{"id":114257,"date":"2025-09-17T16:41:10","date_gmt":"2025-09-17T16:41:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/114257\/"},"modified":"2025-09-17T16:41:10","modified_gmt":"2025-09-17T16:41:10","slug":"la-cometa-3i-atlas-17-aggiornamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/114257\/","title":{"rendered":"La cometa 3I\/ATLAS &#8211; 17\u00b0 aggiornamento"},"content":{"rendered":"\n<p>Il mondo scientifico si sta occupando parecchio della <a class=\"glossary-term\" href=\"https:\/\/www.astronomia.com\/wiki\/cometa\" title=\"Collegamento diretto ad AstroWiki per il termine &#039;cometa&#039; \" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">cometa<\/a> interstellare 3I\/ATLAS sia fotografandola con telescopi molto potenti, ma anche studiandola in modo molto serio.<\/p>\n<p>In questa puntata delle NEWS, vedremo i risultati di uno studio condotto da un team spagnolo e svedese, che ha utilizzato i dati della sonda <strong>GAIA<\/strong> (Global Astrometric Interferometer for Astrophysics) dell\u2019<strong>ESA<\/strong>, lanciata nel 2013 e giunta alla fine della sua missione nel gennaio di quest\u2019anno, dopo un\u2019estensione dalla fine del 2022: nel corso degli anni questa sonda ha effettuato delle misurazioni astrometriche di altissima precisione sulle stelle della nostra <a class=\"glossary-term\" href=\"https:\/\/www.astronomia.com\/wiki\/galassia\" title=\"Collegamento diretto ad AstroWiki per il termine &#039;galassia&#039; \" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">galassia<\/a>, la <a class=\"glossary-term\" href=\"https:\/\/www.astronomia.com\/wiki\/via_lattea\" title=\"Collegamento diretto ad AstroWiki per il termine &#039;Via Lattea&#039; \" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Via Lattea<\/a>, generando un database di informazioni relative alla posizione, luminosit\u00e0, <a class=\"glossary-term\" href=\"https:\/\/www.astronomia.com\/wiki\/parallasse\" title=\"Collegamento diretto ad AstroWiki per il termine &#039;parallasse&#039; \" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">parallasse<\/a>, moto proprio, raggio, velocit\u00e0 radiale di un numero astronomico di stelle.<\/p>\n<p>Utilizzando queste preziose informazioni, il team ha calcolato con delle simulazioni il moto di queste stelle indietro nel tempo, per vedere se per caso la nostra cometa ne avesse incontrata qualcuna (da vicino su scala cosmica) nel corso del suo viaggio, ottenendo una modifica della sua traiettoria originale.<\/p>\n<p>La simulazione \u00e8 andata indietro nel tempo non di una decina o un centinaio di anni, ma nientemeno che fino a <strong>10 milioni di anni<\/strong> <strong>fa<\/strong> (<strong>10Myr<\/strong>, dove <strong>Myr<\/strong> sta per <strong>Mega Year<\/strong>), ma come vedremo non ha fornito risultati attesi, per vari motivi.<\/p>\n<p>A questo punto lascio la parola all\u2019oramai noto Evan Gough, di <strong>UniverseToday<\/strong>, ed al suo articolo davvero interessante, che come sempre ho tradotto in modo ragionato, ma mai utilizzando quella che viene chiamata Intelligenza Artificiale.<\/p>\n<p>Da dove proviene la cometa interstellare 3I\/ATLAS?<\/p>\n<p>(ndr: di questo articolo salto a pi\u00e8 pari la parte introduttiva dove Evan spiega chi e cosa \u00e8 la cometa interstellare, con notizie che potete trovare nei miei articoli sull\u2019argomento, elencati <a href=\"https:\/\/www.astronomia.com\/tag\/3i-atlas\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"><strong>in questa pagina del sito<\/strong><\/a>, a mano a mano che li pubblico).<\/p>\n<p>Nessuna delle osservazioni da Terra e dallo spazio, nemmeno grazie ai potenti telescopi spaziali, potr\u00e0 dirci da dove proviene la cometa: ma un\u2019altra missione, giunta al termine dopo tanti anni, pu\u00f2 aiutarci a determinare il percorso seguito dal viaggiatore stellare.<\/p>\n<p>Nella nuova ricerca, pubblicata su arXiv <a href=\"https:\/\/arxiv.org\/pdf\/2509.07678\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"><strong>a questo indirizzo<\/strong><\/a>, il team spagnolo\/svedese, guidato da Xabier P\u00e9rez Couto (del Department of Computer Science and Information Technologies dell\u2019Universidade da Coru\u00f1a, in Galizia) ha appunto sfruttato le informazioni a disposizione della comunit\u00e0 scientifica della sonda GAIA.