{"id":11607,"date":"2025-07-27T10:45:10","date_gmt":"2025-07-27T10:45:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/11607\/"},"modified":"2025-07-27T10:45:10","modified_gmt":"2025-07-27T10:45:10","slug":"coina-donne-sanitarie-il-lavoro-infermieristico-resta-incompatibile-con-la-genitorialita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/11607\/","title":{"rendered":"COINA: &#8220;donne sanitarie, il lavoro infermieristico resta incompatibile con la genitorialit\u00e0&#8221;."},"content":{"rendered":"<p>&#13;<\/p>\n<p>\t\t&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>Salute, Ceccarelli (Coina): \u201cSanit\u00e0 pubblica al femminile, ma non per le madri-professioniste italiane: il lavoro infermieristico resta incompatibile con la genitorialit\u00e0. Serve un piano nazionale per tutelare la dignit\u00e0 delle donne in corsia\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00abSiamo un sistema che forma donne straordinarie per affrontare le sfide pi\u00f9 probanti della sanit\u00e0, ma le costringe a scegliere tra reparto e famiglia. E nella maggior parte dei casi, il prezzo lo paga l\u2019intero comparto pubblico. Serve un piano nazionale di tutela per le infermiere madri, non il silenzio delle istituzioni\u00bb. A parlare \u00e8 Marco Ceccarelli, segretario nazionale del Coina, commentando i dati allarmanti sullo stato della professione infermieristica femminile in Italia, diffusi oggi in un report realizzato dal sindacato<\/p>\n<p><strong>Una sanit\u00e0 fatta di donne, ma non pensata per loro<\/strong><\/p>\n<p>Nel nostro Paese, oltre il\u00a0<strong>75% degli infermieri \u00e8 donna<\/strong>. Tuttavia, la maternit\u00e0 continua a rappresentare un ostacolo invece che un diritto. La\u00a0<strong>rigidit\u00e0 dei turni ospedalieri<\/strong>, la\u00a0<strong>mancata concessione di part-time mattutini<\/strong>, la\u00a0<strong>totale assenza di supporti personalizzati al rientro dalla maternit\u00e0<\/strong>\u00a0stanno spingendo migliaia di professioniste a lasciare gli ospedali o addirittura il lavoro. Secondo l\u2019Istat, nel\u00a0<strong>2022, nel mondo del lavoro, con ai primi posti la sanit\u00e0, una donna su cinque ha lasciato il lavoro dopo il primo figlio<\/strong>, e il settore sanitario riflette pienamente questa tendenza.<\/p>\n<p><strong>Il burnout colpisce soprattutto le madri infermiere<\/strong><\/p>\n<p>Le condizioni lavorative sempre pi\u00f9 insostenibili hanno un impatto diretto sul benessere psicofisico. Secondo dati europei raccolti da Eurofound e integrati nel report Coina, oltre\u00a0<strong>l\u201980% delle infermiere italiane manifesta sintomi di esaurimento emotivo<\/strong>. Tra queste, le donne con figli risultano le pi\u00f9 esposte al burnout, anche a causa del cosiddetto\u00a0<strong>\u201ccarico invisibile\u201d<\/strong>: oltre al lavoro in corsia, si occupano di bambini, mariti, genitori anziani o malati, spesso senza alcun supporto istituzionale.<\/p>\n<p><strong>Aggressioni e dimissioni: l\u2019altra faccia del lavoro in corsia<\/strong><\/p>\n<p>Nel 2024, nei soli primi 9 mesi, sono state registrate\u00a0<strong>oltre 20mila dimissioni volontarie<\/strong>\u00a0di infermieri dal settore pubblico, e\u00a0<strong>almeno la met\u00e0 delle fughe riguarda donne<\/strong>. Inoltre, il 72% degli episodi di aggressione fisica o verbale in ambito sanitario colpisce operatori di sesso femminile, con picchi nei pronto soccorso e nei reparti di medicina interna (dati INAIL e Osservatorio Nazionale sulla Sicurezza degli Esercenti le Professioni Sanitarie).<\/p>\n<p><strong>Natalit\u00e0 ai minimi: come pu\u00f2 una giovane infermiera decidere di diventare madre?<\/strong><\/p>\n<p>In un\u2019Italia che ha\u00a0<strong>uno dei tassi di natalit\u00e0 pi\u00f9 bassi d\u2019Europa (6,6 nati ogni 1.000 abitanti nel 2023, dati Eurostat)<\/strong>, la precariet\u00e0 lavorativa e le retribuzioni ferme da anni diventano un disincentivo alla maternit\u00e0 per migliaia di infermiere under 35. Il Coina sottolinea come il 63% delle giovani operatrici sanitarie intervistate in un recente sondaggio interno (campione 4.800 lavoratrici in 9 regioni)\u00a0<strong>dichiara di rimandare o rinunciare alla maternit\u00e0 per motivi legati al lavoro<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Ceccarelli: \u201cNon chiediamo regali, ma diritti esigibili\u201d<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLe madri infermiere non vogliono favoritismi, ma\u00a0<strong>strumenti reali per restare nella sanit\u00e0 pubblica<\/strong>. Oggi migliaia di professioniste vengono spinte verso RSA, ambulatori o servizi a bassa intensit\u00e0 assistenziale, dove trovano orari pi\u00f9 compatibili con la vita familiare. Ma cos\u00ec gli ospedali perdono competenze preziose, e le colleghe si ritrovano tagliate fuori da ruoli complessi. \u00c8 una fuga silenziosa che pagheremo tutti\u00bb \u2013 afferma Ceccarelli.<\/p>\n<p><strong>Le proposte del Coina: un patto per la sanit\u00e0 pubblica a misura di donna<\/strong><\/p>\n<p>Il Coordinamento Nazionale degli Infermieri Avanzati lancia una serie di proposte concrete:<\/p>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Criteri trasparenti per il part-time<\/strong>, con priorit\u00e0 alle madri e graduatorie consultabili.