{"id":117537,"date":"2025-09-19T07:45:10","date_gmt":"2025-09-19T07:45:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/117537\/"},"modified":"2025-09-19T07:45:10","modified_gmt":"2025-09-19T07:45:10","slug":"col-4-di-questa-cifra-si-mette-fine-alla-fame-nel-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/117537\/","title":{"rendered":"col 4% di questa cifra si mette fine alla fame nel mondo"},"content":{"rendered":"<p>La corsa al riarmo non solo far\u00e0 finire nell\u2019atmosfera <a href=\"https:\/\/www.greenreport.it\/news\/approfondimenti\/57760-emissioni-guerre-e-non-solo-col-riarmo-finiranno-nellatmosfera-ulteriori-1-320-tonnellate-di-co2\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ulteriori 1.320 tonnellate di CO2<\/a>, ma appare ancor pi\u00f9 insensata, nel caso ce ne fosse bisogno, se confrontata con quel che a livello globale si spende e si dovrebbe spendere per combattere la fame tra le popolazioni pi\u00f9 povere, fornire un\u2019assistenza sanitaria di base a tutti coloro che hanno un reddito medio-basso, vaccinare ogni bambino e fornirgli anche un\u2019istruzione di qualit\u00e0. Questo lavoro \u00e8 stato fatto dalle Nazioni Unite e i risultati si possono consultare nel report \u201c<a href=\"https:\/\/front.un-arm.org\/Milex-SDG-Study\/SG_Report_TheSecurityWeNeed.pdf\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">La sicurezza di cui abbiamo bisogno: riequilibrare la spesa militare per un futuro sostenibile e pacifico<\/a>\u201d. In pratica, \u00e8 la risposta che il segretario generale dell\u2019Onu Ant\u00f3nio Guterres vuol dare di fronte alla corsa al riarmo innescata dall\u2019attacco russo all\u2019Ucraina e negli ultimi mesi fomentata dal presidente statunitense Trump <a href=\"https:\/\/www.google.com\/search?client=safari&amp;rls=en&amp;q=greenreport+nato+5%25+pil+armi+difesa&amp;ie=UTF-8&amp;oe=UTF-8\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">in sede Nato<\/a>. \u00abIn questo momento critico, la comunit\u00e0 internazionale deve affrontare la dura realt\u00e0 che l\u2019aumento delle spese militari non sta portando a una maggiore pace, ma sta invece minando la nostra visione comune di un futuro sostenibile\u00bb, \u00e8 il messaggio lanciato da Guterres.<\/p>\n<p>Il report parte da <a href=\"https:\/\/www.sipri.org\/publications\/2025\/sipri-fact-sheets\/trends-world-military-expenditure-2024\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">un dato fornito dall\u2019Istituto internazionale di ricerca sulla pace di Stoccolma<\/a>: nel 2024, per le spese militari \u00e8 stata pagata a livello globale la cifra monstre di 2,7 trilioni di dollari. Si tratta di un poco esaltante record, che rappresenta un aumento di oltre il 9% rispetto all\u2019anno precedente, che fa registrare il pi\u00f9 forte incremento dai tempi della Guerra Fredda e che segna il decimo anno consecutivo di crescita di questo capitolo di spesa. E, giusto per dare ulteriormente l\u2019idea della dimensione del capitale investito in armamenti, si tratta di una cifra pari a 334 dollari per ogni persona sulla Terra.<\/p>\n<p>I vertici delle Nazioni Unite sottolineano tra l\u2019altro che questo aumento senza precedenti delle spese militari si verifica in un momento in cui la sicurezza globale sta peggiorando e i progressi verso il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sdg) \u2013 il piano d\u2019azione mondiale per un futuro pi\u00f9 equo \u2013 \u00absono insufficienti\u00bb: il deficit di finanziamento annuale per gli Sdg \u00e8 gi\u00e0 pari a 4.000 miliardi di dollari e potrebbe aumentare fino a 6.400 miliardi di dollari nei prossimi anni. Per questo il rapporto lancia anche un alert ben preciso: se le tendenze attuali persisteranno, la spesa militare globale potrebbe raggiungere una cifra compresa tra i 4,7 e i 6,6 trilioni di dollari entro il 2035. Sempre per dare un\u2019idea di ci\u00f2 di cui si sta parlando: un bilancio militare annuale di 6,6 trilioni di dollari sarebbe quasi cinque volte superiore al livello raggiunto alla fine della Guerra Fredda. E l\u2019Onu sottolinea che questa traiettoria di militarizzazione accelerata rappresenta una grave minaccia per il futuro dell\u2019umanit\u00e0, poich\u00e9 sottrae risorse fondamentali allo sviluppo sostenibile e alle iniziative di costruzione della pace.<\/p>\n<p>Questo fattore emerge in tutta evidenza dal lavoro svolto dalle Nazioni Unite facendo una serie di comparazioni tra la mole di dollari investita in armi, le cifre che vengono spese per migliorare la situazione delle popolazioni pi\u00f9 in difficolt\u00e0 e infine i soldi che sarebbero sufficienti per diffondere migliori condizioni di salute e benessere a livello mondiale. Qualche esempio? Meno del 4% (ovvero 93 miliardi di dollari) dei 2,7 trilioni di dollari spesi per le armi sarebbero sufficienti ogni anno per porre fine alla fame entro il 2030. Poco pi\u00f9 del 10% (285 miliardi di dollari) consentirebbe di vaccinare completamente ogni bambino. Con 5 trilioni di dollari, il mondo potrebbe finanziare 12 anni di istruzione di qualit\u00e0 per ogni bambino nei paesi a basso e medio-basso reddito.