gmt":"2025-09-17T09:08:09","slug":"cure-essenziali-italia-spaccata-nord-promosso-sud-in-affanno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/113495\/","title":{"rendered":"Cure essenziali, Italia spaccata: Nord promosso, Sud in affanno"},"content":{"rendered":"<p>            I dati del Ministero della Salute e l\u2019analisi GIMBE confermano: Veneto, Toscana ed Emilia-Romagna in testa, al Mezzogiorno si salvano solo Puglia, Campania e Sardegna. Cresce la mobilit\u00e0 sanitaria, la spesa pubblica aumenta ma le disuguaglianze restano<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel 2023 soltanto 13 regioni italiane hanno rispettato gli standard essenziali di cura fissati dal <strong>Ministero della Salute<\/strong>. Un dato che fotografa un Servizio Sanitario Nazionale frammentato, in cui la qualit\u00e0 e la quantit\u00e0 delle prestazioni garantite dipendono in larga misura dal luogo di residenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 quanto emerge dalla Relazione ministeriale sul monitoraggio dei <strong>Livelli Essenziali di Assistenza<\/strong> (LEA) e dall\u2019analisi indipendente condotta dalla <strong>Fondazione GIMBE <\/strong>(Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze).<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>La \u201cpagella\u201d del Ministero<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ogni anno il Ministero valuta l\u2019erogazione dei LEA, ovvero le prestazioni sanitarie che tutte le Regioni e Province autonome devono garantire gratuitamente o con ticket. Dal 2020 lo strumento di riferimento \u00e8 il <strong>Nuovo Sistema di Garanzia<\/strong> (NSG), che comprende 88 indicatori, ridotti a 26 nella versione semplificata utilizzata per la \u201cpagella\u201d ufficiale.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cSi tratta a tutti gli effetti della \u201cpagella\u201d ufficiale per valutare i servizi sanitari regionali \u2013 conferma <strong>Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE<\/strong> \u2013 che \u201cpromuove\u201d le Regioni adempienti e identifica le criticit\u00e0 in quelle inadempienti\u201d.<br \/>Il punteggio si articola in tre macro-aree (prevenzione collettiva e sanit\u00e0 pubblica, assistenza distrettuale, assistenza ospedaliera) e solo chi raggiunge almeno 60 punti in ciascuna sezione viene considerato in regola.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Promossi e bocciati<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le Regioni complessivamente in linea con gli standard restano 13, come nel 2022. Tra queste spiccano Veneto, Toscana ed Emilia-Romagna, che guidano la classifica con punteggi molto elevati e costanti nelle tre aree. Puglia, Campania e Sardegna sono le uniche realt\u00e0 del Mezzogiorno a superare la soglia, seppure con margini ridotti.<br \/>Al contrario, Calabria, Sicilia, Abruzzo, Molise, Valle d\u2019Aosta e la Provincia autonoma di Bolzano registrano insufficienze in una o pi\u00f9 aree, documentando squilibri interni tra ospedale e territorio.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Il divario territoriale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019analisi GIMBE, che ha elaborato un punteggio unico sommando le tre aree, mette in luce in maniera pi\u00f9 netta la frattura Nord-Sud. Tra le prime dieci Regioni sei sono del Nord, tre del Centro e solo una del Sud. Nelle ultime posizioni, fatta eccezione per la Valle d\u2019Aosta, compaiono esclusivamente Regioni meridionali.<br \/>Il dato conferma che l\u2019accesso a cure di qualit\u00e0 non \u00e8 uniforme e che il principio di equit\u00e0 sancito dalla Costituzione resta <a href=\"https:\/\/www.corrierenazionale.net\/2025\/07\/12\/liste-dattesa-piani-mai-attuati\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">disatteso<\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>La mobilit\u00e0 sanitaria<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa asimmetria si traduce anche in fenomeni di mobilit\u00e0 sanitaria interregionale. Uno <strong>studio<\/strong> condotto da <strong>Universit\u00e0 di Pisa, Bari, Roma Tre e Bocconi<\/strong> stima che oltre mezzo milione di persone ogni anno si spostino dal Sud al Nord per ricevere cure, generando flussi economici pari a circa 3,7 miliardi di euro nel 2019. Non si tratta solo di percezione di maggiore qualit\u00e0, ma anche della necessit\u00e0 di reperire prestazioni non disponibili in termini di tempistiche, specializzazione o infrastrutture nelle regioni di residenza.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><img aria-describedby=\"caption-attachment-274282\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-274282\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/mobilita-sanitaria-400x227.