{"id":11379,"date":"2025-07-27T08:15:11","date_gmt":"2025-07-27T08:15:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/11379\/"},"modified":"2025-07-27T08:15:11","modified_gmt":"2025-07-27T08:15:11","slug":"i-pirati-dellarte-che-beffarono-anche-de-chirico-quando-a-milano-gli-affari-fatti-con-i-super-falsari-fecero-chiudere-due-gallerie-del-centro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/11379\/","title":{"rendered":"I \u00abPirati dell&#8217;arte\u00bb che beffarono anche de Chirico: quando a Milano gli affari fatti con i super-falsari fecero chiudere due gallerie del centro"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Gianni Santucci<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Nel 1965 furono sequestrate seicento tele false e sei persone arrestate: erano responsabili di un giro di opere fasulle che per\u00f2 venivano firmate dai pittori celebri con l&#8217;inganno (come le tele sostituite in casa di de Chirico mentre ci lavorava). La verit\u00e0 rivelata da una maxi inchiesta milanese<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il maresciallo Navarra part\u00ec da Milano col compito pi\u00f9 gravoso della sua carriera. <b>Interrogare Giorgio de Chirico<\/b>. Erano i primi di giugno del 1965. Nella casa romana del pittore, il maresciallo inizi\u00f2 a spiegare. Fece ricorso alle parole pi\u00f9 accorte.<b>  Il maestro rimase incredulo. Aveva 77 anni. Era una celebrit\u00e0 dell\u2019arte mondiale.<\/b> Si prese una pausa per riflettere. Alla fine ammise che s\u00ec, forse era potuto accadere. Era possibile che i trafficanti gli avessero <b>\u00abcarpito con l\u2019inganno qualche autenticazione\u00bb<\/b>. Ingegnoso sistema. Smontavano dal telaio un quadro realmente dipinto dall\u2019artista. Alla tela autentica, ne infilavano sotto una falsa. Poi rimontavano le due tele sovrapposte dentro una cornice.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Autografando il retro, d<b>e Chirico metteva la propria garanzia sul quadro falso. <\/b>Non che chiunque potesse andare a casa dell\u2019artista a chiedere un\u2019autentica: e infatti nella maxi inchiesta milanese rimasero impigliati galleristi quotati e mercanti d\u2019arte internazionali, pi\u00f9  un anziano professorone col curriculum debordante di incarichi assegnati dai Tribunali, perito e arbitro in controversie giudiziarie d\u2019ambito artistico. E poi loro: pittori senza fama, ma d\u2019altissima maestria.<b> Li chiamarono i \u00abpirati del pennello\u00bb. <\/b>Alla fine di giugno di cinquant\u2019anni fa, in questura, finirono ammassati <b>oltre seicento quadri sotto sequestro.<\/b> De Pisis, Rosai, Sironi, Casorati, alcuni Morandi e de Chirico, qualche Guttuso. Un museo. Tutte \u00abcroste\u00bb.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019opera d\u2019arte nell\u2019epoca della sua riproducibilit\u00e0 criminale. Caddero due gallerie di Milano centro: prima la \u00abMediolanum\u00bb, all\u2019incrocio tra via Pattari e corso Vittorio Emanuele, poi la \u00abDiamante\u00bb di via Pisoni, piccola traversa di via Manzoni. Da Londra, Sotheby\u2019s e Christie\u2019s spiegarono d\u2019aver rifiutato nei mesi precedenti una serie di De Pisis e Rosai offerti dall\u2019Italia. I periti delle case d\u2019asta li giudicarono fortemente sospetti. In carcere fin\u00ec pure un mercante toscano, galleria a Firenze e domicilio a Milano, \u00aballoggiato  presso un\u2019amica, ex-entraineuse di ventisei anni\u00bb, in via Cambiasi 8, al Casoretto. Nell\u2019abitazione \u00abvenivano trovate e sequestrate una quarantina di tele false: un vero e proprio campionario delle \u201cfirme\u201d di autori pi\u00f9 facilmente imitabili\u00bb. I poliziotti milanesi sequestrarono quadri a Cortina, Belluno, Roma, Vicenza, Imperia, Monaco di Baviera. <b>E identificarono i due maggiori artisti\/copiatori. Il primo: Amleto Pedrazzini, da Legnano<\/b>, cinquant\u2019anni, una sorta di capo bottega rinascimentale, dirigeva  allievi in scuola dell\u2019imitazione. <b>Una scuderia di pittorucoli dilettanti<\/b> stendevano il fondo, tratteggiavano figure, si spingevano a definire le composizioni fin dove le loro capacit\u00e0 consentivano.