{"id":118777,"date":"2025-09-19T22:01:12","date_gmt":"2025-09-19T22:01:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/118777\/"},"modified":"2025-09-19T22:01:12","modified_gmt":"2025-09-19T22:01:12","slug":"la-valle-dei-sorrisi-e-lhorror-italiano-che-non-sapevamo-di-volere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/118777\/","title":{"rendered":"La valle dei sorrisi \u00e8 l\u2019horror italiano che non sapevamo di volere"},"content":{"rendered":"<p class=\"has-dropcap\"><strong>La valle dei sorrisi<\/strong> \u00e8 l\u2019horror che non sapevamo di volere, come dice la gente che piace sui social. Dirige Paolo Strippoli, promessa del nostro cinema che guarda a Dario Argento, protagonista \u00e8 Michele Riondino, sempre molto a fuoco. La trama segue un ex campione di judo che arriva a Remis, paesino sperduto tra le montagne, con un lutto immenso e impossibile da superare. Qui scopre che la comunit\u00e0 ha trovato un rimedio soprannaturale alla sofferenza: gli abbracci di Matteo, un adolescente introverso e sorvegliato dal padre, cancellano il dolore e regalano sorrisi e serenit\u00e0, ma presto il lato oscuro del meccanismo affiora e travolge le vite di tutti. Non si pu\u00f2 rivelare di pi\u00f9 perch\u00e9 lo spoiler \u00e8 dietro l\u2019angolo ma di certo di film horror italiani cos\u00ec convincenti non ne vedevamo da un po\u2019.<\/p>\n<p>Il film \u00e8 stato confezionato, promozionalmente, come un coming of age (cio\u00e8 un racconto di formazione) incartato nell\u2019horror \u2013 perch\u00e9 forse conviene venderlo cos\u00ec \u2013 e c\u2019\u00e8 del vero: seguiamo il ragazzo che impara a misurarsi con la crescita, con la scoperta della propria identit\u00e0 e del proprio lato oscuro. Ma ridurre La valle dei sorrisi solo a questo rischia di sminuirlo. L\u2019ordito soprannaturale non \u00e8 fumo negli occhi: l\u2019horror qui \u00e8 motore autentico della storia, tiene insieme i personaggi e le loro paure, incolla allo schermo senza effetti speciali barocchi. Strippoli costruisce tensione attraverso i silenzi disturbanti, le facce che tacciono pi\u00f9 di quanto dicano, i paesaggi alpini che diventano cornice minacciosa. Tutto procede per accumulo: piccoli dettagli, segnali, rituali che sembrano innocui ma che lentamente mostrano l\u2019inquietudine che li genera. Fino al climax finale, che le urla le strappa davvero, senza mai scadere nel puro artificio.<\/p>\n<p>Il merito va anche agli interpreti. Michele Riondino sceglie la strada della sottrazione: il suo dolore non \u00e8 mai esibito, ma percepito in ogni sguardo e gesto trattenuto. Giulio Feltri incarna con precisione il lato pi\u00f9 ambiguo e complice del paese, mentre il giovane Matteo resta un enigma: fragile e tenero, ma al tempo stesso strumento di un potere che inquieta. Intorno a loro, un coro di adulti che completa la tela della comunit\u00e0 con la stessa complicit\u00e0 che rende tutto possibile.<\/p>\n<p>La regia lavora per contrasti: i campi lunghi delle montagne respirano libert\u00e0, ma i primi piani mordono la pelle. Ogni scelta visiva serve a trasformare l\u2019abbraccio in minaccia. Non c\u2019\u00e8 bisogno di mostri digitali: il vero orrore sta nella nostra incapacit\u00e0 di accettare il dolore, e nella facilit\u00e0 con cui cediamo al miraggio di cancellarlo.<\/p>\n<p>Certo, qualche limite c\u2019\u00e8: la sceneggiatura a tratti si sente in dovere di spiegare pi\u00f9 del necessario, rallentando la tensione; e alcuni personaggi secondari rimangono abbozzati, pedine utili alla trama ma poco sviluppate. Ma resta la sensazione di un film che ha coraggio, che non teme di guardare il lutto e l\u2019ipocrisia di una comunit\u00e0 per trasformarli in materia di cinema.<\/p>\n<p>E se davvero l\u2019horror italiano \u00e8 tornato, \u00e8 perch\u00e9 ha trovato la voce per raccontare non solo i mostri esterni, ma quelli che abitiamo. La valle dei sorrisi lo conferma: pi\u00f9 vivo che mai.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La valle dei sorrisi \u00e8 l\u2019horror che non sapevamo di volere, come dice la gente che piace sui&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":118778,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[203,454,204,1537,90,89,80929,1521,5445],"class_list":{"0":"post-118777","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-entertainment","9":"tag-film","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-michele-riondino","15":"tag-movies","16":"tag-recensioni"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/118777","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=118777"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/118777\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/118778"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=118777"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=118777"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=118777"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}