{"id":1178,"date":"2025-07-22T18:15:22","date_gmt":"2025-07-22T18:15:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/1178\/"},"modified":"2025-07-22T18:15:22","modified_gmt":"2025-07-22T18:15:22","slug":"valerio-berruti-la-grande-mostra-a-milano-info-orari-e-biglietti-per-visitare-more-than-kids-a-palazzo-reale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/1178\/","title":{"rendered":"Valerio Berruti, la grande mostra a Milano: info, orari e biglietti per visitare More than Kids a Palazzo Reale"},"content":{"rendered":"<p class=\"ProvDate\">\n\t                                <a href=\"https:\/\/www.mentelocale.it\/milano\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Milano<\/a>, \t                                \t                                21\/07\/2025.\n\t                            <\/p>\n<p><strong>Dal 22 luglio al 2 novembre 2025<\/strong> \u00e8 aperta al pubblico a <strong>Palazzo Reale<\/strong> di <strong>Milano<\/strong> (piazza del Duomo 14) la pi\u00f9 grande mostra personale mai realizzata di <strong>Valerio Berruti <\/strong>(Alba, 1977). Con <strong>sculture monumentali, installazioni, video e una vera e propria giostra sulla quale salire<\/strong>, Valerio Berruti conduce i visitatori in un percorso che, partendo dall\u2019infanzia (il momento in cui tutto pu\u00f2 ancora succedere), tocca temi universali che generano spazi di riflessione profonda, capaci di parlare ad adulti e bambini.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>Prodotta dal Comune di Milano (Palazzo Reale) e da Arthemisia, la mostra \u00e8 curata da <strong>Nicolas Ballario<\/strong> si presenta come un viaggio all\u2019interno della poetica dell\u2019artista attraverso <strong>opere cardine della sua produzione<\/strong> (come la grande scultura-carosello con la musica appositamente realizzata da Ludovico Einaudi La giostra di Nina) e <strong>opere inedite <\/strong>che vengono presentate per la prima volta a Milano (come Don\u2019t let me be wrong, la grande scultura allestita nel cortile di Palazzo Reale musicata da Daddy G dei Massive Attack), ma anche due <strong>nuove <\/strong><strong>video-animazioni <\/strong>Lilith, con la colonna sonora di Rodrigo D\u2019Erasmo, e Cercare silenzio<strong> <\/strong>con il suono di Samuel Romano &#8211; storica voce dei Subsonica &#8211; che si uniscono alle precedenti animazioni musicate, tra gli altri, da Paolo Conte e Ryuichi Sakamoto.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>Valerio Berruti ha sviluppato negli anni un linguaggio riconoscibile e profondamente autentico. Attraverso l\u2019antica tecnica dell\u2019affresco, le sculture monumentali, i disegni, i video e le installazioni, l\u2019artista d\u00e0 vita a un <strong>universo popolato da <\/strong><strong>figure infantili sospese nel tempo<\/strong>. Come si evince dal sottotitolo <strong>More than Kids<\/strong>, i suoi bambini non raccontano una storia\u00a0soltanto personale, ma diventano <strong>simboli collettivi che mostrano l\u2019infanzia come luogo di <\/strong><strong>appartenenza, dove tutti siamo stati, ma anche di futuro possibile e ancora da scrivere<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Le opere di Berruti non sono solo da guardare: sono da attraversare, da abitare<\/strong>. Nel percorrerle si \u00e8 chiamati a muoversi, a partecipare. Alcune installazioni coinvolgono lo spettatore in modo diretto: un gruppo di bambini invita a entrare in una dimensione sospesa, una bambina