{"id":115899,"date":"2025-09-18T12:23:15","date_gmt":"2025-09-18T12:23:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/115899\/"},"modified":"2025-09-18T12:23:15","modified_gmt":"2025-09-18T12:23:15","slug":"se-larte-non-ha-valore-per-le-nostre-vite-possiamo-seppellirla-parla-luca-rossi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/115899\/","title":{"rendered":"\u201cSe l&#8217;arte non ha valore per le nostre vite, possiamo seppellirla!\u201d. Parla Luca Rossi"},"content":{"rendered":"<p>                        di<br \/>\n\t\t\t\t                    <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/178p_federico-giannini.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                    Federico Giannini<\/a><br \/>\n                     (Instagram: <a href=\"https:\/\/instagram.com\/federicogiannini1\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">@federicogiannini1<\/a>), scritto il 17\/09\/2025<br \/>\n\t\t<br \/>Categorie:                 <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/8c_interviste.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Interviste<\/a>                             \/ Argomenti: <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/arte-contemporanea.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Arte contemporanea<\/a> <\/p>\n<p>\n                Critico e artista, Luca Rossi da sedici anni mette in discussione il mondo dell\u2019arte contemporanea. A ottobre, in occasione della Quadriennale di Roma e di Artissima a Torino, proporr\u00e0\u00a0un\u2019azione con l\u2019obiettivo di svelare la speculazione del mercato e insegnare a riconoscere il valore simbolico e materiale dell\u2019arte nella vita quotidiana. Ci siamo fatti dare qualche anticipazione e per l\u2019occasione ci ha ribadito le sue idee sul mondo dell\u2019arte contemporanea. L\u2019intervista \u00e8 di Federico            <\/p>\n<p>Luca Rossi \u00e8 un collettivo artistico e critico che dal 2009 sferza il mondo dell\u2019arte contemporanea, dal vivo e online, con azioni mirate, opere d\u2019arte che si sono spesso concentrate su temi di stretta attualit\u00e0 (per esempio l\u2019infodemia, il costante flusso d\u2019immagini a cui siamo sottoposti e la conseguente saturazione, l\u2019impegno politico degli artisti) oltre che scritti critici spesso polemici, molti dei quali ospitati anche da Finestre sull\u2019Arte. In occasione della Quadriennale di Roma 2025, che aprir\u00e0 l\u201911 ottobre, e della prossima edizione di Artissima, che comincer\u00e0 a Torino il 31 ottobre, Luca Rossi proporr\u00e0 un\u2019azione da lui definita \u201cimmersiva\u201d, finalizzata a evidenziare il meccanismo di speculazione che sta uccidendo l\u2019arte contemporanea e quello che potrebbe essere l\u2019antidoto: il senso critico che tutti possono sviluppare per fare la differenza e comprendere i valori dell\u2019opera d\u2019arte. Lo abbiamo raggiunto per farci dare qualche anticipazione. L\u2019intervista \u00e8 di Federico Giannini.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Gli Hidden Works di Luca Rossi\" title=\"Gli Hidden Works di Luca Rossi\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/luca-rossi-hidden-works.jpg\" width=\"750\" height=\"500\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nGli Hidden Works di Luca Rossi&#13;<\/p>\n<p><strong>FG. A breve terrai due azioni particolarmente interessanti a Roma, per l\u2019inaugurazione della Quadriennale, e a Torino, nei giorni di Artissima. Puoi anticipare qualcosa ai nostri lettori? Cosa stai preparando?