{"id":122766,"date":"2025-09-22T01:20:15","date_gmt":"2025-09-22T01:20:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/122766\/"},"modified":"2025-09-22T01:20:15","modified_gmt":"2025-09-22T01:20:15","slug":"fuori-orario-e-tutto-in-una-notte-limpensabile-diventa-realta-una-lettura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/122766\/","title":{"rendered":"\u201cFuori orario\u201d e \u201cTutto in una notte\u201d: l\u2019impensabile diventa realt\u00e0. Una lettura"},"content":{"rendered":"<p>Possiamo asserire senza tema di smentita che\u00a0<strong>Fuori orario\u00a0(1986) non \u00e8 solo uno dei film pi\u00f9 brillanti e alacri di Scorsese ma anche una vera e propria pellicola culto nella sua filmografia nutrita e variegata.<\/strong>\u00a0L\u2019idea portante di ambientare un intero film nell\u2019arco di una sola notte \u00e8 una sfida che Scorsese vince con bravura e ha in s\u00e9 richiami picareschi che virano al grottesco\u2026 Non \u00e8 di notte, del resto, nella diegetica di tanta letteratura, che si snodano le storie pi\u00f9 nascoste, imprevedibili e ricche di mistero?\u00a0<\/p>\n<p>\n          a cura di Alessio Mannino      <\/p>\n<p>Un programmatore di computer di nome Paul Hackett, persona ordinaria e razionale per eccellenza, verr\u00e0 catapultato in esperienze che hanno dell\u2019assurdo e metteranno a dura prova la sua compassata compostezza iniziale. Se il Joyce dell\u2019Ulisse\u00a0dedicava un intero libro all\u2019epopea di un solo giorno dei suoi personaggi (16 giugno 1904),\u00a0<strong>Scorsese impiega ogni mezzo registico (e virtuosistico) per imprimere dinamismo all\u2019epopea di una singola notte<\/strong>\u00a0e delle disavventure che porta con s\u00e9 per l\u2019ignaro protagonista. La pellicola diviene un incubo allucinato e venato di ironia, iperbolico e inquieto. Se la carrellata iniziale, nell\u2019ufficio in cui lavora il protagonista, dichiara un mestiere solido e un\u2019arguzia visiva assoluta, muovendosi tra le scrivanie come tra i meandri di un labirinto di comune operosit\u00e0 impiegatizia, per poi passare a inquadrare le mani dei soggetti intenti al lavoro, allora si capisce bene che siamo di fronte a un film non comune, ricco di una forza propulsiva e di orge di espedienti visivi icastici e narrativamente eleganti. \u00c8 bene accennare che, qui come in\u00a0Cape Fear, viene letteralmente citato Henry Miller, nello specifico\u00a0Tropico del Cancro, che lo stile plastico e vicino allo\u00a0stream of consciousness\u00a0dell\u2019autore, ha molto di simile non solo a C\u00e9line ma anche al gi\u00e0 citato Joyce, e trova nel film la cifra di un\u2019espressione vicina a un flusso preconscio e caleidoscopico, sbalzato nella pellicola in maniera apparentemente non mediata, attraverso un profluvio di idee e situazioni al limite del paradossale e di una freschezza e vivacit\u00e0 desuete anche per chi, tra registi affini, amasse davvero osare. In realt\u00e0 si capisce bene che il film intero pur apparendo sotto questa veste di spontaneismo creativo, \u00e8 frutto di una costruzione a tavolino mai cos\u00ec minuziosa e studiata.<\/p>\n<p>Sembra che Scorsese si diverta a tessere le fila di una storia ordinaria e straordinaria nel medesimo tempo registico, passando dall\u2019iperrealismo di una citt\u00e0 imperlata di pioggia che trae vividi riflessi di luci e insegne tali da avere del sensuale proprio come era avvenuto in\u00a0Taxi Driver, alla puntuale messa in scena di un tempo ora velocissimo e isterico, ora dilatato e inquieto, che avvolge di assurdo mistero dettagli altrimenti consueti e banali. Tutti quei dettagli che ingenerano nel protagonista una sorta di angoscia presaga che sfocia poi in una serie ininterrotta di colpi gobbi del destino. Ora attraverso lo zoom, ora attraverso carrellate di avvicinamento e allontanamento, ora attraverso una ripresa che asseconda i movimenti di oggetti e soggetti fino a accrescerne la carica mobile e plastica, o attraverso panoramiche circolari e a schiaffo, Scorsese imprime alla pellicola un isterico e animatissimo senso del movimento non scevro per\u00f2 di un\u2019asfissia della ragione e un apparente esilio dalla normalit\u00e0.