{"id":116310,"date":"2025-09-18T16:45:08","date_gmt":"2025-09-18T16:45:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/116310\/"},"modified":"2025-09-18T16:45:08","modified_gmt":"2025-09-18T16:45:08","slug":"lo-studio-del-parlamento-ue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/116310\/","title":{"rendered":"lo studio del Parlamento Ue"},"content":{"rendered":"<p>La pandemia silenziosa di disturbi di <strong>salute mentale<\/strong> \u00e8 uno dei maggiori problemi delle societ\u00e0 moderne e <strong>l\u2019Europa<\/strong> ne \u00e8 tra gli epicentri. Nascosta per problemi di rilevazione e per lo stigma sociale che ancora la circonda, la depressione e altri disturbi mentali dilagano. Molti indicatori indiretti, come il consumo di <strong>psicofarmaci<\/strong> (ansiolitici, sedativi, sonniferi e antidepressivi) che \u00e8 aumentato significativamente <strong>tra il 2011 e il 2021<\/strong> nella maggior parte dei Paesi Ue, sottolineano come le donne ne siano pi\u00f9 colpite rispetto agli uomini.<\/p>\n<p>Lo attestano le statistiche: nel <strong>2021<\/strong> una ricerca sull\u2019ansia e la depressione autovalutate nel contesto lavorativo ha rivelato che <strong>il 37% delle donne<\/strong> sperimenta alti livelli di ansia, rispetto <strong>al 25% degli uomini<\/strong>. Tra gli adulti in <strong>Spagna<\/strong>, una donna su 7 ha riferito di aver assunto tranquillanti o sonniferi, rispetto a un uomo su 14. Numerosi studi si sono cos\u00ec concentrati sulla ricerca delle cause di questa distribuzione ineguale. Nei giorni scorsi, una conclusione a lungo ipotizzata ma mai dimostrata \u00e8 giunta per\u00f2 da una ricerca condotta dalla direzione generale per i <strong>Diritti dei cittadini della Commissione Ue,<\/strong> su mandato della Commissione per i Diritti delle donne del Parlamento europeo: i divari di genere al lavoro, con le loro ricadute salariali, di carriera e pensionistiche, come le disuguaglianze strutturali nella ripartizione dell\u2019impegno nella cura delle persone e della famiglia, che compromettono direttamente e cumulativamente la salute mentale delle donne e la portano a deteriorarsi pi\u00f9 facilmente di quella degli uomini.<\/p>\n<p>Non solo il divario salariale e pensionistico di genere, ma anche le <strong>nuove forme di lavoro<\/strong> sono tra i fattori che determinano un peggioramento del <strong>benessere psichico<\/strong> tra le donne europee. Lo <strong>studio<\/strong> del <strong>Parlamento Ue<\/strong> risponde anche sul fronte politico, che sinora ha visto proposte frammentate, e raccomanda un\u2019azione coordinata e sensibile al genere nei settori del lavoro, della salute e dell\u2019uguaglianza di genere. \u00c8 merito della <strong>contrattazione sindacale collettiva<\/strong> se l\u2019Italia \u00e8 meno colpita dal <strong>divario salariale <\/strong>di genere tra uomini e donne, con una differenza del <strong>2% nel 2023<\/strong> rispetto a una<strong> media Ue del 12% nel 2023<\/strong>, con alcuni Stati che superano il 18%. Ma sul fronte delle altre cause di disagio psichico per le donne sul luogo di lavoro, \u00e8 incredibile che l\u2019Italia nel 2021 sia stato l\u2019unico Paese tra i 27 della Ue che non ha fornito dati al questionario <strong>Eurostat<\/strong> sulle lavoratrici che hanno subito molestie sessuali sul lavoro.<\/p>\n<p>Lo studio del Parlamento Ue utilizza un approccio metodologico misto, combinando una revisione della letteratura, un\u2019<strong>analisi quantitativa<\/strong> dei dati, una <strong>mappatura<\/strong> delle politiche e <strong>interviste<\/strong> a livello nazionale e comunitario. Per esplorare le molteplici dimensioni della disuguaglianza di genere e i loro effetti sulla salute mentale delle donne analizza anche i <strong>quadri giuridici<\/strong> e politici a livello Ue e nazionale, per valutarne l\u2019efficacia nel promuovere l\u2019uguaglianza di genere, il benessere e la salute mentale nei luoghi di lavoro.