{"id":114939,"date":"2025-09-18T00:54:27","date_gmt":"2025-09-18T00:54:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/114939\/"},"modified":"2025-09-18T00:54:27","modified_gmt":"2025-09-18T00:54:27","slug":"assistenza-domiciliare-come-sara-nel-dopo-pnrr","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/114939\/","title":{"rendered":"Assistenza domiciliare: come sar\u00e0 nel dopo-Pnrr?"},"content":{"rendered":"<p>Sull\u2019assistenza a domicilio tutte le regioni hanno raggiunto gli obiettivi fissati dal Pnrr. Ma nel sistema oggi conta solo il numero degli assistiti, non i loro reali bisogni. Andrebbero fissati standard di servizio, da monitorare periodicamente.<\/p>\n<p><strong>Missione compiuta sull\u2019assistenza a domicilio<\/strong><\/p>\n<p>Il <a href=\"https:\/\/www.agenas.gov.it\/pnrr\/missione-6-salute\/monitoraggio-adi\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">monitoraggio al 2024<\/a> sul Recovery Plan parla chiaro: l\u2019obiettivo della Missione \u201cSalute\u201d \u2013 Investimento \u201cCasa come primo luogo di cura\u201d risulta centrato da tutte le regioni, anzi molte hanno gi\u00e0 superato il target previsto per il 2025.\u00a0<\/p>\n<p>Il Pnrr mirava a garantire l\u2019assistenza domiciliare di tipo sociosanitario (Adi) al 10 per cento degli over 65 entro il 2025. Nel 2024 la copertura del servizio ha raggiunto il 10,9 per cento, con un decisivo miglioramento rispetto al 4,6 per cento del 2019: +900mila anziani assistiti in cinque anni, con effetti positivi anche in termini di riduzione delle distanze tra Nord e Sud (figura 1).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" width=\"629\" height=\"400\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Screenshot-2025-09-17-alle-11.11.50.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-108897 lazy\"  data-\/><\/p>\n<p>Il maggior ricorso all\u2019Adi \u00e8 un elemento senz\u2019altro positivo per una sanit\u00e0 storicamente ospedalocentrica e senza obiettivi per l\u2019assistenza territoriale. Tuttavia, per valutare l\u2019impatto di questa politica \u00e8 necessario tener conto di altri aspetti.<\/p>\n<p><strong>Come sono state usate le risorse disponibili?<\/strong><\/p>\n<p>Per sostenere l\u2019Adi, tra il 2022 e il 2025 sono stati investiti circa 3 miliardi messi a disposizione dal Pnrr, cui si aggiungono i 500 milioni l\u2019anno gi\u00e0 previsti dal Dl 34\/2020 nella fase pandemica. Si trattava di risorse destinate all\u2019assunzione di personale da dedicare ai servizi domiciliari delle case della comunit\u00e0 (incluse le prestazioni domiciliari dei medici di medicina generale); e comprendeva la possibilit\u00e0 di acquistare\u00a0 prestazioni domiciliari anche da privati accreditati.\u00a0<\/p>\n<p>Ma quanto \u00e8 effettivamente aumentata la spesa del Ssn per la domiciliariet\u00e0? <a href=\"https:\/\/esploradati.istat.it\/databrowser\/#\/it\/dw\/categories\/IT1,DATAWAREHOUSE,1.0\/UP_ACC_HEALTH\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Secondo l\u2019Istat<\/a>, nel 2024 sono stati spesi meno di 4,2 miliardi, con un incremento rispetto al 2019 di circa 875 milioni. La crescita della spesa corrisponde a poco pi\u00f9 della met\u00e0 delle risorse disponibili per l\u2019Adi nel 2024: circa 1 miliardi e mezzo tra Pnrr e Dl 34 (figura 2).<\/p>\n<p>E allora come sono stati impiegati i finanziamenti che non si sono tradotti in spesa specifica per l\u2019assistenza a domicilio? Potrebbero essere stati indirizzati ad altri scopi, come ricoveri o farmaci, specie nei casi di difficolt\u00e0 ad assicurare gli equilibri di bilancio del sistema sanitario regionale.<\/p>\n<p>Il finanziamento del Pnrr \u00e8 calcolato in base al numero di beneficiari incrementali e non sulla spesa effettiva o l\u2019intensit\u00e0 del servizio erogato. Tutte le regioni hanno raggiunto il target previsto e, dunque, hanno maturato il diritto al finanziamento, a prescindere dai costi realmente sostenuti. Bisogna per\u00f2 chiedersi se non ci siano meccanismi pi\u00f9 efficaci per garantire che le risorse siano effettivamente destinate all\u2019obiettivo di potenziare l\u2019assistenza a domicilio degli anziani, anche per evitare che la tanto auspicata centralit\u00e0 del territorio in sanit\u00e0 possa vanificarsi. L\u2019importanza dell\u2019Adi sul totale della spesa sanitaria \u00e8 aumentata tra il 2019 e il 2022, ma c\u2019\u00e8 gi\u00e0 qualche segnale di interruzione della spinta propulsiva. Insomma, occorre mantenere gli sforzi per mettere al centro delle politiche sanitarie i bisogni delle persone non autosufficienti. Ad esempio, la grande attenzione sulle liste d\u2019attesa nella programmazione \u2013 e pure nei media \u2013 dimentica gli utenti che, proprio per le loro limitazioni fisiche, cognitive o funzionali, non possono accedere all\u2019assistenza specialistica e diagnostica in ambulatorio.