<\/strong><\/p>\n<p>LR. Tutti i problemi del mondo fino ad arrivare alla nostra vita privata hanno oggi una radice culturale, e quindi a Roma e Torino dimostrer\u00f2 come il vero valore culturale vada cercato in modi, atteggiamenti, visioni e attitudini e non in \u201coggetti d\u2019arte\u201d e \u201cintrattenimento\u201d che devono essere solo l\u2019eventuale conseguenze di quella che ho chiamato \u201cNUVOLA M.A.V.A\u201d (modi, atteggiamenti, visioni e attitudini). Come funziona il sistema di speculazione nel mercato dell\u2019arte? Quale antidoto ad esso? Come \u201callenare nuovi occhi\u201d e vedere il valore dell\u2019opera d\u2019arte nella nostra vita? Non sar\u00e0 una lezione ma un\u2019esperienza che cambier\u00e0 il nostro modo di \u201cvedere\u201d. Se l\u2019opera d\u2019arte non ha un valore per la nostra vita possiamo seppellirla.<\/p>\n<p><strong>Le tue azioni puntano da sempre, appunto, a far emergere quello che dovrebbe essere il valore dell\u2019opera d\u2019arte. \u201cValore\u201d per\u00f2 \u00e8 un\u2019espressione quanto meno duplice: da una parte il valore materiale, il valore economico, il valore di mercato. E dall\u2019altra il valore simbolico, il valore dell\u2019opera d\u2019arte per le nostre vite. Le tue azioni portano il pubblico a concentrarsi su entrambe le cose. Parliamo, intanto, di valore materiale. Tu ti sei spesso scagliato contro le quotazioni di tanta arte contemporanea e non di rado ti sei espresso su quanto, secondo te, dovrebbero davvero costare le opere, e ci sei andato gi\u00f9 anche piuttosto pesante, con prezzi a cinque zeri di artisti noti che secondo te sarebbero gonfiati anche dell\u201980-90%. E questo per rimanere su di una fascia medio-alta, quindi senza andare a toccare gli artisti dalle quotazioni pi\u00f9 alte. Vuoi spiegarci perch\u00e9 secondo te gli artisti dovrebbero rivedere il valore delle loro opere, tenendo anche conto del fatto che il prezzo include anche tutto quello che non vediamo (l\u2019intermediazione, i trasporti, i cataloghi, le mostre, il marketing e via dicendo)?<\/strong><\/p>\n<p>Se nel mercato ci sono prezzi diversi evidentemente ci sono valori artistici diversi. Il famoso decano dei galleristi italiani, Massimo Minini, una volta mi disse che il prezzo lo fa il mercato&#8230; io dico che il sistema gonfia il valore delle opere in modo arbitrario e questo influenza il prezzo. Quello che sostengo \u00e8 che negli ultimi vent\u2019anni la totale assenza di un confronto critico abbia ucciso la nostra capacit\u00e0 di fare le differenze e quindi abbia inaridito la formazione e la divulgazione che sono rispettivamente modalit\u00e0 per creare qualit\u00e0 e per riconoscere questa qualit\u00e0. Qualche anno fa in modo provocatorio ho creato la \u201cGuida Michelin-o\u201d riferendomi alla Guida Michelin dei ristoranti ma anche a una delle uscite storiche di Arte Fiera, ossia l\u2019uscita Michelino. In questa guida, fatto 100 il valore di un\u2019opera, teorizzavo che l\u201980% dovesse provenire dal valore artistico e il 20% dalle pubbliche relazioni e dalla storicit\u00e0 dell\u2019artista. Da questa percentuale di valore artistico, che a mio parere non pu\u00f2 essere oggettivo ma \u00e8 argomentabile, dipendeva il prezzo di un\u2019opera 50 x 50 cm dell\u2019artista in questione. Oggi nel mondo dell\u2019arte moderna e contemporanea il prezzo viene determinato all\u201980% dalle pubbliche relazioni e dal curriculum dell\u2019artista e solo al 20%, forse anche meno, dal valore artistico dell\u2019opera. Nel 2018 stavo facendo una visita guidata alla Fiera Artissima e l\u2019assistente dell\u2019allora direttrice mi ha fermato dicendomi \u201ctu qui non puoi parlare\u201d. Proprio da questa frase nasce l\u2019azione immersiva che far\u00f2 a Roma davanti alla Quadriennale il 10-11 ottobre e dal 30 ottobre al 2 novembre a Torino davanti alla fiera d\u2019arte moderna e contemporanea Artissima. Hanno paura che Luca Rossi possa parlare perch\u00e9 questo potrebbe mettere in discussione la trattativa, ossia la vendita, mentre non capiscono che parlare e argomentare pu\u00f2 essere un modo per sostenere il valore e quindi la vendita stessa. \u201cParlare\u201d non significa spiegare l\u2019opera, quello sarebbe un errore madornale, ma argomentare il valore in relazione alla storia dell\u2019arte e alla nostra vita presente.