{"id":125425,"date":"2025-09-23T10:14:11","date_gmt":"2025-09-23T10:14:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/125425\/"},"modified":"2025-09-23T10:14:11","modified_gmt":"2025-09-23T10:14:11","slug":"riabilitazione-cardiologica-ad-hoc-una-camminata-al-passo-giusto-piccole-modifiche-nella-dieta-e-alleanza-con-i-caregiver","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/125425\/","title":{"rendered":"Riabilitazione cardiologica ad hoc: una camminata (al passo giusto), piccole modifiche nella dieta e alleanza con i caregiver"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Edoardo Rosati<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Un progetto italiano,  diffuso dal New England Journal of Medice, invece di trattenere i malati in riabilitazione intensiva, propone un modello pi\u00f9 dinamico: uscita precoce dall\u2019ospedale e aggancio a un palinsesto di controlli clinici e sessioni di allenamento<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nel panorama della cardiologia italiana spunta una strada innovativa, efficace, sostenibile e profondamente pragmatica, per<b> affrontare la fragilit\u00e0 nei pazienti anziani reduci da un <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/infarto\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">infarto<\/a><\/b>. E ci riesce partendo dai gesti pi\u00f9 semplici: una camminata alla \u00abvelocit\u00e0 giusta\u00bb, qualche visita mirata in ambulatorio e la capacit\u00e0 di trasformare i caregiver in alleati. Questo \u00e8 il messaggio potente che ci arriva da <b>uno studio \u00abmade in Italy\u00bb appena diffuso dalla prestigiosa tribuna del New England Journal of Medicine<\/b>. Una ricerca radicata nel servizio sanitario pubblico dell\u2019Emilia-Romagna, coordinata dall\u2019Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara assieme alle AUSL di Bologna e Piacenza, che affronta una sfida pressante: <b>aiutare gli anziani sessantacinquenni e over che hanno vissuto una burrasca cardiaca e faticano a tornare a una vita normale<\/b>.<\/p>\n<p>    Un modello pi\u00f9 dinamico<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019obiettivo \u00e8 offrire <b>una riabilitazione su misura<\/b>, pi\u00f9 vicina ai loro bisogni reali, grazie a un pacchetto di interventi pratici, accessibili e pienamente supportati dal sistema sanitario. <b>Gianluca Campo, professore ordinario di Cardiologia all\u2019ateneo di Ferrara<\/b>, commenta cos\u00ec: \u00abQuesto lavoro collettivo \u00e8 rivolto ai nuovi pazienti che oggi riempiono le Cardiologie: soggetti anziani colpiti da infarto, vulnerabili e spesso ad alto rischio di subire nuovi ricoveri\u00bb. La novit\u00e0? Eccola: invece di trattenere i malati per settimane nei reparti di riabilitazione intensiva, il progetto ha sperimentato un modello pi\u00f9 dinamico. Ossia: <b>uscita precoce dall\u2019ospedale e aggancio immediato a un palinsesto di controlli clinici e sessioni di allenamento strutturato<\/b>.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    Due iter riabilitativi<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il nuovo approccio, come vedremo, \u00e8 un programma \u00abibrido\u00bb e \u00abil risultato\u00bb, commenta ancora Campo, \u00abparla da s\u00e9:<b> dopo un anno, i pazienti seguiti hanno visto ridursi del 43% il rischio di sviluppare un evento cardiovascolare<\/b>, con meno ricoveri per scompenso cardiaco e una migliore qualit\u00e0 della vita\u00bb. Sono state 512 le persone arruolate, tutte over 65 (sette i Centri emiliano-romagnoli che hanno partecipato all\u2019indagine). Pi\u00f9 di un terzo donne: un fatto che conta, perch\u00e9<b> la fragilit\u00e0 all\u2019indomani di un evento cardiaco \u00e8 pi\u00f9 rilevante nel sesso femminile <\/b>e richiede quindi un sostegno pi\u00f9 attento e assiduo. Reduci da un infarto miocardico, i pazienti hanno intrapreso due iter riabilitativi. Una quota ha seguito gli schemi abituali, la restante \u00e8 entrata in un programma multidisciplinare che miscelava tre strategie.