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Poi interveniva la  mano dell\u2019Amleto: per i dettagli, le correzioni, i passaggi pi\u00f9 complessi, le nuance di colore che i sottoposti non riuscivano a individuare. Un abbozzo  grossolano sbocciava  in capolavoro. A Firenze lavorava invece <b>il Tullio Bartoli, d\u2019anni quarantatr\u00e9,<\/b> abilissimo replicatore e forse qualcosa di pi\u00f9: talmente virtuosa e sicura era la sua mano, da far sospettare una sorta di transfer con lo spirito di Ottone Rosai. Di questo artista (e di De Pisis) Bartoli si vantava di poter  riprodurre qualsiasi opera in meno di un\u2019ora. <b>Prendeva 30 mila lire a tela e lavorava in solitudine a ritmi industriali. <\/b>Al momento dell\u2019indagine, stava completando una commessa di 150 Rosai  per una galleria milanese. <br \/>Nessuno dei due \u00abfalsari\u00bb si giustific\u00f2 dicendo che  tale Andy Warhol,  in quegli anni, a New York, stava cambiando la storia dell\u2019arte con le sue immagini copiate e riprodotte in serie. Che era esattamente il loro mestiere: ma loro almeno facevano tutto a mano libera.<\/p>\n<p class=\"is-mr-t-20 is-mr-b-20\"><b><br \/>\n                    <a href=\"https:\/\/milano.corriere.it\/?intcmp=Notizielocali_nd_010623_corriere_ss_milano\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Vai a tutte le notizie di Milano<\/a><br \/>\n            <\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=41&amp;intcmp=IIIcolonna_NL_CorMilano\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Iscriviti alla newsletter di Corriere Milano<\/a><\/b><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-07-26T17:25:12+02:00\">27 luglio 2025<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Gianni Santucci Nel 1965 furono sequestrate seicento tele false e sei persone arrestate: erano responsabili di un&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":11380,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[14648,14649,14650,14651,14628,1615,1613,1614,2852,1611,1610,14629,14630,104,11192,14631,277,11194,14625,14632,1612,203,5879,14633,2266,11160,1660,1148,51,14634,14635,204,1537,90,89,14626,962,14636,8003,14637,14638,544,28,1573,14639,14627,14640,11165,14641,14642,14623,6052,14643,1821,14644,14645,14624,14646,14647],"class_list":{"0":"post-11379","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-abbozzo","9":"tag-abbozzo-grossolano","10":"tag-abbozzo-grossolano-sbocciava","11":"tag-abilissimo","12":"tag-amleto","13":"tag-arte","14":"tag-arte-e-design","15":"tag-arteedesign","16":"tag-artista","17":"tag-arts","18":"tag-arts-and-design","19":"tag-autentica","20":"tag-bartoli","21":"tag-centro","22":"tag-chirico","23":"tag-cinquant","24":"tag-de","25":"tag-de-chirico","26":"tag-de-pisis","27":"tag-de-pisis-rosai","28":"tag-design","29":"tag-entertainment","30":"tag-falsari","31":"tag-false","32":"tag-firenze","33":"tag-galleria","34":"tag-gallerie","35":"tag-giugno","36":"tag-inchiesta","37":"tag-inchiesta-milanese","38":"tag-inganno","39":"tag-intrattenimento","40":"tag-it","41":"tag-italia","42":"tag-italy","43":"tag-lavorava","44":"tag-mano","45":"tag-maresciallo","46":"tag-maxi","47":"tag-maxi-inchiesta","48":"tag-maxi-inchiesta-milanese","49":"tag-milanese","50":"tag-milano","51":"tag-opera","52":"tag-pirati","53":"tag-pisis","54":"tag-pisis-rosai","55":"tag-pittori","56":"tag-quadri","57":"tag-quadro","58":"tag-rosai","59":"tag-seicento","60":"tag-sequestrate","61":"tag-serie","62":"tag-sorta","63":"tag-tela","64":"tag-tele","65":"tag-tele-false","66":"tag-venivano"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11379","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11379"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11379\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11380"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11379"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11379"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11379"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}