<\/p>\n<p><strong>Concentriamoci invece sul valore simbolico. Penso siamo tutti d\u2019accordo sul fatto che le arti visive, e in special modo l\u2019arte contemporanea, sembra lontana dall\u2019orizzonte di molte persone. Le arti visive non sono pi\u00f9 l\u2019arte dominante del nostro tempo, mi pare un punto incontestabile: le persone oggi percepiscono pi\u00f9 vicinanza ad altre forme d\u2019espressione (il cinema anzitutto, e poi la musica, in parte l\u2019architettura, forse persino la danza oggi \u00e8 pi\u00f9 vicina alle persone delle arti visive). Intanto: l\u2019arte contemporanea s\u2019\u00e8 condannata da sola all\u2019irrilevanza? Qual \u00e8 secondo te il valore che oggi ha l\u2019arte per le persone, e quale il valore che dovrebbe avere?<\/strong><\/p>\n<p>A mio parere nel corso del secolo scorso e poi in modo pi\u00f9 evidente durante gli anni novanta, l\u2019arte contemporanea \u00e8 uscita dai musei e vive in mezzo a noi. Se annusiamo i progetti di maggiore successo emersi nel mondo negli ultimi 24 anni vediamo che hanno tutti germi artistici e creativi. Per questo motivo, se non ci occupiamo di arte contemporanea, la peggiore arte contemporanea si occuper\u00e0 delle nostre vite e sono guai&#8230; esattamente come sta succedendo. L\u2019arte contemporanea oggi \u00e8 in tutto, nel cinema, nella danza, nella musica ma anche nella politica fino ad arrivare alla nostra vita privata. Gi\u00e0 negli anni Cinquanta del secolo scorso artisti come Yves Klein dicevano \u201cla vita stessa e l\u2019arte assoluta\u201d. Nelle azioni che far\u00f2 a Roma e Torino vedremo concretamente cosa significa che la vita stessa \u00e8 l\u2019arte assoluta e come trovare, concretamente, nella nostra vita il valore dell\u2019arte moderna e contemporanea. \u00c8 condannata all\u2019irrilevanza certa arte contemporanea che troviamo sempre di pi\u00f9 l\u00e0 dove pensiamo ci sia mentre non la vediamo quando \u00e8 sotto i nostri occhi l\u00e0 dove pensiamo non ci sia.<\/p>\n<p><strong>Viviamo in una sostanziale assenza di critica. Anche questo \u00e8 incontrovertibile. Non ti chiedo se la critica serve a qualcosa, perch\u00e9 penso siamo tutti d\u2019accordo su questo punto (altrimenti neppure io farei critica). Ti chiedo per\u00f2 se secondo te pu\u00f2 esserci ancora uno spazio per la critica, o se siamo destinati a soccombere alle logiche del marketing, dell\u2019arte in formato reel, della divulgazione carina che soffoca il pensiero critico, della risciacquatura dei comunicati stampa&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>Servono nuove modalit\u00e0 di fare critica che siano persistenti nel tempo ed incidenti. Bisogna creare diversi livelli di lettura, tutti di qualit\u00e0, per coinvolgere una comunit\u00e0 di riferimento. E soprattutto bisogna collaborare tra persone che la pensano e la vedono nello stesso modo perch\u00e9 gli altri, quelli del solo marketing e dello storytelling da reel, collaborano eccome&#8230; !<\/p>\n<p><strong>Dici che oggi nel contemporaneo non c\u2019\u00e8 mai semina e c\u2019\u00e8 sempre raccolta. Che semina si dovrebbe fare allora?<\/strong><\/p>\n<p>Sono gli artisti che dovrebbero creare spazi e tempi di semina, prima di tutto recuperando i mezzi di produzione ossia \u201cluoghi\u201d e \u201cpubbliche relazioni\u201d. Biennali, Quadriennali e mostre, per non parlare delle fiere, sono tutti i luoghi di raccolta o che ammiccano alla raccolta. Dopo tanti anni questa situazione \u00e8 insostenibile perch\u00e9 non puoi pretendere la raccolta senza lavorare bene sulla \u201csemina\u201d. ecco spiegata la crisi del mercato contemporaneo mentre il moderno potendo contare su decine e decine di anni tende ad andare meglio. I progetti che ho fatto in questi anni hanno affrontato la semina e la raccolta, e anche quello che far\u00f2 a Torino (\u201cTu qui non puoi parlare \u201d) avr\u00e0 un momento di semina e un momento di raccolta, ma fuori dalle logiche e delle liturgie stanche del mondo dell\u2019arte.