{"id":115136,"date":"2025-09-18T03:30:10","date_gmt":"2025-09-18T03:30:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/115136\/"},"modified":"2025-09-18T03:30:10","modified_gmt":"2025-09-18T03:30:10","slug":"asl-torinese-brama-la-morte-dolce-ma-non-si-cura-dei-malati-disabili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/115136\/","title":{"rendered":"Asl torinese brama la morte dolce. \u00abMa non si cura dei malati disabili\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019azienda sanitaria To4 valuta in autonomia una domanda di suicidio assistito perch\u00e9 manca una legge regionale. Un\u2019associazione denuncia: \u00abNiente prestazioni, invece, per 3.000 persone non autosufficienti\u00bb.Prima di adoperarsi per il suicidio assistito, si pensi ai 3.000 malati non autosufficienti lasciati a loro stessi. \u00c8 una denuncia forte e puntuale, quella levatasi dall\u2019associazionismo dei malati non autosufficienti nel Piemonte governato da Alberto Cirio, dove iniziano ad avanzare delle spinte pro morte assistita. Ma andiamo con ordine, riepilogando la vicenda dall\u2019inizio. Nei giorni scorsi si \u00e8 diffusa la notizia che, per la prima volta nella regione sabauda, un malato ha presentato domanda di suicidio medicalmente assistito. La richiesta risale allo scorso giugno ed era stata avanzata all\u2019Asl To4, sul cui territorio di riferimento &#8211; quello di Chivasso, Ciri\u00e8 ed Ivrea &#8211; risiede l\u2019aspirante suicida e la sua Azienda sanitaria. Ricevuta tale richiesta, l\u2019Asl ha si \u00e8 interfacciata con la Regione per sapere se esistessero \u00ablinee guida regionali da adottare in un ambito non definitivamente normato\u00bb, cio\u00e8 quello del suicidio assistito per l\u2019appunto. Ottenuta risposta negativa, la stessa Asl To4 ha quindi proposto alla Regione \u00abun percorso di presa in carico del paziente e di valutazione dei requisiti in modo congiunto\u00bb. Siccome la Regione non ha assecondato tale istanza, pochi giorni fa la direzione dell\u2019Asl ha deciso di procedere in autonomia con l\u2019istituzione di una propria commissione per la verifica dei requisiti del paziente.Tanto zelo pro suicidio assistito da parte dell\u2019Asl To4 ha lasciato senza parole, tra gli altri, l\u2019Unione per la promozione sociale, organizzazione di volontariato attiva dal 1994 nella difesa dei diritti dei malati non autosufficienti, che anzitutto definisce \u00abcontroversa\u00bb l\u2019avviata \u00abprocedura di nomina di un\u2019apposita \u00abcommissione di valutazione\u00bb. Non solo. In una nota diffusa ieri a firma del suo presidente, Andrea Ciattaglia, l\u2019Unione per la promozione sociale ricorda che i dati della Regione Piemonte &#8211; inseriti nella bozza del Piano socio-sanitario regionale &#8211; \u00abcertificano che a inizio 2025 l\u2019Asl To4 ha negato cure Lea residenziali a 937 malati cronici non autosufficienti e che altri 2.228 malati non autosufficienti residenti nel suo territorio hanno fatto richiesta di cure domiciliari che non hanno ricevuto. In totale, si tratta di oltre 3.000 casi di cure negate\u00bb.\u00abSenza timore di smentita\u00bb, prosegue Ciattaglia, \u00absi pu\u00f2 dire che l\u2019Asl To4 non eroga nemmeno le prestazioni di livello essenziale, cio\u00e8 non arriva nemmeno alla sufficienza per la garanzia del diritto fondamentale alla tutela della salute sul suo territorio\u00bb. Di qui un dubbio, relativo al cittadino che ha chiesto di morire: \u00abPrima della sua richiesta di aiuto a morire, sono stati forniti al malato, come previsto dai livelli essenziali delle cure socio-sanitarie, le cure domiciliari o residenziali &#8211; a sua scelta &#8211; previste dalla norma?\u00bb. La domanda non \u00e8 banale, dato che prima di assicurare il suicidio assistito bisognerebbe sincerarsi che sia stato assicurato il diritto alle cure. \u00abSono state attivate, senza riserve, quelle previste dalla legge vigente in materia di livelli essenziali?\u00bb, si chiede sempre Ciattaglia, rivolgendosi alla direzione dell\u2019Asl in questione.In attesa che queste ed altre domande trovino risposta, il suicidio assistito resta al centro del dibattito politico. Anzitutto grazie all\u2019infaticabile Marco Cappato, che proprio ieri ha annunciato di volersi adoperare per aiutare \u00abFabrizio\u00bb, un ligure di 79 anni con \u00abuna malattia irreversibile che gli causa sofferenze insopportabili\u00bb e \u00abtenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale\u00bb cui \u00abil Servizio sanitario nazionale ha rifiutato l\u2019aiuto medico alla morte volontaria\u00bb. Per questo Cappato ha annunciato la costituzione dell\u2019associazione Soccorso civile, da lui guidata e che arruoler\u00e0 soci (sono gi\u00e0 43) che si assumeranno &#8211; rispetto alla possibilit\u00e0 di condurre in Svizzera aspiranti suicidi &#8211; \u00abla responsabilit\u00e0 di contribuire all\u2019organizzazione di questi viaggi, esponendosi pubblicamente ai rischi di eventuali conseguenze giudiziarie, sollevando da ogni responsabilit\u00e0 amici e familiari della persona malata\u00bb.Ma il suicidio assistito tiene banco anche nei Consigli regionali. Ieri, per esempio, nella Sardegna governata da Alessandra Todde il Consiglio regionale ha avviato la discussione, che proseguir\u00e0 oggi, su una proposta di legge &#8211; la numero 59, con primo firmatario il consigliere dem Roberto Deriu &#8211; intitolata, per l\u2019appunto, Procedure e tempi per l\u2019assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito ai sensi e per effetto della sentenza della Corte costituzionale n. 242\/2019. Si tratta di una proposta di legge strutturata in sette articoli e di chiara impronta radicale essendo stata &#8211; come recita la sua stessa relazione introduttiva &#8211; \u00abelaborata e promossa dall\u2019associazione Luca Coscioni\u00bb. Sulla scia di quella Toscana (gi\u00e0 impugnata dal governo), la legge mira ad assicurare il suicidio assistito &#8211; vagliando le richieste in tempi se non record certamente celeri &#8211; entro massimo 30 giorni ai cittadini desiderosi di morire. Una tempistica davvero stretta che, c\u2019\u00e8 scommettere, i cittadini, non solo in Sardegna, vorrebbero tanto poter avere per le visite e i controlli medici. Ma, a quanto pare, le attese nella sanit\u00e0 restano: salvo, ahinoi, per chi non voglia togliere il disturbo.\n<\/p>\n<p><strong>Tedros Ghebreyesus (Ansa)<\/strong><\/p>\n<p>\n        Giancarlo Tancredi (Ansa)\n    <\/p>\n<p>Ecco #DimmiLaVerit\u00e0 del 17 settembre 2025. Il nostro Giorgio Gandola commenta le trattative nel centrodestra per la candidatura a presidente in Veneto, Campania e Puglia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019azienda sanitaria To4 valuta in autonomia una domanda di suicidio assistito perch\u00e9 manca una legge regionale. 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