{"id":123551,"date":"2025-09-22T11:53:27","date_gmt":"2025-09-22T11:53:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/123551\/"},"modified":"2025-09-22T11:53:27","modified_gmt":"2025-09-22T11:53:27","slug":"giovani-caregiver-i-ragazzi-che-si-prendono-cura-dellitalia-che-invecchia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/123551\/","title":{"rendered":"Giovani caregiver, i ragazzi che si prendono cura dell\u2019Italia che invecchia"},"content":{"rendered":"<p>Nella letteratura scientifica li definiscono \u201chidden children\u201d, i ragazzi nascosti. Perch\u00e9 raramente ci accorgiamo di loro. Anche se fanno un lavoro prezioso: si occupano di un genitore malato, di un fratello disabile, di una nonna troppo anziana per essere autonoma. Sono i giovani caregiver, quei ragazzi che per necessit\u00e0 o per scelta devono farsi carico di un congiunto fragile della loro famiglia. In Italia 7 giovani su 100 tra i 14 e i 25 anni svolgono in silenzio questa attivit\u00e0 di cura, spesso per pi\u00f9 di un\u2019ora al giorno, per un carico medio di 23 ore a settimana. Una popolazione invisibile nel dibattito pubblico, ma cruciale per comprendere l\u2019evoluzione del welfare familiare in un\u2019Italia che invecchia rapidamente.<\/p>\n<p>Di loro, delle loro motivazioni ma anche delle loro difficolt\u00e0 quotidiane, e della necessit\u00e0 di un riconoscimento ufficiale del loro lavoro, si \u00e8 parlato alla presentazione del progetto Impressions of Humanity, promosso da Fondazione Msd in occasione dei suoi primi venti anni di attivit\u00e0, e realizzato con la collaborazione di Eikon Strategic Consulting Italia Societ\u00e0 Benefit, Fondazione Pastificio Cerere, Rufa \u2013 Rome University of Fine Arts e le Associazioni Pazienti Apmarr \u2013 Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare, Cittadinanzattiva, Favo \u2013 Federazione delle Associazioni Italiane di Volontariato in Oncologia, Salute Donna e Salute Uomo, Uniamo \u2013 Federazione Italiana Malattie Rare e Young Care Italia.<\/p>\n<p>\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/salute\/dossier\/oncoline\/2023\/08\/03\/news\/tumore_genitori_conor_oleary-409900733\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Se il tumore colpisce mamma o pap\u00e0<\/a><\/p>\n<p>\t\t\t16 Agosto 2023<\/p>\n<p>Un percorso di ascolto e sperimentazione<\/p>\n<p>\u201cIl progetto \u2013 ricorda Marina Panfilo, Direttrice di Fondazione Msd \u2013 vuole essere un percorso di ascolto e sperimentazione che d\u00e0 voce al vissuto e alle emozioni dei giovani caregiver italiani attraverso il linguaggio dell\u2019arte e dell\u2019IA, grazie al talento di giovanissimi studenti della Rufa, che hanno tradotto in espressione artistica le esperienze di chi \u2013 mentre \u00e8 ancora studente o agli inizi del proprio percorso di lavoro \u2013 si prende cura di una persona cara con malattia o disabilit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019indagine che racconta i giovani caregiver<\/p>\n<p>A raccontare i giovani caregiver \u00e8 innanzitutto l\u2019indagine quanti-qualitativa realizzata da Eikon con il coinvolgimento delle Associazioni Pazienti partner del progetto. \u201cAbbiamo coinvolto 115 giovani caregiver tra i 18 e i 30 anni di 17 regioni italiane \u2013 spiega <strong>Cristina Cenci <\/strong>di Eikon \u2013 ai quali abbiamo prima chiesto informazioni sul loro vissuto per poi concentrarci su aspetti quantitativi\u201d. C\u2019\u00e8 una prevalenza femminile del 56%, che tuttavia risulta pi\u00f9 bassa rispetto a quella che si ritrova nell\u2019et\u00e0 adulta, a testimonianza del fatto che nelle nuove generazioni il lavoro di cura sembra essere maggiormente condiviso. Il 42% del campione si prende cura dei nonni, il 30% dei genitori. \u201cSi tratta di giovani che hanno cura dell\u2019Italia che invecchia\u201d, sottolinea Cenci.