{"id":113559,"date":"2025-09-17T09:47:10","date_gmt":"2025-09-17T09:47:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/113559\/"},"modified":"2025-09-17T09:47:10","modified_gmt":"2025-09-17T09:47:10","slug":"intervista-a-giosue-prezioso-direttore-di-unicollege-torino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/113559\/","title":{"rendered":"Intervista a Giosu\u00e8 Prezioso, direttore di Unicollege Torino"},"content":{"rendered":"<p>\u201cQuando mostro agli studenti, provenienti da tutto il mondo, opere di varia natura chiedendo loro una stima delle stesse, raramente ottengo risposte valide. Questo perch\u00e9 c\u2019\u00e8 ancora un\u2019inettitudine internazionale a gestire l\u2019arte da un punto di vista economico\u201d. Cos\u00ec\u00a0<a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/professioni-e-professionisti\/didattica\/2024\/06\/giosue-prezioso-docente-curatore-intervista\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Giosu\u00e8 Prezioso<\/a>\u00a0esordisce in quest\u2019intervista dedicata a fare ulteriore luce sulla delicata interazione tra arte, economia e tutela da una prospettiva tanto filosofica, quanto pratica, per comprendere meglio il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/tag\/sistema-dellarte\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">sistema dell\u2019arte<\/a>, le\u00a0<a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/arti-visive\/2025\/03\/chi-sceglie-cosa-arte-societa-contemporanea\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">dinamiche di mercato<\/a>\u00a0e le previsioni future.<\/p>\n<p>Intervista a Giosu\u00e8 Prezioso, direttore di Unicollege Torino<\/p>\n<p><strong>Come si sono intrecciate arte\u00a0<\/strong><strong>e economia nel suo percorso di formazione?<br \/><\/strong>Ho studiato Storia dell\u2019Arte alla Jhon Cabot University di Roma e mi sono avvicinato al management dell\u2019arte quando sono stato ammesso al Master of Science in Art, Law and Business di Christie\u2019s a Londra. Era l\u2019unico master internazionale che voleva creare una scuderia di esperti in arte, legge ed economia. Lavorando con arte egizia, etrusca, romana, mi sono appassionato e ho iniziato a fare delle consulenze, vendite, aste e docenza<br \/>\u00c8 stata l\u2019ultima edizione di quel master, quindi mi ritengo molto fortunato.<\/p>\n<p>    L&#8217;articolo continua pi\u00f9 sotto<\/p>\n<p><strong>Secondo lei bisognerebbe incrementare i corsi su business e management dell\u2019arte nei percorsi umanistici?<\/strong><br \/>Assolutamente s\u00ec. Nei corsi universitari che tengo la maggior parte degli studenti non \u00e8 in grado di fare valutazioni corrette. C\u2019\u00e8 un\u2019inettitudine internazionale a gestire la parte economica. L\u2019arte \u00e8 sempre stata legata alla sfera del sacro e dunque l\u2019economia dell\u2019arte \u00e8 ancora taboo in Italia e nel mondo occidentale.<\/p>\n<p><strong>Spesso anche nei corsi accademici e di dottorato in arte e discipline umanistiche non si tratta l\u2019aspetto economico.<br \/><\/strong>Gli studenti di una volta sono i docenti di oggi e non lo sanno fare. La maggior parte degli insegnanti di arte in Italia non sanno economizzare un pezzo d\u2019arte. Parlo di dati statistici. Di conseguenza anche lo studente per quanto preparato sulle opere sar\u00e0 carente sul loro profilo economico, come se fosse inesistente. Invece sarebbe un diritto degli studenti saperne di pi\u00f9.<\/p>\n<p><strong>Questo alimenta la narrazione dominante secondo cui l\u2019arte non sia un settore produttivo. \u00c8 vero anche per\u00f2 che economia e arte sono ambiti distinti che richiedono competenze diverse.<br \/><\/strong>Questo \u00e8 vero, ma questo gap va colmato. Non si capisce mai come si arrivi a un prezzo, si va a intuito, si utilizzano delle equazioni spesso forzate. \u00c9 un deficit sistemico. Non c\u2019\u00e8 una colpa. Persino dei master in management delle attivit\u00e0 culturali spesso non spiegano come si quota un\u2019opera o su quale piattaforma bisogna andare.