<\/p>\n<p>I fan della corsa agli armamenti obiettano che la spesa militare genera posti di lavoro? Nel report delle Nazioni Unite c\u2019\u00e8 una parte che riguarda anche questo tema: altri settori civili possono generalmente crearne di pi\u00f9 con le stesse risorse: 1 miliardo di dollari di spesa militare pu\u00f2 creare circa 11.200 posti di lavoro nell\u2019esercito, ma pu\u00f2 crearne 26.700 nell\u2019istruzione, 16.800 nell\u2019energia pulita e 17.200 nella sanit\u00e0.<\/p>\n<p>Vogliamo parlare del problema della crisi climatica, dei danni economici provocati dal riscaldamento globale, dalle morti causate da eventi meteo estremi, tutti fenomeni che colpiscono pi\u00f9 duramente le popolazioni delle nazioni pi\u00f9 povere? Reinvestire il 15% della spesa militare globale, ovvero 387 miliardi di dollari, sarebbe pi\u00f9 che sufficiente per coprire i costi annuali dell\u2019adattamento ai cambiamenti climatici nei Paesi in via di sviluppo. E ridurrebbe anche l\u2019intensit\u00e0 delle emissioni, sottolineano le Nazioni Unite citando stime per cui ogni dollaro speso per le spese militari genera pi\u00f9 del doppio delle emissioni di gas serra di un dollaro investito nei settori civili.<\/p>\n<p>Possibile ulteriore obiezione messa sul piatto dai sostenitori della necessit\u00e0 di aumentare le spese militari: non ha senso accostare o mettere a confronto i costi per la difesa e quelli necessari per contrastare fenomeni come la povert\u00e0, l\u2019inadeguata assistenza sanitaria, la mancanza di istruzione e via elencando. Ma, anche in questo caso, il report messo a punto dall\u2019Onu evidenzia che un collegamento tra i due capitoli di spesa c\u2019\u00e8. E che se il primo pu\u00f2 aumentare, in parte \u00e8 perch\u00e9 si fa aumentare la spesa in deficit, con tutto quel che ne consegue per le giovani generazioni, e in parte, e soprattutto, perch\u00e9 vengono gi\u00e0 ora imposti tagli ad altri settori che hanno appunto a che fare con le condizioni di salute e benessere delle fasce pi\u00f9 disagiate della popolazione.<\/p>\n<p>La spesa militare globale, viene infatti sottolineato nel report, non solo sta aumentando in termini assoluti, ma anche la sua quota nell\u2019economia globale \u00e8 in crescita. A partire dal 2022, anno di invasione della Russia ai danni dell\u2019Ucraina, questo capitolo di spesa \u00e8 passato dal 2,2% al 2,5% del prodotto interno lordo mondiale e dal 6,6% al 7,1% dei bilanci governativi. E il cambiamento \u00e8 diffuso a livello mondiale, sottolinea l\u2019Onu, con oltre 100 Paesi che hanno aumentato la propria spesa militare nel 2024. L\u2019aumento della spesa militare, viene ribadito, far\u00e0 aggravare i livelli gi\u00e0 elevati del debito pubblico, gravando sulle generazioni future e limitandone lo sviluppo. Ad esempio, il rapporto rivela che un aumento dell\u20191% della spesa militare nei paesi a basso e medio reddito \u00e8 collegato a una riduzione quasi equivalente dei servizi sanitari pubblici, mettendo potenzialmente a rischio la preparazione alle pandemie e altri programmi sanitari salvavita.<\/p>\n<p>Questo report, <a href=\"https:\/\/www.un.org\/sg\/en\/content\/sg\/press-encounter\/2025-09-09\/secretary-generals-remarks-the-press-the-release-of-the-report-the-security-we-need-rebalancing-military-spending-for-sustainable-and-peaceful-future-delivered\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">dice Guterres<\/a> presentando tutti questi dati, \u00e8 un invito all\u2019azione: \u00abUn invito a ripensare le priorit\u00e0.\u00a0 Un invito a riequilibrare gli investimenti globali verso la sicurezza di cui il mondo ha veramente bisogno\u00bb. E poi: \u00abUn mondo pi\u00f9 sicuro inizia investendo nella lotta alla povert\u00e0 almeno quanto investiamo nella lotta alle guerre\u00bb.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La corsa al riarmo non solo far\u00e0 finire nell\u2019atmosfera ulteriori 1.320 tonnellate di CO2, ma appare ancor pi\u00f9&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":117538,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1481],"tags":[2065,2066,239,2063,2064,1537,90,89,240],"class_list":{"0":"post-117537","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-assistenza-sanitaria","8":"tag-assistenza-sanitaria","9":"tag-assistenzasanitaria","10":"tag-health","11":"tag-health-care","12":"tag-healthcare","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy","16":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/117537","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=117537"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/117537\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/117538"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=117537"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=117537"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=117537"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}