{"id":116799,"date":"2025-09-18T22:19:09","date_gmt":"2025-09-18T22:19:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/116799\/"},"modified":"2025-09-18T22:19:09","modified_gmt":"2025-09-18T22:19:09","slug":"la-magia-di-redford-divo-e-coscienza-civile-di-hollywood","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/116799\/","title":{"rendered":"La magia di Redford, divo e coscienza civile di Hollywood"},"content":{"rendered":"<p>Scomparso a 89 anni l\u2019attore due volte premio Oscar, regista e produttore, icona del cinema mondiale.&#13;<br \/>\nFondatore del Sundance Festival, ha promosso il cinema indipendente e sostenuto i giovani autori.&#13;<br \/>\nImpegnato nella difesa dell\u2019ambiente, \u00e8 stato voce autorevole per la tutela dei pi\u00f9 fragili<\/p>\n<p><b>Rosario Tronnolone &#8211; Citt\u00e0 del Vaticano<\/b><\/p>\n<p>Marlene Dietrich diceva che Robert Redford era l\u2019unica star del cinema contemporaneo che potesse reggere il confronto con le grandi star del cinema che lei aveva conosciuto. Quel cinema di cui era stata indiscussa protagonista. Una bellezza e una fotogenia bullet-proof, di quelle cio\u00e8 che non hanno angolazioni sbagliate, ma solo nuove possibilit\u00e0 di contemplazione. I capelli biondo grano, il sorriso disarmante del vincitore, lo sguardo vulnerabile e ferito, ne hanno fatto sullo schermo il soggetto di una identificazione idealizzata da parte di noi spettatori che per un\u2019ultima volta ci illudiamo, ricordando com\u2019era, di immaginarci \u201ccome eravamo\u201d.<\/p>\n<p>Il fascino senza tempo del \u201cbiondo silenzioso\u201d <\/p>\n<p>Quelle stesse caratteristiche hanno fatto innamorare signore dello schermo come Barbra Streisand, Jane Fonda e Meryl Streep, ma tutte costoro, che pure sembravano a tutta prima aver gioco facile con quel biondo silenzioso e all\u2019apparenza remissivo, finivano poi col cuore ammaccato, eppure inspiegabilmente grato. Paradossalmente, se le partner forti e volitive finivano tutte perdenti, la pi\u00f9 fragile di loro, la vitrea Mia Farrow\/Daisy del Grande Gatsby \u00e8 per contrappasso quella che gli rovinava la vita per un amore mai corrisposto fino in fondo, e ne provocava, pi\u00f9 o meno indirettamente, la morte. Personaggio imprescindibile, in questo ricordo post mortem, resta quel funereo Grande Gatsby che incarn\u00f2 con assoluta naturalezza, quasi riconoscesse nella parabola del protagonista del romanzo di Francis Scott Fitzgerald, parte del suo vissuto personale: diciottenne traumatizzato dal lutto per la morte della madre, giovane bruciato pericolosamente dedito all\u2019alcol, grazie all\u2019amore di una donna &#8211; poi sua moglie per quasi trent\u2019anni -, trova la via del riscatto e del successo. \u201cIl suo sogno doveva essergli sembrato cos\u00ec vicino da non poter sfuggire pi\u00f9\u201d, scrive Fitzgerald: nel romanzo, l\u2019amore non era \u201cdi\u201d una donna, ma \u201cper\u201d una donna, e questo faceva tutta la differenza.<\/p>\n<p>    <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-original=\"https:\/\/www.vaticannews.va\/content\/dam\/vaticannews\/agenzie\/images\/afp\/2025\/09\/16\/14\/1758027428484.jpg\/_jcr_content\/renditions\/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422.jpeg\" alt=\"Papa Francesco saluta Robert Redford in occasione dell'Udienza generale del 4 dicembre 2019\" title=\"Papa Francesco saluta Robert Redford in occasione dell'Udienza generale del 4 dicembre 2019\"\/><\/p>\n<p>\n   Papa Francesco saluta Robert Redford in occasione dell&#8217;Udienza generale del 4 dicembre 2019 \u00a0 (AFP or licensors)\n  <\/p>\n<p>Un impegno oltre il set: Sundance e ambiente <\/p>\n<p>Ma Redford non fu soltanto un divo capace di imprimere nell\u2019immaginario collettivo volti e storie indimenticabili. Con la creazione del Sundance Institute e del relativo Festival nello Utah, volle offrire spazio e visibilit\u00e0 a giovani autori, registi e attori, sostenendo il cinema indipendente e dando voce a narrazioni fuori dagli schemi dominanti di Hollywood. E accanto alla sua passione per l\u2019arte, coltiv\u00f2 sempre un impegno civile profondo: difensore della natura e promotore di campagne a favore dell\u2019ambiente, fu tra le voci pi\u00f9 autorevoli nella denuncia dei cambiamenti climatici, schierandosi a tutela dei pi\u00f9 fragili e delle comunit\u00e0 indigene.<\/p>\n<p>L\u2019ultima immagine: credere per far credere <\/p>\n<p>Ma l\u2019immagine che pi\u00f9 d\u2019ogni altra mi insegue in questo ricordo, in cui la nostalgia si tinge di rimpianto, non \u00e8 quella, pur cos\u00ec vivida, del lancio delle camicie, simili a farfalle di seta di mille sfumature pastello, del Grande Gatsby, o quella &#8211; che mi strappa un largo sorriso &#8211; di lui ubriaco, a piedi nudi nel parco, o quella del finale solenne di Brubaker, in cui lui \u00e8 l\u2019unico, sullo schermo e in sala, a non piangere; piuttosto \u00e8 quella dell\u2019ultima volta che l\u2019ho visto sullo schermo, alla Festa del Cinema di Roma, in una proiezione mattutina per la stampa, quelle a cui si arriva frettolosamente, un po\u2019 infreddoliti dall\u2019improvviso autunno di met\u00e0 ottobre. Il film era The Old Man and the Gun, e lui interpretava un bandito, come in Butch Cassidy. Inseguito, circondato dalle auto della polizia, senza via di scampo, si fermava in un prato, usciva dalla macchina, e sotto la minaccia delle armi puntate contro di lui, mimava con tre dita della mano destra una pistola, come fanno i bambini, e per magia il rumore di uno sparo invadeva lo schermo. Mirabile essenza di quel gioco serissimo che \u00e8 l\u2019arte della recitazione: credere per far credere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Scomparso a 89 anni l\u2019attore due volte premio Oscar, regista e produttore, icona del cinema mondiale.&#13; Fondatore del&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":116800,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1451],"tags":[4924,1621,1620,640,1644,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-116799","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-celebrita","8":"tag-ambiente","9":"tag-celebrita","10":"tag-celebrities","11":"tag-cinema","12":"tag-cultura","13":"tag-entertainment","14":"tag-intrattenimento","15":"tag-it","16":"tag-italia","17":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/116799","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=116799"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/116799\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/116800"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=116799"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=116799"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=116799"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}