{"id":115696,"date":"2025-09-18T10:17:10","date_gmt":"2025-09-18T10:17:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/115696\/"},"modified":"2025-09-18T10:17:10","modified_gmt":"2025-09-18T10:17:10","slug":"lillusione-autarchica-di-netanyahu-allontana-israele-dalleuropa-e-dai-paesi-arabi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/115696\/","title":{"rendered":"L\u2019illusione autarchica di Netanyahu allontana Israele dall\u2019Europa (e dai paesi arabi)"},"content":{"rendered":"<p>Benjamin Netanyahu non si limita pi\u00f9 a scavare un fosso tra Israele, l\u2019Europa, tutte le democrazie occidentali, esclusi gli Stati Uniti, e tutti i paesi arabi, ma ora cristallizza una dottrina dell\u2019isolamento assoluto di Israele. Di fatto, abbandona l\u2019area liberale nella quale si \u00e8 mosso per un quindicennio sino al 2023, e sposa in pieno la visione del mondo dell\u2019estrema destra israeliana, imperniata su uno sciagurato suprematismo ebraico che porta all\u2019autarchia, che vuole un Israele che conti solo su s\u00e9 stesso, fregandosene del mondo. Un cascame ideologico reazionario, peraltro sempre fallimentare, e negazione assoluta dell\u2019essenza stessa del sionismo.<\/p>\n<p>La radicale involuzione strategica di Netanyahu traspare con chiarezza in un suo recente intervento pubblico a Gerusalemme, nel quale innanzitutto ha dato prova di non voler comprendere le ragioni del radicale isolamento da quasi tutti i paesi europei in cui il suo governo ha gettato Israele. Secondo lui, infatti, questa gravissima crisi nelle relazioni mediterranee non \u00e8 conseguenza delle scelte belliche feroci del suo governo nella Striscia, ma del fatto che \u00abl\u2019immigrazione musulmana in Europa ha creato una minoranza significativa e rumorosa che influenza i governi europei sulle questioni relative a Gaza\u00bb. A questo, si aggiunge una \u00abgrande campagna mediatica orchestrata dalla Cina e dal Qatar\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 questo un voluto e radicale errore di interpretazione che mistifica le ragioni vere delle forti critiche espresse anche da governi amici e solidali come quello tedesco e quello italiano sull\u2019uso sproporzionato della forza e sulla carestia indotta. Un\u2019analisi forzata e falsa che rinfocola, come vogliono i suoi ministri di estrema destra, il conflitto tra ebraismo e islam. \u00abQuesti paesi europei negano il sionismo \u2013 ha aggiunto Netanyahu \u2013 e questa influenza sta alimentando sanzioni e restrizioni nei confronti di Israele e limita la sua capacit\u00e0 di importare elementi chiave per gli armamenti\u00bb.<\/p>\n<p>Sbagliata, volutamente, l\u2019analisi delle ragioni del drammatico isolamento internazionale di Israele, provocata in realt\u00e0 dalle scelte feroci nella Striscia e in Cisgiordania e dalla palese e rivendicata volont\u00e0 di effettuare una pulizia etnica.<\/p>\n<p>Benjamin Netanyahu delinea una svolta strategica radicale quanto alla sua collocazione internazionale. Sposa infatti in pieno un\u2019opzione autarchica di autosufficienza, di esplicita matrice di estrema destra. Auspica quindi che Israele diventi Atene e una super Sparta: \u00abQueste tendenze stanno spingendo Israele verso una parziale autosufficienza economica. Dovremo adattarci sempre pi\u00f9 a un\u2019economia con caratteristiche autarchiche. \u00c8 una parola che non mi piace, credo nel libero mercato, ho lavorato per portare Israele in un\u2019economia di libero mercato. Ma potremmo trovarci in una situazione in cui le nostre industrie di difesa saranno bloccate. Dovremo sviluppare industrie di difesa autoctone. Dovremo diventare Atene e una super Sparta\u00bb.<\/p>\n<p>La reazione immediata a queste parole \u00e8 stata una caduta del due per cento della borsa di Tel Aviv, poi leggermente recuperata, ma in seguito confermata, e un coro di critiche di tutti gli ambienti economici e dell\u2019opposizione che lo hanno frontalmente attaccato, accusandolo a ragione di avere come sciagurato punto di riferimento solo il \u00abpubblico messianico\u00bb.<\/p>\n<p>Drastica l\u2019analisi dell\u2019Israel Business Forum che riunisce le pi\u00f9 importanti aziende del paese: \u00abLa politica del governo Netanyahu sta conducendo Israele verso un pericoloso e senza precedenti nadir economico e diplomatico. Non siamo Sparta. Questa visione, cos\u00ec come presentata, render\u00e0 difficile la nostra sopravvivenza in un mondo globalizzato in via di sviluppo\u00bb.