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 cambiata la risposta per i singoli assistiti?<\/strong><\/p>\n<p>Se le condizioni erogative dell\u2019Adi fossero rimaste le stesse di prima del Pnrr, la spesa sarebbe cresciuta proporzionalmente al numero di utenti. Invece risulta uno sviluppo della spesa (+26 per cento tra il 2019 e il 2024) inferiore a quello dell\u2019utenza (+141,4 per cento \u2013 figura 2). Gi\u00e0 dai risultati delle prime annualit\u00e0 del Pnrr era emerso che la crescita del numero di utenti era avvenuta a discapito dell\u2019<a href=\"https:\/\/lavoce.info\/archives\/106859\/assistenza-domiciliare-cose-cambiato-con-il-pnrr\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">intensit\u00e0 del servizio<\/a>. Oggi risulta che per ogni utente aggiuntivo rispetto all\u2019anno base 2019 sono stati spesi 971 euro, una cifra che corrisponde a circa la met\u00e0 di quella erogata alle regioni con il Pnrr per ogni assistito incrementale in Adi (1.977,94 euro, il costo medio ponderato standard erogato indipendentemente dalla spesa effettiva). La ridotta intensit\u00e0 di servizio per caso rispetto ai livelli stimati a preventivo potrebbe avere contribuito anche al non completo utilizzo delle risorse disponibili.<\/p>\n<p>Questi effetti distorsivi sarebbero stati mitigati se il finanziamento fosse stato calcolato proporzionalmente all\u2019intensit\u00e0 e alla durata degli interventi domiciliari, ovvero se il costo standard fosse riconosciuto a condizione che venisse erogato un servizio standard.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" width=\"629\" height=\"357\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Screenshot-2025-09-17-alle-11.12.28.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-108899 lazy\"  data-\/><\/p>\n<p><strong>Quali prospettive per il modello di assistenza territoriale per gli anziani?<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Adi sta crescendo, ma attraverso l\u2019erogazione di interventi molto frammentati. \u00c8 il risultato di meccanismi di monitoraggio non sufficientemente affinati che hanno reso conveniente lo sviluppo di servizi episodici-prestazionali. In un sistema dove conta solo il numero degli assistiti, non sembra esserci interesse per gli interventi di presa in carico continuativa e intensiva \u2013 quelli che potrebbero generare risultati virtuosi nel Ssn, per esempio con la riduzione dei ricoveri e degli accessi in pronto soccorso.<\/p>\n<p>Un risultato in contrasto con l\u2019obiettivo dello stesso Recovery Plan di riformare l\u2019assistenza agli anziani non autosufficienti. Tra gli obiettivi della legge delega, c\u2019\u00e8 anche quello di definire misure per rendere l\u2019Adi a misura di anziano non autosufficiente quanto a intensit\u00e0 e durata del servizio. Ma finora non sono stati adottati i provvedimenti per rendere attuativi tali principi. Nel frattempo, si rischia che risorse Pnrr siano impiegate con altre logiche, perdendo l\u2019occasione per rendere l\u2019Adi a misura dei bisogni di long term care.<\/p>\n<p>La spinta per la costruzione della nuova sanit\u00e0 territoriale ha inteso fare dell\u2019assistenza domiciliare un elemento cardine del territorio, da assicurare, secondo il Dm 77, in tutte le case della comunit\u00e0. \u00c8 innegabile che il servizio si stia sviluppando, anche grazie al Pnrr. Tra qualche mese, quando il programma sar\u00e0 concluso, rimarr\u00e0, quale unico standard normativo, quello previsto dal Dm 77, ovvero servire con l\u2019Adi il 10 per cento degli anziani. Il rischio \u00e8 che, anche a regime, ci si limiti al mero rispetto formale degli indicatori sulla numerosit\u00e0 dell\u2019utenza, senza miglioramenti per rendere il servizio utile alle necessit\u00e0 del sistema e ai bisogni specifici della non autosufficienza.\u00a0<\/p>\n<p>Per favorire uno sviluppo dell\u2019Adi adeguato ai bisogni si dovrebbero stabilire standard per l\u2019assistenza territoriale in termini di intensit\u00e0, durata, appropriatezza, efficacia del servizio, da monitorare periodicamente rispetto ai bisogni della popolazione.\u00a0<\/p>\n<p>Lavoce \u00e8 di tutti: sostienila!<\/p>\n<p>Lavoce.info non ospita pubblicit\u00e0 e, a differenza di molti altri siti di informazione, l\u2019accesso ai nostri articoli \u00e8 completamente gratuito. L\u2019impegno dei redattori \u00e8 volontario, ma le donazioni sono fondamentali per sostenere i costi del nostro sito. 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