<\/p>\n<p><strong>Qualche settimana fa ho intervistato Giordano Raffaelli, secondo lui oggi all\u2019arte italiana manca un grande campione. Manca, per dire, un Jannik Sinner dell\u2019arte. Ma lo stesso discorso si potrebbe fare anche per la musica, per il cinema, per tutti gli ambiti creativi: cosa sta accadendo secondo te? E da dove potrebbe nascere un Sinner dell\u2019arte?<\/strong><\/p>\n<p>Come diceva Sergio Romano, in Italia abbiamo un grosso problema: preferiamo il successo di un francese, di un inglese o di un americano rispetto al successo di un nostro connazionale. Nell\u2019ambito dell\u2019arte, dove apparentemente non ci sono criteri oggettivi, questa situazione (dopo molti anni) mantiene tutti ad un livello mediocre proprio perch\u00e9 qualsiasi energia che tenta di emergere viene subito riposizionata ad un livello medio che non possa mai mettere in discussione la presunta mediocrit\u00e0 di tutti gli altri. Lo stesso Maurizio Cattelan si \u00e8 fatto all\u2019estero e poi \u00e8 tornato in Italia, stessa cosa di tutti gli artisti contemporanei italiani pi\u00f9 apprezzati, da Francesco Vezzoli e Monica Bonvicini. Se Jannik Sinner non avesse avuto \u201cil punteggio\u201d non sarebbe mai emerso a livello internazionale e non sarebbe mai diventato il numero uno al mondo. Il punteggio \u00e8 stato il criterio oggettivo per fare le differenze, quello che in Italia dovrebbe fare il senso critico rispetto al moderno e al contemporaneo. La qualit\u00e0 va sviluppata ma poi va anche riconosciuta e valorizzata. In Italia, e forse non solo, permane un certo analfabetismo rispetto al contemporaneo: questo facilita giovani artisti derivativi che non potranno diventare mai il Sinner dell\u2019arte e disincentiva le menti pi\u00f9 brillanti che preferiscono occuparsi di settori dove merito e valore sono maggiormente riconoscibili. Inoltre, abbiamo la presunzione di un grande passato artistico e questo penalizza le energie e le risorse che mettiamo sull\u2019arte moderna e contemporanea, anche se sarebbe fondamentale vedere anche l\u2019antico con modalit\u00e0 contemporanee aggiornate. Paradossalmente, negli ultimi trent\u2019anni, questa situazione di sofferenza ha stimolato tantissime energie contemporanee interessanti che molti paesi non hanno mai avuto e per questo dico da tempo che l\u2019Italia, sul contemporaneo, potrebbe agire da \u201clate comers\u201d, ossia avere attitudini di valore senza un sistema troppo strutturato che possa in qualche modo limitarle.<\/p>\n<p><strong>Tu cerchi da tempo di scuotere il sistema. Per\u00f2 c\u2019\u00e8 anche da dire che oggi il pubblico sembra anestetizzato. Manca la voglia di discutere. Manca la voglia di mettersi in discussione. Siamo schiavi del preconfezionato, del precotto, dello storytelling. E non sembrano esserci grossi segnali di risveglio, di novit\u00e0. Ci sono per\u00f2 dei bagliori nel buio secondo te?<\/strong><\/p>\n<p>Io vedo un bagliore nel percorso complesso e difficile che ho sviluppato in questi sedici anni. Io credo molto nella necessit\u00e0 di portare fuori dal laboratorio alcune soluzioni che in questi anni ho sviluppato solo a livello di laboratorio. Mi riferisco alla necessit\u00e0 di un nuovo \u201ccorpo a corpo\u201d con il pubblico che \u00e8 esattamente quello che far\u00f2 a Roma e a Torino. Ma per perfezionare queste modalit\u00e0 ci sono voluti anni in un sistema che ancora oggi mi ostracizza, mi rallenta, mi ostacola e mi toglie qualsiasi risorsa. A volte immagino quello che avrei potuto fare se avessi avuto i milioni di euro che sono stati spesi in tanti progetti di artisti contemporanei italiani negli ultimi anni. Penso, per esempio, ai 2,6 milioni di euro che \u00e8 costato il Padiglione Italia 2022 e che non ha lasciato alcun segno.