{"id":113704,"date":"2025-09-17T11:09:45","date_gmt":"2025-09-17T11:09:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/113704\/"},"modified":"2025-09-17T11:09:45","modified_gmt":"2025-09-17T11:09:45","slug":"le-piu-assurde-frasi-dellassurdo-libro-di-diego-fusaro-sul-gastronomicamente-corretto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/113704\/","title":{"rendered":"le pi\u00f9 assurde frasi dell\u2019assurdo libro di Diego Fusaro sul gastronomicamente corretto"},"content":{"rendered":"<p>Quando ho visto che era uscito un nuovo <strong>libro di Diego Fusaro<\/strong> \u2013 il <strong>filosofo<\/strong> televisivo che atteggiandosi a fustigatore del sistema finisce per difenderne le posizioni pi\u00f9 reazionarie \u2013 e che il tema era il cibo, anzi <strong>La dittatura del sapore<\/strong>, come recita il titolo, ho prenotato un biglietto per l\u2019Alaska. Ma non c\u2019\u00e8 stato nulla da fare: il dovere, con le sembianze del logo di Dissapore, mi ha raggiunto anche l\u00ec. Il fatto \u00e8 che avevo un botto di (giustificabili) pregiudizi sui contenuti del libro, tanto che la mia pigrizia mi avrebbe spinto a farci un pezzo \u201cal buio\u201d, senza neanche guardarlo, in stile Schewiller, il grande editore che era solito dire: \u201cnon l\u2019ho letto e non mi piace\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>Invece ho comprato <a href=\"https:\/\/amzn.to\/3ZSF8QP\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" data-wpel-link=\"external\">La dittatura del Sapore<\/a>, l\u2019ho letto, e mi sbagliavo, ho dovuto ricredermi: perch\u00e9 l\u2019opera di Fusaro \u00e8 molto meno e molto pi\u00f9 di quello che mi aspettavo, che chiunque si potrebbe aspettare leggendo il sottotitolo <strong>Larve, insetti e grilli: contro il gastronomicamente corretto<\/strong>. In apparenza sembra un\u2019operazione stile instant book, fatta per cavalcare l\u2019onda generata dall\u2019ultimo spauracchio delle destre da bar di paese, gli <strong>insetti commestibili<\/strong>: una supercazzola filosofica con morale melonian-salviniana.<\/p>\n<p>Invece, da un lato \u00e8 molto meno di questo: una ricognizione documentata e suffragata da una valanga di citazioni e note, di tutte le fonti pi\u00f9 classiche del pensiero sul cibo \u2013 storiche filosofiche sociologiche antropologiche, da <strong>Brillat-Savarin a Levi-Strauss, da Montanari a Niola, da Michael Pollan a Marvin Harris<\/strong> \u2013 tanto che potrebbe benissimo essere frutto di un lavoro compilativo di qualche tesista o dottorando del prof. Fusaro, per costituire la base di un corso universitario di scarsa originalit\u00e0 ma di indubbia completezza. Dall\u2019altro lato, vi si trovano delle tesi a dir poco bizzarre, ma soprattutto in clamoroso contrasto con le premesse. Fusaro insomma riesce in un\u2019impresa che ha del miracoloso: partendo da assunti del tutto condivisibili, quando non banali, approda a conclusioni straordinariamente sballate.\u00a0<\/p>\n<p>Ma su una cosa non si smentisce: il linguaggio creativo, immaginifico e surreale. Tradotto: le frasi assurde e al limite dell\u2019incomprensibile che scrive (d\u2019altra parte Fusaro \u00e8 un personaggio capace di affermare in tutta seriet\u00e0 di essere lui quello che ha inventato l\u2019espressione \u201c<strong>turbocapitalismo<\/strong>\u201d). Al limite per\u00f2: perch\u00e9 sono proprio le espressioni pi\u00f9 paradossali che celano (male) la sostanza paradossale dei suoi ragionamenti. Ecco allora una selezione delle frasi pi\u00f9 estreme e divertenti, che per\u00f2 valgono anche come esempio delle contraddizioni appena evidenziate.