galleggia in acqua evocando la necessit\u00e0 di salvarsi, grandi uccelli trasportano in volo chi sceglie di salire su una grande opera d\u2019arte ispirata alle antiche giostre a carosello, in un <strong>equilibrio tra leggerezza apparente e forza <\/strong><strong>naturale<\/strong>. Altro tema caro all\u2019artista \u00e8 il <strong>cambiamento climatico<\/strong>, protagonista nei suoi ultimi lavori e rappresentato in mostra da Nel silenzio che vede tre bambine risposare sulla terra arsa dal sole; o la gi\u00e0 citata Don&#8217;t let me be wrong, scultura monumentale nella quale assistere alla proiezione dell\u2019omonimo cortometraggio realizzato con circa ottocento disegni in sequenza e accompagnato da una colonna sonora originale firmata da Daddy G (fondatore della band di culto Massive Attack) insieme al suo storico produttore Stew Jackson.<\/p>\n<p>\u00abCon questa ampia monografica, Berruti si trasforma in un regista che, stanza dopo stanza, tocca tutti i grandi temi della contemporaneit\u00e0\u00bb, afferma il curatore, Nicolas Ballario: \u00ab<strong>l<\/strong><strong>e sue opere non parlano dell\u2019infanzia, ma usano quel periodo della vita dove tutto pu\u00f2 ancora avvenire per chiederci se siamo <\/strong><strong>ancora in tempo per cambiare le cose<\/strong>. Le sue figure non sono mai finite perch\u00e9 <strong>\u00e8 il visitatore a decidere <\/strong><strong>il destino e la provenienza dei suoi soggetti<\/strong>. Ci riconosciamo in loro? La monumentalit\u00e0 delle opere in mostra in qualche modo ci dice che non possiamo far finta di niente. Chi distoglie lo sguardo \u00e8 complice\u00bb.<\/p>\n<p>Di seguito tutti i dettagli sulle opere in mostra a Palazzo Reale di Milano per la mostra <strong>Valerio Berruti: More than Kids<\/strong>, dal 22 luglio al 2 novembre 2025.<\/p>\n<p><strong>A safe place<\/strong> &#8211; Il salvagente \u00e8 un oggetto che, pur essendo nello stesso mare, pu\u00f2 avere significati diversi. Nelle nostre\u00a0coste \u00e8 un gioco colorato, una ciambella spesso decorata con personaggi dei cartoni animati che in acqua tiene compagnia ai bambini. Basta spostarsi di qualche decina di miglia ed ecco cheinvece assume un altro ruolo: quello di <strong>ultima speranz<\/strong><strong>a, sopravvivenza per chi decide di attraversare il <\/strong><strong>Mediterraneo in cerca di una vita migliore<\/strong>, pi\u00f9 felice. In italiano con l\u2019espressione mischiare le acque indichiamo qualcosa che ha creato confusione, scompiglio. In questa sala \u00e8 successo. Qualcosa di inaspettato ha spinto esseri umani nati dalla parte pi\u00f9 fortunata del mondo in mezzo al mare. <strong>Valerio <\/strong><strong>Berruti spinge i visitatori a diventare naufraghi<\/strong>, a immedesimarsi, a capire che solo il caso ha mischiato le acque a nostro favore. La colonna sonora della sala \u00e8 stata composta appositamente da <strong>Lucio Disar\u00f2<\/strong>, che collabora con Berruti da oltre vent\u2019anni.