{"id":116186,"date":"2025-09-18T15:29:10","date_gmt":"2025-09-18T15:29:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/116186\/"},"modified":"2025-09-18T15:29:10","modified_gmt":"2025-09-18T15:29:10","slug":"mattia-furlani-il-limite-e-il-cielo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/116186\/","title":{"rendered":"Mattia Furlani, il limite \u00e8 il cielo"},"content":{"rendered":"<p>Mattia Furlani di lavoro si sottrae all\u2019apparenza naturale delle cose. Mi \u00e8 venuta questa espressione &#8211; apparenza naturale delle cose &#8211; pensando al mio professore di filosofia del liceo che, non so come altro dirlo, ma faceva i salti in classe. All\u2019improvviso, si toglieva la giacca e con un balzo saliva a piedi uniti sulla cattedra, oppure si lanciava in avanti, atterrando con i talloni nel corridoio tra le due file di banchi. Dopodich\u00e9 si ricomponeva e tornava a spiegare. Per lui era un vanto \u2013 a quasi sessant\u2019anni e dopo un\u2019operazione al menisco \u2013 poter dimostrare che sapeva ancora saltare. Nessuno di noi faceva una piega. \u00abSaltare \u00e8 un atto che sospende il tempo\u00bb, diceva \u00ab\u00e8 una lotta impari contro la gravit\u00e0\u00bb. Ci disse anche che il salto era la metafora perfetta della filosofia: un istante in cui il corpo e il pensiero si sottraggono &#8211; per l&#8217;appunto &#8211; all\u2019apparenza naturale delle cose. Era una metafora che non reggeva fino in fondo, il mio professore di filosofia amava semplicemente saltare e io non lo biasimavo per questo, ma il suo insegnamento oggi mi appare ricco di significato.<\/p>\n<p>Dicevamo di Furlani. Con un salto di otto metri e trentanove centimetri ha vinto l\u2019oro nel salto in lungo ai Mondiali di atletica leggera di Tokyo ed \u00e8 diventato il primo italiano e il pi\u00f9 giovane atleta di sempre, tra gli uomini, a raggiungere questo traguardo nella sua disciplina, a soli vent\u2019anni.<\/p>\n<p>Il salto in lungo non \u00e8 sempre lo stesso. La pedana indoor non risente del vento, mentre all\u2019aperto ogni centimetro pu\u00f2 esistere o non esistere nella realt\u00e0 tangibile dello sport a causa di una folata invisibile. Per questo ci sono record distinti: Furlani detiene quello italiano al coperto, 8,37 a Toru\u0144, ottenuto lo scorso febbraio, mentre a marzo \u00e8 diventato campione del mondo indoor, ai Mondiali di Nanchino. Prima di questa medaglia, per\u00f2, non aveva ancora disputato una finale iridata all\u2019aperto. Nel 2023, infatti, era stato eliminato in qualificazione.<\/p>\n<p>Il bronzo olimpico di Parigi 2024 lo ha proiettato in prima fila. Si \u00e8 presentato a Tokyo con la seconda miglior misura mondiale in stagione (8,37 indoor) e un secondo posto in Diamond League (8,30), neanche un mese fa a Zurigo. Tuttavia, un paio di giorni fa, alle qualificazioni, non aveva di certo brillato. Al primo salto di qualificazione aveva scelto la cautela: atterraggio a 8,07 metri con vento +0,2. Sufficiente per stare tranquillo, visto che la norma di qualificazione era fissata a 8,15 e con ogni probabilit\u00e0 sarebbe bastato.<\/p>\n<p>Gli avversari, al contrario, avevano fatto vedere i muscoli. Tajay Gayle, campione del mondo a Doha 2019 e bronzo iridato in carica, aveva messo a referto 8,28 al terzo tentativo. Lo spagnolo di origini cubane Lester Lescay si era spinto fino a 8,21. Il greco Miltiadis Tentoglou, campione olimpico e mondiale, aveva aperto con un 8,17 al primo tentativo. Mattia Furlani aveva chiuso con la nona misura, niente di eccezionale, ma abbastanza per entrare in finale. Ci si aspettava al massimo un podio, ma di pi\u00f9 era difficile immaginare.<\/p>\n<p>In Rumore Bianco di Don DeLillo, Steffie, una bambina ipocondriaca di nove anni, dice: &#8220;Sono l\u2019unica persona di mia conoscenza a cui piace il mercoled\u00ec&#8221;. Non a caso \u00e8 il nome di un personaggio della famiglia Addams, Wednesday, che non spicca di certo per la sua simpatia. Il mercoled\u00ec \u00e8 un giorno che non piace a nessuno. \u00c8 comprensibile: cosa mai potrebbe accadere di tanto memorabile un mercoled\u00ec di met\u00e0 settembre, all\u2019ora in cui di solito combattiamo con la digestione per ritrovare la forza di rimetterci al lavoro?