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"227\"  \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-274282\" class=\"wp-caption-text\">Dal Sud al Nord: mezzo milione di persone in cerca di cure migliori (ph: GIMBE)<\/p>\n<p><strong>La spesa e i limiti della gestione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un ulteriore elemento riguarda le risorse. La <strong>Corte dei Conti<\/strong>, nella relazione sulla gestione finanziaria 2021-2023, rileva un aumento complessivo della spesa sanitaria regionale da 139,9 a 152,9 miliardi di euro (+9,3%). Nonostante ci\u00f2, le disuguaglianze territoriali non si riducono: alcune regioni faticano a garantire uniformemente i LEA e le differenze tra aree \u201cricche\u201d e \u201cpovere\u201d si confermano, talvolta ampliandosi.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Il peso del carico di malattia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sul <strong>piano epidemiologico<\/strong>, lo studio italiano del <a href=\"https:\/\/www.thelancet.com\/journals\/lanpub\/article\/PIIS2468-2667(25)00045-3\/fulltext\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Global Burden of Disease\u00a0<\/a>pubblicato su The Lancet Public Health mostra come dal 2000 al 2021 il <strong>carico<\/strong> complessivo <strong>di malattia<\/strong> resti <strong>pi\u00f9 alto nel Mezzogiorno<\/strong>. La disparit\u00e0 non riguarda solo l\u2019accesso ai servizi sanitari, ma anche la prevalenza di fattori di rischio, la mortalit\u00e0 prematura e gli anni vissuti con disabilit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Le analisi socio-economiche<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il <strong>58\u00b0 Rapporto Censis<\/strong> segnala come le disuguaglianze sanitarie, intrecciate a quelle sociali ed economiche, costituiscano una criticit\u00e0 per la coesione del Paese. I cittadini del Sud dichiarano un peggior accesso ai servizi e tempi di attesa pi\u00f9 lunghi. Cresce inoltre il ricorso alla sanit\u00e0 privata da parte di chi pu\u00f2 permetterselo, mentre strumenti potenzialmente correttivi, come la telemedicina, restano adottati in modo frammentario.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un ulteriore elemento emerge dal <strong>Rapporto SDGs 2025 di Istat<\/strong>: oltre il 60% degli indicatori legati alla salute e al benessere nelle regioni meridionali si colloca al di sotto della media nazionale. Campania, Calabria e Sicilia risultano particolarmente penalizzate, non solo per i dati sanitari ma anche per i fattori correlati \u2013 povert\u00e0, istruzione, esclusione sociale \u2013 che incidono sulla salute.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Ospedale vs territorio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019analisi condotta da <strong>Il Sole 24 Ore<\/strong> sulle \u201cpagelle\u201d ministeriali conferma che le performance pi\u00f9 vicine ai target riguardano le prestazioni ospedaliere, mentre quelle di prevenzione e di assistenza territoriale restano in ritardo. Il quadro generale restituisce sistemi regionali in cui l\u2019offerta appare squilibrata, con buone strutture ospedaliere ma servizi territoriali insufficienti.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Una questione di diritti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel complesso, le diverse analisi convergono su un punto: <strong>la tutela della salute in Italia continua a dipendere dalla geografia<\/strong>. La mobilit\u00e0 sanitaria, il peso del carico di malattia e i dati sulla spesa certificano che il Servizio Sanitario Nazionale, pur garantendo universalit\u00e0 a livello formale, fatica a tradurre questo principio in pratica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il rischio, sempre pi\u00f9 evidente, \u00e8 che il <strong>diritto alla salute resti subordinato alla residenza<\/strong>, con una frattura Nord-Sud che non si attenua e che altre politiche settoriali (dai Piani di rientro ai commissariamenti) non sembrano in grado di colmare.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n\t\t\t\t Visualizzazioni: 30&#13;\n\t\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"I dati del Ministero della Salute e l\u2019analisi GIMBE confermano: Veneto, Toscana ed Emilia-Romagna in testa, al Mezzogiorno&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":113496,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1481],"tags":[2065,2066,239,2063,2064,1537,90,89,240],"class_list":{"0":"post-113495","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-assistenza-sanitaria","8":"tag-assistenza-sanitaria","9":"tag-assistenzasanitaria","10":"tag-health","11":"tag-health-care","12":"tag-healthcare","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy","16":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/113495","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=113495"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/113495\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/113496"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=113495"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=113495"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=113495"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}