{"id":125496,"date":"2025-09-23T11:03:13","date_gmt":"2025-09-23T11:03:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/125496\/"},"modified":"2025-09-23T11:03:13","modified_gmt":"2025-09-23T11:03:13","slug":"grammamanti-di-v-gheno-recensione-di-p-santinon","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/125496\/","title":{"rendered":"&#8220;Grammamanti&#8221; di V. Gheno. Recensione di P. Santinon"},"content":{"rendered":"<p>        23\/09\/25<\/p>\n<p>            <a href=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/9788806260224-0-0-536-0-75.jpg\" title=\"\u201cGrammamanti\u201d di V. Gheno. Recensione di P. Santinon\"><img width=\"536\" height=\"814\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/9788806260224-0-0-536-0-75.jpg\" class=\"img-responsive wp-post-image\" alt=\"&quot;Grammamanti&quot; di V. Gheno. Recensione di P. Santinon\" title=\"\" decoding=\"async\" fetchpriority=\"high\"  \/><\/a>        <\/p>\n<p>Parole chiave: Conoscenza, Amore, Autobiografia linguistica, Carit\u00e0 interpretativa<\/p>\n<p><strong>Titolo: Grammamanti. Immaginari futuri con le parole<br \/>Autrice: Vera Gheno<br \/>Recensione di Patrizia Santinon<br \/>Dati sul libro: 2024, Giulio Einaudi Editore, Torino<\/strong><\/p>\n<p>Ho ricevuto in dono il libro di Vera Gheno dall\u2019amica Monica Deevasis con una precisa dedica: \u201cA te che aprirai lo scrigno delle parole\u201d.<\/p>\n<p>Monica aveva creato un premio di saggistica femminile, il premio Giuditta, che trasferitosi da Alessandria a Lesa ne aveva preso il nome rinunciando al suo primo, a proposito di deadname.<\/p>\n<p>Vera Gheno ha vinto nel giugno 2025 la seconda edizione con Grammamanti.<\/p>\n<p>L\u2019autrice, sociolinguista e traduttrice dall\u2019ungherese, ha collaborato per vent\u2019anni con l\u2019Accademia della Crusca e oggi insegna all\u2019Universit\u00e0 di Firenze. Ci aiuta a riflettere come linguista su ci\u00f2 che \u00e8 normale \u2013 cio\u00e8 su ci\u00f2 che crea la norma e insieme corrisponde alla norma \u2013 e come attivista su ci\u00f2 che tutto questo voglia dire con un\u2019attenzione specifica al linguaggio cos\u00ec detto ampio pi\u00f9 che inclusivo, qualificativo che ha come implicito l\u2019inclusione tra i cos\u00ec detti \u201cnormali\u201d dei \u201cdiversi\u201d. Ci insegna nel suo ultimo testo ad amare la lingua, lasciando libera di mutare. Una modalit\u00e0 samaritana di accostamento all\u2019altro che appartiene anche al nostro mestiere di facilitatori di cambiamento, nella convivenza delle differenze e nel superamento delle diffidenze, capaci di lasciare andare i nostri pazienti perch\u00e9 siano liberi di investire creativamente e soggettivamente il rapporto con la realt\u00e0, avviato il lutto della relazione analitica idealizzata.<\/p>\n<p>Vera Gheno, protagonista del capitolo \u201cLa quarta storia d\u2019amore: Io\u201d in cui viene svelato il viaggio dell\u2019autrice per diventare \u201cgrammamante\u201d ci racconta molto bene come \u201cla capacit\u00e0 di comunicare tramite le parole \u00e8 imputabile a una qualche forma d\u2019amore. Per questo mi sono inventata la parola grammamante, che serve a descrivere chi ha, con le proprie parole, una vera e propria relazione amorosa\u201d ( XIV).<\/p>\n<p>Ci parla divertita della putting the baby down theory per raccontarci lanascita del linguaggio per cui \u201cqueste povere madri, ad un certo punto, quando non sono pi\u00f9 in grado di reggere l\u2019infante con un solo braccio, in modo di avere l\u2019altro libero per sfaccendare, si devono adattare e posare i loro beb\u00e9 a terra\u201d (cercando di) \u201c mantenere con i figli un contatto vocale\u00a0 in modo da rassicurarli\u201d (pag. 7).<\/p>\n<p>Alla nascita la voce della madre \u00e8 per il bambino il primo strumento esterno a s\u00e9 che produce suono e che garantisce una continuit\u00e0 all\u2019esperienza ritmica precedente fatta di ritmi cardiaci, intestinali, respiratori della madre in scambio con i propri. Il respiro stesso, come primo atto di assunzione autonoma di un proprio ritmo alla nascita, \u00e8 inerente alla vita vegetativa ma ha anche un valore di relazione come ci insegna Francois Dolto (1984).