<\/p>\n<p>L\u2019atletica leggera \u00e8 uno sport che la maggior parte delle persone segue distrattamente: pi\u00f9 che altro durante le Olimpiadi, che cadono a pennello con le ferie d\u2019agosto. Raramente in altre occasioni. Ma proprio mai ci era capitato di fermare la giornata, alle tre del pomeriggio, per guardare un ragazzo che corre per diciotto passi, stacca su una pedana e si affida all\u2019aria per galleggiare qualche decimo di secondo, contro l\u2019apparenza naturale delle cose.<\/p>\n<p>In finale, la serie di Furlani \u00e8 stata una crescita lenta e insperata. Il primo salto portava con s\u00e9 gli strascichi della qualificazione: nullo, il piede neanche di poco oltre la plastilina. Il secondo 8,13, sufficiente per entrare in partita ma non per impensierire i primi, seguito da un altro nullo e da un 8,22. Dopo quattro turni era fuori dal podio virtuale, con Gayle gi\u00e0 a 8,34, il cinese Shi Yuhao a 8,33 e lo svizzero Simon Ehammer a 8,30.<\/p>\n<p>Poi \u00e8 successo quello che \u00e8 successo. Diciotto passi di rincorsa lanciata, lo stacco esplosivo. Il corpo sospeso, le gambe che scalciano in aria come in Matrix, un\u2019immagine surreale al rallentatore. Neanche il tempo di affondare nella sabbia che era gi\u00e0 balzato in piedi. Qualche istante per mettere a fuoco, prima di portarsi le mani tra i capelli con un ghigno di incredulit\u00e0. Prima ancora della convalida, aveva capito che quel mercoled\u00ec sarebbe stato diverso dagli altri. Poi il tabellone ha restituito il risultato: 8,39, primato personale. Dal rischio di restare fuori dal podio, Furlani si era ritrovato virtualmente campione del mondo.<\/p>\n<p>Subito dopo il quinto salto, si \u00e8 avvicinato agli spalti \u00abFammi mettere mezzo dietro\u00bb, ha detto senza fiato, rivolgendosi alla madre, che gli ha risposto \u00abS\u00ec, ma rimani stretto. Hai visto che se rimani stretto cos\u00ec, vai lontano? Daje!\u00bb. \u00c8 una conversazione che non ci si aspetta da chi ha appena superato il proprio record personale. \u00c8 emblematico che il suo primo pensiero sia stato migliorarsi, subito. Non ci \u00e8 riuscito. L\u2019ultimo salto non \u00e8 andato oltre gli 8,07. Ma neanche i suoi avversari ci sono riusciti. Il giamaicano Tajay Gayle si \u00e8 fermato a 8,34, il cinese Yuhao Shi a 8,33. Simon Ehammer, lo svizzero vincitore delle Finali di Diamond League, non \u00e8 andato oltre 8,30.<\/p>\n<p>\u00abFinch\u00e9 non parte l\u2019inno ancora non ci credo\u00bb, ha detto ai microfoni, mentre al collo gli pendeva gi\u00e0 la medaglia d\u2019oro, come prova tangibile della realt\u00e0. Ha ringraziato la madre, poi ha aggiunto: \u00abFino a due anni fa io sognavo tutto questo\u00bb, e a quel punto la voce si \u00e8 incrinata. Come se realizzare un sogno del genere a vent\u2019anni fosse insostenibile e impossibile da riconoscere ad alta voce. Chiss\u00e0 com\u2019\u00e8 che ci si sente, in momenti del genere.<\/p>\n<p>Gli ultimi due anni di Mattia Furlani sono stati da capogiro. Record del mondo Under 20, argento mondiale indoor a Glasgow, bronzo olimpico a Parigi, oro mondiale indoor a Nanchino. Ogni volta un gradino pi\u00f9 su, fino a oggi. Le sue dichiarazioni non mancano mai di ricordare a se stesso e ai suoi coetanei di credere nel proprio futuro. <\/p>\n<p>A vent\u2019anni, Mattia Furlani \u00e8 il primo a sapere che il suo gesto tecnico a volte non \u00e8 impeccabile, l\u2019obiettivo \u00e8 rifinirlo, centimetro dopo centimetro, per trovare la rincorsa perfetta. Mancano tre anni a Los Angeles 2028. Ci sono 6,3 centimetri rimasti sull\u2019asse di battuta stasera, c&#8217;\u00e8 tutta la vita davanti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Mattia Furlani di lavoro si sottrae all\u2019apparenza naturale delle cose. 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