{"id":117703,"date":"2025-09-19T09:35:16","date_gmt":"2025-09-19T09:35:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/117703\/"},"modified":"2025-09-19T09:35:16","modified_gmt":"2025-09-19T09:35:16","slug":"oncologi-in-prima-linea-sul-fine-vita-noi-unici-a-valutare-in-tempi-brevi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/117703\/","title":{"rendered":"Oncologi in prima linea sul fine vita: \u201cNoi unici a valutare in tempi brevi\u201d"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/logo-aiom-associazione-italiana-oncologia-medica.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"244\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/logo-aiom-associazione-italiana-oncologia-medica.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11622\" style=\"width:198px;height:auto\"\/><\/a><\/p>\n<p>Per il 90% dei clinici serve una legge nazionale sul fine vita, il 63% \u00e8 favorevole all\u2019eutanasia nei pazienti oncologici. Il 32% afferma di non essere abbastanza preparato ad assistere la persona colpita da cancro nei periodi finali. Per il 50% nutrizione e idratazione artificiale costituiscono trattamenti medici, per l\u2019altra met\u00e0 terapie di supporto. Perrone, Presidente AIOM: \u201cUna norma pu\u00f2 fare chiarezza sulle \u2018zone grigie\u2019, ma la fase attuativa della procedura deve essere esclusivamente a carico del Servizio Sanitario Nazionale, il solo in grado di garantire tutti i percorsi integrati, incluse le cure palliative simultanee\u201d. A Lecce le \u2018Giornate dell\u2019etica\u2019 sulla cura oltre la malattia, organizzate da AIOM e Fondazione AIOM. Presentati i risultati di un sondaggio che ha coinvolto anche AIRO, SIAARTI, SICO, SICP e SIPO<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.insalutenews.it\/in-salute\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/fine-vita.jpg\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"168\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/fine-vita-300x168.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28300\"  \/><\/a><\/p>\n<p>Lecce, 19 settembre 2025 \u2013 Il 63% dei clinici \u00e8 favorevole all\u2019eutanasia nei pazienti oncologici (il 50% in determinate circostanze, il 13% sempre). Il 60% effettua trattamenti anticancro nell\u2019ultimo mese di vita. Per\u00f2 il 32% dichiara di non sentirsi abbastanza preparato ad assistere il malato oncologico in questa ultima fase del percorso di cura e il 90% ritiene sia necessaria una legge nazionale sul tema. Sono i principali risultati del sondaggio su 562 clinici promosso dall\u2019Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e da Fondazione AIOM e presentati nel convegno sulle \u201cGiornate dell\u2019Etica\u201d dedicato al \u201cFine vita: la cura oltre la malattia\u201d, che si apre oggi a Lecce.<\/p>\n<p>Per analizzare l\u2019opinione dei clinici e le modalit\u00e0 organizzative messe in atto in tema di cure palliative precoci, pianificazione condivisa delle cure, sedazione palliativa, desistenza terapeutica, aiuto medico nel morire, AIOM e Fondazione AIOM hanno promosso un\u2019indagine che ha coinvolto anche le altre societ\u00e0 scientifiche con interesse a questi temi (AIRO \u2013 Associazione Italiana di Radioterapia ed Oncologia Clinica, SIAARTI \u2013 Societ\u00e0 Italiana Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva, SICO \u2013 Societ\u00e0 Italiana di Chirurgia Oncologica, SICP \u2013 Societ\u00e0 Italiana di Cure Palliative, SIPO \u2013 Societ\u00e0 Italiana di Psico-Oncologia).<\/p>\n<p>\u201cIl fine vita \u00e8 al centro del dibattito parlamentare negli ultimi mesi, per questo abbiamo promosso il sondaggio per analizzare l\u2019opinione dei clinici \u2013 spiega Francesco Perrone, Presidente AIOM \u2013 Emerge con forza la necessit\u00e0 che il legislatore definisca quanto prima una norma sul tema, anche chiarendo il ruolo dell\u2019idratazione e nutrizione artificiale, che per il 50% dei clinici costituiscono trattamenti medici e per l\u2019altra met\u00e0 terapie di supporto. Siamo di fronte a \u2018zone grigie\u2019, che contribuiscono ad alimentare incertezze\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/prof-francesco-perrone-aiom.