{"id":117695,"date":"2025-09-19T09:29:09","date_gmt":"2025-09-19T09:29:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/117695\/"},"modified":"2025-09-19T09:29:09","modified_gmt":"2025-09-19T09:29:09","slug":"citroen-ami-dalla-berlina-anni-60-alla-microcar-elettrica-di-oggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/117695\/","title":{"rendered":"Citro\u00ebn Ami, dalla berlina anni \u201960 alla microcar elettrica di oggi"},"content":{"rendered":"<p>Non sempre un\u2019automobile nasce per impressionare con cavalli e cromature: a volte arriva per cambiare il modo di approcciarsi alla strada. La <strong>Citro\u00ebn Ami<\/strong> ha seguito la seconda traiettoria, prima nelle campagne francesi, dove con un bicilindrico ti sentivi gi\u00e0 in un\u2019altra epoca. Poi, al ritorno in pieno XXI secolo, sotto le sembianze di un quadriciclo elettrico, passe-partout tra divieti, semafori e marciapiedi. Vite lontane nelle forme, unite nella filosofia: democratizzare la mobilit\u00e0.<\/p>\n<p>\t\tLa berlina anticonformista<\/p>\n<p>Nel 1961 Citro\u00ebn diede il benvenuto alla<strong> Ami 6<\/strong>, una berlina dal <strong>lunotto posteriore rovesciato<\/strong>, inedito in una vettura europea di serie, e il profilo di carrozzeria disegnato da Flaminio Bertoni con la celebre <strong>\u201cZ-Line\u201d<\/strong>, in contrasto con qualsiasi consuetudine stilistica. Altrettanto innovativi erano i fari rettangolari incassati, che sottolineavano l\u2019aspetto inusuale del modello e ne accentuavano il carattere fuori dagli schemi.<\/p>\n<p>Nel traffico dei primi anni Sessanta, la sagoma si faceva notare per il suo abito originale, e fu proprio questa diversit\u00e0 a conferirle una <b>personalit\u00e0 unica<\/b>. La Casa la colloc\u00f2 in posizione intermedia, accanto alla <a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/auto\/citroen-2cv-storia-eredita-elettrica\/288873\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">2CV<\/a>, simbolo di sopravvivenza quotidiana, e alla DS, emblema di prestigio, proponendo una soluzione accessibile, ma dotata di un livello superiore di comfort e di presenza rispetto alle utilitarie tradizionali.<\/p>\n<p>A bordo, il sedile anteriore a panca era una <b>rarit\u00e0<\/b> nella sua categoria e il cruscotto accoglieva una strumentazione essenziale, dettagli messi un po&#8217; in ombra dalla lunga leva di comando del cambio che usciva dalla plancia. Le ampie superfici vetrate garantivano una buona luminosit\u00e0 e contribuivano a rendere l\u2019ambiente accogliente. Dal punto di vista meccanico l\u2019Ami 6 conservava il noto bicilindrico orizzontale raffreddato ad aria da 602 centimetri cubi della 2CV, abbinato a sospensioni indipendenti derivate dalla popolare \u201csorella\u201d, celebri per l\u2019elasticit\u00e0 e la capacit\u00e0 di affrontare anche fondi sconnessi.<\/p>\n<p>Nonostante le premesse, le vendite iniziali lasciarono abbastanza a desiderare, fino allo sbarco della <strong>versione Break<\/strong>: pratica e versatile, la <strong>station wagon<\/strong> incontr\u00f2 le esigenze tanto delle famiglie quanto dei piccoli professionisti. Con il suo portellone ampio e il vano di carico generoso, divenne presto una colonna portante della gamma, trasformando la quattro ruote in una compagna della routine, dai tragitti di lavoro alle consegne, fino alle gite domenicali.<\/p>\n<p>Le immagini e le campagne pubblicitarie dell\u2019epoca la ritraggono in situazioni ordinarie, caricata di valigie o parcheggiata davanti a scuole e botteghe in una Francia che correva spedita verso la modernit\u00e0, senza rinnegare le radici rurali. Il bicilindrico, pur modesto nelle prestazioni, permetteva di sostenere spostamenti pi\u00f9 lunghi di quanto si credesse e trasmetteva a molti quella sensazione di libert\u00e0 che solitamente era riservata a pochi privilegiati.<\/p>\n<p>Col tempo il <b>design<\/b>, inizialmente giudicato eccentrico, smise di essere oggetto di scherno e divenne un segno distintivo. Flaminio Bertoni, autore del progetto, lo defin\u00ec addirittura il suo capolavoro, certo di un\u2019Ami in grado di imporsi nel paesaggio automobilistico d\u2019oltralpe.<\/p>\n<p>Nel 1969 venne il turno della <strong>Ami 8<\/strong>, evoluzione della 6, con linee pi\u00f9 morbide e un lunotto convenzionale per un aspetto meno provocatorio, fedele nella tecnica, arricchita da miglioramenti su meccanica e abitacolo. Questa reinterpretazione la alline\u00f2 maggiormente ai gusti del grande pubblico e ne ampli\u00f2 la clientela, portando la produzione complessiva a oltre <strong>1,8 milioni di esemplari<\/strong> fino al 1978, momento dei saluti.<\/p>\n<p>Per la Francia e per l\u2019Europa l\u2019Ami rappresent\u00f2 il passaggio dalle ristrettezze degli anni Cinquanta alla leggerezza dei Settanta, parte integrante di una mobilit\u00e0 diffusa, semplice nella sostanza e incisiva nell\u2019impatto, la cui eredit\u00e0 continua a definire un\u2019era di metamorfosi.