{"id":113718,"date":"2025-09-17T11:17:12","date_gmt":"2025-09-17T11:17:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/113718\/"},"modified":"2025-09-17T11:17:12","modified_gmt":"2025-09-17T11:17:12","slug":"rivalutazione-pensioni-in-10-anni-persi-da-13-mila-a-115-mila-euro-per-il-mancato-adeguamento-degli-assegni-sopra-i-2-500-euro-ecco-perche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/113718\/","title":{"rendered":"Rivalutazione pensioni, in 10 anni persi da 13 mila a 115 mila euro per il mancato adeguamento degli assegni sopra i 2.500 euro: ecco perch\u00e9"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Valentina Iorio<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Lo studio realizzato da Itinerari Previdenziali e Cida: un quarto dei pensionati (quelli che hanno versato pi\u00f9 tasse e contributi) riceve poco e niente dal meccanismo di recupero dell\u2019inflazione<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Poco pi\u00f9 di un quarto dei pensionati (il 21,9% di oltre 16 milioni) con redditi oltre 4 volte il trattamento minimo, <b>vale dire oltre i 2.500 euro lordi<\/b>, ha ricevuto una rivalutazione ridotta, o in alcuni casi quasi azzerata a causa del nuovo meccanismo di rivalutazione introdotto dal governo Meloni.\u00a0<\/p>\n<p>    Quanto costa la mancata rivalutazione<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Secondo il Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, <b>la perdita legata alla mancata rivalutazione sarebbe quantificabile nei prossimi 10 anni in almeno 13 mila euro<\/b>; valore destinato a salire progressivamente fino ai 115 mila per i percettori di assegni oltre i 10 mila euro lordi (6.000 circa il netto). A fare i conti \u00e8 uno studio di\u00a0Itinerari Previdenziali e Cida, che analizza gli effetti sulle rendite dei meccanismi di rivalutazione delle pensioni applicati negli ultimi trent\u2019anni, concentrandosi soprattutto sulle novit\u00e0 introdotte dalle pi\u00f9 recenti manovre finanziarie.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abIn trent\u2019anni le pensioni medio-alte hanno perso oltre un quarto del loro potere d\u2019acquisto: una pensione da 10 mila euro lordi al mese ha visto svanire quasi 180 mila euro, l\u2019equivalente di un anno intero di assegno. \u00c8 il simbolo di un sistema che punisce chi ha dato di pi\u00f9, mortifica i contribuenti pi\u00f9 fedeli e incrina il legame di responsabilit\u00e0 tra generazioni\u00bb, commenta Stefano Cuzzilla, Presidente di Cida. \u00abLe pensioni non sono un privilegio, sono salario differito, il frutto di una vita di lavoro e tasse pagate\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abRispetto alle persone in et\u00e0 attiva \u2013 ha spiegato <b>il professor Alberto Brambilla, presidente del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali e curatore dello studio<\/b> \u2013 i pensionati hanno meno possibilit\u00e0 di difendersi dall\u2019inflazione, tanto che il mantenimento del loro potere d\u2019acquisto \u00e8 affidato quasi esclusivamente ai meccanismi di indicizzazione: ecco perch\u00e9 sarebbe innanzitutto importante avere regole stabili nel tempo e, ancora di pi\u00f9, eque\u00bb.<\/p>\n<p>    Come \u00e8 cambiata la rivalutazione<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il governo Meloni \u00e8 intervenuto sul biennio 2023-2024, prevedendo un meccanismo che, se da un lato rivalutava pienamente le pensioni sociali, gli assegni sociali e le pensioni al minimo, dall\u2019altro tagliava la rivalutazione delle prestazioni oltre 5 volte il minimo. Nel dettaglio, le percentuali di rivalutazione previste sono state: del 100% per i beneficiari di prestazioni fino a 4 volte il minimo, incrementato appunto di un punto e mezzo percentuale in pi\u00f9 rispetto all\u2019inflazione effettiva; dell\u201985% per le pensioni da 4 volte a 5 volte il minimo, del 53% per gli assegni tra le 5 e le 6 volte il minimo, al 47% tra le 6 e le 8 volte, al 37% tra le 8 e le 10 volte e al 32% per gli importi superiori. Valore, quest\u2019ultimo, ulteriormente ridotto al 22% per l\u2019anno successivo.\u00a0<\/p>\n<p>    Cida:\u00a0\u00abPunito chi versa il 46% dell\u2019Irpef\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abSiamo di fronte a una contraddizione evidente \u2013\u00a0 sottolinea\u00a0<b>Cuzzilla<\/b> -. 1,8 milioni di pensionati con redditi da 35 mila euro in su, poco meno del 14% del totale, garantiscono da soli il 46,33% dell\u2019Irpef dell\u2019intera categoria, eppure sono proprio loro i pi\u00f9 colpiti dai tagli e dalla mancata rivalutazione. Al contrario, chi ha versato pochi o nessun contributo \u00e8 stato pienamente tutelato dall\u2019inflazione.\u00a0Sostenere i pi\u00f9 fragili \u00e8 un dovere, e la classe dirigente non si \u00e8 mai sottratta a questa responsabilit\u00e0, ma diventa un\u2019ingiustizia quando la solidariet\u00e0 ricade sempre sugli stessi mentre l\u2019evasione resta impunita\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1756449670_863_app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. 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