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"229\" height=\"300\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/prof-francesco-perrone-aiom.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-48876\" style=\"width:188px;height:auto\"\/><\/a>Prof. Francesco Perrone<\/p>\n<p>L\u2019attuale testo unificato del disegno di legge in materia di morte medicalmente assistita (\u201cModifica all\u2019articolo 580 del Codice penale e ulteriori disposizioni esecutive della sentenza n. 242 della Corte costituzionale del 22 novembre 2019\u201d) contiene diverse criticit\u00e0, evidenziate da AIOM e altre societ\u00e0 scientifiche, come SIAARTI e SICP.<\/p>\n<p>\u201cLa proposta normativa \u2013 continua il Presidente Perrone \u2013 esclude il Servizio Sanitario Nazionale dalla fase attuativa della procedura e non viene indicato il soggetto chiamato ad assistere la persona, prescrivere o fornire i farmaci, o supervisionare la sequenza degli eventi, esponendo a una potenziale selezione per censo dei pazienti e a disparit\u00e0 inaccettabili. Le spese per queste pratiche non devono essere a carico dei cittadini. Solo il Servizio Sanitario Nazionale pu\u00f2 garantire tutte le competenze ed i percorsi integrati, incluse le cure palliative simultanee\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLe richieste di aiuto medico nel morire da parte dei pazienti oncologici sono poche rispetto all\u2019alta incidenza dei tumori in Italia, che nel 2024 hanno fatto registrare 390.100 nuovi casi \u2013 afferma Saverio Cinieri, Presidente di Fondazione AIOM \u2013 Ma AIOM e Fondazione AIOM hanno sempre attribuito grande rilievo al tema. Il sondaggio evidenzia che il 63% dei clinici \u00e8 a favore dell\u2019eutanasia. \u00c8 importante mettere in luce che il 50% lo \u00e8 in presenza di determinate circostanze, in particolare in caso di sofferenza inaccettabile, scelta consapevole o aspettativa di vita breve. Si tratta di condizioni in linea con i criteri stabiliti dalla Corte Costituzionale, cio\u00e8 grave sofferenza fisica o psicologica, capacit\u00e0 di prendere decisioni libere e consapevoli, patologia irreversibile e dipendenza da trattamenti di sostegno vitale. Solo i clinici, che hanno un rapporto di cura continuativo con il paziente, sono in grado di esprimere una valutazione al riguardo in tempi brevi\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.insalutenews.it\/in-salute\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/dott-saverio-cinieri-aiom.jpg\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"200\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/dott-saverio-cinieri-aiom-300x200.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-43210\"  \/><\/a>Prof. Saverio Cinieri<\/p>\n<p>\u201cI recenti emendamenti al disegno di legge \u2013 continua Saverio Cinieri \u2013 prevedono che la verifica dei requisiti passi da un doppio vaglio: prima i comitati etici territoriali, con parere non vincolante entro 60 giorni, poi il Centro di coordinamento nazionale, con parere obbligatorio entro ulteriori 60 giorni, prorogabili di 30 per \u2018motivate e comprovate esigenze\u2019. Questo doppio passaggio pu\u00f2 prolungare la procedura fino a cinque mesi. In questo modo, non \u00e8 garantita una presa in carico tempestiva, fondamentale nella fase di fine vita. Vi \u00e8 infatti il rischio concreto di tempi di attesa molto lunghi, incompatibili con le condizioni di chi soffre, potenzialmente non rispettando la legge sulle disposizioni anticipate di trattamento\u201d.<\/p>\n<p>Per il 92% dei clinici la pianificazione condivisa delle cure, prevista dalla legge sulle disposizioni anticipate di trattamento (n.219 del 2017), \u00e8 attuabile con le persone colpite dal cancro. Per\u00f2, nell\u2019attivit\u00e0 clinica quotidiana, solo il 9% la mette sempre in atto. In presenza di disposizioni anticipate di trattamento, il 72% ritiene di dover sempre assecondare la volont\u00e0 del malato. L\u201985% informa il malato oncologico in fase avanzata della prognosi della malattia (il 28% sempre, il 43% abbastanza spesso e il 14% occasionalmente).