<\/p>\n<p><strong>Che consiglio darebbe ai giovani per destreggiarsi meglio nel mercato dell\u2019arte?<br \/><\/strong>Il mercato dell\u2019arte \u00e8 sfaccettato, frammentario ed eterogeneo. Gli studenti mi chiedono se editoria e musica rientrino nel mercato dell\u2019arte. Anche le discipline performative ne fanno parte. Inoltre, il mercato dell\u2019arte non ha una gestione forte, dal momento che chi lo regola ha competenze pi\u00f9 artistiche, storiche e curatoriali, non economiche. Dunque, bisogna orientarsi in un sistema disorientante e privo di regole. In piccolo bisogna comprendere che l\u2019economia pu\u00f2 far parte del proprio lavoro, anche un artista pu\u00f2 ad esempio vendere con Partita Iva e in realt\u00e0 l\u2019Italia favorisce molto l\u2019autoimprenditoria. Se l\u2019artista vende direttamente al collezionista, sia l\u2019artista che il collezionista pagheranno meno tasse. Quindi \u00e8 preferibile che ci sia la vendita diretta piuttosto che mediata.<\/p>\n<p><strong>Giosu\u00e8 Prezioso spiega perch\u00e9 questo \u00e8 un buon momento per l\u2019arte in Italia<\/strong><\/p>\n<p><strong>In proposito, il governo ha accolto l\u2019appello degli artisti ad abbassare l\u2019IVA sulla vendita delle opere d\u2019arte dal 22 % al 5%, cosa rappresenta questo passaggio?<br \/><\/strong>\u00c8 stato un respiro pazzesco. C\u2019\u00e8 un antefatto: Il Regno Unito detiene attualmente il 21 % del mercato mondiale dell\u2019arte, l\u2019Italia 1%, parliamo di paesi di grandezza simile. Stupisce che il Regno Unito che ha prodotto molto meno dell\u2019Italia a livello culturale detenga un mercato 20 volte pi\u00f9 alto. Questo perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un apparato fiscale molto solido, dunque spesso le tasse non si pagano o vengono ammortizzate e questo alimenta lo scambio e la vendita delle opere. Dunque, quando l\u2019Inghilterra \u00e8 uscita dall\u2019UE, nessuno degli altri stati si \u00e8 mosso per riprendere quella quota che il Regno Unito aveva perso con la Brexit. Per questo l\u2019Italia ha mandato questo nuovo messaggio, che \u00e8 ottimo a livello internazionale. L\u2019Italia potrebbe tornare protagonista nel mercato dell\u2019arte. C\u2019\u00e8 bisogno di assicurazioni ad hoc per l\u2019arte e di professionisti specializzati, c\u2019\u00e8 bisogno di risollevare la nostra reputazione e secondo me siamo sulla buona strada.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Un altro segnale positivo \u00e8 la nascita dei dottorati nelle Accademie di Belle Arti.<\/strong><br \/>Sono d\u2019accordo, ma abbiamo dovuto aspettare troppo. Proprio perch\u00e9 l\u2019Italia \u00e8 la patria dell\u2019Universit\u00e0, la prima di Bologna \u00e8 del 1088, questo passo \u00e8 arrivato tardi. Le discipline artistiche non sono ancora pareggiate perch\u00e9 fanno parte di AFAM; quindi, non \u00e8 una parificazione paritetica con l\u2019Universit\u00e0. Dal punto di vista costituzionale significa che l\u2019artista che non pu\u00f2 fare un dottorato non pu\u00f2 accedere a determinati concorsi e dunque viene meno il principio costituzionale per cui siamo tutti uguali di fronte alla legge. E non perch\u00e9 la ricerca non si possa fare nell\u2019arte, ma perch\u00e9 lo Stato ha inibito al mondo AFAM la possibilit\u00e0 di fare ricerca artistica. E per molti anni ci siamo attardati nel permettere all\u2019artista di sostenere la ricerca di cui ha bisogno; cos\u00ec, arranchiamo sullo stato delle ricerche. La bibliografia italiana sul contemporaneo a livello internazionale \u00e8 molto scarsa. Questo \u00e8 un grave danno per la ricerca. \u00c8 passato il messaggio che l\u2019artista appartiene a una categoria diversa.