<\/p>\n<p>1. Parla come mangi<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-586106 size-full\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/dittatura-del-sapore-diego-fusaro-libro.jpg\" alt=\"dittatura-del-sapore-diego-fusaro-libro\" width=\"660\" height=\"\"\/><\/p>\n<p>L\u2019ipocrisia di classe \u00e8 una delle costanti dello sviluppo disuguale che accompagna il progresso interno alla \u201cgabbia d\u2019acciaio\u201d del fanatismo economico connesso a quella astrazione concretissima chiamata capitalismo. Non stupisce che esibisca se stessa anche in campo alimentare mediante la celebrazione di presunte Delikatessen che gli abitatori dei piani alti \u2013 rigorosamente astenendosene \u2013 vorrebbero, con apparente generosit\u00e0, far mangiare al \u201cpopolo degli abissi\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>Fusaro parla di haute cuisine come cibo dei ricchi e di junk food come cibo dei poveri, e fin qui sai che scoperta. Ma poi con uno spettacolare rovesciamento assimila il panino del fast food, super economico e iper processato, ai <strong>novel food<\/strong> tipo insetti o carne coltivata, tutt\u2019altro che delle porcate golose e alla portata di tutti. Ma soprattutto mi viene da dire: se predichi tanto sul ritorno al cibo semplice, perch\u00e9 parli cos\u00ec difficile?\u00a0<\/p>\n<p>2. Sushi primitivo<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-582339 size-full wpsmartcrop-image\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/nigiri-sushi-scaled-e1722443889758.jpeg\" alt=\"Nigiri\" width=\"660\" height=\"\" data-smartcrop-focus=\"[36,61]\"\/><\/p>\n<p>Negli spazi sconfinati della cosmopoli tecnomorfa, il crudo e il selvatico sono assai frequentemente assunti come simbolo di scelte proprie di quanti aspirino a fuggire into the wild per ritrovare l\u2019equilibrio perduto con la natura, incarnando al tempo del tardo capitalismo un inatteso revival del mito del \u201cbuon selvaggio\u201d rosseauiano che, come noto, non cucina ed \u00e8 massimamente felice.<\/p>\n<p>Altro passaggio mirabile: si parte correttamente riportando la tesi classica che contrappone <strong>crudo\/natura<\/strong> e <strong>cotto\/cultura<\/strong>. Ma poi, gratta gratta, sotto i neologismi cyberpunk s\u2019intuisce l\u2019avversione per due cose: la moda del <a href=\"https:\/\/www.dissapore.com\/cucina\/cosa-e-il-sushi-tipologie\/\" target=\"_self\" rel=\"noopener nofollow\" data-wpel-link=\"internal\"><strong>sushi<\/strong><\/a> come espressione della globalizzazione (e che per\u00f2 non \u00e8 un ritorno alla preistoria, ma contemporaneit\u00e0 all\u2019estremo) e il fatto che la gente (le donne) non cucinano pi\u00f9 come una volta.<\/p>\n<p>3. Pane al pane\u2026<\/p>\n<p>La tecnocrazia della civilt\u00e0 cosmomercatista, in nome del nuovo codice gastronomicamente corretto, ha non di rado assunto come riferimenti polemici l\u2019olio, il vino e il pane, vale a dire i fondamenti della \u201cdieta mediterranea\u201d e dell\u2019identit\u00e0 occidentale a tavola: quasi come se, per inseguire le ragioni medico-scientifiche, avesse deciso di mettere in congedo quelle simboliche della tradizione e dell\u2019identit\u00e0.<\/p>\n<p>Dopo aver passato pagine e pagine a illustrare la natura conviviale del <strong>pane<\/strong>, come elemento fondativo della civilt\u00e0, e a puntare giustamente il dito contro la societ\u00e0 contemporanea che da un lato crea gli obesi e dall\u2019altro li stigmatizza, Fusaro mette insieme Nutriscore, studi scientifici sull\u2019alcol e fobia del carboidrato, fa di tutta l\u2019erba un fascio, ed esprime puro salvinismo.<\/p>\n<p>4. \u2026e vino al vino<\/p>\n<p>L\u2019odierna societ\u00e0 postconviviale, che alla giusta misura e all\u2019equilibrato limite preferisce l\u2019eccesso e la trasgressione, dichiara illegittimo il vino, dunque l\u2019essenza stessa della nostra civilt\u00e0, e si consegna al subcultura dei superalcolici; i quali, assunti senza regole e senza limiti, generano la condizione ideale del disordinato ordine postmoderno, in cui gli sciami dei consumatori hanno interrotto ogni relazione comunitaria e sono dediti unicamente all\u2019ebbrezza del godimento acefalo e senza interdizioni, emblema della libert\u00e0 pervertita in desiderio individuale di trasgressione di ogni limite e di ogni tab\u00f9.<\/p>\n<p>Cio\u00e8 il vino va bene perch\u00e9 \u00e8 tradizionale anche se contiene alcol, i superalcolici fanno male perch\u00e9 fanno ubriacare, infatti col vino non si \u00e8 mai ubriacato nessuno, e la grappa \u00e8 superalcolica quindi non tradizionale, o tradizionale nonostante sia superalcolica? Mi sta esplodendo il cervello.