<\/p>\n<p>\u201cSoltanto il 29% dei clinici afferma che la sedazione palliativa, dove indicata, viene sempre effettuata \u2013 spiega Vittorina Zagonel, gi\u00e0 direttore dell\u2019Oncologia 1 dell\u2019Istituto Oncologico Veneto di Padova \u2013 \u00c8 necessario rendere disponibili per tutti i malati oncologici le cure palliative contemporaneamente alle cure contro il cancro, compresa la sedazione palliativa nell\u2019ultima parte del percorso. Anche se non possono essere imposte come obbligatorie, sono un diritto di tutti i cittadini ed \u00e8 auspicabile che costituiscano \u2018un pre-requisito della scelta di qualsiasi percorso alternativo da parte del paziente\u2019, come stabilito dalla Corte Costituzionale. Le cure palliative evitano l\u2019accanimento terapeutico e garantiscono un\u2019assistenza personalizzata al malato e alla sua famiglia fino a fine vita\u201d.<\/p>\n<p>In base al sondaggio, nell\u201982% dei casi, nella struttura \u00e8 presente una Unit\u00e0 o Servizio di cure palliative e nel 77% vengono garantite le cure simultanee (cure palliative precoci). \u201cObiettivo ideale sarebbe quello di implementare i gruppi di cure simultanee, ancora assenti in circa il 20% dei centri \u2013 sottolinea Massimo Di Maio, Presidente eletto AIOM \u2013 Un\u2019integrazione precoce di interventi di supporto, in un\u2019ottica di cure simultanee, ha un impatto positivo sulla qualit\u00e0 e quantit\u00e0 di vita del paziente oncologico e sui risultati attesi dalle terapie\u201d. Nel 2010 fu pubblicato, sul New England Journal of Medicine, l\u2019articolo che ha cambiato il modo di concepire le cure palliative.<\/p>\n<p>\u201cLo studio ha dimostrato che, in pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule metastatico, le cure palliative precoci possono migliorare non solo la qualit\u00e0 della vita ma anche la sopravvivenza, proponendo, di fatto, un nuovo modello di integrazione fra cure palliative e cure attive \u2013 conclude Massimo Di Maio \u2013 L\u2019articolo \u00e8 stato citato nelle linee guida dell\u2019American Society of Clinical Oncology (ASCO) e della European Society for Medical Oncology (ESMO). Ciononostante, la mancanza di palliativisti ha reso finora complessa l\u2019attuazione del modello nella pratica clinica e siamo consapevoli che realisticamente le evidenti carenze di personale probabilmente non saranno risolvibili almeno nel breve-medio termine, considerata la crescente carenza di specialisti in cure palliative rispetto al fabbisogno. In questo scenario, AIOM ritiene fondamentale l\u2019incremento delle competenze degli oncologi per assicurare l\u2019erogazione di cure palliative \u2018primarie\u2019 e un\u2019attivit\u00e0 formativa che punti a far acquisire cognizioni \u2018di base\u2019 di cure palliative. La medicina di precisione va applicata anche nella palliazione, come evidenziato in un articolo pubblicato su \u2018ESMO Open\u2019, scegliendo il momento giusto, rappresentato dalla diagnosi di malattia avanzata. Questi trattamenti non vanno quindi utilizzati solo negli ultimi giorni di vita, quando non vi sono pi\u00f9 opzioni di terapia attiva, ma rappresentano una risorsa preziosa a partire dal momento della diagnosi di cancro avanzato, perch\u00e9 possono migliorare la qualit\u00e0 di vita e la sopravvivenza\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Per il 90% dei clinici serve una legge nazionale sul fine vita, il 63% \u00e8 favorevole all\u2019eutanasia nei&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":117704,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1481],"tags":[2065,2066,239,2063,2064,1537,90,89,240],"class_list":{"0":"post-117703","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-assistenza-sanitaria","8":"tag-assistenza-sanitaria","9":"tag-assistenzasanitaria","10":"tag-health","11":"tag-health-care","12":"tag-healthcare","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy","16":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/117703","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=117703"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/117703\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/117704"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=117703"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=117703"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=117703"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}