<\/p>\n<p>I ricercatori scrivono che \u201cla velocit\u00e0 inusuale e la natura cometaria attiva fanno della 3I\/ATLAS un elemento chiave tra la popolazione galattica di planetesimi ghiacciati\u201d. Infatti i gas rilasciati a mano a mano che si avvicina al Sole a formare una coda, sono indizi della sua composizione avvenuta in altre zone della galassia. Ma sia la chioma che la coda non ci possono dire qual \u00e8 stato il percorso per giungere da noi.<\/p>\n<p>Gli autori aggiungono che \u201cla cinematica \u00e8 la chiave per identificare gli ISO (InterStellar Objects), dal momento che la loro traiettoria mostra una diretta evidenza di origine estrasolare.\u201d<\/p>\n<p>Abbiamo visto da ricerche precedenti che la cometa si \u00e8 originata nel <b>thick disk <\/b>all\u2019interno della nostra Galassia, la culla di stelle molto antiche: se provenisse da quella zona, sarebbe pi\u00f9 vecchia del Sole, ma la sua cinematica potrebbe essere stata alterata da incontri con stelle.<\/p>\n<p>Un viaggio dal passato<\/p>\n<p>I ricercatori spiegano che l\u2019origine della cometa ed il suo viaggio possono essere noti in maggior dettaglio tracciando la sua traiettoria precedente attraverso la Via Lattea.<\/p>\n<p>\u201cAbbiamo integrato l\u2019orbita della 3I\/ATLAS indietro nel tempo fino a <strong>10 Myr<\/strong> (10 milioni di anni) individuando un folto campione di stelle (del database <strong>GAIA DR3<\/strong>), che hanno dato luogo a passaggi ravvicinati entro una distanza di <strong>2 <a class=\"glossary-term\" href=\"https:\/\/www.astronomia.com\/wiki\/parsec\" title=\"Collegamento diretto ad AstroWiki per il termine &#039;parsec&#039; \" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">parsec<\/a><\/strong> (<strong>6.5<\/strong> anni luce).\u201d<\/p>\n<p>I ricercatori hanno cos\u00ec calcolato <strong>93 incontri<\/strong> stellari (dei quali <strong>62<\/strong> con un elevato livello di confidenza), tutti quanti con stelle della <a class=\"glossary-term\" href=\"https:\/\/www.astronomia.com\/wiki\/sequenza_principale\" title=\"Collegamento diretto ad AstroWiki per il termine &#039;sequenza principale&#039; \" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">sequenza principale<\/a>.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-38539 colorbox-38531\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/comet_3L_ATLAS_stellar_encounters_20250911_193421_1.jpg\" alt=\"\" width=\"677\" height=\"511\"  \/>Credit: Couto et al. 2025<\/p>\n<p>Questa immagine mostra la posizione delle stelle che hanno avuto un incontro ravvicinato con la cometa interstellare.<\/p>\n<p>Da notare il fatto che queste stelle trovate siano tutte della sequenza principale, dal momento che stelle di questo tipo sono presenti come stragrande maggioranza nei cataloghi, mentre non \u00e8 stata riscontrata la presenza di incontri con stelle pi\u00f9 evolute come le nane bianche e le <a class=\"glossary-term\" href=\"https:\/\/www.astronomia.com\/wiki\/stelle_di_neutroni\" title=\"Collegamento diretto ad AstroWiki per il termine &#039;stelle di neutroni&#039; \" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">stelle di neutroni<\/a>, che in teoria possono creare <a class=\"glossary-term\" href=\"https:\/\/www.astronomia.com\/wiki\/perturbazioni\" title=\"Collegamento diretto ad AstroWiki per il termine &#039;perturbazioni&#039; \" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">perturbazioni<\/a> decisamente superiori rispetto a quelle trovate.<\/p>\n<p>L\u2019incontro ravvicinato pi\u00f9 importante \u00e8 avvenuto <strong>72000 anni fa<\/strong>, con la stella denominata <strong>HD 187760<\/strong>, attualmente situata a <strong>84 anni luce<\/strong> dal Sole e con una massa pari al 70%.