<\/p>\n<p>Questa prima simpatica teoria che l\u2019autrice preferisce alle altre mi ricorda l\u2019utilizzo della voce nell\u2019intervento di canto in un gruppo di mamme con depressione post-partum alla presenza dei beb\u00e9 che abbiamo creato come dispositivo di cura nel reparto di ginecologia dell\u2019Ospedale in cui lavoro*.<\/p>\n<p>La comunicazione della diade madre-bambino \u00e8 in un primo tempo preverbale, affidata al suono e al timbro della voce, fondante per i successivi tentativi di comunicazione delle emozioni.<\/p>\n<p>Vera ci ricorda che lavorare insieme crea un gergo lavorativo che rassicura nei termini di un\u2019appartenenza: nella sua esperienza all\u2019Accademia della Crusca come sociolinguista con altri colleghi si era strutturato un rituale di congedo il cui \u201cbuona intredim\u201d (edima \u00e8 un termine obsoleto che significa settimana, intredim dunque pu\u00f2 essere inteso come periodo che sta tra due settimane lavorative), invece che \u201cbuon fine settimana\u201d, indicava una intimit\u00e0 propria del gruppo.<\/p>\n<p>Capirsi o no distingue gli amici dai nemici, come i Greci che, parlando la lingua comune della penisola ellenica, chiamavano gli altri Barbari.<\/p>\n<p>Le parole che usiamo possono diventare un baluardo, una difesa pi\u00f9 che un ponte. Per questo come psicoanalisti potremmo sviluppare una tensione a fare nostra, con i pazienti e con i colleghi, una comunicazione, oltre che puntuale, pontuale.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019origine della conoscenza \u00e8 l\u2019amore. L\u2019obiettivo della conoscenza che scaturisce dalla vita \u00e8 la riunificazione e la ricostruzione di s\u00e9 spezzati e mondi in frantumi. La conoscenza che scaturisce dalla compassione non mira a sfruttare e manipolare la creazione, ma a riconciliare il mondo con s\u00e9 stesso. La mente motivata dalla compassione tende a conoscere, come il cuore tende ad amare. Cos\u00ec l\u2019atto del conoscere si fa atto d\u2019amore\u201d (bell hooks, 2022, p.170), ricordandoci molto bene la curiosit\u00e0 epistemofilica come tensione alla conoscenza e manifestazione di Eros di heideggeriana memoria.<\/p>\n<p>La lingua \u00e8 politica, ci ricorda l\u2019autrice. Sia per il politicamente corretto, percepito come un eccesso di maniera per chi non ha mai vissuto una condizione di minoranza o esclusione o di violenza epistemica, sia perch\u00e9 il linguaggio mette in luce le categorie sulla cui formazione e educazione si vuole investire e quelle che si vuole escludere. Se non si hanno le parole non ci sono le competenze linguistiche per esercitare la democrazia e per conservarla. La cura delle parole \u00e8 un atto di resistenza democratica.<\/p>\n<p>Tullio de Mauro, in una critica al sistema scolastico italiano tradizionale che insegnava \u201ccome si deve dire una cosa\u201d, sottolineava l\u2019importanza di una scuola democratica in cui si metta l\u2019accento su \u201ccome si pu\u00f2 dire una cosa\u201d, al di l\u00e0 della conoscenza delle regole che consentono l\u2019accesso ai codici comunicativi dalla comunit\u00e0 dei parlanti. Ci ricorda come una cosa possiamo dirla \u201cin greco, in piemontese, in siciliano (\u2026) con una sintassi semplice, per giustapposizione di proposizioni, o con una sintassi contorta e subordinante (\u2026) possiamo dirla tacendo, purch\u00e9 abbiamo veramente voglia di dirla e purch\u00e9 ce la lascino dire\u201d (2018). Aggiungerei io: purch\u00e9 qualcuno ci ascolti.<\/p>\n<p>Nel nostro mestiere il ritorno al corpo sonoro della parola ne esalta la capacit\u00e0 di presentificare qualcosa con l\u2019intonazione, il ritmo, il volume e le variazioni dinamiche. Se si perde di vista il significato se ne riapre il potenziale evocativo.<\/p>\n<p>Il silenzio, il respiro, il suono riempiono la seduta come comunicazioni riconducibili ad una sensorialit\u00e0 pre-simbolica e ad esperienze sinestesiche preliminari alla strutturazione del linguaggio: proprio in virt\u00f9 della loro qualit\u00e0 insatura facilitano l\u2019emersione dall\u2019immediatezza percettiva del sensibile la traccia di un senso nascosto e nuovo.<\/p>\n<p>\u201cMi piace pensare al linguaggio come a una carta geografica aperta, nella quale la parte nota \u00e8 circondata da uno spazio uncharted, sconosciuto, non ancora mappata; in quella terra incognita possiamo incontrare ogni tipo di novit\u00e0, arricchendo gli orizzonti linguistici e cognitivi\u201d, scrive l\u2019autrice (pag. 94).