<\/p>\n<p><strong>Tu, comunque, continui imperterrito nonostante tutto: c\u2019\u00e8 qualcosa di nobile, di gentilmente ottocentesco in questa tua contestazione che va avanti, come ricordavi, ormai da sedici anni. Il tuo collega Giovanni Fattori, centoquarant\u2019anni prima di te, grosso modo, scriveva a Diego Martelli che l\u2019artista e il critico devono \u201crompere i coglioni a questo marciume che \u00e8 la societ\u00e0\u201d, l\u2019artista con le sue opere, il critico con la sua penna. Tu sei un po\u2019 tutte e due le cose. Usi sia l\u2019opera che la penna. E non riesco a pensare a qualcuno che pi\u00f9 di te abbia, come diceva Fattori, rotto i coglioni in tutti questi anni. E poi, sono sicuro che non ti stancherai. Ma la societ\u00e0 \u00e8 cambiata: secondo te la critica riesce davvero a dar fastidio?<\/strong><\/p>\n<p>Bellissimo questo tuo riferimento, davvero forte e commovente. S\u00ec, non mi fermer\u00f2 mai e vedo che ogni difficolt\u00e0 e ogni anno, portano nuove energie e nuove opportunit\u00e0. \u00c8 come se stessi lentamente avvicinandomi al muro di \u201cuno due tre stella\u201d, quando la persona rivolta verso il muro si gira improvvisamente e pu\u00f2 eliminare i concorrenti. Ecco io sto avanzando ogni anno di qualche passo e prima o poi arriver\u00f2 al muro. \u201cLuca Rossi\u201d \u00e8 un ruolo sclerotico che ha dovuto vestire tutti i ruoli del sistema, tanto che se fermano uno di questi ruoli c\u2019\u00e8 n\u2019\u00e8 subito un altro ruolo che pu\u00f2 proseguire. Chiunque pu\u00f2 essere \u201cLuca Rossi\u201d perch\u00e9 chiunque pu\u00f2 fare proprio e sviluppare senso critico. A mio parere si tratta solo di trovare modalit\u00e0 aggiornate al nostro tempo e le risorse per portare questi progetti fuori dal laboratorio in cui ancora oggi si trovano.<\/p>\n<p><\/p>\n<p>                                    La consultazione di questo articolo \u00e8 e rimarr\u00e0 sempre gratuita. 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Nel 2009 ha iniziato a lavorare nel settore della comunicazione su web, con particolare riferimento alla comunicazione per i beni culturali. Nel 2017 ha fondato con Ilaria Baratta la rivista Finestre sull\u2019Arte. Dalla fondazione \u00e8 direttore responsabile della rivista. Collabora e ha collaborato con diverse riviste, tra cui Art e Dossier e Left, e per la televisione \u00e8 stato autore del documentario Le mani dell\u2019arte (Rai 5) ed \u00e8 stato tra i presentatori del programma Dorian \u2013 L\u2019arte non invecchia (Rai 5). Al suo attivo anche docenze in materia di giornalismo culturale (presso Universit\u00e0 di Genova e Ordine dei Giornalisti), inoltre partecipa regolarmente come relatore e moderatore su temi di arte e cultura a numerosi convegni (tra gli altri: Lu.Bec. Lucca Beni Culturali, Ro.Me Exhibition, Con-Vivere Festival, TTG Travel Experience).<\/p>\n<p>    <script async src=\"\/\/www.instagram.com\/embed.js\"><\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Federico Giannini (Instagram: @federicogiannini1), scritto il 17\/09\/2025 Categorie: Interviste \/ Argomenti: Arte contemporanea Critico e artista, Luca&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":115900,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,20357,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-115899","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-contemporanea","10":"tag-arte-e-design","11":"tag-arteedesign","12":"tag-arts","13":"tag-arts-and-design","14":"tag-design","15":"tag-entertainment","16":"tag-intrattenimento","17":"tag-it","18":"tag-italia","19":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/115899","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=115899"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/115899\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/115900"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=115899"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=115899"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=115899"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}