{"id":11507,"date":"2025-07-27T09:39:11","date_gmt":"2025-07-27T09:39:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/11507\/"},"modified":"2025-07-27T09:39:11","modified_gmt":"2025-07-27T09:39:11","slug":"vamos-a-la-playa-e-la-mia-pensione-le-radio-mi-ignorano-mi-tengono-fuori-dai-giochi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/11507\/","title":{"rendered":"\u00abVamos a la playa \u00e8 la mia pensione. Le radio mi ignorano, mi tengono fuori dai giochi\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>&#13;<br \/>\n                               &#13;<br \/>\n                                                &#13;<br \/>\n                &#13;<\/p>\n<p>\u00abIl sogno di tutti? Non fare una mazza\u00bb. Cos\u00ec esordisce <strong><a href=\"https:\/\/www.leggo.it\/t\/johnson-righeira\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Johnson Righeira<\/a><\/strong>, all\u2019anagrafe Stefano Righi, nel presentare al Corriere della Sera il suo nuovo singolo dal titolo evocativo: &#8220;Chi troppo lavora (non fa l\u2019amore)&#8221;. Un brano che mescola ironia, provocazione e malinconia, com\u2019\u00e8 nello stile di chi negli anni \u201980 ha fatto ballare l\u2019Europa con hit indelebili come <strong>Vamos a la playa<\/strong> e <strong>L\u2019estate sta finendo<\/strong>.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>A distanza di oltre quarant\u2019anni dal successo planetario, <a href=\"https:\/\/www.leggo.it\/t\/righeira\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Righeira<\/a> riparte da un messaggio semplice ma sovversivo: lavorare meno, vivere meglio. \u00ab\u00c8 un inno all\u2019ozio, ma anche a un lavoro giusto e retribuito il giusto\u00bb, spiega. <\/p>\n<p>E aggiunge: \u00abNon ho mai avuto la pretesa di fare filosofia, ma una certa cialtronaggine mi accompagna da sempre\u00bb.&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\nUn successo radioattivo (e redditizio)&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nLanciata nel 1983 con un sound estivo e una patina leggera, <strong>Vamos a la playa<\/strong> parlava in realt\u00e0 di una catastrofe nucleare. Un brano distopico travestito da tormentone, nato nella cantina torinese di Johnson e poi plasmato dai fratelli La Bionda, che ne intuirono il potenziale: \u00abEra troppo cupo, lo volevano pi\u00f9 allegro. Hanno avuto ragione loro\u00bb.\u00a0Quel pezzo, oggi, come spiega al Corriere, continua a generare introiti: \u00ab\u00c8<strong> la canzone che rende di pi\u00f9 in assoluto. Vale come una buona pensione. Al secondo posto c\u2019\u00e8 L\u2019estate sta finend<\/strong>o\u00bb. Ma il boom arriv\u00f2 mentre Johnson era sotto le armi: \u00abFacevo la naja. Vivevo una vita da archivista militare, mentre il mio pezzo spopolava ovunque. Una frustrazione pazzesca\u00bb. Simul\u00f2 una crisi per ottenere un permesso: \u00abNon era del tutto inventata. Alla fine mi concessero 20 giorni. Poi altri ancora. Ne uscii cos\u00ec\u00bb.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\nL\u2019addio a Michael e il rimpianto della critica&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nCon Michael Righeira, compagno di banco e sodale artistico, l\u2019idillio si spezz\u00f2 alla fine degli anni \u201980: \u00abL\u2019insuccesso ci colp\u00ec in modo diverso. Io fui pi\u00f9 superficiale, lui pi\u00f9 profondo. Vennero a mancare gioco e sintonia. Avevamo visioni di vita diverse, ci siamo allontanati\u00bb. Oggi i contatti sono sporadici, formali. La magia \u00e8 lontana.\u00a0Eppure i Righeira, spesso liquidati come fenomeno leggero, avevano una complessit\u00e0 che la critica ignor\u00f2: \u00abCi soffrivo tanto. Avevamo contenuti, citazioni, piani di lettura. Ma le recensioni erano negative. Io mi incazzavo come una bestia\u00bb. Una rivalit\u00e0 invece si trasform\u00f2 in amicizia: \u00abCon Gazebo ci si contendeva le classifiche. Ora \u00e8 uno dei miei pi\u00f9 cari amici\u00bb.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\nDonne, malinconie e una radio che non risponde&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nNonostante la fama, Johnson non si definisce un seduttore: \u00abLa timidezza mi ha sempre frenato. Sono un sentimentale. Anche nelle avventure di una notte, ho ricordi teneri. Non sono mai stato uno da conquiste a raffica\u00bb.\u00a0Il nuovo singolo, per\u00f2, sembra ignorato dalle radio. E la frustrazione \u00e8 evidente: \u00abMi tengono fuori dai giochi. Chiss\u00e0 perch\u00e9\u00bb. Intanto continua a esibirsi: \u00abFaccio ancora 40-50 serate l\u2019anno. E mi basta\u00bb.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\nDa Boy George a oggi: la memoria degli anni d\u2019oro&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nTra i ricordi che non sbiadiscono, uno su tutti lascia Johnson a bocca aperta: \u00abA Parigi, incrociammo i Culture Club. Boy George ci vide e inizi\u00f2 a canticchiare Vamos a la playa. Fino a pochi mesi prima compravo i suoi dischi\u2026 un vero flash\u00bb.\u00a0Oggi, tra serate revival e nuovi brani, Righeira resta fedele alla sua cifra: ironia malinconica, leggerezza pensante. E un messaggio che non passa mai di moda: \u00abL\u2019orario di lavoro deve essere equo, cos\u00ec uno ha anche il tempo per fare l\u2019amore\u00bb.<\/p>\n<p>                                &#13;<br \/>\n                &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n                Ultimo aggiornamento: domenica 27 luglio 2025, 10:37&#13;<br \/>\n                <br \/>&#13;<br \/>\n                &#13;<br \/>\n                  \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA            <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#13; &#13; &#13; &#13; \u00abIl sogno di tutti? Non fare una mazza\u00bb. 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