{"id":114001,"date":"2025-09-17T14:06:14","date_gmt":"2025-09-17T14:06:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/114001\/"},"modified":"2025-09-17T14:06:14","modified_gmt":"2025-09-17T14:06:14","slug":"giovani-caregiver-invisibili-e-senza-nessun-aiuto-lindagine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/114001\/","title":{"rendered":"Giovani caregiver, \u00abinvisibili\u00bb e senza nessun aiuto. L&#8217;indagine"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Redazione Salute<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Trascorrono tra le 7 e le 35 ore a settimana ad assistere familiari, soprattutto nonni e genitori, \u00abfragili\u00bb a causa dell&#8217;et\u00e0, di una disabilit\u00e0 o una malattia. 8 su 10 chiedono il riconoscimento sociale e istituzionale del loro ruolo. L&#8217;indagine e il progetto \u00abImpressions of Humanity\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Si prendono cura di <b>familiari \u00abfragili\u00bb a causa dell\u2019et\u00e0, di una disabilit\u00e0 o di una malattia<\/b>, con <b>responsabilit\u00e0 da adulti<\/b> e conseguenze nella loro vita quotidiana, a scuola, al lavoro, nelle relazioni sociali. In media hanno 25 anni e trascorrono tra\u00a0<b>tra le 7 e le 35 ore a settimana<\/b> ad <b>assistere i loro cari<\/b>, soprattutto nonni e genitori con malattie croniche invalidanti o disabilit\u00e0 fisica o cognitiva<b>.<\/b>\u00a0Quasi sei giovani caregiver su dieci si prendono cura di un familiare da oltre un anno, mentre il 32% lo fa <b>da oltre 3 anni<\/b>.\u00a0<br \/>Otto giovani su dieci <b>chiedono con urgenza il riconoscimento sociale e istituzionale <\/b>del loro ruolo, con tutele che permettano di avere una vita normale, al pari dei propri coetanei.\u00a0<br \/>Sono alcuni dati emersi da un\u2019indagine realizzata su un campione di 115\u00a0 giovani careviger tra i 18 e i 30 anni, nell\u2019ambito del progetto \u00abImpressions of Humanity\u00bb.<\/p>\n<p>    Il progetto<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il progetto \u00abImpressions of Humanity\u00bb, ideato e promosso da Fondazione MSD &#8211; in occasione dei suoi vent\u2019anni di attivit\u00e0 &#8211; per accendere i riflettori sul vissuto di <b>giovani caregiver \u00abinvisibili<\/b><b>\u00bb pur svolgendo un ruolo fondamentale per il welfare<\/b>, \u00e8 stato realizzato in collaborazione con Eikon Strategic Consulting Italia Societ\u00e0 Benefit, Fondazione Pastificio Cerere, RUFA-Rome University of Fine Arts e le Associazioni di pazienti APMARR- Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare, Cittadinanzattiva, FAVO- Federazione delle Associazioni Italiane di Volontariato in Oncologia, Salute Donna odv e Salute Uomo, UNIAMO- Federazione Italiana Malattie Rare e Young Care Italia.\u00a0<br \/>Con Impressions of Humanity\u00a0\u00a0arte e creativit\u00e0\u00a0di giovani artisti danno vita a emozioni di giovani caregiver, con l&#8217;aiuto delle tecnologie e dell&#8217;intelligenza artificiale.\u00a0<br \/>Dice Marina Panfilo, direttrice di Fondazione MSD:\u00a0\u00abCelebriamo il ventennale con un progetto innovativo; l\u2019innovazione \u00e8 da sempre la nostra stella polare e promuoverla nella Health Literacy significa diffondere cultura, in particolare tra i giovani, per preservare uno dei beni pi\u00f9 preziosi: la salute.\u00a0Ci impegniamo a farlo ripensando e reinventando costantemente metodologie, linguaggi e approcci comunicativi, per rendere le informazioni sulla salute sempre pi\u00f9 accessibili, pertinenti ed efficaci\u00bb.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    L\u2019indagine<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019indagine sui giovani caregiver, realizzata da Eikon Strategic Consulting Societ\u00e0 Benefit con il coinvolgimento delle Associazioni di pazienti partner del progetto, si \u00e8 svolta in 17 Regioni su un campione di 115 giovani tra i 18 e i 30 anni che si prendono cura di persone care con malattia o disabilit\u00e0. <br \/>Ebbene, in un Paese sempre pi\u00f9 longevo, i giovani caregiver <b>assistono principalmente nonni<\/b> (42% delle risposte) <b>e genitori<\/b> (30%). Un ruolo, quello di caregiver, considerato <b>molto impegnativo <\/b>dal 66% degli intervistati, se si considera che il 72% degli intervistati dedica ogni giorno da un&#8217;ora a cinque ore all&#8217;assistenza e uno su tre \u00e8 impegnato da oltre 3 anni a prendersi cura di una persona cara, quindi <b>non sporadicamente<\/b>.<br \/>Spiega la curatrice dell\u2019indagine, Cristina Cenci, antropologa e senior partner di Eikon: \u00abI giovani caregiver si sentono <b>socialmente invisibili, <\/b>ma sono un<b> pilastro silenzioso dell&#8217;assistenza<\/b>\u00a0in un\u2019Italia che invecchia sempre pi\u00f9. Chiedono soprattutto di <b>essere ascoltati e un <\/b><b>riconoscimento del loro ruolo<\/b>, che \u00e8 anche una domanda di dignit\u00e0 sociale<b\/>.