\u00a0<strong>In questo contesto, come detto, l\u2019ordinario diviene straordinario, e lo straordinario appare cosa mai cos\u00ec fondata e realistica nella sua messa in scena.<\/strong>\u00a0Il vaso di Pandora \u00e8 aperto e la sequela di rischi, pericoli, scomode situazioni che il programmatore vive \u00e8 un insieme di trovate uniche, ora cupe ora arlecchinesche, che descrivono un contesto in cui niente \u00e8 ci\u00f2 che immediatamente appare: esattamente come in una sorta di neo-medioevo, la realt\u00e0 veste delle maschere e ama il nascondimento; e quando le maschere calano mettono in mostra male e pericolo.\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"683\" height=\"1024\" alt=\"\" class=\"wp-image-104937 lazyload\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/FUORI_ORARIO-683x1024.jpg\"  data-\/><\/p>\n<p>Simile a un gigante organismo vivente la citt\u00e0 reagisce ad ogni singola mossa del protagonista con contromosse che lo mettono alla prova con un carosello di contrattempi, disagi e rischi che sfociano perfino in un tentato linciaggio nel convulso finale; un organismo in suppurazione che espelle la scheggia confitta sotto la sua pelle-superficie, Paul, come un elemento estraneo. E Paul Hackett \u00e8 di fatto estraneo e sempre pi\u00f9 stropicciato e estraniato, incredulo, di fronte al debordante avanzare di un destino di malasorte che si risolve poi in una chiusa senza pari, carambolesca e da teatro dell\u2019assurdo. L\u2019espediente di mettere a dura prova e fino all\u2019esasperazione un individuo ragionevole e razionale, solidamente integrato, nell\u2019arco di una sola notte, diviene un enorme congegno registico a orologeria, con un crescendo rossiniano di disguidi e avvenimenti avversi che hanno del kafkiano\u2026 Esattamente come ne\u00a0Il processo\u00a0o\u00a0La metamorfosi\u00a0di Kafka, non ci si chiede perch\u00e9 l\u2019assurdo avvenga o si manifesti, perch\u00e9 vive di vita propria e rigetta ogni forma di spiegazione e addentellato razionalmente fondato: esso sembra non avere un\u2019origine seppure ha un inizio.\u00a0<\/p>\n<p>Forse vale la pena di notare come questa black-comedy notturna, ancorch\u00e9 non misogina, metta in scena una sorta di continua castrazione psicologica del protagonista, attraverso l\u2019incontro con donne che incarnano forme di perturbante\u2026 Basterebbe citare l\u2019immagine in cui Paul, che si d\u00e0 una rinfrescata nel bagno di un locale cheap, vede sul muro il graffito di un pescecane che morde un pene. Titolo originale: \u201cAfter-Hours\u201d: traducibile come \u201cdopolavoro\u201d.Andamento circolare della pellicola, comincia nel luogo di lavoro e finisce con un nuovo ingresso in esso, mai cos\u00ec improbabile e straniante, mentre albeggia. Vinse il cinquantaseiesimo Festival di Cannes per la regia.<\/p>\n<p>Una curiosit\u00e0: Inizialmente il film doveva essere diretto da un giovanissimo Tim Burton ma Scorsese lesse la sceneggiatura dopo la realizzazione del controverso\u00a0L\u2019ultima tentazione di Cristo\u00a0e Burton rinunci\u00f2 di buon grado alla regia del film quando Scorsese espresse di volerlo dirigere personalmente.<\/p>\n<p><strong>Tutto in una notte<\/strong><strong>\u00a0di John Landis (titolo originale: \u201cInto the night\u201d) esce lo stesso anno di\u00a0Fuori orario\u00a0(1986) e pur avendo una struttura simile al film di Scorsese (l\u2019idea di fondo \u00e8 la stessa: un\u2019epopea di disguidi e accadimenti avversi lunga una sola notte) ha un impianto diegetico e un tocco registico ben diverso.\u00a0<\/strong>I due protagonisti sono un Jeff Goldblum (Ed Okin nel film: ovvero il prototipo dell\u2019uomo comune) e una Michelle Pfeiffer (Diana nel film) davvero affiatati e scoppiettanti. A oggi il film di Landis \u2013 regista anarchico e scopertamente politico anche quando il suo sembra essere un discorso che esula dalla dimensione politica dell\u2019esistenza e dell\u2019esistente \u2013, non sembra aver risentito della sua et\u00e0 (solo anagraficamente superata) e offre un ritratto scanzonato dell\u2019America paranoica e controversa dell\u2019era reaganiana.