<\/p>\n<p>5. Tutti i gusti sono al limone<\/p>\n<p>Infatti, mangiare \u00e8 sempre in prima persona, ma rinvia a una dimensione sociale legata al gusto \u2013 che, lungi dall\u2019essere solo individuale, \u00e8 anche mediato dalla cultura e dalla societ\u00e0 \u2013 e alle maniere del consumo e della preparazione. Insomma, per quanto ci\u00f2 possa prima facie apparire paradossale, non si mangia mai da soli, non solo perch\u00e9 da sempre la maggior parte dei pasti si consuma in compagnia (familiare, rituale, la comunitaria), ma anche in ragione del fatto \u2013 studiato da Durkheim e da Simmel, da Mauss e\u00a0da L\u00e9vi-Strauss \u2013 che, pure quando mangiamo in solitudine, il cibo con cui ci alimentiamo rimanda ad abitudini e a scelte condivise culturalmente e socialmente.<\/p>\n<p>Impeccabile. Sostanzialmente dice che non solo i gusti sono personali e mutevoli, ma anche determinati dal <strong>contesto sociale<\/strong>. Allora, per\u00f2, non si capisce perch\u00e9 non si possano, non si debbano, adeguare al nuovo contesto sociale attuale, o nuovo ordine mondiale come lo chiama lui.<\/p>\n<p>6. Brutti e cattivi<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-573750 size-full wpsmartcrop-image\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/mcdonalds-israele.jpg\" alt=\"mcdonalds-israele\" width=\"660\" height=\"\" data-smartcrop-focus=\"[52,35]\"\/><\/p>\n<p>In coerenza con il paradigma dell\u2019accumulazione flessibile e della produzione just in time propria del nouvel esprit du capitalism e del nostro tempo senza storia, il cibo, oltre a farsi esso stesso mondializzato nella forma del piatto unico gastronomicamente corretto, tende, poi, ad assumere tratti sempre pi\u00f9 spiccatamente flessibili e postmoderni, liquidi e destrutturati. D\u00e0 luogo ad ibridazioni impensate, che fondono tra loro la tradizione nipponica e quella brasiliana, quella europea e quella asiatica producendo non tanto nuove sintesi alimentari quanto l\u2019evaporazione generale di ogni identit\u00e0 gastronomica: non la sintesi ma il caos sembra, anche a tavola, il principio che governa la globalizzazione e il suo fondamentale principio di deregolamentazione. Trovando un proprio momento fondamentale nell\u2019introduzione dell\u2019alimentazione sul luogo di lavoro, il cibo postmoderno si presenta in porzioni sempre pi\u00f9 piccole e pi\u00f9 agili, composte su misura per individui che concepiscono il pasto come momento transeunte\u2026<\/p>\n<p>Passaggio fondamentale per illustrare il Fusaro-pensiero: visto che la societ\u00e0 contemporanea fa schifo, deve essere avversato tutto quello che la caratterizza, anzi tutto cio\u00e8 che essa contiene. Quindi tutto finisce nello stesso calderone di brutti e cattivi: le monoporzioni del pasto da single e il rito dell\u2019<strong>aperitivo<\/strong> in massa, il fine dining e <strong>McDonald\u2019s<\/strong>, la cucina fusion e <strong>Glovo<\/strong>, la spettacolarizzazione del cibo e l\u2019ossessione medico-salutistica. Tutte contraddizioni che esistono, per carit\u00e0, ma che appunto sono espressioni di una realt\u00e0 sfaccettata e non monolitica \u2013 e tu vedi se mi tocca difendere il capitalismo (non lo sto facendo).<\/p>\n<p>7. Desovranizzazione<\/p>\n<p>I processi neoliberali di cosmopoliticizzazione generano, a un solo parto, la desovranizzazione politica e la desovranizzazione alimentare, sottraendo il controllo dei nuclei fondamentali dell\u2019economia e della nutrizione alla gestione diretta delle nazioni e dei popoli, del locale e delle comunit\u00e0 territoriali.<\/p>\n<p>E questo potrebbe essere il manifesto della saldatura politica tra <strong>Slow Food e Meloni<\/strong>, cosa che purtroppo stiamo vedendo succedere.<\/p>\n<p>8. Cos\u2019\u00e8 il finger food<\/p>\n<p>Il food design progetta cibi serviti per essere mangiati in fretta e in ogni contesto, offerti in piccole porzioni concepite ad hoc acciocch\u00e9 si eviti che il desiderio sia interamente soddisfatto. Quest\u2019ultimo, in coerenza con la struttura stessa della civilt\u00e0 dei consumi e con il regime temporale dell\u2019essere-senza-tempo, deve sempre di nuovo rinnovarsi, nella forma di un \u201ccattivo infinito\u201d che mantenga perennemente in vita la liturgia dell\u2019acquisto e, in questo caso, dell\u2019assaggio.