{"id":122954,"date":"2025-09-22T04:46:18","date_gmt":"2025-09-22T04:46:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/122954\/"},"modified":"2025-09-22T04:46:18","modified_gmt":"2025-09-22T04:46:18","slug":"gualazzini-campione-dei-gregari-io-al-servizio-di-chi-andava-forte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/122954\/","title":{"rendered":"Gualazzini, campione dei gregari: \u00abIo al servizio di chi andava forte\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Quante storie e quanta vita nell\u2019epopea ciclistica di Ercole Gualazzini, gregario dei campioni, ma anche campione dei gregari, partito dal basso nella Bassa, sansecondino doc, determinato, caparbio, gigante da volata, che \u00e8 riuscito a ritagliarsi uno spazio significativo in un mondo difficile, come quello del ciclismo, negli anni in cui Parma viveva il suo periodo d\u2019oro, con un ottimo gruppo di professionisti e un campione (Vittorio Adorni), e con squadre in cima al mondo, quali Salvarani e Scic.<br \/>Al campione della Bassa \u00e8 stato tributato il giusto omaggio a San Secondo, nella bellissima sala degli stucchi della Rocca dei Rossi, affollata per l\u2019occasione da centinaia di persone, fra le quali tanti ciclisti che con lui hanno avuto a che fare per le pi\u00f9 svariate ragioni, grazie all\u2019iniziativa di \u201cCasa del Borgo\u201d, con la collaborazione del Comune e dell\u2019Unione Veterani dello Sport.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/san_se-1758440121995.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\"\/><\/p>\n<p>Tra i cimeli<\/p>\n<p>Con tre biciclette storiche di Gualazzini in bella mostra (due Bottecchia e una rossa, la prima, regalo degli zii) e l\u2019inaugurazione dell\u2019esposizione di una dozzina di fotografie che molto dicono delle imprese e delle sofferenze del ciclista parmense, le maglie di Salvarani, Scic, Brooklin e Bianchi \u2013 Campagnolo, indossate nella sua lunga avventura nel ciclismo professionistico, e il saluto della sindaca Giulia Zucchi, si \u00e8 aperto l\u2019incontro, che ha visto protagonista proprio lui, il mitico Ercole, che a 81 anni si vede ancora scorrazzare nella Bassa in bicicletta con qualche amico, e che da sempre porta San Secondo nel cuore. Sollecitato dalle domande di Elisabetta Copelli, presidente della Casa del Borgo, Gualazzini ha vinto la commozione e ed ha raccontato decine di aneddoti, di eventi dietro le quinte, di gioie e di sofferenze nei suoi 13 anni vissuti nel ciclismo che conta.<\/p>\n<p>Garzone di bottega<\/p>\n<p>Nato nel 1944 e cresciuto con i nonni, quando ancora portava i pantaloni corti faceva il garzone di bottega dal falegname Seletti, ed ha esordito lavorando all\u2019arredo della sala consiliare del Comune di San Secondo. A 13 anni gi\u00e0 lavorava come muratore, e a tempo perso cominci\u00f2 a correre con la bici regalata dallo zio Angelo. Il suo primo trofeo lo conquist\u00f2 correndo a Castel San Giovanni: due bottiglie di vino e una coppa piacentina. E nella seconda ha portato a casa il frigo. Ad insistere lo hanno convinto ii tanti amici di San Secondo, che lo seguivano e lo incoraggiavano ovunque indossasse il numero di gara. \u00abNon ero un campione \u2013 ha detto Gualazzini \u2013 ero al servizio di chi andava pi\u00f9 forte, ho faticato tanto per portare a casa qualcosa. Ho sempre fatto quello che mi era stato richiesto, con un\u2019unica eccezione: correvo in un Giro di Sardegna con Gimondi e Basso, che doveva vincere la gara. Nell\u2019ultima salita si \u00e8 attaccato a me, l\u2019ho trascinato in cima a 15 chilometri dall\u2019arrivo di Olbia, poi ho ceduto. Ma arriv\u00f2 l\u2019ammiraglia della Salvarani e Panbianco mi annunci\u00f2 che era nato mio figlio Antonio. L\u2019adrenalina sal\u00ec a mille, riuscii a riportarmi sui primi e quella volta non ce ne fu pi\u00f9 per nessuno: figlio e vittoria in un giorno solo. Ho vinto altre volte, tappe pi\u00f9 prestigiose come le 4 al Giro d\u2019Italia, 2 al Tour e l\u2019unica della Vuelta, ma questa mi \u00e8 rimasta nel cuore\u00bb.<\/p>\n<p>Il pugno a Merckx<\/p>\n<p>Gualazzini, conversando con Giancleto Vigetti (vicepresidente dei Veterani dello Sport), Corrado Bilzi, Carlo Alberto Cova, Paolo Gandolfi e Alessandro Freschi che hanno realizzato il libro e il filmato a lui dedicati, ha continuato con aneddoti del ciclismo di <br \/>altri tempi. Ha parlato <br \/>di quel giorno in cui diede un pugno nella schiena a Eddy Merckx, che per vendicarsi di un presunto torto lo aveva costretto ad inseguire per 150 chilometri. <br \/>E poi ancora della tappa <br \/>del Manghen al Giro d\u2019Italia in cui diede la caccia al capitano della squadra Roger De Vlaeminck, che, arrabbiatissimo con un gregario traditore, aveva mollato la bicicletta e si era intanto <br \/>in un bosco. Ma non riusc\u00ec <br \/>a convincerlo a riprendere la corsa. E fra gli episodi tristi ha citato la caduta a 4 chilometri dall\u2019arrivo ad una Milano \u2013 Vignola, valida per il campionato italiano, che avrebbe potuto <br \/>vincere in una fuga ben riuscita. Ha ricordato anche <br \/>i disagi patiti nei tre Tour d\u2019altri tempi a cui ha partecipato, pur con la soddisfazione di vincere due tappe <br \/>e indossare prestigiose maglie.<\/p>\n<p>Adorni e Gimondi<\/p>\n<p>E ha ricordato l\u2019amicizia con Gimondi e il tutoraggio al giovane Saronni.Infine, c\u2019\u00e8 stato l\u2019amarcord con Luciano Vezzani, con il quale ha condiviso la maglia scartata dal campione amico Vittorio Adorni, e l\u2019abbraccio con Gabriella Persegona, vedova di Tarcisio, amico di una vita, che da pensionato scal\u00f2 555 volte il Gavia: ad entrambi \u00e8 stata donata la foto su lastra di ardesia, con le incise le parole \u201cLa vostra amicizia, un tesoro senza tempo\u201d. Parole su pietra che dicono di che pasta \u00e8 fatto Ercole Gualazzini.<\/p>\n<p role=\"heading\" aria-level=\"2\" class=\"text \">\u00a9 Riproduzione riservata<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Quante storie e quanta vita nell\u2019epopea ciclistica di Ercole Gualazzini, gregario dei campioni, ma anche campione dei gregari,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":122955,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1456],"tags":[1824,1825,82738,1537,90,89,82739,245,244],"class_list":{"0":"post-122954","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ciclismo","8":"tag-ciclismo","9":"tag-cycling","10":"tag-gualazzini","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-san-sencondo","15":"tag-sport","16":"tag-sports"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/122954","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=122954"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/122954\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/122955"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=122954"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=122954"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=122954"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}