<\/p>\n<p><strong>Non dimentichiamo che le Accademie di Belle Arti negli ultimi decenni sono rimaste ai margini del discorso culturale e quasi ignorate dalle politiche e dai governi.<br \/><\/strong>All\u2019interno del Ministero dell\u2019Istruzione e delle Ricerche il comparto AFAM ha sempre a capo i rettori delle Universit\u00e0, a cui vanno la priorit\u00e0 e la percentuale pi\u00f9 alta dei finanziamenti. \u00c8 un sistema viziato e vizioso. \u00c8 un\u2019ingiustizia costituzionale e lo dico proprio da direttore di un Universit\u00e0. Per altro l\u2019Accademia richiede materiali per l\u2019arte e non si tiene conto che le spese per acquistarli sono sempre molto alte a fronte di bassi finanziamenti.<\/p>\n<p><strong>Eppure, anche nelle Accademie il livello dell\u2019insegnamento \u00e8 altissimo, con la presenza di grandi critici come Enrico Crispolti all\u2019Accademia di Roma, Achille Bonito Oliva all\u2019Accademia dell\u2019Aquila\u2026<br \/><\/strong>La differenza la fanno le pubblicazioni che all\u2019universit\u00e0 sono maggiori e arrivano in un contesto internazionale. Se le Accademie non fossero state parificate avremmo creato un vuoto costituzionale di fronte ai cittadini che esigevano che il loro livello di formazione fosse parificato con gli altri. E lo dico da direttore di un\u2019Universit\u00e0 e con cognizione educativa. \u00c8 un intervento riparativo per me. Si \u00e8 creata una gerarchia dei saperi che ha bloccato gli artisti e le artiste e di conseguenza il progresso culturale e economico nel campo.<\/p>\n<p><strong>Dal canto opposto invece, rispetto ai fondi pubblici, la legge di bilancio del 2025 ha tagliato dallo 0,4 % del PIL a quasi lo 0,3% del PIL, una riduzione di quasi 150 milioni, per la cultura, in un anno. Dove verranno dirottati questi fondi?<br \/><\/strong>Non c\u2019\u00e8 molto welfare, ma i fondi sono dirottati in spese NATO e sulla Difesa, siamo in un paese che si sta preparando alla guerra, e come sempre quando si aggira lo spettro della guerra, arte, cultura e istruzione passano erroneamente in secondo piano. La stessa tendenza a non economizzare sulla cultura si ha anche in piccolo, anche i comuni temono di monetizzare la cultura, perch\u00e9 si pensa che imporre una tassa di soggiorno limiti i flussi turistici.\u00a0<\/p>\n<p><strong>I tagli principali del 2025 sono stati fatti ai beni librari e agli archivi e poi alle arti live\u2026<br \/><\/strong>I beni librari sono i pi\u00f9 fagocitati, perch\u00e9 l\u2019Italia non \u00e8 un paese bibliofilo. Il bene bibliocentrico non esiste. Sulle arti performative c\u2019\u00e8 da dire che spesso teatri e realt\u00e0 performative vengono concessi a cooperative e para-privatizzati, per cui ci si aspetta un\u2019autosufficienza e una capacit\u00e0 di autosostenersi. Mentre per quanto riguarda le arti visive, i musei e le pinacoteche che detengono beni materiali, per lo pi\u00f9 pittorici, dipendono direttamente dallo Stato perch\u00e9 si tratta di beni inerti. Ci\u00f2 viene confermato dal mercato, perch\u00e9 il 78% dei beni artistici venduti sono pitture. Il mondo occidentale \u00e8 assolutamente pittocentrico. Questo binomio arte = pittura \u00e8 intrinseco nella maggioranza della popolazione e per questo compriamo e proteggiamo principalmente le opere pittoriche, da cui deriva una distribuzione dei fondi miope.<\/p>\n<p><strong>Sicuramente influisce il fatto che la religione cristiana sia permeata di materialismo, siamo legati alla reliquia, all\u2019oggetto fisico e al bene tangibile.\u00a0\u00a0<br \/><\/strong>Infatti, i cristiani cattolici credevano che l\u2019icona di Dio fosse Dio stesso, non \u00e8 raro che durante i pellegrinaggi alcuni pellegrini prendevano pezzi di icone e le mangiavano, o li diluivano nell\u2019acqua e li bevevano. Pensavano che la pittura fosse l\u2019Arte e quindi Dio stesso. Si \u00e8 creata questa forma di dipendenza dal bene tangibile, ragione per cui le arti digitali e performative, faticano ad attecchire nel nostro paese, perch\u00e9 non sono tangibili.