<\/li>\n<li><strong>Piattaforme digitali per l\u2019autogestione dei turni<\/strong>\u00a0su base volontaria.<\/li>\n<li><strong>Sportelli aziendali per la conciliazione<\/strong>, con supporto psicologico e legale al rientro dalla maternit\u00e0.<\/li>\n<li><strong>Asili nido ospedalieri e convenzioni familiari<\/strong>\u00a0per ridurre il carico domestico.<\/li>\n<li><strong>Indicatori di benessere nei sistemi di valutazione<\/strong>\u00a0delle aziende sanitarie, con premi a chi adotta modelli inclusivi.<\/li>\n<li><strong>Piani di rientro personalizzati post-maternit\u00e0<\/strong>, con percorsi graduali e orari sostenibili.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>\u201cServe una legge quadro sulla conciliazione nella sanit\u00e0\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Il Coina chiede alle istituzioni l\u2019apertura immediata di un tavolo nazionale per la redazione di una\u00a0<strong>legge quadro sulla conciliazione tra vita e lavoro nelle professioni sanitarie<\/strong>, con particolare attenzione al personale femminile. \u00ab\u00c8 tempo di agire. Lasciare che un intero pezzo del sistema sanitario venga espulso per mancanza di ascolto \u00e8 una scelta politica. E noi la denunciamo, in ogni sede possibile\u00bb \u2013 conclude Ceccarelli.<\/p>\n<p><strong>Seguici anche su:<\/strong><\/p>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Gruppo Telegram: Concorsi in Sanit\u00e0 \u2013\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/https\/\/t.me\/+_TXIhCuepf5hNTU0\" rel=\"nofollow\">LINK<\/a><\/strong><\/li>\n<li>Gruppo Telegram: AssoCareNews.it \u2013\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/https\/\/t.me\/+Ghs5LheQaxpjY2Fk\" rel=\"nofollow\">LINK<\/a><\/strong><\/li>\n<li>Gruppo Telegram: Infermieri \u2013\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/https\/\/t.me\/+6GYnhcCfgFgzZGU8\" rel=\"nofollow\">LINK<\/a><\/strong><\/li>\n<li>Gruppo Telegram: Operatori Socio Saniari (OSS) \u2013\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/https\/\/t.me\/+bxUk5UTAsX8yODNk\" rel=\"nofollow\">LINK<\/a><\/strong><\/li>\n<li>Gruppo Facebook: Concorsi in Sanitt\u00e0 \u2013\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/groups\/241750416324237\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">LINK<\/a><\/strong><\/li>\n<li>Pagina Facebook: AssoCareNews.it \u2013\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/https\/\/www.facebook.com\/QuotidianoSanitarioAssoCareNews\" rel=\"nofollow\">LINK<\/a><\/strong><\/li>\n<li>Gruppo Facebook: AssoCareNews.it \u2013<strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/groups\/685284184931939\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">LINK<\/a><\/strong><\/li>\n<li>Gruppo Facebook: Operatori Socio Sanitari \u2013\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/groups\/1876786872640873\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">LINK<\/a><\/strong><\/li>\n<li>Gruppo Telegram: ECM Sanit\u00e0 \u2013\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/https\/\/t.me\/+VT8WUQAE6I44MGY8\" rel=\"nofollow\">LINK<\/a><\/strong><\/li>\n<li>Gruppo Facebook: ECM Sanit\u00e0 \u2013\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/groups\/1777905099203587\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">LINK<\/a><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Per contatti:<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                &#13;<br \/>\n                    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n                    &#13;<br \/>\n                    &#13;<br \/>\n                    &#13;<br \/>\n                    &#13;<br \/>\n                &#13;<br \/>\n                            &#13;<br \/>\n            &#13;<br \/>\n    &#13;<br \/>\n                    &#13;<\/p>\n<p>\t\tNavigazione articoli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#13; &#13; &#13; &#13; Salute, Ceccarelli (Coina): \u201cSanit\u00e0 pubblica al femminile, ma non per le madri-professioniste italiane: il&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":11608,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1481],"tags":[2065,2066,14822,14208,239,2063,2064,14823,2191,1537,90,89,14824,14364,14167,14156,240],"class_list":["post-11607","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-assistenza-sanitaria","tag-assistenza-sanitaria","tag-assistenzasanitaria","tag-coina","tag-fisioterapisti","tag-health","tag-health-care","tag-healthcare","tag-infermiere","tag-infermieri","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-lavoro-al-femminile","tag-oss","tag-ostetriche","tag-professioni-sanitarie","tag-salute"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11607","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11607"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11607\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11608"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11607"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11607"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11607"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}