\u00a0<\/p>\n<p>La partitura del film \u00e8 tesa e fitta di sorprese e rivolgimenti di trama, e sembra avere a che spartire, in quanto commedia nera, anche qualcosa con la tradizionale commedia degli equivoci, il tutto miscelato a elementi che potremmo definire di stampo quasi hitchcockiano nel calare il protagonista ignaro e dal profilo umano ordinario, all\u2019interno di un tourbillon di eventi inaspettati e avventurosi che hanno invece ben poco di comune e lo metteranno alla prova nello sfoderare inventiva e capacit\u00e0 di azzardare tali da collocare la dimensione castrante della sua vita precedente nell\u2019ambito del puro ricordo.<strong>\u00a0Il protagonista conduce infatti una vita routinaria e colma di elementi simili a altrettanti luoghi comuni dell\u2019american\u00a0way of life: una moglie che lo tradisce, un lavoro che lo vede insoddisfatto e una ansiosa forma di insonnia che sar\u00e0 il proscenio a un\u2019avventura a suo modo comica anche quando belluina, colma di un understatement che, anche nei momenti pi\u00f9 concitati e rocamboleschi, non pigia sul pedale della retorica e dell\u2019enfasi.\u00a0<\/strong>Interessante anche il discorso metafilmico di Landis che a un tratto presenta i due protagonisti all\u2019interno di un set cinematografico che viene letteralmente smontato pezzo a pezzo: prima Ed cerca di fare una chiamata da un telefono posticcio che due operatori gli portano via sotto gli occhi, poi si appoggia a un muro che sembra solido ma \u00e8 in realt\u00e0 un altro elemento di scena, finendo per rovinare all\u2019indietro mentre esso crolla: una sequenza che ha del chapliniano\u2026 Come a dire che il cinema \u00e8 la cosa pi\u00f9 insincera e artificiale che esiste, anche quando il suo discorso vuole farsi serio nel senso di \u201coggettivo\u201d, finisce per essere solo uguale e mai identico alla realt\u00e0 che narra.\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"683\" height=\"1024\" alt=\"\" class=\"wp-image-104938 lazyload\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/33043-683x1024.jpg\"  data-\/><\/p>\n<p>Le nuove esperienze di Ed sembrano divenire sempre pi\u00f9 assurde e irreali, in questo dedalo notturno di imprevisti e apparenze ingannevoli, doppie e anzi plurime, che lo mettono alla prova su un terreno sdrucciolo e a lui sconosciuto, ma finendo per essere pi\u00f9 concreto, veridico e vitale in questa nuova forma che non nel suo opaco passato medioborghese. \u00c8 questa una dimensione che gli consente di dare sfogo senza i legacci dell\u2019urbanamente consentito e di una morale da nodo scorsoio, a una forma disinibita di scelte e soluzioni, inventiva e resilienza, assolutamente fuori del copione grigio, senza respiro e ripetitivo, della sua esistenza di sempre.\u00a0<strong>Se le litanie esistenziali dell\u2019uomo qualunque sono la malattia di una societ\u00e0 improntata a valori posticci, materialismo, arrivismo, qualunquismo e mancanza di reale coraggio, allora il protagonista del film da antieroe della propria stessa esistenza diviene eroe di essa nell\u2019arco di una sola notte;\u00a0<\/strong>e non perch\u00e9 il suo sguardo sul mondo \u00e8 diverso da quello di chiunque altro, ma perch\u00e9 la vita, con un improvviso cambio di rotta e prospettiva, lo chiama a scegliere di non essere un sonnambulo che attraversa i giorni nell\u2019ovatta di un comportamento anodino e incapace di affrontare tutto il carico di un imprevisto che diviene legge; scozzando le carte di un\u2019esistenza torpida e priva di attrattive, per la quale non servivano n\u00e9 la capacit\u00e0 di osare n\u00e9 quella di reagire agli ostacoli e alle condizioni avverse, la vita di Ed diviene il campo delle sue scelte, invece di lasciarsi scegliere da essa.