<\/p>\n<p>    Dieta e attivit\u00e0 fisica<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La prima: <b>il premuroso controllo dei fattori di rischio<\/b>. La pressione, il colesterolo, la glicemia e l\u2019abolizione della sigaretta vengono accuratamente sorvegliati e aggiustati a ogni visita. Ciascun incontro diventa un\u2019occasione per tarare terapie, motivare il paziente e correggere le abitudini incongrue. Secondo ingrediente:<b> la consulenza dietetica<\/b>. Non si tratta di regimi impossibili o di drastiche rinunce: il segreto \u00e8 una dieta personalizzata che introduce piccoli ma mirati miglioramenti. Un dolce pu\u00f2 lasciare spazio a un frutto fresco, il pizzico di sale pu\u00f2 essere sostituito da profumate erbe aromatiche e il piatto si arricchisce di pi\u00f9 legumi e verdure. Cambiamenti semplici, capaci per\u00f2 di incidere davvero sulla salute del nostro cuore. Il terzo pilastro, quello pi\u00f9 innovativo, \u00e8 <b>l\u2019attivit\u00e0 fisica pilotata<\/b>. Non serve mica una palestra.<\/p>\n<p>    Percorsi individualizzati<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">A casa,<b> il paziente solleva manubri leggeri, utili a rinforzare la muscolatura delle braccia e migliorare la forza complessiva<\/b>; effettua movimenti di estensione delle gambe restando su una sedia (attivit\u00e0 adatta anche a chi ha poca autonomia o difficolt\u00e0 di equilibrio); <b>pratica esercizi di stretching, allungandosi e piegando il busto<\/b>, per mantenere flessibilit\u00e0 e prevenire rigidit\u00e0. Le sessioni motorie in ospedale, con la supervisione di un esperto e scandite a intervalli regolari, servono a verificare i progressi e infondere fiducia. Poi il percorso continua nella vita di tutti i giorni: <b>venti minuti di camminata, tre o cinque volte alla settimana<\/b>. Il movimento diventa, insomma, parte integrante della cura, al pari delle medicine. <b>Cardiologia e medicina dello sport<\/b> stringono un patto strategico: non pi\u00f9 soltanto farmaci e test, ma percorsi individualizzati che pongono l\u2019esercizio fisico al centro della ripresa cardiaca.<\/p>\n<p>    Restituire autonomia<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Conclusione? I benefici sono risultati netti e misurabili, rispetto alle persone seguite con gli schemi tradizionali. L\u2019intervento cos\u00ec organizzato, soprattutto nella parte legata al moto, non si limita a \u00abcurare\u00bb l\u2019infarto, ma <b>restituisce autonomia e aspettativa<\/b>. L\u2019impatto virtuoso \u00e8 emerso soprattutto sui ricoveri:<b> il programma ha dimezzato la probabilit\u00e0 di finire di nuovo in ospedale per cause cardiovascolari<\/b>. E il dato non \u00e8 da poco, se pensiamo al peso che ogni rientro in reparto grava sulla salute del paziente, sul morale della famiglia e, non ultimo, sui costi per la macchina sanitaria.<\/p>\n<p>    La camminata \u00aballa velocit\u00e0 giusta\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Giovanni Grazzi, professore ordinario di Medicina dello sport all\u2019Universit\u00e0 di Ferrara<\/b>, interpreta gli esiti positivi del progetto da tre punti di vista: \u00abCome docente universitario, trovo questo risultato paradigmatico: significa che le conoscenze sviluppate all\u2019interno dell\u2019Universit\u00e0 non restano chiuse nei laboratori o nelle aule, ma vengono trasferite e condivise con il Servizio sanitario regionale, diventando strumenti concreti a beneficio della comunit\u00e0. Come medico, \u00e8 un traguardo rilevante: abbiamo dimostrato che <b>un approccio riabilitativo innovativo pu\u00f2 davvero fare la differenza per molte persone anziane colpite da infarto<\/b>. Con piccoli e realistici incrementi dell\u2019attivit\u00e0 fisica quotidiana, \u00e8 stato possibile ridurre in modo significativo gli eventi avversi. Da cittadino, infine, vedo in questo percorso un segnale incoraggiante: <b>la salute pu\u00f2 migliorare attraverso modalit\u00e0 agevoli e sostenibili, che accompagnano il paziente dal letto d\u2019ospedale a una vita pi\u00f9 autonoma e soddisfacente<\/b>, grazie anche a un monitoraggio ambulatoriale regolare\u00bb.<\/p>\n<p>    Modello\u00a0<b>efficiente ed economico<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">C\u2019\u00e8 poi un risvolto suggestivo, in questa tattica riabilitativa, ben espresso dalle parole del dottor <b>Giorgio Chiaranda, responsabile di Medicina dello sport e promozione della salute all\u2019AUSL di Piacenza<\/b>. \u00abNiente tecnologie sofisticate o strumenti complicati. Tutto parte da un gesto ordinario: riscoprire il piacere di camminare\u2026 alla &#8220;velocit\u00e0 giusta&#8221;. In sei soli incontri ambulatoriali, i pazienti hanno avuto l\u2019occasione di sperimentare brevi passeggiate guidate e cimentarsi con esercizi semplici. \u00c8 la prova che<b> un modello di intervento &#8220;cucito&#8221; sul singolo individuo, radicato nella sanit\u00e0 pubblica e concretizzato da \u00e9quipe