{"id":118506,"date":"2025-09-19T18:29:10","date_gmt":"2025-09-19T18:29:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/118506\/"},"modified":"2025-09-19T18:29:10","modified_gmt":"2025-09-19T18:29:10","slug":"la-visione-dietro-i-nuovi-occhiali-di-meta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/118506\/","title":{"rendered":"La visione dietro i nuovi occhiali di Meta"},"content":{"rendered":"<p>Caricamento player<\/p>\n<p>I Ray-Ban Meta Glasses, gli occhiali tecnologici con cui si possono fare foto e video, stanno diventando i prodotti fisici <a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2025\/06\/25\/meta-occhiali-ray-ban-luxottica\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">pi\u00f9 venduti da Meta<\/a>, e proprio per questo l\u2019azienda sta provando a capitalizzare il pi\u00f9 possibile quel successo. Questa settimana Mark Zuckerberg, il CEO della societ\u00e0, ha presentato una nuova versione degli occhiali con una novit\u00e0 attesa da tempo: un minuscolo schermo che si attiva su una delle due lenti per mostrare applicazioni, condividere contenuti e scegliere la musica da ascoltare. Nelle intenzioni di Zuckerberg, i nuovi occhiali faranno da tramite per i servizi di intelligenza artificiale di Meta e in certa misura serviranno per rimettere insieme i cocci del \u201cmetaverso\u201d, il suo progetto che finora non ha funzionato.<\/p>\n<p>I Meta Ray-Ban Display ricordano i <a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2024\/02\/11\/google-glass-storia\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Google Glass<\/a>, gli occhiali per la realt\u00e0 aumentata che una decina di anni fa Google aveva provato a sviluppare senza grande successo. I tempi non erano maturi e a differenza di Meta la societ\u00e0 all\u2019epoca non poteva contare sull\u2019aiuto di EssilorLuxottica, la gigantesca multinazionale che di fatto controlla il mercato mondiale degli occhiali con decine di marchi, compreso Ray-Ban. I progettisti di Google avevano immaginato una montatura essenziale con un piccolo prisma, che avrebbe mostrato immagini a chi la indossava, sovrapponendo immagini virtuali a quelle reali, la cosiddetta \u201crealt\u00e0 aumentata\u201d. Meta ha raggiunto lo stesso obiettivo, ma con una soluzione pi\u00f9 pratica e con le famose e riconoscibili montature di Ray-Ban.<\/p>\n<p>I nuovi occhiali <a href=\"https:\/\/www.meta.com\/it-it\/blog\/meta-ray-ban-display-ai-glasses-connect-2025\/?srsltid=AfmBOoqSwUO2eiG6v-WhYOPmQ_OWWxjVO_u0WRRRiuBaFCg6pHCpiImv\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">mostrati mercoled\u00ec<\/a> da Zuckerberg, nel corso dell\u2019annuale evento per gli sviluppatori a Menlo Park (California), ricordano la versione precedente con le fotocamere inserite nella montatura e le stanghette molto spesse, per contenere l\u2019elettronica e le batterie che fanno funzionare il sistema. La novit\u00e0 pi\u00f9 rilevante, cio\u00e8 lo schermo proiettato su una delle due lenti, \u00e8 in realt\u00e0 la pi\u00f9 nascosta: le immagini sulla lente sono infatti visibili solo a chi indossa gli occhiali e non a chi si ha intorno. L\u2019interfaccia \u00e8 semplice ed essenziale e lascia sempre vedere in trasparenza ci\u00f2 che si ha davanti, per evitare di essere troppi distratti dalle immagini proiettate.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3408651 size-full\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/1758278151-AP25261025027022.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"800\"  \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\" style=\"--width: 100%\">Il CEO di Meta, Mark Zuckerberg, durante la presentazione dei nuovi occhiali (AP Photo\/Nic Coury)<\/p>\n<p>Per controllare ci\u00f2 che avviene sullo schermo si possono usare i comandi vocali, oppure un bracciale da indossare al polso che ricorda gli \u201csmart band\u201d per l\u2019attivit\u00e0 fisica. Il dispositivo riconosce i movimenti delle dita e li traduce in comandi da fare eseguire agli occhiali, come aprire una notifica, usare la fotocamera o rispondere a una chiamata. Un futuro aggiornamento render\u00e0 possibile scrivere risposte ai messaggi, disegnando le parole con un dito su una superficie.<\/p>\n<p>Anche per i Meta Ray-Ban Display, Zuckerberg ha insistito molto sulla presenza di sistemi di intelligenza artificiale, che collegati alle fotocamere permettono agli occhiali di \u201cvedere\u201d che cosa hanno intorno e offrire consigli e suggerimenti a chi li indossa. Dal palco ha quindi annunciato una dimostrazione in tempo reale, che per\u00f2 \u00e8 fallita. L\u2019AI degli occhiali avrebbe dovuto consigliare i vari passi di una ricetta per preparare una salsa, ma il sistema si \u00e8 piantato quasi subito rendendo impossibile la dimostrazione.