<b>\u00a0<\/b>Ritengono inadeguato, poi, il supporto sanitario (solo il 36% afferma che \u00e8 adeguato); vorrebbero\u00a0principalmente\u00a0<b>supporto emotivo (<\/b>lo chiede il 45% dei giovani lavoratori eil 52% degli studenti), <b>supporto economico<\/b> (chiesto dal 33% del campione)\u00a0e <b>di personale specializzato <\/b>(30%) e <b>informazioni chiare<\/b> sulla salute del familiare assistito\u00bb.<\/p>\n<p>    In attesa di un riconoscimento<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Le Associazioni dei pazienti, coinvolte nel processo di ascolto e ricognizione dei bisogni dei giovani caregiver, evidenziano che \u00abla narrazione che emerge contrasta con l\u2019evidente gap istituzionale sul tema. <b>Una carenza che richiede urgenti interventi sistemici e, soprattutto, una normativa nazionale adeguata<\/b>. Spiragli s&#8217;intravedono nel percorso di riconoscimento a livello regionale, ma \u00e8 importante che questo percorso prosegua ed evolva anche con efficaci iniziative di sensibilizzazione come questa\u00bb.\u00a0\u00a0<br \/>Va ricordato che la <b>definizione giuridica della figura del caregiver familiare<\/b> \u00e8 stata data per la prima volta dalla <a href=\"https:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/eli\/id\/2017\/12\/29\/17G00222\/sg\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><b>Legge di bilancio n. 205\/2017 all\u2019art.1, <\/b><b>comma 255<\/b><\/a>, che ha istituito (art.1 comma 254) il \u00abFondo per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare\u00bb, destinato alla \u00abcopertura finanziaria di <b>interventi legislativi finalizzati al riconoscimento del valore sociale ed economico dell\u2019attivit\u00e0 di cura non professionale del caregiver familiare<\/b>\u00bb.\u00a0<br \/>Tuttora, per\u00f2,<b> manca una Legge<\/b>, pur essendo state presentate diverse proposte di legge nel corso degli anni e delle legislature.<\/p>\n<p>    Arte e salute<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">A partire dai risultati dell\u2019indagine, giovani studenti della RUFA-Rome University of Fine Arts hanno dato vita a <b>opere d\u2019arte originali<\/b>, guidati nel loro percorso didattico-artistico dall\u2019artista e performer Francesca Fini nella comprensione dell\u2019uso dell\u2019intelligenza artificiale nell\u2019arte e delle sue potenzialit\u00e0 nel racconto della salute e del sociale.\u00a0<br \/>Cinque i lavori dei giovani finalisti selezionati da una Giuria composta da rappresentanti di tutti i partner del progetto, premiati in presenza del giovane artista e divulgatore Jacopo Veneziani e in esposizione alla Fondazione Pastificio Cerere.\u00a0Dice la direttrice della Fondazione, Claudia Cavalieri: \u00abImpressions of Humanity \u00e8 un\u2019iniziativa che riflette il nostro impegno per l\u2019inclusione sociale e la valorizzazione del territorio\u00bb. <br \/>La mostra sar\u00e0 inserita, in formato digitale, nel programma della Rome Art Week, manifestazione dedicata all\u2019arte contemporanea che si terr\u00e0 Roma dal 20 al 25 ottobre, con centinaia di eventi in spazi espositivi, open studio di artisti e progetti culturali gratuiti.<\/p>\n<p>    Opere finaliste<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Le cinque opere finaliste sono:<br \/><b>\u00abForget Us Not\u00bb <\/b>di Jasmijn Doukje Plantinga (ritratto a tecnica mista): un dipinto su lino ritrae una donna anziana, ferita ma dignitosa, i cui occhi specchiati invitano gli spettatori a vedere nel suo sguardo l\u2019altro, colui che si prende cura. Intorno a lei un arco di \u00abnon ti scordar di me\u00bb rende omaggio al lavoro trascurato del caregiving;<br \/><b>\u00abGiulia\u2019s room\u00bb <\/b>di Raquel Nache Lopez \u00e8 un&#8217;installazione digitale immersiva: con una postazione interattiva, installata in una camera da letto, invita al dialogo con Giulia, una studentessa caregiver, creata con l\u2019IA vocale, che assiste la madre, paziente cronica;<br \/><b>\u00abScheda madre\u00bb <\/b>di Lucrezia Della Balda (sound art): l&#8217;artista ha generato una ninna nanna con l&#8217;IA per esplorare l\u2019istinto materno artificiale, metafora del pi\u00f9 ancestrale prendersi cura, creando un paesaggio sospeso tra umano e digitale; <br \/><b>\u00abHome, Sweet Home!\u00bb <\/b>di Leila Tanhaei : \u00abCasa, dolce casa\u00bb \u00e8 un&#8217;installazione con\u00a0una tavola logora e sfregiata sulla quale i visitatori sono invitati a sedersi per consumare un pasto a base di schegge di vetro, di fronte a un\u2019immagine IA di un pasto casalingo, per rappresentare la dissonanza tra le aspettative sociali sul prendersi cura e la realt\u00e0 del caregiver;<br \/><b>\u00abCARRY\u00bb <\/b>di R\u016bta Valantiejut\u0117: l&#8217;installazione audiovisiva raffigura una caregiver che solleva e trasporta sulle spalle la persona assistita, molto pi\u00f9 grande di lei, muovendosi tra suoni distorti intervallati a silenzi per riflettere la mutevole realt\u00e0 della demenza.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-09-17T14:56:16+02:00\">17 settembre 2025 ( modifica il 17 settembre 2025 | 14:56)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Redazione Salute Trascorrono tra le 7 e le 35 ore a settimana ad assistere familiari, soprattutto 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