{"id":124591,"date":"2025-09-22T23:48:17","date_gmt":"2025-09-22T23:48:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/124591\/"},"modified":"2025-09-22T23:48:17","modified_gmt":"2025-09-22T23:48:17","slug":"il-nuovo-romanzo-di-viola-ardone-kostya-figlio-della-guerra-e-il-viaggio-per-raggiungere-la-nonna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/124591\/","title":{"rendered":"Il nuovo romanzo di Viola Ardone: Kostya, figlio della guerra, e il viaggio per raggiungere la nonna"},"content":{"rendered":"<p>Pubblichiamo il primo capitolo del nuovo romanzo di Viola Ardone \u201cTanta ancora Vita\u201d (Einaudi), da marted\u00ec in libreria.<\/p>\n<p>Io sono nato con la guerra e nessuno mi pu\u00f2 fermare. Corro corro corro come questo treno facciatosta. C\u2019\u00e8 la polizia, ci sono i soldati, ci sono le sirene e poi le bombe. Sono solo un bambino, dico, e passo avanti e corro corro corro, e alla polizia e ai soldati e alle sirene e poi alle bombe faccio ciao ciao con la mano e li mando al didietro. <\/p>\n<p>Come ti chiami? Mi chiamo Kostya. Quanti anni hai? Ho quasi dieci anni. Da dove vieni? Vengo da Mariupol\u2019, sono nato con la guerra, i razzi spappolatrippe me li mangio a colazione e poi rutto a mitraglia. <\/p>\n<p>Fisso il palmo della mia mano e avvio una diretta immaginaria con i follower che non esistono ancora, numero uno perch\u00e9 non ho un canale per lo streaming, e numero due perch\u00e9 il mio Tato puzzapiedi mi ha fatto promettere di non usare il cellulare, altrimenti si scarica subito. Mi esercito per quando un giorno sar\u00f2 il re dei social e vivr\u00f2 nella ricchezza, con belle donne e birra a fiumi, due motivi pi\u00fa che sufficienti per stare a questo mondo, come dice sempre Danylo, l\u2019amico di allegria del mio Tato. <\/p>\n<p>Il treno mi porta in salvo, mi ci ha messo il mio Tato testadura. Il numero di telefono della Babusia \u00e8 scritto a penna blu dietro la foto della Mate, tienila sempre con te mi raccomando. S\u00ed, Tato. L\u2019indirizzo della signora italiana dove lei ha la residenza \u00e8 scritto con la penna rossa un po\u2019 pi\u00fa sotto, non lo stropicciare mi raccomando. Va bene, Tato. Il documento \u00e8 nella tasca interna del giubbino con le piume di vera oca ucraina, non lo perdere mi raccomando. Sicuro, Tato. I soldi sono nascosti nei calzini, non li sprecare mi raccomando. Certamente, Tato. Ripeti di nuovo: raggiungere la frontiera, passare i controlli, incontrare il mio amico fidato Victor Kaminsky con la sua Dacia scassata, arrivare in Italia e poi sei salvo. Solo alla fine telefoni alla Babusia, non prima, altrimenti lei mi tritura i cosiddetti con le sue domande. E non ti perdere, capito? Ho fatto s\u00ed con la testa. Paura? Ho fatto no con la testa. Io sono come la guerra, gli ho detto, nessuno mi pu\u00f2 fermare. Mi ha messo lo zaino sulle spalle, era leggero perch\u00e9 io sono forte. E tu, Tato, gli ho chiesto, paura? Non ho sentito la risposta, il treno ha fischiato e mi sono tremate le orecchie.  <\/p>\n<p>Salire salire salire, gridava un omone in divisa, mi ha preso un po\u2019 di contropelo, ma a quel punto mi sono fiondato a bordo, che cosa potevo fare, il treno si \u00e8 mosso, quando ho guardato fuori dal finestrino il mio Tato cuoredipecora era bello che sparito. Ha fatto bene, inutile restare a guardare qualcuno che scappa. Dentro allo zaino: \u010deburek, pane con cetrioli e pomodori, formaggio di pecora, bottiglia d\u2019acqua del rubinetto al sapore di ferro. In fondo a tutto, sotto ai vestiti di ricambio, la foto della Mate, io e il mio Tato l\u2019abbiamo sfilata dalla cornice sul mio comodino dov\u2019\u00e8 sempre stata da quando ero piccolo piccolo piccolo ma gi\u00e0 orfano a met\u00e0.  <\/p>\n<p>Stendo e piego le gambe, non stanno mai ferme perch\u00e9 io corro corro corro anche di notte, scalcio come un cavallo testadura, il mio Tato ha dovuto mettere un cuscino al centro del letto per non svegliarsi con le gambe blu come un polpo gigante.  <\/p>\n<p>A chi dice che il mio Tato \u00e8 il pi\u00fa grande perdigiorno di tutta Kyiv rispondo di sciacquarsi la bocca con la vodka prima di parlare. \u00c8 vero che se la spassa con la birra, con le ragazze di soldo, con le corse dei cani e la Play, ma il resto del denaro che ci manda la Baba dall\u2019Italia lo conserva in una lattina vuota sulla mensola pi\u00fa alta della cucina per comprare un giorno un\u2019auto sportiva a soli due posti, uno per me e uno per lui, e allora insieme ce ne andremo in giro come attori famosi con gli occhiali da sole e la camicia bianca sbottonata sul petto.  <\/p>\n<p>Arriva il controllore occhidibue e gli piazzo il biglietto sotto al naso, lo gira e lo rigira tra le dita di w\u00fcrstel, dice che \u00e8 valido solo fino alla prima fermata. Perch\u00e9 non sono sceso? Dove devo andare? Viaggio da solo? Sfodero il documento, gli mostro la data di nascita e il luogo, sono nato con la guerra a Mariupol\u2019 e nessuno mi pu\u00f2 fermare. La mia Mate \u00e8 lass\u00fa in cielo a frenare le bombe nemiche, il mio Tato \u00e8 partito volontario per la nostra amatissima patria, e io che faccio, secondo te, me ne resto solo solo ad aspettare che mi crolli la casa sulle orecchie o che mi rapiscano i crudeli facciadipeste per portarmi nei territori occupati?  <\/p>\n<p>Occhidibue si toglie il cappello e me lo poggia sulla testa. Si piega in un inchino che quasi gli si squarciano i pantaloni per la trippa, poi fa venire un altro in divisa come lui. Mi chiamano piccolo eroe che viaggia da solo e chiedono se ho bisogno di qualcosa, e io no grazie, non ho bisogno di niente, anche se una dozzina di biscotti al cioccolato e una Coca ghiacciata andrebbero benone, ma purtroppo dolci e bibite frizzanti non ne hanno, su questo treno. Allora occhidibue mi fa un nuovo biglietto che arriva fino a L\u2019viv, dove quasi finisce l\u2019Ucraina ma non il mio viaggio, che \u00e8 lungo lungo lungo, mi ha avvertito il mio Tato due sere fa mentre guardavamo insieme il percorso sullo schermo del computer. Ce la fai? Ce la faccio. Sicuro? Ho fatto s\u00ed con la testa. E ci siamo rimessi a giocare alla Play.  <\/p>\n<p>Di questa Babusia da cui devo andare non so proprio niente, \u00e8 venuta una volta soltanto a trovarci ma ero troppo piccolo per ricordare. Telefona spesso per\u00f2, e manda soldi dall\u2019Italia per renderci la vita pi\u00fa comoda, come dicono gli amici del mio Tato ogni volta che stappano birre pagate con il sudore della sua fronte. Di lei ho visto una foto ma era da giovane, e le ragazze si somigliano tutte tra loro perch\u00e9 sono belle, col tempo gli viene la faccia da cocker scontento, gridano, fanno domande che triturano i cosiddetti e ti viene voglia di mandarle al didietro. La mia Mate invece sar\u00e0 sempre giovane e non avr\u00e0 mai altra faccia di quella che ho dentro allo zaino. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Pubblichiamo il primo capitolo del nuovo romanzo di Viola Ardone \u201cTanta ancora Vita\u201d (Einaudi), da marted\u00ec in libreria.&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":124592,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,203,204,1537,90,89,1609,83346],"class_list":{"0":"post-124591","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-entertainment","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-libri","15":"tag-viola-ardone"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/124591","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=124591"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/124591\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/124592"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=124591"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=124591"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=124591"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}