<\/p>\n<p>Qualche altro imprevisto durante la presentazione ha suggerito che i nuovi occhiali abbiano ancora qualcosa da sistemare, bench\u00e9 la loro messa in vendita negli Stati Uniti sia prevista per il prossimo 30 settembre. Costeranno 799 dollari, circa il doppio rispetto alla versione precedente, che ha per\u00f2 meno funzionalit\u00e0 (ne \u00e8 stata comunque presentata una nuova edizione). Meta dice che con un utilizzo medio la carica dura circa 6 ore, ma le stime sull\u2019autonomia di questi prodotti sono spesso ottimistiche e dipende molto da come vengono utilizzati.<\/p>\n<p>Le prime recensioni sui nuovi occhiali sono state nella maggior parte dei casi <a href=\"https:\/\/www.theverge.com\/tech\/779566\/meta-ray-ban-display-hands-on-smart-glasses-price-battery-specs\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">positive<\/a>, soprattutto per quanto riguarda la visibilit\u00e0 e la luminosit\u00e0 dello schermo che si attiva nella lente. \u00c8 molto evidente, ma al tempo stesso non ostacola troppo la vista ed \u00e8 ben visibile anche alla luce solare grazie alle lenti di tipo Transitions, quelle che si oscurano se ci si trova al Sole. Il bracciale per inviare i comandi ha ricevuto recensioni positive, anche se occorre prendere dimestichezza con i movimenti delle dita necessari per gestire gli occhiali.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni Meta ha faticato pi\u00f9 di altre aziende tecnologiche nello sviluppare nuovi prodotti che, in un modo o nell\u2019altro, si potessero adattare ai servizi offerti dalla societ\u00e0 come Instagram, Facebook e WhatsApp. La societ\u00e0 ha speso circa 100 miliardi di dollari per sviluppare e promuovere prima i caschi per la realt\u00e0 virtuale, poi soluzioni ibride per la realt\u00e0 aumentata e infine il concetto di metaverso, cio\u00e8 l\u2019idea di un\u2019evoluzione dei suoi social network verso un ambiente con un misto di elementi reali e virtuali. L\u2019improvviso successo di ChatGPT e in generale delle intelligenze artificiali ha portato la societ\u00e0 a rivedere i propri piani, abbandonando almeno in parte il concetto iniziale di <a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2025\/01\/13\/metaverso-che-fine-ha-fatto\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">metaverso<\/a>, che ora sta cercando di ridefinire.<\/p>\n<p>Durante la presentazione di mercoled\u00ec, Zuckerberg ha chiaramente provato a salvare la parola, che del resto d\u00e0 persino il nome alla sua societ\u00e0 Meta, dandole un significato un po\u2019 diverso: \u00abIl nostro obiettivo \u00e8 realizzare occhiali dall\u2019aspetto accattivante che offrano una superintelligenza personale e una sensazione di presenza attraverso ologrammi realistici. L\u2019unione di queste idee \u00e8 ci\u00f2 che chiamiamo Metaverso\u00bb. Nei piani di Zuckerberg nei nuovi occhiali dovrebbero quindi confluire gli sviluppi degli ultimi anni in vari settori di Meta, portando le AI su un prodotto fisico prima della concorrenza, che sta faticando a ideare nuovi dispositivi al di l\u00e0 degli smartphone.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Caricamento player I Ray-Ban Meta Glasses, gli occhiali tecnologici con cui si possono fare foto e video, stanno&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":118507,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[173],"tags":[1537,90,89,195,198,199,197,200,201,194,196],"class_list":{"0":"post-118506","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-scienza-e-tecnologia","8":"tag-it","9":"tag-italia","10":"tag-italy","11":"tag-science","12":"tag-science-and-technology","13":"tag-scienceandtechnology","14":"tag-scienza","15":"tag-scienza-e-tecnologia","16":"tag-scienzaetecnologia","17":"tag-technology","18":"tag-tecnologia"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/118506","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=118506"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/118506\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/118507"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=118506"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=118506"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=118506"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}