<\/p>\n<p>\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/salute\/dossier\/oncoline\/2025\/09\/12\/news\/le_vaccinazioni_proteggono_i_pazienti_oncologici-424842701\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Le vaccinazioni proteggono i pazienti oncologici<\/a><\/p>\n<p>\t\t<a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/salute\/autori\/dario_rubino\/\" rel=\"author nofollow noopener\" target=\"_blank\">Dario Rubino<\/a><\/p>\n<p>\t\t\t12 Settembre 2025<\/p>\n<p>                <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/salute\/dossier\/oncoline\/2025\/09\/12\/news\/le_vaccinazioni_proteggono_i_pazienti_oncologici-424842701\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/150532130-f44efe8d-9085-42be-bae3-1c309775117c.jpg\" alt=\"Le vaccinazioni proteggono i pazienti oncologici\" class=\"lazyload\" width=\"125\" height=\"125\"\/><\/p>\n<p>                <\/a><\/p>\n<p>Tra amore e fatica<\/p>\n<p>Analizzando le parole che pi\u00f9 frequentemente compaiono nelle testimonianze degli young caregiver, continua la ricercatrice, compaiono in cima parole come \u201camore\u201d e \u201cpazienza\u201d, ma anche \u201cfatica\u201d, \u201cfrustrazione\u201d, \u201cdolore\u201d. Una sorta di polarit\u00e0 emotiva che si accompagna ad una altrettanto polarizzata percezione del tempo: che si cristallizza negli anni di cura e contemporaneamente passa in fretta, cos\u00ec che ci si ritrova nell\u2019et\u00e0 adulta senza aver progettato al meglio il proprio percorso di vita. I ragazzi \u2013 continua la ricercatrice di Eikon \u2013 si sentono soli e devono inventarsi competenze che non hanno. In un quadro in cui il Servizio Sanitario Nazionale non ha tempo per loro e non li supporta, questi giovani (l\u201985% del campione) chiedono invece un riconoscimento ufficiale del loro lavoro di cura.<\/p>\n<p>    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/133612580-e58cc522-9699-41ab-bee6-2d74e79a96d9.jpg\" alt=\"\u201cForget Us Not\u201d di Jasmijn Doukje Plantinga, tra le 5 opere selezionate\" class=\"lazyload\"\/><\/p>\n<p>      \u201cForget Us Not\u201d di Jasmijn Doukje Plantinga, tra le 5 opere selezionate\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019arte che d\u00e0 corpo alla cura<\/p>\n<p>Per dare voce e corpo alle emozioni di questi giovani, il progetto Impressions of Humanity ha quindi coinvolto gli studenti e le studentesse della Rufa. Che, in base all&#8217;esperienza personale o condivisa, hanno tramutato in opere d\u2019arte il senso della cura. Cinque lavori selezionati hanno meritato un premio per la loro potenza comunicativa: tra questi \u201cForget Us Not\u201d di <strong>Jasmijn<\/strong><strong> Doukje Plantinga<\/strong>: un ritratto a tecnica mista che ritrae una donna anziana, ferita ma dignitosa, i cui occhi fatti di specchi invitano gli spettatori a vedere nel suo sguardo colui che si prende cura. Perch\u00e9, come riporta uno degli intervistati dall\u2019indagine, \u201cIo non ho cura di mia madre, ma ho cura di noi con lei\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nella letteratura scientifica li definiscono \u201chidden children\u201d, i ragazzi nascosti. Perch\u00e9 raramente ci accorgiamo di loro. 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