<\/p>\n<p>Questo ci ricorda quanto il viaggio delle rappresentazioni mentali e culturali crei rappresentazioni culturali meticce che attendono \u201cle parole per dirlo\u201d con un linguaggio che diremmo \u201campio\u201d pi\u00f9 che \u201cinclusivo\u201d, termine poco gradito all\u2019autrice.\u00a0 Ciascuno ha il suo idioletto, cio\u00e8 l\u2019insieme delle caratteristiche linguistiche personali, come anche un proprio patrimonio sonoro, che si stratificano nel corso del viaggio identitario.<\/p>\n<p>Vera racconta di essere stata incoraggiata a scrivere una sua propria autobiografia linguistica da una professoressa di sociolinguistica: mi ha ricordato l\u2019autobiografia che dovremmo autorizzarci a scrivere per i nostri colloqui di candidati al training che \u00e8 molto pi\u00f9 di un cursus honorum o di un curriculum vitae e dunque \u00e8 d\u2019impaccio perch\u00e9 dice molto di noi attraverso le parole che scegliamo.<\/p>\n<p>Quale lingua pu\u00f2 creare ponti diventa l\u2019interrogativo di Vera a partire dalla lettura giovanile di un libro di Alessandro Duranti, Etnografia del parlare quotidiano, in cui secondo l\u2019autrice si insegna la cultura del rispetto e una tensione a scrivere in modo non performativo (per far capire che cosa posso insegnarti dal mio vertice di soggetto supposto sapere) ma generativo (per vedere se ci\u00f2 che so pu\u00f2 essere utile anche a te).<\/p>\n<p>Questa modalit\u00e0 generativa ci ricorda il nostro lavoro di analisti in transito tra s\u00e9 e l\u2019altro alla ricerca di una possibile sintonizzazione con l\u2019emozione sconosciuta del paziente (la sua O). Questa sintonizzazione con O sta alla base di ogni conoscenza che passa attraverso un esercizio di decentramento dal proprio pensiero cosciente disponendosi in una condizione di tolleranza e ricettivit\u00e0 alle produzioni consce ed inconsce, corporee e psichiche, proprie e altrui.<\/p>\n<p>Vera parla di una \u201ccarit\u00e0 interpretativa\u201d, cio\u00e8 una disposizione d\u2019animo \u201caccogliente, comprensiva nei confronti di chi abbiamo di fronte (abbracciando) la possibilit\u00e0 che la cosa che ci ha fatto innervosire non \u00e8 altro che un semplice fraintendimento\u201d (p 120).<\/p>\n<p>Per Bion lo psicoanalista deve venire in contatto con le emozioni sconosciute, senza interferire con la mobilit\u00e0 della mente vivente con parole che non spiegano l\u2019emozione, ma permettono al paziente di viverla e conoscerla.<\/p>\n<p>Il dialogo psicoanalitico \u00e8 in buona parte costruito come violazione della conversazione consueta: la regola fondamentale delle \u201clibere associazioni\u201d \u00e8 una violazione metodica del principio della ridondanza percepita (secondo le cos\u00ec dette massime di Grice) e insieme un rifiuto della reticenza ma anche rispetto alla pertinenza: chi pu\u00f2 stabilire, a priori, che cosa \u00e8 pertinente e cosa non \u00e8 pertinente?<\/p>\n<p>Salus per verba, la salute passa anche attraverso le parole.<\/p>\n<p><strong>Riferimenti<\/strong>:<\/p>\n<p>hooks b., Insegnare comunit\u00e0. Una pedagogia della speranza, Meltemi, Milano 2022, p.170<\/p>\n<p>De Mauro T., \u201cIl plurilinguismo nella societ\u00e0 e nella scuola italiana\u201d in L\u2019educazione linguistica democratica,Laterza, Bari, 1975, pp. 84<\/p>\n<p>Dolto F., L\u2019image incosciente du corp, Seuil, Paris, 1984<\/p>\n<p>*\u00b7 <a href=\"https:\/\/www.epicentro.iss.it\/materno\/depressione-post-partum-progetto-music-and-motherhood\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">https:\/\/www.epicentro.iss.it\/materno\/depressione-post-partum-progetto-music-and-motherhoo<\/a><a href=\"https:\/\/www.epicentro.iss.it\/materno\/depressione-post-partum-progetto-music-and-motherhood\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">d<\/a><\/p>\n<p>L\u2019obiettivo dell\u2019intervento \u201cMusic and Motherhood\u201d \u00e8 quello di sostenere il benessere emotivo delle neomamme, contrastando i sintomi della depressione post partum con il canto di gruppo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"23\/09\/25 Parole chiave: Conoscenza, Amore, Autobiografia linguistica, Carit\u00e0 interpretativa Titolo: Grammamanti. 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