multidisciplinari, pu\u00f2 risultare insieme efficiente ed economico<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p>    Alleanza con i caregiver<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019altro punto di forza, come dicevamo, \u00e8<b> il coinvolgimento della rete affettiva: familiari, caregiver, le persone che ogni giorno stanno accanto al paziente<\/b>. Il loro compito \u00e8 sostenere, rassicurare e accompagnare nei progressi, rendendo l\u2019intero andamento curativo meno solitario e maggiormente sereno. In questo modo il paziente si sente pi\u00f9 fiducioso e la riabilitazione diventa <b>un tragitto condiviso, costruito su empatia e collaborazione<\/b>. Lo studio, finanziato dal Ministero della Salute, non \u00e8 solo un successo clinico: \u00e8 una testimonianza di come <b>solidariet\u00e0, scienza e pragmatismo possano convergere per tutelare i cuori pi\u00f9 delicati<\/b>. \u00c8 una lezione di come la sanit\u00e0 pubblica possa generare valore reale. Senza rincorrere il complicato, ma valorizzando l\u2019essenziale.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-09-23T06:50:05+02:00\">23 settembre 2025<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Edoardo Rosati Un progetto italiano, diffuso dal New England Journal of Medice, invece di trattenere i malati&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":125426,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[175],"tags":[83669,4596,83670,1548,1536,4925,1498,8168,11781,2546,14424,83671,83672,921,9563,3611,35271,32061,14425,83673,83674,18413,8076,83675,83676,1278,8589,3636,57405,83677,83678,9644,36725,83679,83680,83681,83682,14429,451,5493,1713,14414,1374,239,83683,9533,68205,18842,327,1537,90,89,2635,83684,5982,83685,20129,5277,83666,1223,6114,2506,83667,83686,11040,83687,83688,4483,3205,633,12587,812,83689,1574,37003,83690,6224,10225,2851,897,1921,22227,2441,240,11609,35846,11380,245,3556,83668],"class_list":{"0":"post-125425","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute","8":"tag-aggancio","9":"tag-alleanza","10":"tag-alleanza-caregiver","11":"tag-allenamento","12":"tag-anziani","13":"tag-approccio","14":"tag-attivita","15":"tag-attivita-fisica","16":"tag-ausl","17":"tag-autonomia","18":"tag-camminata","19":"tag-camminata-velocita","20":"tag-camminata-velocita-giusta","21":"tag-campo","22":"tag-cardiaca","23":"tag-cardiaco","24":"tag-cardiologia","25":"tag-caregiver","26":"tag-clinici","27":"tag-clinici-sessioni","28":"tag-clinici-sessioni-allenamento","29":"tag-commenta","30":"tag-controlli","31":"tag-controlli-clinici","32":"tag-controlli-clinici-sessioni","33":"tag-davvero","34":"tag-dieta","35":"tag-diffuso","36":"tag-dinamico","37":"tag-dinamico-uscita","38":"tag-dinamico-uscita-precoce","39":"tag-economico","40":"tag-efficiente","41":"tag-efficiente-economico","42":"tag-england","43":"tag-england-journal","44":"tag-england-journal-of","45":"tag-esercizi","46":"tag-evento","47":"tag-ferrara","48":"tag-fisica","49":"tag-fragilita","50":"tag-giusta","51":"tag-health","52":"tag-individualizzati","53":"tag-infarto","54":"tag-innovativo","55":"tag-intensiva","56":"tag-intervento","57":"tag-it","58":"tag-italia","59":"tag-italy","60":"tag-iter","61":"tag-iter-riabilitativi","62":"tag-journal","63":"tag-journal-of","64":"tag-malati","65":"tag-medicina","66":"tag-medicina-sport","67":"tag-medicine","68":"tag-migliorare","69":"tag-modello","70":"tag-modello-dinamico","71":"tag-modello-dinamico-uscita","72":"tag-new","73":"tag-new-england","74":"tag-new-england-journal","75":"tag-nuovi","76":"tag-occasione","77":"tag-of","78":"tag-ordinario","79":"tag-ospedale","80":"tag-ospedale-aggancio","81":"tag-over","82":"tag-palinsesto","83":"tag-palinsesto-controlli","84":"tag-paziente","85":"tag-pazienti","86":"tag-progetto","87":"tag-programma","88":"tag-riabilitazione","89":"tag-ricoveri","90":"tag-rischio","91":"tag-salute","92":"tag-sanitario","93":"tag-semplici","94":"tag-sessioni","95":"tag-sport","96":"tag-velocita","97":"tag-velocita-giusta"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/125425","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=125425"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/125425\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/125426"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=125425"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=125425"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=125425"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}