<\/p>\n<p>Quella che emerge \u00e8 la fotografia di una <strong>Europa ancora profondamente sessista<\/strong>. Per le donne, la relazione tra disuguaglianza salariale e rischi psicosociali si rafforza reciprocamente, influenzando le esperienze lavorative quotidiane e il carico mentale durante l\u2019intera vita lavorativa delle donne. Relegate in settori \u201ctradizionalmente femminili\u201d (segregazione orizzontale) come la sanit\u00e0, l\u2019istruzione e i servizi, dove le<strong> richieste emotive sono alte<\/strong>, i salari e il riconoscimento sono bassi e prevale una cultura delle lunghe ore di lavoro rispetto ai comparti \u201ca prevalenza maschile\u201d, tagliate di fatto fuori dalla progressione di carriera negli altri ambiti (segregazione verticale detta anche \u201csoffitto di cristallo\u201d). <strong>Nella Ue, le donne costituiscono circa l\u201980% della forza lavoro<\/strong> nei settori della sanit\u00e0 e dell\u2019assistenza sociale, riflettendo la forte femminilizzazione di queste professioni. Al contrario, <strong>gli uomini rappresentano circa l\u201980% dei lavoratori nei settori Stem<\/strong> (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica), che tendono a offrire salari pi\u00f9 alti e migliori opportunit\u00e0 di crescita. Questi schemi sono influenzati da norme e stereotipi di genere persistenti che incanalano donne e uomini in settori diversi.<\/p>\n<p>Cos\u00ec le lavoratrici europee spesso devono affrontare richieste emotive o cognitive pi\u00f9 elevate dei loro colleghi, con obiettivi di performance rigorosi ma coinvolgimento limitato nelle decisioni, <strong>senza riconoscimenti e con scarse opportunit\u00e0 di sviluppo professionale,<\/strong> mentre devono sostenere una maggior percezione di insicurezza lavorativa che \u00e8 pi\u00f9 diffusa tra chi, come le donne, fa maggior ricorso a contratti part-time o a breve termine per dover conciliare pi\u00f9 alti carichi di impegno familiare. Tutti fattori che indeboliscono l\u2019equilibrio psichico tra sforzo e ricompensa, riducendo la motivazione, aumentando il burn-out e degradando e la salute mentale. Detto in altre parole, sfruttamento maggiore e minore riconoscimento lavorativo causano alle donne pi\u00f9 stress, esaurimento e depressione che non agli uomini.<\/p>\n<p>Nel corso della vita, questi svantaggi si accumulano poi e finiscono anche per causare un divario pensionistico di genere, con lacune nella copertura previdenziale, lasciando molte donne anziane in condizioni di insicurezza finanziaria, dipendenti dal partner o impegnate in lavori prolungati. Situazioni di insicurezza e di ridotta autonomia che finiscono per alimentare ulteriormente ansia e depressione anche in et\u00e0 avanzata, aggravando la condizione di isolamento delle donne.<\/p>\n<p>Ma le sfide per la salute mentale delle donne sono influenzate anche dalla <strong>vita privata<\/strong>. Se il luogo di lavoro resta una fonte principale di stress, il benessere mentale \u00e8 sottoposto anche a pressioni derivanti dalla condizione personale come le responsabilit\u00e0 di cura, le difficolt\u00e0 finanziarie o l\u2019isolamento sociale. Le responsabilit\u00e0 di cura sono ancora distribuite in modo fortemente diseguale. Le donne dedicano molto pi\u00f9 tempo alla cura non retribuita, spesso riducendo l\u2019orario di lavoro o passando a contratti part-time per gestire questi impegni. Queste scelte limitano la crescita salariale, <strong>i diritti pensionistici e le opportunit\u00e0 di carriera<\/strong>, aumentando lo stress psicologico. Nella Ue in media <strong>le donne dedicano 13 ore in pi\u00f9 a settimana rispetto agli uomini<\/strong> a lavori di cura e domestici non retribuiti \u2013 quasi mezzo giorno extra ogni settimana senza compenso. Il carico di dover gestire lavoro retribuito e la maggior parte delle cure non retribuite \u00e8 particolarmente evidente <strong>tra le donne con figli sotto i 12 anni:<\/strong> in questo gruppo, <strong>il 34% delle donne, rispetto al 28% degli uomini,<\/strong> riferisce di sentirsi troppo esausta dopo il lavoro per svolgere i lavori domestici. Le ricerche mostrano che fornire cure intensive (20 ore o pi\u00f9 a settimana) \u00e8 causa di rischi pi\u00f9 elevati di stress psicologico. Questa condizione si traduce in una percentuale significativamente maggiore di donne (28%) rispetto agli uomini (8%) che lavorano part-time nel 2024.