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/86973_20250721145541283.jpg\"\/><\/p>\n<p><strong>Un mondo nuovo<\/strong> &#8211; Come nel mito della caverna di Platone, le ombre possono diventare pi\u00f9 reali della realt\u00e0. E allora<strong> il <\/strong><strong>bambino \u00e8 quello proiettato, che si completa idealmente con l\u2019affresco sul muro, che diventa un vestito? <\/strong>L\u2019arte di Berruti ha quindi la capacit\u00e0 di diventare <strong>dinamica grazie alla luce<\/strong>, di abbandonare la bidimensionalit\u00e0 grazie a un\u2019illusione. Questo bambino sembra in attesa di qualcosa, come se gli avessero fatto una promessa. Verr\u00e0 mantenuta? L\u2019ombra \u00e8 associata alla <strong>dualit\u00e0 tra bene e male<\/strong>, tra ci\u00f2 che \u00e8 palese e ci\u00f2 che \u00e8 nascosto, tra ci\u00f2 che mostriamo di noi e ci\u00f2 che celiamo. Qui questo concetto viene ribaltato: questo bambino invita a liberarsi delle proprie paure? Dice che le nostre ombre sono parte di noi e che <strong>un nuovo mondo \u00e8 possibile se impariamo ad accettarci<\/strong>? Un lavoro <strong>monumentale e <\/strong><strong>leggero allo stesso tempo <\/strong>che ricorda Alba, la grande opera permanente installata da Berruti nella sua citt\u00e0.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/86973_20250721145917338.jpg\"\/><\/p>\n<p><strong>L&#8217;abbraccio pi\u00f9 forte<\/strong> &#8211; Questa sala \u00e8 forse un <strong>momento di decompressione<\/strong> per la mostra: l\u2019unico dove si vede un contatto tra i soggetti di Berruti. Questo progetto si chiama L\u2019abbraccio pi\u00f9 forte, decine di disegni realizzati nel 2020 e venduti per <strong>finanziare l\u2019ospedale di Verduno, che faticava ad aprire i battenti durante il Covid<\/strong>. Grazie a questa operazione, che raccoglie oltre 140.000 euro, Berruti non solo aiuta l\u2019ospedale ad aprire il reparto per i malati di Covid, ma finanzia anche un poliambulatorio mobile, utilizzato ancora oggi per servizi sanitari degli abitanti della zona. <strong>Da quelle tavole sono nate due ulteriori opere: una scultura inedita e <\/strong><strong>una video animazione<\/strong> per la quale \u00e8 stata fatta una open call per musicisti: hanno risposto in pi\u00f9 di 100, da ogni parte del mondo. L\u2019abbraccio, come l\u2019arte, \u00e8 un segno universale. E allora i visitatori di More than Kids decideranno chi sono questi bambini. Siamo noi? Chi \u00e8 la persona che vorremmo abbracciare in questo momento?<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/86973_20250721150145568.jpg\"\/><\/p>\n<p><strong>Nel silenzio<\/strong> &#8211; Il grande compositore Karlheinz Stockhausen disse sull&#8217;<strong>attentato alle Torri Gemelle<\/strong> che si trattava della pi\u00f9 grande opera d\u2019arte possibile. Naturalmente il suo era un giudizio lontano da ogni avallo a quella cieca violenza, ma riguardava invece la capacit\u00e0 di quel momento di entrare nella mente di ognuno, di diventare un immaginario dal quale nessuno riusciva ad allontanare lo sguardo. Dei calchi dei corpi delle persone morte durante l\u2019<strong>eruzione di Pompei del 79 d.C. <\/strong>forse si pu\u00f2 dire la stessa cosa. \u00c8 la <strong>bellezza della tragedia<\/strong>. Con queste opere Berruti mette in guardia sull\u2019<strong>indifferenza della societ\u00e0 verso i <\/strong><strong>cambiamenti climatici<\/strong>, mostrando <strong>due bambine in una sorta di ritrovamento archeologico del futuro<\/strong>, due corpi che rappresentano l\u2019umanit\u00e0 arsa dal sole. A Pompei, d\u2019altronde morirono solo le persone che non scapparono, rifiutando di credere a chi cercava di metterle al corrente dell\u2019imminente eruzione. Sta succedendo la stessa cosa? Abbiamo smesso di credere alla scienza? Al centro, la stessa bambina rievoca invece lo <strong>spirito di Lilith, demone ribelle e <\/strong><strong>inquieto, cacciata dal paradiso perch\u00e9 si rifiutava di<\/strong><strong>sottostare