<\/p>\n<p>Esempio perfetto del rovesciamento di senso. Accecato dal furore ideologico, dall\u2019ansia di dover attaccare tutto ci\u00f2 che \u00e8 moderno, F. ci butta dentro anche ci\u00f2 che \u00e8 un ritorno all\u2019antico: <strong>mangiare con le mani<\/strong>.<\/p>\n<p>9. Porco bio<\/p>\n<p>\u00c8 ormai un rito sempre pi\u00f9 diffuso presso la trib\u00f9 dei \u201cselfie della gleba\u201d, gli \u201cegomostri\u201d della civilt\u00e0 globale \u2013 che ha sostituito Dio con l\u2019io (e con il bio), trovando nel gesto del selfie la propria pi\u00f9 plastica e patologica rappresentazione -, il fotografare al ristorante, con soddisfatto autocompiacimento, il proprio piatto variamente composto, per poi pubblicarlo sulle reti sociali e trasformarlo in spettacolo digitale.<\/p>\n<p>Qui raga alzo le mani, perch\u00e9 devo ammettere che al gioco di parole <strong>Dio-io-bio<\/strong> mi sono eccitato cos\u00ec tanto che ho smesso di seguirlo.<\/p>\n<p>10. I dispiaceri della carne<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-550640 wpsmartcrop-image\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/carne-coltivata-microalghe.jpg\" alt=\"carne coltivata microalghe\" width=\"660\" height=\"\" data-smartcrop-focus=\"[50,50]\"\/><\/p>\n<p>L\u2019abolizione della carne sembra uno dei punti saldi del nuovo menu omologato della globalizzazione infelice e ci\u00f2 per ragioni simboliche e culturali, connesse anzitutto con lo sradicamento postidentitario che accompagna, anche a tavola, il nuovo profilo antropologico dell\u2019homo neoliberalis.(\u2026) La carne \u00e8 in Occidente, da sempre, simbolo di virilit\u00e0 e di forza. Il nuovo ordine globalcapitalistico sembra contraddistinguersi anche per una generale sviriilizzazione della societ\u00e0 che, funzionale al nuovo modello della produzione post patriarcale e liberal-consumistico per individui unisex, si manifesta nella sempre pi\u00f9 ostentata accusa al maschio come figura autoritaria e aggressiva.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il capolavoro finale, perch\u00e9 riesce a mettere insieme tante di quelle minchiate argomentazioni delle nuove destre, da sembrare generato da un\u2019intelligenza artificiale, da un comico che si esibisce in una parodia. Ma anche perch\u00e9 viene subito dopo la critica al fast food, al McDonald\u2019s, al regno dell\u2019hamburger, all\u2019ultimo baluardo della bistecca.<\/p>\n<p>Le ragioni sanitarie, etiche, politiche e ambientali della scelta <strong>vegetariana<\/strong> sono elencate con precisione e chiarezza, ma non confutate \u2013 sembra quasi che Fusaro sotto sotto sia d\u2019accordo. E la stessa cosa accade qualche pagina pi\u00f9 avanti con gli insetti: alla fine l\u2019unica argomentazione che gli resta in mano \u00e8 che non appartengono alla nostra tradizione. E la critica puntuta si volge in piagnisteo infantile: ci vogliono costringere a mangiarli!<\/p>\n<p>In definitiva che dire di questo libro. Si potrebbe riassumere citando quello che disse <strong>Gioachino Rossini<\/strong> a proposito delle composizioni di un suo ex allievo: c\u2019\u00e8 del buono e c\u2019\u00e8 del nuovo, ma il nuovo non \u00e8 buono, e il buono non \u00e8 nuovo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Quando ho visto che era uscito un nuovo libro di Diego Fusaro \u2013 il filosofo televisivo che atteggiandosi&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":113705,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,203,204,1537,90,89,1609],"class_list":{"0":"post-113704","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-entertainment","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-libri"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/113704","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=113704"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/113704\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/113705"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=113704"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=113704"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=113704"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}