<\/p>\n<p>Le lunghe interruzioni lavorative legate alla cura delle persone sfociano poi in ulteriori disuguaglianze. <strong>Nel 2018, il 33% delle donne occupate nella Ue ha dichiarato di aver interrotto il lavoro per almeno 6 mesi<\/strong> per motivi di cura, contro poco pi\u00f9 dell\u20191% degli uomini. Queste pause, pi\u00f9 frequenti tra le donne, rallentano la crescita salariale e l\u2019accumulo pensionistico, aggravano la perdita di competenze e il rientro al lavoro a tempo parziale, bloccando i redditi nel lungo periodo e ampliando i divari salariali e pensionistici di genere. L\u2019uscita dal lavoro retribuito porta anche a maggior isolamento e stress tra le donne.<\/p>\n<p>Cos\u00ec alla fine nella <strong>Ue le lavoratrici hanno quasi 1,5 volte pi\u00f9 probabilit\u00e0 di soffrire di depressione cronica<\/strong> rispetto ai loro colleghi. Donne giovani donne e madri sole sono esposte a livelli particolarmente elevati di stress e burnout. Ma anche l\u2019accesso al supporto per la salute mentale \u00e8 limitato e diseguale. In tutta la Ue, le donne affrontano barriere legate a costi, disponibilit\u00e0 e stigma nell\u2019accesso ai servizi di salute mentale. I servizi spesso non sono adattati ai contesti di vita delle donne o alle esigenze di donne migranti, madri sole o con disabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Lo studio del Parlamento Ue dimostra anche che le risposte politiche restano frammentate. <strong>La maggior parte dei 27 Stati dell\u2019Unione manca di coordinamento tra politiche per l\u2019uguaglianza di genere,<\/strong> per la salute e l\u2019occupazione, specie sul fronte di misure di genere contro i rischi psicosociali, mentre i piani per l\u2019uguaglianza trascurano la salute mentale come esito strutturale delle disuguaglianze. Per questo l\u2019analisi del Parlamento Ue raccomanda di intervenire su cinque fronti: affrontare le disuguaglianze strutturali di genere nell\u2019occupazione e nel reddito, rendere i luoghi di lavoro pi\u00f9 sicuri e inclusivi, proteggere i lavoratori nelle forme di lavoro non standard e digitale, riequilibrare per genere gli impegni di cura investendo nelle infrastrutture pubbliche e private, migliorare i dati, la governance e il coordinamento delle misure.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La pandemia silenziosa di disturbi di salute mentale \u00e8 uno dei maggiori problemi delle societ\u00e0 moderne e l\u2019Europa&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":116311,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1480],"tags":[1944,239,1537,90,89,240,1942,1943,1940,1941],"class_list":{"0":"post-116310","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute-femminile","8":"tag-femminile","9":"tag-health","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-salute","14":"tag-salute-femminile","15":"tag-salutefemminile","16":"tag-womens-health","17":"tag-womenshealth"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/116310","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=116310"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/116310\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/116311"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=116310"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=116310"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=116310"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}