<\/p>\n<p><strong>Citro\u00ebn Ami 6 (1961): scheda tecnica<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Motore: bicilindrico boxer raffreddato ad aria, 602 cm\u00b3 (derivato 2CV)<\/li>\n<li>Cambio: manuale a 4 marce<\/li>\n<li>Trazione: anteriore<\/li>\n<li>Velocit\u00e0 massima: 105 km\/h<\/li>\n<li>Consumi: 6\u20137 litri\/100 km<\/li>\n<li>Lunghezza: 3.870 m<\/li>\n<li>Peso: circa 640\u2013650 kg (a seconda della versione)<\/li>\n<li>Posti: 4 posti (sedili a panca, anteriore e posteriore)<\/li>\n<\/ul>\n<p>Mobilit\u00e0 urbana a due posti e zero emissioni<\/p>\n<p>Nel 2020 Citro\u00ebn ha rilanciato l\u2019Ami, nelle forme di un quadriciclo elettrico a due posti, ideali in uno scenario urbano. Il veicolo \u2013 2,41 metri in lunghezza, 1,39 in larghezza e 1,52 in altezza \u2013 risponde ai canoni dei quadricicli leggeri, e dunque pu\u00f2 essere guidato al compimento dei <strong>14 anni<\/strong>, previo conseguimento della patente AM. Al fine dell\u2019abbattimento dei costi, la carrozzeria poggia su elementi simmetrici tipo i paraurti, identici davanti e dietro. Gli esterni rifuggono i confronti con l\u2019automobile tradizionale, ponendo l\u2019accento sull\u2019efficienza, con l&#8217;<strong>incernieratura differente delle portiere<\/strong> tra lato guidatore e passeggero che non \u00e8 un esercizio fine a s\u00e9 stesso.<\/p>\n<p>Dentro vale la stessa logica: due sedili affiancati, con quello del passeggero leggermente arretrato per incrementare lo spazio, materiali in plastica rigida e facilmente lavabili, un cruscotto ridotto all\u2019osso comprensivo di un mini-display digitale, e il supporto per lo smartphone, che diventa navigatore e riproduttore musicale grazie alla presa USB. Vari scomparti portaoggetti rafforzano l\u2019impostazione di un salotto funzionale, coerentemente alla sua vocazione cittadina.<\/p>\n<p>Il motore elettrico sviluppa 6 kW e impiega una <strong>batteria agli ioni di litio<\/strong> da 5,5 kWh, abbastanza per percorrere circa 75 km sul ciclo urbano. Servono circa tre ore da una presa domestica per completare la ricarica, mentre la velocit\u00e0 massima \u00e8 fissata a 45 km\/h.<\/p>\n<p>Dal lancio, il progetto si \u00e8 allargato a varianti e interpretazioni: l\u2019Opel Rocks-e per il mercato tedesco, la <a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/auto-epoca\/fiat-topolino-ritorno-elettrico\/292830\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Fiat Topolino<\/a> che condivide la stessa base tecnica, le serie speciali <a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/auto\/auto-elettriche\/nuova-citroen-ami-buggy-2025-ordini\/277638\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">My Ami Buggy<\/a> vendute in pochi minuti online, e nel 2024 \u00e8 arrivato un leggero aggiornamento con nuovi colori e spunti nel look. Invece di rincorrere tendenze, Citro\u00ebn ha costruito un linguaggio personale nel tentativo di conquistare una generazione alla perenne ricerca di soluzioni pragmatiche e gli operatori di car sharing, che hanno visto in questa micro-elettrica una risposta immediata alle loro esigenze.<\/p>\n<p>Il <b>prezzo contenuto <\/b>resta l\u2019argomento pi\u00f9 solido a suo favore: Ami \u00e8 stata concepita come mezzo accessibile, con spese di esercizio e manutenzione ridotte al minimo, per restituire libert\u00e0 a una fascia di utenti spesso esclusa dall\u2019elettrico tradizionale. Riprendendo la filosofia della storica Ami, alternativa economica e dignitosa al trasporto minimo negli anni Sessanta, oggi risolve sul nascere ogni problema legato a ZTL e parcheggi limitati.<\/p>\n<p><strong>Citro\u00ebn Ami elettrica (2020): scheda tecnica<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Motore: elettrico da 6 kW (circa 8 CV)<\/li>\n<li>Cambio: automatico (trasmissione diretta, un rapporto)<\/li>\n<li>Trazione: anteriore<\/li>\n<li>Velocit\u00e0 massima: 45 km\/h<\/li>\n<li>Consumi \/ Autonomia: 75 km con batteria agli ioni di litio da 5,5 kWh<\/li>\n<li>Lunghezza: circa 2.410 mm<\/li>\n<li>Peso: 471 kg a vuoto<\/li>\n<li>Posti: 2<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Non sempre un\u2019automobile nasce per impressionare con cavalli e cromature: a volte arriva per cambiare il modo di&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":117696,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[178,8902,181,177,20693,1537,90,89,53436],"class_list":{"0":"post-117695","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-affari","9":"tag-auto-depoca","10":"tag-auto-elettriche","11":"tag-business","12":"tag-citroen","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy","16":"tag-minicar"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/117695","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=117695"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/117695\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/117696"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=117695"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=117695"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=117695"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}