{"id":118797,"date":"2025-09-19T22:12:31","date_gmt":"2025-09-19T22:12:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/118797\/"},"modified":"2025-09-19T22:12:31","modified_gmt":"2025-09-19T22:12:31","slug":"la-riforma-della-sanita-lombarda-non-convince-i-medici-bresciani-il-42-esprime-un-giudizio-critico-come-emerge-nel-sondaggio-realizzato-dallordine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/118797\/","title":{"rendered":"La riforma della sanit\u00e0 lombarda non convince i medici bresciani: il 42% esprime un giudizio critico come emerge nel sondaggio realizzato dall\u2019Ordine"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\">La riforma della sanit\u00e0 lombarda (regolata dal D.M. 77 e dalla legge regionale 22\/2021) punta a riorganizzare il sistema sanitario rafforzando l\u2019integrazione tra ospedale e territorio, introducendo Case e Ospedali della Comunit\u00e0 e valorizzando i Distretti. L\u2019obiettivo \u00e8 promuovere un nuovo modello assistenziale per valorizzare la presa in carico sul territorio e migliorare la gestione dei pazienti cronici.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Questo riordino, tuttavia, lascia degli interrogativi ancora da sciogliere, fra cui la definizione delle funzioni e modalit\u00e0 di lavoro che avranno i professionisti della salute nelle Case della Comunit\u00e0, l\u2019implementazione di un unico sistema informatico, l\u2019effettiva integrazione tra aspetti sociali e sanitari.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><a name=\"_Hlk209006981\"\/><a name=\"_Hlk209006618\"\/> Per comprendere cosa pensano i medici bresciani di queste trasformazioni e come le vivono, lo scorso maggio <b>l\u2019Ordine dei Medici di Brescia ha realizzato un sondaggio on line fra gli iscritti<\/b>, con invio di mail dedicata, <b>cui hanno partecipato 1006 medici<\/b>, pari al 12% degli iscritti totali (all\u2019epoca del sondaggio pari a 8500) che fanno riferimento alla citt\u00e0 e all\u2019intera provincia: un dato di adesione significativo, in linea con altri sondaggi recenti. L\u2019et\u00e0 media dei partecipanti \u00e8 di 53,3 anni, paritaria la rappresentanza di uomini e donne (50,1% donne, 49,9% uomini). Per il 32% si tratta di medici ospedalieri, il 22% medici di famiglia e pediatri di libera scelta, il 21% liberi professionisti, l\u20198% medici dei servizi e in percentuali minori medici di altre strutture sanitarie, pensionati e odontoiatri.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">I risultati del sondaggio sono presentati e discussi sul nuovo numero della rivista ordinistica Brescia Medica, in uscita nei prossimi giorni e da domani scaricabile per tutti gli interessati dal sito\u00a0www.<a href=\"http:\/\/ordinemedici.brescia.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">ordinemedici.brescia.it<\/a>.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il primo dato che emerge dal sondaggio \u00e8 <b>la scarsa conoscenza, da parte dei medici, della normativa sulla riorganizzazione della sanit\u00e0 territoriale<\/b>: il 58% degli intervistati dichiara di averne una conoscenza superficiale o parziale, mentre l\u20198% ammette di non avere nessuna conoscenza al riguardo. Solo una minima percentuale, pari all\u20198,4% del campione, afferma di avere una buona conoscenza delle norme.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">I medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, che lavorano sul territorio, hanno in media una migliore conoscenza della riforma rispetto ai medici ospedalieri.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Anche la conoscenza dell\u2019effettiva attuazione e distribuzione dei servizi previsti dalla riforma nel Distretto in cui viene svolta la professione \u00e8 molto limitata (il 53% ha solo una cognizione minima).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Un secondo dato significativo riguarda il giudizio complessivo sulla riforma: <b>quasi il 42% dei medici bresciani intervistati la ritiene del tutto inutile o pensa sia poco probabile che porti a miglioramenti<\/b>. <\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">I pi\u00f9 critici sono proprio i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, che per il 58% esprimono un giudizio contrario alla riorganizzazione della sanit\u00e0 territoriale.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Interessante osservare come <b>i giudizi negativi sono superiori fra chi dichiara di avere una buona conoscenza delle norme<\/b> (40,5% di pareri critici) o almeno discreta (54,5%), rispetto a chi ritiene di non averne nessuna conoscenza (19,4% di giudizi negativi) o minima (35,7%).