{"id":117485,"date":"2025-09-19T07:07:11","date_gmt":"2025-09-19T07:07:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/117485\/"},"modified":"2025-09-19T07:07:11","modified_gmt":"2025-09-19T07:07:11","slug":"il-monte-dei-paschi-di-siena-si-prende-mediobanca-marc-angrand","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/117485\/","title":{"rendered":"Il Monte dei Paschi di Siena si prende Mediobanca &#8211; Marc Angrand"},"content":{"rendered":"<p>Sul campo di battaglia politico e finanziario del settore bancario italiano la vittoria era in cantiere da mesi. Ad aggiudicarsela, l\u20198 settembre, sono stati gli alleati del governo della presidente del consiglio di estrema destra Giorgia Meloni. Ora si apre un nuovo capitolo nella finanza italiana, un settore in piena espansione. Monte dei Paschi di Siena (Mps), una banca che \u00e8 stata per lungo tempo in difficolt\u00e0, guidata dall\u2019amministratore delegato Luigi Lovaglio, ha ottenuto il 62 per cento delle azioni dell\u2019istituto di credito Mediobanca, storico centro di potere milanese, che un tempo serviva da contrappeso al capitalismo di stato italiano. L\u2019operazione \u00e8 avvenuta con l\u2019assenso del governo italiano che attraverso il ministero dell\u2019economia e delle finanze, con l\u201911,7 per cento delle azioni, \u00e8 stato finora il primo azionista della Mps.<\/p>\n<p>La conclusione \u00e8 arrivata dopo l\u2019offensiva, sempre sostenuta dal governo, della holding Delfin, che rappresenta gli eredi di Leonardo Del Vecchio, fondatore della fabbrica di occhiali Luxottica, e dell\u2019imprenditore immobiliare ed editore Francesco Gaetano Caltagirone, presenti nel capitale di Mps e di Mediobanca con una somma di quote che si avvicina al 30 per cento.<\/p>\n<p>\u00c8 stato fatto un passo decisivo verso la costituzione di un nuovo \u201cpolo bancario\u201d voluto dall\u2019esecutivo per fare concorrenza ai due giganti Unicredit e Intesa San Paolo. All\u2019orizzonte c\u2019\u00e8 la volont\u00e0 di avere il controllo di Generali, l\u2019importante compagnia assicurativa italiana di cui Mediobanca \u00e8 il primo azionista con il 13 per cento delle quote. Che lo si voglia interpretare come l\u2019esito di una lotta di potere tra Roma e Milano o come la volont\u00e0 della classe dirigente vicina a Meloni e ai suoi alleati di fare irruzione nel mondo ovattato della finanza, gli sviluppi di questa vicenda sono considerati una prova di forza.<\/p>\n<p>L\u2019operazione finanziaria per avere il controllo di Mediobanca ha radici lontane. All\u2019inizio \u00e8 stata il frutto di una convergenza di interessi tra due investitori, sostenuta poi dal governo. Sul fronte privato l\u2019iniziativa nasce da un\u2019alleanza tra il defunto Leonardo Del Vecchio e Francesco Gaetano Caltagirone, ai danni del presidente e amministratore delegato di Mediobanca Alberto Nagel. I due alleati, entrambi importanti azionisti di Mediobanca, erano uniti dall\u2019ostilit\u00e0 verso Nagel, criticato per le sue scelte strategiche.<\/p>\n<p>La volont\u00e0 di Del Vecchio di assumere il controllo di Mediobanca risaliva al 2018 e si \u00e8 poi tradotta in un\u2019unione con Caltagirone per avere una maggiore influenza su Generali, di cui sono entrambi azionisti (rispettivamente con il 9,9 e l\u20198 per cento), e sfidando il primato di Mediobanca, che dipende da Generali per circa un terzo dei suoi ricavi. Per Caltagirone Generali \u00e8 un potenziale investitore cruciale del settore immobiliare, su cui l\u2019imprenditore ha costruito la sua fortuna, visti i 36,7 miliardi di euro di asset gestiti da Generali real estate nel primo trimestre del 2025.<\/p>\n<p>Sul fronte pubblico, la vicenda s\u2019intreccia con quella di Mps. L\u2019istituto bancario senese, fondato nel 1472 e considerato il pi\u00f9 antico del mondo, rischiava di scomparire a causa di scelte disastrose, ma nel 2017 il ministero dell\u2019economia e delle finanze l\u2019ha salvat0 con un intervento di ricapitalizzazione. La banca, azionista di Mediobanca, una volta rimessa in sesto \u00e8 stata scelta come veicolo per le ambizioni della coppia Delfin-Caltagirone su Mediobanca e dunque su Generali. I due investitori hanno cos\u00ec acquisito una parte del pacchetto azionario ceduto dallo stato nel novembre 2024, per poi annunciare nel gennaio 2025 l\u2019offerta pubblica di scambio (uno dei sistemi per acquistare una banca) di Mps su Mediobanca.<\/p>\n<p>La posta in gioco \u00e8 cruciale per il governo di Roma, dato che Generali \u00e8 uno dei principali acquirenti del debito pubblico italiano<\/p>\n<p>Nagel aveva tentato di sventare l\u2019offensiva provando ad acquistare Banca Generali, un istituto di gestione patrimoniale controllato da Generali, la cui acquisizione avrebbe dovuto rendere Mediobanca una preda troppo grande per Mps. Ad agosto di quest\u2019anno, per\u00f2, gli azionisti di Mediobanca hanno bocciato l\u2019iniziativa, lasciando campo libero agli appetiti di Roma. Il beneplacito di cui hanno potuto usufruire Delfin e Caltagirone, che \u00e8 anche un potente editore con note simpatie per l\u2019estrema destra, contrasta con l\u2019ostilit\u00e0 subita dal colosso bancario Unicredit. Il governo aveva infatti ostacolato le ambizioni espansionistiche di Unicredit nei confronti di Banco Bpm (Banca popolare di Milano), esercitando forti pressioni che a luglio l\u2019hanno costretto a rinunciare al progetto.