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1200\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Kunsthalle-Zurich-DYOR-Kenny-Schachter-NFTism.-Photo-Julien-Gremaud.jpg\" alt=\"Kunsthalle Z\u00fcrich, DYOR, Kenny Schachter, NFTism. Photo Julien Gremaud\" class=\"wp-image-881802\"  \/>Kunsthalle Z\u00fcrich, DYOR, Kenny Schachter, NFTism. Photo Julien Gremaud<strong>Giosu\u00e9\u00a0<\/strong>Prezioso<strong>\u00a0parla del rapporto tra arte performativa, digitale e mercato<\/strong><\/p>\n<p><strong>Molte manifestazioni di arte performativa e digitale nascono in contrasto con il mercato, come Fluxus e l\u2019Azionismo Viennese. Come si possono vendere delle opere che, anche per volont\u00e0 degli stessi autori, sono concepite al di fuori del mercato?<br \/><\/strong>Le leggi a tutela esistono, la Costituzione tutela sia i beni materiali che immateriali, anche le arti performative; per quanto ci si continui a interrogare su cosa sia una propriet\u00e0 e su come questo concetto muta nel tempo. Lo stesso vale per le arti digitali. L\u2019artista digitale pi\u00f9 pagato al mondo \u00e8 Federico Clapis, aka Pak, italiano che ha venduto\u00a0The Merge, l\u2019opera pi\u00f9 cara registrata per un artista vivente (91,8 milioni di dollari), pi\u00f9 di Jeff Koons o Andy Warhol. Il problema \u00e8 che l\u2019artista non ha un\u2019educazione economica.Le arti performative sono estremamente complesse da trattare dal punto di vista gestionale e manageriale, perch\u00e9 prevedono un\u2019interazione troppo diretta e eticamente scomoda, avendo a che fare con i corpi. Il rischio \u00e8 sempre quello dell\u2019oggettificazione del corpo, ci\u00f2 che gli artisti recriminano da molto tempo.<\/p>\n<p><strong>Esistono delle forme di tutela e archivio di performance e arte digitale, spesso a discrezione dell\u2019autore. Rispetto alle performance alcuni artisti vendono oggetti di scena, altri fotografie o video, altri addirittura nulla, come Tino Sehgal. Fortunatamente non \u00e8 un sistema regolamentato, quindi il volere dell\u2019artista conta molto.<br \/><\/strong>Viviamo in un mondo cos\u00ec veloce che spesso perdiamo la memoria. Come rendiamo disponibile un\u2019opera nel tempo? La performance in realt\u00e0 rispetto ad altri media, a prescindere dalla permanenza nel tempo, abbatte molte barriere nel \u201cqui ed ora\u201d e oggi pu\u00f2 fare da scuola ad altre forme artistiche. Paradossalmente oggi la vera problematica \u00e8 l\u2019iper-diffusione digitale che abbassa il valore e l\u2019aura delle opere, non l\u2019irriproducibilit\u00e0. Adesso molti non sentono neppure pi\u00f9 la necessit\u00e0 di vedere l\u2019originale o di recarsi al museo e si accontentano della riproduzione. \u00c8 importante capire come regolare e gestire questa iper-diffusione. L\u2019NFT nasce proprio in risposta a questo fenomeno, \u00e8 un certificato di paternit\u00e0 di un\u2019opera digitale.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Adesso gli NFT hanno avuto un calo?<\/strong><br \/>Secondo i dati hanno avuto un hype e adesso un grosso calo. Per\u00f2 potrebbero diventare in futuro delle modalit\u00e0 per vidimare i dati e attestarne la propriet\u00e0, un po\u2019 come lo SPID, per tutelare qualsiasi tipologia di documento digitale.<\/p>\n<p><strong>Se un\u2019opera certificata viene plagiata \u00e8 possibile denunciare?<\/strong><br \/>Assolutamente, un giudice pu\u00f2 richiamare la propriet\u00e0 intellettuale, interdire quell\u2019opera e risarcire i danni causati.\u00a0<\/p>\n<p>DNArt, un\u2019innovazione nell\u2019autenticazione delle opere d\u2019arte<\/p>\n<p><strong>In proposito ha scritto sul suo libro\u00a0Arte Moda e Geopolitica\u00a0di DNArt, un sistema di autenticazione delle opere fisiche, di cosa si tratta?