<\/p>\n<p>In questa presa di posizione si conferma il dato di fatto che la struttura economica di Israele non pu\u00f2 semplicemente tollerare questa svolta autarchica. L\u2019economia israeliana \u00e8 infatti basata su un mercato azionario forte, pienamente globalizzato, e su una produzione hi-tech e industriale larghissimamente destinata all\u2019esportazione. Una svolta autarchica, con un unico sbocco internazionale verso gli Stati Uniti che pu\u00f2 durare, se dura, solo quanto la presidenza Trump, produrrebbe solo il soffocamento di Israele su s\u00e9 stesso.<\/p>\n<p>Ma l\u2019isolamento suprematista \u2013 il riferimento alla super Sparta \u00e8 agghiacciante \u2013 \u00e8 ormai l\u2019opzione di un Netanyahu che infatti volutamente e freddamente boicotta le enormi prospettive di integrazione vertiginosa dell\u2019economia israeliana con quella dei paesi del Golfo, nel momento in cui ordina il bombardamento dei leader di Hamas a Doha, in Qatar.<\/p>\n<p>Quell\u2019azione, per di pi\u00f9 fallita nei suoi obiettivi, contrastata frontalmente dal Mossad di David Barnea \u2013 una rottura istituzionale drammatica, mai vista prima \u2013 porter\u00e0 infatti per ritorsione o a una rottura o a un lungo congelamento degli Accordi di Abramo, che appunto miravano alla fine del conflitto arabo-israeliano e alla formazione di un\u2019enorme area di libero scambio di finanziamenti, ricerca e alta tecnologia e di clamorose infrastrutture logistiche comuni tra Israele, Arabia Saudita e tutti i paesi del Golfo.<\/p>\n<p>Il fatto grave, ma indicativo, \u00e8 che a fronte di questo quadro, il premier israeliano non si pone il problema di come recuperare il gravissimo isolamento internazionale di Israele, neanche con i paesi amici come Germania e Italia, ma che addirittura si crogiola in questa situazione e si propone di consolidarla in un\u2019impraticabile autarchia dal sapore mussoliniano.<\/p>\n<p>Dunque, Netanyahu, come un giocatore di poker, si consegna in toto all\u2019ideologia dell\u2019estrema destra, insiste per una guerra totale a Gaza City, scontrandosi ferocemente con il comandante dell\u2019IDF Eyal Zamir, che continua ad accusarlo ad alta voce nelle riunioni di governo di non avviare nessuna trattativa per gli ostaggi, e <a href=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/2025\/09\/trump-e-il-piu-grande-amico-che-netanyahu-abbia-mai-avuto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">punta tutto su una sola carta<\/a>: Donald Trump.<\/p>\n<p>Una scelta miope e azzardata, e non solo perch\u00e9 \u00e8 possibile che tra un solo anno, nelle elezioni di midterm, Trump perda il controllo del Congresso. In realt\u00e0, infatti, l\u2019avventuristica scelta di Netanyahu di bombardare Doha ha inflitto una umiliazione tale a tutto il mondo arabo che Israele, di nuovo, ne pagher\u00e0 le gravi ritorsioni per anni. E Donald Trump, da qui a poco, sar\u00e0 costretto dalla strategica Arabia Saudita, dal Qatar e da tutti i paesi del Golfo alla scelta tra mantenere i fondamentali rapporti economici e petroliferi con loro e l\u2019isolamento di Israele. Il tutto, aggravato dalle cronache di un\u2019operazione militare a Gaza che avr\u00e0 esiti negativi, se non disastrosi, per gli ostaggi e per Israele.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Benjamin Netanyahu non si limita pi\u00f9 a scavare un fosso tra Israele, l\u2019Europa, tutte le democrazie occidentali, esclusi&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":115697,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,166,7,15,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-115696","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-mondo","12":"tag-news","13":"tag-notizie","14":"tag-ultime-notizie","15":"tag-ultime-notizie-di-mondo","16":"tag-ultimenotizie","17":"tag-ultimenotiziedimondo","18":"tag-world","19":"tag-world-news","20":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/115696","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=115696"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/115696\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/115697"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=115696"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=115696"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=115696"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}