{"id":11882,"date":"2025-07-27T13:41:15","date_gmt":"2025-07-27T13:41:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/11882\/"},"modified":"2025-07-27T13:41:15","modified_gmt":"2025-07-27T13:41:15","slug":"mi-hanno-inseguito-i-mostri-finche-non-li-ho-inseguiti-io","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/11882\/","title":{"rendered":"Mi hanno inseguito i mostri finch\u00e9 non li ho inseguiti io"},"content":{"rendered":"\n<p>Delle due l\u2019una: o io ho inseguito Moby Dick o Moby Dick ha inseguito me. Ma magari ci siamo semplicemente inseguiti a vicenda. Quando ancora valeva il principio di ogni buon lettore &#8211; di un lettore forte si diceva, che voleva poi significare il massimo del privilegio &#8211; non potevano mancare i russi, i francesi, gli anglo-americani, i tedeschi (in primis Thomas Mann), meno gli spagnoli (giusto Don Chisciotte e qualcosa di Quevedo, ma anche di P\u00e9rez Gald\u00f3s: per gli spagnoli vincevano i tre del \u201csiglo de oro\u201d), solo pi\u00f9 tardi i mitteleuropei (a partire da Joseph Roth) ma quasi nulla gli scandinavi che non fossero Ibsen e Peer Gynt.  <\/p>\n<p>Non parliamo poi dei cinesi o dei giapponesi, di cui ci arrivava ben poco (ricordo solo Lin Yutang, di cui lessi Momento a Pechino tradotto dal francese da Jahier o Mishima, di cui si favoleggiava il nazionalismo ascetico e di cui lessi Il padiglione d\u2019oro). Per i russi e i francesi era tutto pi\u00f9 liscio. Cos\u00ec per inglesi e americani, di cui erano stati Vittorini e Pavese a suonarci la diana, ma anche un po\u2019, quantunque meno incombente, Emilio Cecchi di America amara. <\/p>\n<p>In ambito anglo-americano, da Poe &#8211; magari passando per Baudelaire &#8211; fino a Bellow o Malamud ho letto molto, ma non i pi\u00f9 attorcigliati e sperimentali, da cui sono sempre rimasto lontano o perch\u00e9 impaurito (non ho mai letto l\u2019Ulisse, sentendomi in buona compagnia con Calvino e con Pavese). Ma ho letto invece il Dickens del Pickwick con grande gusto. Curioso in ogni caso che di tutto questo mi resti soprattutto ci\u00f2 che ho dimenticato, come \u00e8 successo a S\u00fcskind che ne parla in un suo delizioso racconto. <\/p>\n<p>Tornando a Pavese, che per l\u2019adolescenza della mia generazione \u00e8 stato una frequentazione assidua, \u00e8 stato lui a muovermi verso Melville e verso Moby Dick la prima volta. Sono stato uno studente spesso disilluso, ma un lettore vorace, sempre pronto a raccogliere sollecitazioni e consigli, anche se forse mi appassionavano fin d\u2019allora le voci dei perdenti, degli sconfitti o degli \u201cinetti\u201d, dei \u201csenza qualit\u00e0\u201d o d\u2019altra qualit\u00e0, di cui cercavo a modo mio &#8211; anche fraintendendo &#8211; titoli di diversa provenienza, dal Fr\u00e9d\u00e9ric Moreau dell\u2019Educazione sentimentale al Myskin di Dostoevskij. <\/p>\n<p>Non so tuttavia perch\u00e9, pur avendo affrontato romanzi di grande estensione come il Chisciotte o Guerra e pace o I fratelli Karamazov, non sia mai riuscito ad affrontare seriamente Moby Dick. Grazie a Pavese, avevo comprato il romanzo nella sua traduzione, ma me n\u2019ero allontanato quasi subito, fermo alle pagine dell\u2019Etimologia, mentre avevo divorato La lettera scarlatta dell\u2019amico Nathaniel Hawthorne, cui Moby Dick \u00e8 dedicato. <\/p>\n<p>Avevo anche letto Benito Cereno, che avevo sottolineato in molti passaggi, e il Bartleby scrivano, che mi aveva incantato con la sua condizionale ostinazione, in cui riconoscevo un poco di me. Avevo vent\u2019anni, molte letture alle spalle ma Moby Dick mi pareva greve, forse anche perch\u00e9 