<\/p>\n<p>Il sostegno politico di cui gode l\u2019operazione di Mps baster\u00e0 a garantirne il successo finanziario? Alcuni ne dubitano, sia a Roma sia a Milano, evidenziando, oltre a metodi aziendali considerati incompatibili, anche un\u2019alleanza innaturale tra due realt\u00e0 con attivit\u00e0 troppo diverse: la fornitura di servizi e prodotti finanziari a privati e piccole imprese (banca retail), che domina le attivit\u00e0 di Mps, da una parte, e l\u2019esperienza di Mediobanca nel settore del credito, dall\u2019altra.<\/p>\n<p>\u201cIl piano \u00e8 razionale ma l\u2019esecuzione sar\u00e0 molto delicata: bisogner\u00e0 preservare il marchio Mediobanca e la sua immagine presso le grandi aziende, evitare la fuga dei banchieri d\u2019affari e chiarire la governance\u201d, avverte Stefano Caselli, che insegna Economia degli intermediari finanziari all\u2019Universit\u00e0 Bocconi di Milano.<\/p>\n<p>\u201cNon vedo sinergie significative, soprattutto perch\u00e9 l\u2019integrazione in Mps complicherebbe le attivit\u00e0 di investimenti di Mediobanca, privandola della sua autonomia decisionale e rendendola quindi meno credibile al livello internazionale\u201d, osserva Mario Comana, professore di economia dei mercati e degli intermediari finanziari all\u2019universit\u00e0 Luiss di Roma, che aggiunge: \u201cSpero che l\u2019autonomia di Generali, un tempo garantita da Mediobanca, non sar\u00e0 compromessa\u201d.<\/p>\n<p>La posta in gioco \u00e8 alta per il governo di Roma, dato che Generali \u00e8 uno dei principali acquirenti del debito pubblico italiano (135,3 per cento del pil), di cui alla fine  del 2024 possedeva 35,6 miliardi di euro in obbligazioni. Si tratta quindi di un soggetto strategico che potrebbe essere considerato troppo esposto agli interessi di gruppi esteri, dai quali il governo intende tenere lontani i risparmi degli italiani.<\/p>\n<p>A prescindere dagli ostacoli ancora presenti, i movimenti in corso hanno gi\u00e0 comportato un rallentamento dell\u2019intesa annunciata a gennaio tra Generali e la banca francese Bpce per unire le due divisioni investimenti. In origine prevista per la fine dell\u2019estate, l\u2019intesa definitiva sar\u00e0 conclusa \u201cun po\u2019 pi\u00f9 tardi\u201d a causa del \u201ccontesto italiano\u201d, fanno sapere alla Bpce. L\u2019amministratore delegato francese di Generali, Philippe Donnet, nel 2022\u00a0ha rischiato di essere sfiduciato da parte del gruppo Del Vecchio e da Caltagirone.<\/p>\n<p>Nel foyer della Scala, un\u2019altra istituzione del potere milanese e ancora oggi uno dei teatri lirici pi\u00f9 prestigiosi d\u2019Europa, Giorgio La Malfa, 85 anni, di cui trentanove trascorsi alla camera dei deputati, milanese, due volte ministro, figlio di Ugo La Malfa, politico che fece la resistenza e che \u00e8 stato un pilastro della repubblica italiana, osserva con particolare attenzione il nuovo mondo che emerge avendo conosciuto bene il vecchio. La Malfa fa un ampio gesto che parte dalla sala del bar, dal lusso discreto, e abbraccia piazza della Scala, dove c\u2019\u00e8 la sede del comune di Milano, vicino alle sedi di Mediobanca e di Generali. \u201cRoma ha sempre visto questo mondo come un\u2019entit\u00e0 straniera da conquistare. Vogliono prendere Mediobanca per conquistare Milano, il paese e mantenere il potere il pi\u00f9 a lungo possibile\u201d, avverte.<\/p>\n<p>Secondo il Financial Times, l\u2019amministratore delegato di Mediobanca Nagel potrebbe dimettersi durante il prossimo consiglio di amministrazione, fissato per il 18 settembre. \u25c6 gim<\/p>\n<p>Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo.<br \/>\n                Scrivici a: <a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/magazine\/marc-angrand\/2025\/09\/18\/mailto:posta@internazionale.it?subject=Il Monte dei Paschi di Siena si prende Mediobanca\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">posta@internazionale.it<\/a>\n                <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Sul campo di battaglia politico e finanziario del settore bancario italiano la vittoria era in cantiere da mesi.&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":117486,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[178,80476,177,11138,1537,90,89,80475],"class_list":{"0":"post-117485","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-affari","9":"tag-allan-kaval","10":"tag-business","11":"tag-finanza","12":"tag-it","13":"tag-italia","14":"tag-italy","15":"tag-marc-angrand"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/117485","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=117485"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/117485\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/117486"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=117485"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=117485"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=117485"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}