a un\u2019autorit\u00e0 ingiusta<\/strong>. Qui Berruti sembra raffigurarla in un incubo continuo, che non si pu\u00f2 pi\u00f9 evitare. La musica che accompagna l\u2019installazione \u00e8 stata realizzata appositamente dal maestro e polistrumentista <strong>Rodrigo D\u2019Erasmo<\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/86973_20250721150427272.jpg\"\/><\/p>\n<p><strong>Aurora<\/strong> &#8211; Ci sono materiali che parlano. Non a voce alta, ma con il tono dolce di chi \u00e8 sempre stato l\u00ec, in disparte, osservando il tempo passare. Il <strong>pizzo <\/strong>\u00e8 uno di questi. Fatto di vuoti e pieni, di fili intrecciati con pazienza, \u00e8 <strong>un tessuto che sa attendere. E nell\u2019attesa, custodisce<\/strong>. Custodisce ricordi che non sapevamo di avere. Basta toccarlo, o anche solo vederlo, per essere catapultati in un\u2019altra epoca, per vederlo indossato o usato dalle nostre nonne. Eppure, a guardarle da vicino queste trame offrono un <strong>effetto ottico <\/strong><strong>estraniante<\/strong>, molto moderno, <strong>quasi psichedelico<\/strong>. E questa apparente &#8211; solo apparente &#8211; scelta decorativa viene esaltata dalla semplicit\u00e0 dell\u2019affresco realizzato da Berruti su <strong>sacchi di juta<\/strong>. Una tecnica rinascimentale, utilizzata pochissimo ormai, su un materiale apparentemente povero, ma che appartiene alla memoria dell\u2019artista, perch\u00e9 <strong>quei sacchi sono quelli delle nocciole<\/strong> che caratterizzano la produzione agricola delle Langhe, la terra in cui Berruti \u00e8 nato e dove ha scelto di tornare a vivere dopo aver girato il mondo. Entrambe le opere parlano di infanzia: la dolce benevolenza nella prima, il rifiuto dell\u2019autorit\u00e0 in questo bambino che non vuole stare sull\u2019attenti nella seconda. Entrambe sono parti essenziali dell\u2019infanzia, ma anche dell\u2019et\u00e0 adulta, di ognuno di noi.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/86973_20250721150749774.jpg\"\/><\/p>\n<p><strong>Three (parts of) me <\/strong>&#8211; Ancora una volta lo stesso soggetto, <strong>la stessa bimba, <\/strong><strong>ma con tre acconciature diverse<\/strong>, tre maschere, come la tradizione giapponese intende il modo di vivere di ognuno. Il primo volto \u00e8 quello che mostriamo al mondo, la <strong>parte pubblica della nostra personalit\u00e0<\/strong>: educata, controllata, conforme alle norme sociali. Il secondo volto \u00e8 quello pi\u00f9 privato, che mostriamo alle persone a cui vogliamo bene e che ci vogliono bene, agli amici e alla famiglia. \u00c8 la nostra <strong>parte pi\u00f9 autentica, ma ancora moderata<\/strong>. Qui si vedono emozioni pi\u00f9 vere, ma con qualche filtro. <strong>Il terzo <\/strong><strong>volto \u00e8 quello che non mostriamo a nessuno<\/strong>. \u00c8 <strong>la parte <\/strong><strong>profonda, spesso nascosta persino a s\u00e9 stessi<\/strong>. Questa \u00e8 la vera essenza. I pensieri pi\u00f9 segreti, i desideri e le paure, l\u2019identit\u00e0 pura sono dietro questa maschera. Un<strong>\u2019installazione che va vista girando <\/strong><strong>intorno a essa<\/strong>. Berruti spinge a chiedersi quali di questi aspetti della personalit\u00e0 influenzino di pi\u00f9.