non ho una passione divorante per il mare, e non vivevo spiccate \u201cfantasticherie oceaniche\u201d, quantunque amassi Conrad, ma forse per via dei suoi outcast, che stimolavano la mia passione per i margini e per gli emarginati. <\/p>\n<p>Trascorso un decennio, ho ripreso in mano Moby Dick quando leggendo Il Sistema Periodico di Primo Levi (correva l\u2019anno 1975 e i miei anni erano ormai trenta) al racconto Fosforo m\u2019ero imbattuto in questo passo: \u00abL\u2019indomani stesso mi licenziai dalle Cave, e mi trasferii a Milano con le poche cose che sentivo indispensabili: la bicicletta, Rabelais, le Macaroneae, Moby Dick tradotto da Pavese ed altri pochi libri, la piccozza, la corda da roccia, il regolo logaritmico e un flauto dolce\u00bb. <\/p>\n<p>Spinto questa volta da Levi, riprovai. Se Moby Dick era per lui \u201cindispensabile\u201d, come avrei potuto non dargli ascolto? Mi ci rimisi e questa volta arrivai al nero della \u201cLocanda del Baleniere\u201d immergendomi nell\u2019incontro notturno di Ismaele con il tatuatissimo Quiqueg e col suo \u201cJogio\u201d in quel memorabile letto condiviso, incontrando il mistero di Achab e il promiscuo, sgangherato, equipaggio del Pequod, ma incagliandomi poi nell\u2019insopportabile \u201cCetologia\u201d. E io che purtroppo non riesco a fare salti di pagine, respinsi nuovamente Moby Dick nel mio limbo di lettore: l\u00ec confinato per trentacinque anni. <\/p>\n<p>E c\u2019\u00e8 voluto il Covid a risvegliare Moby Dick dal lungo sonno. Tempo ne avevo: un bene da un male. Potevo mettere a confronto il mostro coi mostri e tirai gi\u00f9 dagli scaffali il libro, in cui mi sono finalmente immerso per giorni vivendone l\u2019attualit\u00e0, estraendone perle irresistibili, parteggiando (\u201cmaturit\u00e0 \u00e8 tutto\u201d?) per una scrittura cui Pavese \u00e8 riuscito &#8211; e so bene che Ottavio Fatica ne ha dato un\u2019altra traduzione &#8211; a strappare la vertigine d\u2019abisso (quel \u201cminatore sotterraneo che lavora in tutti noi\u201d) di cui l\u2019assurda, estrema, tragica lotta oceanica diventa il simbolo.  <\/p>\n<p>Il grandioso, l\u2019affocato, l\u2019eroico, che vibrano nel precipizio del grandissimo stile e fanno ormai di questo libro-mondo, che tanto ho tardato a leggere, una delle mie compagnie pi\u00f9 solide ed entusiasmanti. Nell\u2019abisso visionario della fine, i sommersi del Pequod gettano un\u2019ombra duratura su tanti altri naufragi, convertendosi nelle vittime di una catastrofe emblematica, da cui tuttavia, tra tanti \u201cfigli\u201d sommersi, almeno uno &#8211; quantunque \u201corfano\u201d &#8211; si \u00e8 per fortuna salvato. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Delle due l\u2019una: o io ho inseguito Moby Dick o Moby Dick ha inseguito me. Ma magari ci&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":11883,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1445],"tags":[1608,203,204,1537,90,89,1609,15063],"class_list":["post-11882","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-libri","tag-books","tag-entertainment","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-libri","tag-riscoperte"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11882","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11882"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11882\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11883"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11882"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11882"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11882"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}