{"id":124397,"date":"2025-09-22T21:14:11","date_gmt":"2025-09-22T21:14:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/124397\/"},"modified":"2025-09-22T21:14:11","modified_gmt":"2025-09-22T21:14:11","slug":"ma-la-sinistra-usa-ancora-colonizza-scuole-e-universita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/124397\/","title":{"rendered":"Ma la sinistra Usa ancora colonizza scuole e universit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Non \u00e8 un caso che l\u2019attivista ucciso andasse spesso negli atenei: tutte le ricerche confermano il predominio assoluto dei liberal.Se il conservatore Charlie Kirk teneva abitualmente i suoi confronti aperti &#8211; nei quali duellava dialetticamente coi suoi interlocutori all\u2019insegna del motto \u00abProve me wrong\u00bb (provami che sbaglio) &#8211; nei campus universitari, beh, un motivo c\u2019era. Da molti anni a questa parte, infatti, da templi del sapere gli atenei si sono trasformati in laboratori del pensiero progressista, dove i futuri giudici, avvocati, medici e giornalisti, vengono formati all\u2019insegna della cultura dominante. Da questo punto di vista, da qualunque angolazione li si guardi dati e statistiche sono inoppugnabili.Qualche numero? In occasione delle ultime elezioni presidenziali americane, un\u2019indagine a cura di Inside Higher Ed \/Hanover Research, cui hanno risposto oltre 1.100 docenti statunitensi, ha rilevato come il 78% di essi sostenesse Kamala Harris e Tim Walz e solo l\u20198% Donald Trump e JD Vance. Sono numeri nettissimi, quasi del tutto sovrapponibili a quelli di altre rilevazioni. Ancora nel 2018 l\u2019economista Mitchell Langbert, su Academic Questions, a partire da un campione assai vasto di quasi 8.700 professori (8.688) con dottorato di ricerca e tenure track aveva scoperto come il 39% dipartimenti accademici non avesse neppure un docente iscritto al partito repubblicano, con un rapporto medio tra democratici e appunto repubblicani di 10,4 a 1. Anche altri studiosi sono pervenuti a numeri simili. L\u2019economista Daniel Klein ha esaminato i registri elettorali dei docenti dell\u2019Universit\u00e0 della California a Berkeley e di Stanford e ha condotto un sondaggio su oltre 1.000 professori in tutto il Paese. Risultato? A Berkeley Klein ha trovato 445 democratici e 45 repubblicani, con un rapporto di 10 a 1; a Stanford 275 democratici e 36 repubblicani, con un rapporto di 8 a 1.Secondo quest\u2019economista, che si dice libertario, tale sbilanciamento non potr\u00e0 che aggravarsi nel tempo. \u00abNon credo che i conservatori non abbiano voglia di insegnare o non siano interessati al mondo accademico\u00bb, ha infatti commentato Klein, \u00abpiuttosto penso che siano intimiditi o non vogliano entrare in un ambiente in cui troverebbero ostilit\u00e0 e non sarebbero i benvenuti\u00bb. E come biasimarli? La cosa drammatica \u00e8 che, se ci si concentra sulle universit\u00e0 dai nomi pi\u00f9 altisonanti e prestigiosi, la musica non cambia affatto, anzi. In un rapporto di una trentina di pagine sul prestigioso ateneo di Yale, in 14 dipartimenti di scienze sociali e umanistiche, il Buckley Institute ha identificato 312 docenti democratici (88%) e appena 4 repubblicani (1,1%), un incredibile rapporto di circa 78 a 1. Non va molto meglio ad Harvard, dove l\u201980% e pi\u00f9 dei docenti di diverse facolt\u00e0 si definisce liberal &#8211; quindi progressista &#8211; e dove i prof \u00abmolto progressisti\u00bb aumentano di anno in anno. Non \u00e8 un caso che, secondo il report 2025 del College Free Speech Rankings, realizzato da Fire e College Pulse &#8211; fonti vicine ai conservatori ma autorevoli &#8211; su oltre 250 atenei Harvard risulti all\u2019ultimo posto \u00abper il secondo anno di consecutivo\u00bb in una classifica sulla libert\u00e0 di parola, segnalandolo come uno di quelli in cui il clima a tal proposito \u00e8 \u00abpessimo\u00bb.D\u2019altra parte, non si pu\u00f2 neppure dire che tutto questo sia una novit\u00e0. Correva infatti l\u2019anno 2003 quando non su qualche giornalaccio conservatore bens\u00ec sulle colonne del New York Times David Brooks scriveva di conservatori isolati in importanti universit\u00e0 come Harvey Mansfield ad Harvard, Alan Kors alla Pennsylvania e Robert George a Princeton. Vere e proprie mosche bianche dimostrative d\u2019uno sbilanciamento ideologico pluridecennale del quale, curiosamente, i sinceri democratici non si sono mai preoccupati, anzi. A loro sembra andare benissimo quest\u2019occupazione quasi manu militari del mondo accademico da parte progressista. Gli stessi conservatori &#8211; eccetto casi come quello di Charlie Kirk &#8211; si guardano bene dal confrontarsi con universit\u00e0 nelle quali sono visti come estrema diffidenza.Certo, resta la domanda su come mai si sia arrivati a questo punto. Probabilmente le spiegazioni sono diverse e non alternative tra loro. Di certo, pesa che le universit\u00e0 &#8211; non solo americane, ma anche europee &#8211; siano state la culla del Sessantotto e della rivoluzione dei costumi. In secondo luogo, un influsso deve averlo avuto anche il pensiero di Antonio Gramsci, il quale, come noto, proprio nell\u2019egemonia culturale indicava una strada assolutamente da attuare e percorrere. Infine, c\u2019\u00e8 la secolarizzazione, che ha \u00abspento\u00bb l\u2019altra corrente di pensiero e valoriale per secoli dominante negli atenei: quella cristiana. Non \u00e8 pertanto esagerato, oggi, definire il progressismo un credo.\n<\/p>\n<p>Ecco #DimmiLaVerit\u00e0 del 22 settembre 2025. Con il nostro Alessandro Rico commentiamo i funerali di Charlie Kirk e approfondiamo il tema della libert\u00e0 di espressione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Non \u00e8 un caso che l\u2019attivista ucciso andasse spesso negli atenei: tutte le ricerche confermano il predominio assoluto&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":124398,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,166,7,15,83297,83299,11,167,12,168,83298,161,162,163],"class_list":{"0":"post-124397","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-mondo","12":"tag-news","13":"tag-notizie","14":"tag-sinistra-universita-usa","15":"tag-sinistra-usa","16":"tag-ultime-notizie","17":"tag-ultime-notizie-di-mondo","18":"tag-ultimenotizie","19":"tag-ultimenotiziedimondo","20":"tag-usa-sinistra","21":"tag-world","22":"tag-world-news","23":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/124397","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=124397"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/124397\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/124398"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=124397"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=124397"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=124397"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}