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/86973_20250721151109939.jpg\"\/><\/p>\n<p><strong>Out of your own<\/strong> &#8211; Questa <strong>installazione circolare<\/strong> raccoglie una serie di opere che raccontano un momento semplice e potente: un <strong>bambino che scopre la propria ombra<\/strong>. \u00c8un incontro silenzioso, quasi magico. All\u2019inizio \u00e8 stupore: l\u2019ombra lo segue, lo imita, sembra voler giocare. In quel gesto nasce una consapevolezza nuova: non siamo mai davvero soli? Ci sono aspetti che sembrano altro da noi ma che allo stesso tempo non ci abbandoneranno mai? Ma c\u2019\u00e8 anche un altro svelamento: <strong>ogni cosa illuminata dalla luce proietta <\/strong><strong>un lato oscuro<\/strong>. Scoprire l\u2019ombra significa entrare in contatto con ci\u00f2 che non si vede subito, ci\u00f2 che \u00e8 nascosto, profondo, a volte inquietante. <strong>Dove c\u2019\u00e8 luce c\u2019\u00e8 ombra, dove c\u2019\u00e8 il bene c\u2019\u00e8 anche il male<\/strong>. Questa dualit\u00e0 non \u00e8 una condanna, ma una verit\u00e0 che riguarda tutti. Accettare l\u2019ombra &#8211; in noi, negli altri, nel mondo &#8211; \u00e8 forse il primo passo verso una forma pi\u00f9 autentica di crescita. Come il bambino che,\u00a0giocando con la propria sagoma, inizia a conoscere davvero s\u00e9 stesso.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/86973_20250721151327198.jpg\"\/><\/p>\n<p><strong>Nel nome del padre<\/strong> &#8211; Tutti questi bambini hanno <strong>lo stesso volto, ma acconciature diverse<\/strong>. Ognuno di loro rappresenta uno dei <strong>conflitti in corso in questo momento nel mondo<\/strong>. Tutti guardano verso la stessa direzione. Chi \u00e8 la figura che sta evitando gli sguardi e che tutti stanno fissando? \u00c8 il mondo ormai indifferente a queste guerre, cos\u00ec invaso da immagini di violenza da non far pi\u00f9 caso alle atrocit\u00e0 quotidiane? Forse \u00e8 cos\u00ec che vediamo le guerre. La stessa faccia per ognuna di loro, lo stesso destino. Cambiano solo alcuni futili connotati. <strong>La bambina sembra quasi a capo di un esercito stanco al quale lei, affranta, rifiuta di dare <\/strong><strong>ordini<\/strong>. In tutto i soggetti sono 42, come la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l\u2019universo e tutto quanto, concetto espresso nella serie di romanzi di fantascienza umoristica di <strong>Douglas Adams<\/strong>. \u00c8 come una formula magica, ma nessuno ne capisce il significato: \u00abHo controllato moltoapprofonditamente\u00bb, dice il super computer chiamato <strong>Pensiero Profondo<\/strong>, \u00abe questa \u00e8 sicuramente la risposta. Ad essere sinceri, penso che il problema sia che voi non abbiate mai saputo veramente qual \u00e8 la domanda\u00bb. E forse in questo periodo buio per l\u2019umanit\u00e0, pi\u00f9 che cercare risposte bisognerebbe cominciare a porsi domande.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/86973_20250721151733170.jpg\"\/><\/p>\n<p><strong>La giostra di Nina<\/strong> &#8211; Con La Giostra di Nina esplode la naturale predisposizione di Berruti a trasportare il pubblico in territori che sono <strong>allo stesso tempo memoria e proiezione futura<\/strong>, nella consapevolezza che l\u2019arte \u00e8 cultura e che questa \u00e8 attraversamento delle esperienze e della storia di ognuno, che pu\u00f2 essere allo stesso tempo orto che germoglia e ghetto che soffoca. Ancora una volta la <strong>dualit\u00e0<\/strong>, dunque. Berruti usa anzitutto <strong>passerotti<\/strong>, e non cavalli, dicendo che \u00e8 assurdo che persino nelle giostre limitiamo la nostra fantasia cercando di attenerci alla realt\u00e0. Perch\u00e9 