<\/p>\n<p>Tutto procede fuori dai canoni classici, in una forma che ibrida i generi e aggira gli stereotipi \u2013 come uso di questo regista cos\u00ec poco hollywoodiano anche quando sforna successi da botteghino \u2013 fino al risultato di spiazzare le aspettative dello spettatore. E il protagonista condivide con esso la scoperta dell\u2019impensabile e un cambiamento incessante delle regole del gioco: filmico e non.<\/p>\n<p>Impreziosiscono il film numerosi camei: Jack Arnold, Paul Bartel, David Bowie e David Cronenberg, John Demme, Don Siegel ed altri ancora.<\/p>\n<p>Se le due diverse pellicole sono la declinazione di un ordinario che deraglia dai propri binari\u00a0<strong>e dell\u2019inatteso che diventa regola, mettendo a dura prova due vite che non l\u2019avevano chiesto n\u00e9 sperato o cercato per s\u00e9<\/strong>, la possibile compromissione della tenuta della loro razionalit\u00e0 e del loro sangue freddo, nella pellicola di Scorsese \u00e8 il contrappasso di un\u2019esistenza spesa senza osare e figlia di un raziocinio asfittico che riconduce tutto alla regola del probabile e del consolidato; mentre in quella di Landis \u00e8 l\u2019occasione irripetibile di far valere il proprio coraggio e la propria capacit\u00e0 di scelta, sul piano di risposte a una lotta senza esclusione di colpi (anche di scena) e in un duello all\u2019ultimo azzardo, con un\u2019asta al rialzo dei rischi e dei possibili vantaggi. Finale amaro e grottesco in\u00a0Fuori orario, lieto e aperto in\u00a0Tutto in una notte.<\/p>\n<p>Per finire potremmo dire che sia Landis sia Scorsese, non hanno mai avuto tanta voglia di \u201cgiocare\u201d con le aspettative del genere e degli stessi spettatori, offrendo dei virtuosismi di scrittura e di regia che piegano plasticamente le immagini e gli snodi delle due pellicole, al servizio di deliranti (filologicamente, la parola \u201cdelirio\u201d significa \u201cuscita dal solco\u201d) espedienti picareschi, i quali scrivono e riscrivono la condotta di due nauti di uno stesso destino che non si dispiega conformemente alle mortifere situazioni che erano la norma prima di una notte tale da inverare una poiesi dell\u2019inatteso \u2013 sia sul piano degli accadimenti sia su quello della capacit\u00e0 di farvi fronte.<\/p>\n<p>Parafrasando Scheler: la vita \u00e8 sempre pi\u00f9 della somma dei suoi singoli istanti\u2026 E i due registi sembrano volerlo ribadire cambiando drasticamente le carte in tavola di due vite spese all\u2019insegna di una sommatoria di gesti e comportamenti uniformi e senza sobbalzi.<\/p>\n<p><strong>Massimo Triolo<\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/eventi.mondadoristore.it\/it\/event\/2025\/09\/25\/massimo-triolo-presenta-il-libro-il-sacrificio-del-miele-raffaelli-edi\/20501\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">*Massimo Triolo presenter\u00e0 il suo ultimo libro in versi, \u201cIl sacrificio del miele\u201d (Raffaelli), gioved\u00ec 25 settembre ad Arezzo, ore 18, presso la libreria Mondadori (via Roma, 15)<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Possiamo asserire senza tema di smentita che\u00a0Fuori orario\u00a0(1986) non \u00e8 solo uno dei film pi\u00f9 brillanti e alacri&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":122767,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[640,203,454,82662,204,1537,90,89,82663,24700,82664,1521,82665],"class_list":{"0":"post-122766","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-cinema","9":"tag-entertainment","10":"tag-film","11":"tag-fuori-orario","12":"tag-intrattenimento","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy","16":"tag-john-landis","17":"tag-martin-scorsese","18":"tag-massimo-triolo","19":"tag-movies","20":"tag-tutto-in-una-notte"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/122766","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=122766"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/122766\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/122767"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=122766"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=122766"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=122766"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}