<br \/><\/strong>Si, DNArt, creato da uno spin-off dell\u2019universit\u00e0 \u2018Ca Foscari, \u00e8 una tecnologia anticontraffazione basata sull\u2019apposizione di un inchiostro trasparente sulle opere d\u2019arte, che richiede un apposito lettore a luci infrarosse.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 interesse dello Stato riconoscere gli originali, dal momento che, come ha scritto, l\u2019arte \u00e8 uno dei principali mercati di contraffazione in Italia?<br \/><\/strong>L\u2019Italia, se avesse maggiore interesse per la cultura, promulgherebbe delle leggi, prima di tutto economiche, a tutela. In astratto qualsiasi Stato ha e deve sempre avere interesse a proteggere l\u2019arte, soprattutto in Italia in cui il turismo rappresenta il 14% del PIL. L\u2019Italia \u00e8 bella perch\u00e9 \u00e8 un paese d\u2019arte, ed \u00e8 autosufficiente, tanto \u00e8 vero che anche senza gestire e proteggere il patrimonio culturale a dovere, il turismo non viene meno. I Comuni sono tutti dei piccoli musei a cielo aperto. Si tratta di un patrimonio enorme e diffuso che, nella sua interezza, \u00e8 di difficile gestione. Esiste anche un pro: l\u2019arte in Italia ha un sistema di vigilation sull\u2019esportazione di opere d\u2019arte molto complesso. Difficilmente un\u2019opera d\u2019arte riesce a uscire dal paese in modo legale. Il mercato dell\u2019arte illegale invece \u00e8 enorme: durante il COVID eravamo blindati a casa, eppure il numero di opere contraffatte \u00e8 aumentato. Le persone non potevano muoversi, le opere d\u2019arte s\u00ec.<\/p>\n<p><strong>Tra l\u2019altro sono necessarie delle figure competenti, giuristi che abbiano a cuore il patrimonio culturale e artistico, e che promulghino le giuste leggi a tutela degli autentici.<br \/><\/strong>Non esistono figure specializzate, non ci sono molti giuristi o dottori di ricerca che studiano la tutela del patrimonio culturale. Il pi\u00f9 delle volte in Italia si creano le leggi a tutela solo perch\u00e9 siamo sanzionati dall\u2019UE e continuiamo a pagare i sanzionamenti. \u00c8 necessaria invece una rivoluzione che arriva dal basso, un sistema diffuso e una rete di persone competenti.<\/p>\n<p><strong>Una speranza c\u2019\u00e8. Rispetto alle generazioni precedenti, i miei coetanei trentenni hanno interessi molto pi\u00f9 diffusi e multiformi, a prescindere dalla propria professione. Gli avvocati si interessano di arte e gli artisti si interessano di economia.<br \/><\/strong>Assolutamente, \u00e8 un buon segno per il futuro. Sono ottimista e penso che siamo sulla strada giusta.Vito Ancona<strong\/><\/p>\n<p>Libri consigliati:<\/p>\n<p>(Grazie all\u2019affiliazione Amazon riconosce una piccola percentuale ad Artribune sui vostri acquisti)\u00a0\u00a0<\/p>\n<p class=\"intext-cta\">Artribune \u00e8 anche su Whatsapp.  \u00c8 sufficiente <a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029Va9iaYUEFeXeqRR2yT1y\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cliccare qui<\/a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u201cQuando mostro agli studenti, provenienti da tutto il mondo, opere di varia natura chiedendo loro una stima delle&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":113560,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-113559","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/113559","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=113559"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/113559\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/113560"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=113559"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=113559"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=113559"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}