non possiamo cavalcare degli uccellini? In questa opera, forse la pi\u00f9 nota di tutta la carriera di Berruti ed esposta in importantissimi musei, <strong>l\u2019artista parla dell\u2019infanzia non <\/strong><strong>mostrando i bambini per la prima volta: \u00e8 il pubblico a completarla<\/strong>. Anche se, guardando la sala da un altro punto di vista, gli uccellini sono scappati. Si sono liberati e decideranno loro se e quando tornare. Il cortometraggio ispirato alla\u00a0Giostra di Nina vede la partecipazione straordinaria di <strong>Ludovico <\/strong><strong>Einaudi<\/strong>, che ha firmato la colonna sonora originale di questo <strong>enorme carillon che parla di libert\u00e0, sogni, <\/strong><strong>fantasia<\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/86973_20250721152028936.jpg\"\/><\/p>\n<p><strong>Don&#8217;t let me be wrong<\/strong> &#8211; I busti nella storia dell\u2019arte sono un momento di celebrazione, spesso eroica e gloriosa. Ritratti di famiglia esposti a commemorare le gesta di uomini valorosi. Qui Berruti riesce in un cortocircuito: questo <strong>enorme busto di una bambina<\/strong> non vuole esaltare una figura o un momento vittorioso, ma <strong>l\u2019attimo prima <\/strong><strong>del disastro<\/strong>. Questa figura infatti guarda lontano, verso l\u2019alto. Come se stesse assistendo all\u2019arrivo di una tempesta. Ormai \u00e8 troppo tardi, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 nulla da fare. Ed ecco che Berruti allora riesce a fissare questo momento tragico, come a dirci che siamo quasi a un <strong>punto di non ritorno<\/strong>: se non ci fideremo della scienza, molto presto <strong>catastrofi climatiche, che siano esondazioni o siccit\u00e0, cambieranno la societ\u00e0 <\/strong>come la conosciamo. All\u2019interno di questo busto, dentro il quale vorremmo proteggerci, un cortometraggio inedito ci racconta il futuro? La colonna sonora \u00e8 firmata da <strong>Daddy G<\/strong> (fondatore dei Massive Attack) insieme al suo storico produttore <strong>Stew Jackson<\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/86973_20250721152305305.jpg\"\/><\/p>\n<p><strong>Videoanimazioni <\/strong>&#8211; Le videoanimazioni di Valerio Berruti sono <strong>opere solo in apparenza semplici<\/strong>, ma in realt\u00e0 frutto di un processo meticoloso e interamente manuale, realizzate senza l\u2019uso di tecnologie digitali. Ogni animazione nasce da <strong>centinaia di disegni eseguiti a pastello a olio e affresco su carta o cartoncino, <\/strong><strong>fotografati uno a uno e montati in sequenza<\/strong> per dar vita al movimento. In mostra cinque fotogrammi originali per ogni video, da <strong>Golgota<\/strong>(2005), con la musica di Lucio Disar\u00f2, seguito da <strong>E pi\u00f9 non dimandare<\/strong>(2007), con le note di Joanna Newsom, <strong>La figlia di Isacco <\/strong>(2009), esposto al Padiglione Italia della Biennale di Venezia con la colonna sonora originale di Paolo Conte. Seguono <strong>Kizuna<\/strong>, con una composizione appositamente realizzata da Ryuichi Sakamoto, <strong>Fermati o sole! <\/strong>(2014), con musica di K-Conjog, e <strong>Out of your own <\/strong>(2016), musicato da Joan As Police Woman. <strong>The singer <\/strong>(2019) \u00e8 interpretatodalla voce della piccola Nina Berruti, mentre l\u2019opera pi\u00f9 recente, <strong>Cercare silenzio <\/strong>(2023), \u00e8 accompagnata da una composizione originale di Samuel Romano ed \u00e8 stata realizzata per Open Arms.