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Riguardo agli obiettivi della riforma sanitaria lombarda, pur con un giudizio complessivo largamente negativo, secondo il 57% del campione vi potr\u00e0 essere un miglioramento dell\u2019appropriatezza delle cure, mediante un approccio pi\u00f9 sistematico ai malati cronici. Non, invece, un impatto significativo sulla medicina territoriale nel suo complesso, perch\u00e9 vi \u00e8 ancora poca chiarezza (ne \u00e8 convinto oltre un terzo degli intervistati, pari al 35,7%), e nemmeno una pi\u00f9 stretta collaborazione con gli altri operatori sanitari e socio-sanitari, con il volontariato e le istituzioni locali (la ritiene possibile solo un quarto dei responders, pari al 26,8%).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>Cosa servirebbe, quindi, per migliorare l\u2019assistenza territoriale?<\/b> Secondo i medici bresciani gli aspetti pi\u00f9 importanti sono il coinvolgimento\/educazione della popolazione e dei pazienti e la digitalizzazione (che comprende ad esempio la telemedicina, la condivisione dei dati, una maggiore fruibilit\u00e0 del fascicolo sanitario).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Mentre<b> la proposta di trasformare i medici di medicina generale e pediatri di libera scelta in dipendenti del SSN \u00e8 ritenuta di scarso rilievo<\/b>: solo il 34,5% del campione la reputa importante (rilevanza che scende al 15,6% se si considera solo il punto di vista dei medici di medicina generale, ma che sale al 51,7% secondo il parere degli ospedalieri). <\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il sondaggio ha approfondito anche <b>il ruolo delle Case della Comunit\u00e0<\/b>, che nella riforma diventeranno il fulcro dei servizi territoriali, luogo di integrazione tra servizi sociali e sanitari e di collaborazione fra medicina specialistica e medici di medicina generale. <\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Nonostante i dubbi e le criticit\u00e0, gli intervistati ritengono che nelle Case della Comunit\u00e0 i medici di medicina generale potranno gestire i propri pazienti cronici in un setting diverso con personale medico specialistico e infermieristico, e realizzare progetti di medicina preventiva, comprese le vaccinazioni, mentre gli specialisti potranno effettuare visite in un ambiente di prossimit\u00e0, con una migliore collaborazione con il medico di medicina generale nella gestione di casi complessi, svolgendo anche attivit\u00e0 di formazione\/consulenza per il medico di medicina generale e il team di assistenza.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">L\u2019Ordine dei Medici, secondo il campione, dovrebbe avere un ruolo di stimolo verso le istituzioni (per il 48% dei responders) rispetto al tema della riforma della medicina territoriale e dell\u2019integrazione ospedale-territorio, rivolgendosi a tutti i professionisti, non solo ai medici di medicina generale.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Per affrontare la sfida della cronicit\u00e0 e valorizzare la presa in carico dei pazienti sul territorio, l\u2019Ordine ha definito una strategia che fa leva su un cambiamento culturale, prima ancora che strutturale. <\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Si \u00e8 dato vita ad <b>un gruppo di lavoro<\/b> che coinvolge ATS e ASST del territorio insieme ai principali ospedali privati accreditati, ad esponenti della medicina generale e della pediatria di famiglia. <\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Attraverso il tavolo di confronto e la promozione di convegni tematici \u00e8 stato messo a punto un percorso formativo per gli operatori sanitari, orientato a facilitare il <b>lavoro in team multidisciplinari<\/b>, l\u2019acquisizione di <b>nuove competenze<\/b> gestionali, organizzative e relazionali, l\u2019integrazione dei bisogni sanitari con quelli sociali, la condivisione dei percorsi tra ospedale e territorio.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Nei prossimi mesi l\u2019Ordine intende inaugurare <b>un corso per referenti delle Aggregazioni Funzionali Territoriali <\/b>dei Medici di Medicina Territoriale \u2013 circa 40 nel territorio bresciano \u2013 che avranno il compito di coordinare l\u2019attivit\u00e0 dei colleghi e di interfacciarsi con gli altri livelli deputati all\u2019assistenza sanitaria e sociale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La riforma della sanit\u00e0 lombarda (regolata dal D.M. 77 e dalla legge regionale 22\/2021) punta a 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