{"id":124668,"date":"2025-09-23T00:56:17","date_gmt":"2025-09-23T00:56:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/124668\/"},"modified":"2025-09-23T00:56:17","modified_gmt":"2025-09-23T00:56:17","slug":"violenza-sulle-donne-piccoli-ospedali-e-punti-di-accoglienza-temporanea-la-proposta-di-legge","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/124668\/","title":{"rendered":"Violenza sulle donne, piccoli ospedali e Punti di Accoglienza Temporanea: la proposta di legge"},"content":{"rendered":"<p>\u201cAssicurare il diritto all\u2019assistenza sanitaria, psicologica e sociale delle donne vittime di violenza presso i presidi ospedalieri privi di percorsi dedicati, garantendo uniformit\u00e0 di tutela sull\u2019intero territorio regionale. Questa proposta di legge nasce dall\u2019esigenza di garantire un accesso uniforme e sicuro all\u2019assistenza sanitaria e psicologica per le donne vittime di violenza che si rivolgono a presidi ospedalieri minori, spesso privi di percorsi dedicati, come i cosiddetti \u2018Percorsi Rosa\u2019, o di unit\u00e0 specializzate\u201d.<\/p>\n<p>&#8220;Oggi, infatti, l\u2019assistenza adeguata \u00e8 concentrata soprattutto nei grandi ospedali o nei centri urbani, mentre nei presidi territoriali l\u2019accoglienza \u00e8 spesso disomogenea e, in alcuni casi, del tutto inadeguata. Ne derivano disparit\u00e0 di trattamento e ostacoli all\u2019emersione del fenomeno, soprattutto nelle aree interne e rurali, dove pi\u00f9 forte \u00e8 la condizione di isolamento delle vittime&#8221;. Lo afferma il consigliere regionale di Fratelli d\u2019Italia, Tommaso Scatigna, primo firmatario della pdl sottoscritta anche dai consiglieri meloniani Renato Perrini, Dino Basile, Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Paolo Pagliaro e Tonia Spina. \u201cLa proposta intende superare tali criticit\u00e0 introducendo nei presidi ospedalieri privi di percorsi dedicati i Punti di Accoglienza Temporanea, con personale formato e spazi riservati, e prevedendo la nomina di un referente ospedaliero che garantisca il collegamento con i centri antiviolenza, i servizi sociali e le forze dell\u2019ordine \u2013 spiega Scatigna &#8211; I presidi sono inoltre inseriti in una rete territoriale di supporto, coordinata dalle Aziende Sanitarie Locali, capace di assicurare reperibilit\u00e0 h24 e percorsi di trasferimento protetto verso le strutture specializzate&#8221;, spiega.<\/p>\n<p>&#8220;Un aspetto centrale \u00e8 rappresentato dalla formazione obbligatoria del personale sanitario, indispensabile per riconoscere tempestivamente le diverse forme di violenza, gestire adeguatamente la presa in carico della vittima e garantire la corretta tutela medico-legale delle prove. Particolare attenzione \u00e8 riservata alla tutela della riservatezza e della dignit\u00e0 delle donne che chiedono aiuto, affinch\u00e9 l\u2019accoglienza avvenga in condizioni di pieno rispetto della persona e nel quadro della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali. La ratio della proposta \u00e8 chiara: chiedere aiuto non deve mai dipendere dalla geografia. Ogni donna, sia che viva in una grande citt\u00e0 sia che risieda in un piccolo comune, deve poter trovare nell\u2019ospedale pi\u00f9 vicino una porta sicura di accesso alla protezione, alla cura e a un percorso concreto di uscita dalla violenza&#8221;, aggiunge Scatigna.\u00a0<\/p>\n<p>Nello specifico, la proposta di legge, che si articola in 8 punti, prevede che presso ciascun presidio ospedaliero privo di \u2018Percorso Rosa\u2019 o unit\u00e0 specializzate \u00e8 istituito un Punto di Accoglienza Temporanea (PAT). Esso costituisce una funzione organizzativa, affidata a personale sanitario appositamente formato e dotata di spazi riservati ed assicura: l\u2019accoglienza immediata e riservata della vittima; il triage sanitario e la raccolta dei referti medico-legali; l\u2019attivazione della rete territoriale di protezione; il trasferimento assistito verso strutture specializzate, ove necessario. In ciascun presidio ospedaliero \u00e8 nominato un referente per la presa in carico delle vittime di violenza. Il referente \u00e8 designato dalla direzione sanitaria tra il personale medico o infermieristico con formazione specifica. Il referente cura i collegamenti con i centri antiviolenza, i servizi sociali e le forze dell\u2019ordine. I PAT sono inseriti, tramite le Aziende Sanitarie Locali, in una rete territoriale di supporto per le vittime di violenza. La rete comprende centri antiviolenza, consultori, servizi sociali comunali, associazioni accreditate e le forze dell\u2019ordine.<\/p>\n<p>La rete assicura reperibilit\u00e0 h24 e percorsi di trasferimento protetto verso strutture specializzate. La Regione promuove programmi obbligatori di formazione e aggiornamento per il personale sanitario dei presidi ospedalieri minori. La formazione riguarda il riconoscimento delle diverse forme di violenza, la gestione clinica e psicologica delle vittime e la tutela delle prove medico-legali. L\u2019assistenza alle vittime di violenza deve garantire la massima riservatezza e il rispetto della dignit\u00e0 della persona, in conformit\u00e0 con la normativa vigente in materia di protezione dei dati personali. La Regione istituisce un sistema di monitoraggio annuale sull\u2019attuazione della presente legge, comprendente il numero di donne accolte, i percorsi attivati e la formazione completata. I risultati del monitoraggio sono trasmessi al Consiglio regionale. Dall\u2019attuazione della presente legge non derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u201cAssicurare il diritto all\u2019assistenza sanitaria, psicologica e sociale delle donne vittime di violenza presso i presidi ospedalieri privi&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":124669,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1481],"tags":[2065,2066,239,2063,2064,1537,90,89,8905,240,301,25423],"class_list":{"0":"post-124668","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-assistenza-sanitaria","8":"tag-assistenza-sanitaria","9":"tag-assistenzasanitaria","10":"tag-health","11":"tag-health-care","12":"tag-healthcare","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy","16":"tag-regione-puglia","17":"tag-salute","18":"tag-sanita","19":"tag-violenza-sulle-donne"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/124668","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=124668"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/124668\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/124669"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=124668"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=124668"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=124668"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}