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/86973_20250721152547606.jpg\"\/><\/p>\n<p>La mostra <strong>Valerio Berruti: More than Kids<\/strong> \u00e8 aperta al pubblico dal 22 luglio al 2 novembre 2025 negli spazi espositivi di Palazzo Reale a Milano nei seguenti <strong>orari di apertura<\/strong>: marted\u00ec, mercoled\u00ec, venerd\u00ec, sabato e domenica dalle 10.00 alle 19.30; gioved\u00ec dalle 10.00 alle 22.30; luned\u00ec chiuso. <strong>Aperture straordinarie<\/strong> venerd\u00ec 15 agosto e sabato primo novembre, in entrambi i casi dalle 10.00 alle 19.30. La biglietteria chiude sempre un&#8217;ora prima della chiusura.<\/p>\n<p>Questi i <strong>prezzi dei biglietti<\/strong>: intero <strong>15 euro <\/strong>(open <strong>17 euro<\/strong>); ridotto <strong>13 euro<\/strong> per bambini e ragazzi da 6 a 26 anni, over 65, soci Touring Club e Fai, possessori di biglietti aderenti all\u2019iniziativa Luned\u00ec Musei, gruppi da 15 a 25 persone;\u00a0ridotto <strong>12 euro<\/strong> per possessori di abonamento Milano Museo Card; ridotto <strong>11 euro<\/strong> per possessori di un biglietto Trenitalia per Frecciarossa, Frecciargento o Frecciabianca con destinazione Milano e con data antecedente fino a 2 giorni l\u2019ingresso alla mostra; ridotto\u00a0<strong>10 euro<\/strong> per studenti fino a 25 anni (con tesserino), disabili con invalidit\u00e0 inferiore al 100%, tesserati abbonamento Card Musei Lombardia Milano e soci Orticola; ingresso gratuito per bambini minori di 6 anni, disabili con invalidit\u00e0 al 100&amp; e un accompagnatore per disabile che presenti necessit\u00e0. Sono inoltre disponibili <strong>biglietti famiglia<\/strong> (1 o 2 adulti + bambini da 6 a 14 anni) al costo di 10 euro per gli adulti e 6 euro per i bambini. Per maggiori informazioni 02 8929921.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/86973_20250721153642356.jpg\"\/><br \/>Valerio Berruti \u00a9 Arthemisia<\/p>\n<p><strong>Chi \u00e8 Valerio Berruti<\/strong> &#8211; Nato ad Alba nel 1977, nel 2009 ha partecipato alla 53a Biennale di Venezia presentando un video, con la musica di Paolo Conte, composto da 600 disegni affrescati. Nel 2011 il suo video Kizuna, esposto al Pola Museum di Tokyo con la colonna sonora appositamente scritta da Ryuichi Sakamoto, \u00e8 diventato un progetto benefico per la ricostruzione del Giappone dopo la devastazione dal terremoto. L\u2019anno successivo ha vinto il premio internazionale Luci d&#8217;artista di Torino e ha realizzato un\u2019opera permanente di land art alla Nirox Foundation di Johannesburg. Nel 2018 ha iniziato a lavorare al cortometraggio animato, coprodotto da Sky Arte, La giostra di Nina con la colonna sonora di Ludovico Einaudi. La grande giostra venne esposta nell\u2019autunno del 2018 nella Chiesa di San Domenico di Alba e successivamente al Maxxi &#8211; Museo nazionale delle arti del XXI secolo e alla Reggia di Venaria. Nel 2022 \u00e8 stata inaugurata la sua opera monumentale Alba, una scultura in acciaio inox bronzato alta oltre 12 metri donata dalla famiglia Ferrero alla citt\u00e0 di Alba, posizionata nella centrale piazza Michele Ferrero, dedicata all\u2019imprenditore albese. A maggio 2024 ha inaugurato Circulating sketch, una personale in Cina nel prestigioso Teagan Space di Youyi Bay, nel distretto di Pechino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Milano, 21\/07\/2025. 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