<\/p>\n<p>Questo incontro ha, s\u00ec, alterato la velocit\u00e0 e la traiettoria della 3I\/ATLAS, ma solo di un valore molto piccolo: davanti a questo risultato gli studiosi affermano che \u201cquesta piccola perturbazione indica che la cometa interstellare <strong>non<\/strong> \u00e8 stata influenzata da stelle di cinematica nota, almeno fino a <strong>4.74 Myr<\/strong> (4.74 milioni di anni) nel passato.<\/p>\n<p>La cometa interstellare non ha avuto incontri ravvicinati <strong>decisivi<\/strong> con stelle note del catalogo GAIA DR3: gli effetti di questi incontri non sono stati sufficienti a poter giustificare la traiettoria presente e dunque non siamo in grado di conoscere la sua origine\u201d.<\/p>\n<p>Non tutto \u00e8 perduto<\/p>\n<p>Questo lavoro non \u00e8 stato progettato solamente per la 3I\/ATLAS, ma potr\u00e0 essere riutilizzato per altri oggetti interstellari dei prossimi anni.<\/p>\n<p>\u00c8 infatti auspicabile che nel futuro troveremo sempre pi\u00f9 oggetti interstellari, specialmente grazie all\u2019Osservatorio Vera Rubin: le previsioni dicono che ne potrebbe trovare un paio all\u2019anno o circa 15 nel corso del suo periodo di indagine denominato LSST (Legacy Survey of Space and Time).<\/p>\n<p>Osservazioni di tutti questi oggetti ci forniranno una migliore comprensione degli ISO, intesi come classe di oggetti, ancora poco conosciuti e ci diranno parecchio su quanto il materiale planetario \u00e8 sparso nella galassia.<\/p>\n<p>La stella HD 187760<\/p>\n<p>Spinto dalla curiosit\u00e0, sono subito andato a vedere dove si trovi e chi sia questa stella salita agli onori della cronaca: grazie a Stellarium vediamo che si trova nella costellazione del Sagittario<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38540 colorbox-38531\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/stellarium-001_1.jpg\" alt=\"\" width=\"677\" height=\"508\"  \/><\/p>\n<p>ed \u00e8 una stellina di <a class=\"glossary-term\" href=\"https:\/\/www.astronomia.com\/wiki\/magnitudine\" title=\"Collegamento diretto ad AstroWiki per il termine &#039;magnitudine&#039; \" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">magnitudine<\/a> <strong>9.47<\/strong> ad una distanza di <strong>84.02\u00b10.04 a.l.<\/strong> dal Sole<\/p>\n<p>Fa parte ovviamente del catalogo <strong>GAIA DR3<\/strong> con il numero identificativo decisamente indigesto (<strong>6863591389529611264<\/strong>) ed il sito del <strong>SIMBAD<\/strong> ne fornisce anche altre denominazioni che potete vedere in questa immagine<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-38543 colorbox-38531\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Immagine-2025-09-14-133409.png\" alt=\"\" width=\"561\" height=\"148\"  \/>credit : SIMBAD<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il mondo scientifico si sta occupando parecchio della cometa interstellare 3I\/ATLAS sia fotografandola con telescopi molto potenti, ma&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":114258,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[173],"tags":[79167,79168,79169,79170,11850,34883,79171,1537,90,89,195,198,199,197,200,201,79172,79173,79174,194,196,79175,79176],"class_list":{"0":"post-114257","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-scienza-e-tecnologia","8":"tag-1i-oumuamua","9":"tag-2i-borisov","10":"tag-3i-atlas","11":"tag-cometa","12":"tag-esa","13":"tag-gaia","14":"tag-hd-187760","15":"tag-it","16":"tag-italia","17":"tag-italy","18":"tag-science","19":"tag-science-and-technology","20":"tag-scienceandtechnology","21":"tag-scienza","22":"tag-scienza-e-tecnologia","23":"tag-scienzaetecnologia","24":"tag-simbad","25":"tag-skyandtelescope","26":"tag-stellarium","27":"tag-technology","28":"tag-tecnologia","29":"tag-universetoday","30":"tag-vera-rubin-observatory"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/114257","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=114257"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/114257\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/114258"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=114257"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=114257"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=114257"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}