{"id":125935,"date":"2025-09-23T15:32:18","date_gmt":"2025-09-23T15:32:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/125935\/"},"modified":"2025-09-23T15:32:18","modified_gmt":"2025-09-23T15:32:18","slug":"intervista-allartista-michele-ciacciofera-artribune","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/125935\/","title":{"rendered":"Intervista all\u2019artista Michele Ciacciofera | Artribune"},"content":{"rendered":"<p>Nelle sue opere combina liberamente media e metodi, perseguendo la sua esplorazione della natura, della storia, della mitologia e dell\u2019umanit\u00e0 in rapporto al contemporaneo. Questo \u00e8\u00a0<a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/artista-mostre-biografia\/michele-ciacciofera\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Michele Ciacciofera<\/a>\u00a0(Nuoro, 1969), artista di origine sarda, cresciuto in Sicilia, trasferitosi nel 2011 a Parigi, dove attualmente vive e opera.\u00a0Cittadino del mondo,\u00a0come lui stesso si definisce, ha esposto in musei, gallerie e fondazioni in Europa, Cina e Africa. Oggi \u00e8\u00a0<strong>l\u2019unico italiano a partecipare alla 36\u00b0\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/arti-visive\/arte-contemporanea\/2025\/06\/biennale-san-paolo-2025\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Biennale di San Paolo<\/a><strong>\u00a0in Brasile<\/strong>, appena inaugurata. Abbiamo colto l\u2019occasione per intervistarlo e farci raccontare in modo pi\u00f9 approfondito come nasce la sua ricerca artistica e come si sviluppa.\u00a0<\/p>\n<p>Intervista a Michele Ciacciofera<\/p>\n<p><strong>Dove nasce la tua ricerca artistica?\u00a0<br \/><\/strong>La mia ricerca \u00e8 nata mentre studiavo Scienze Politiche all\u2019Universit\u00e0 di Palermo e giocavo a pallacanestro. In quel periodo ripresi a frequentare Nuoro proprio per ragioni sportive, non avevo ancora vent\u2019anni. Un giorno, quasi per caso, sono andato a far visita al pittore e designer Giovanni Antonio Sulas, amico di famiglia da sempre, con il quale, per\u00f2, non avevo mai instaurato alcun tipo di rapporto. Sapeva che sin da piccolo avevo una propensione per il disegno, dettaglio sicuramente riportato dalle mie zie materne. Mi chiese di mostrargli i miei lavori offrendomi la possibilit\u00e0 di utilizzare un intero piano del suo studio.\u00a0<\/p>\n<p>    L&#8217;articolo continua pi\u00f9 sotto<\/p>\n<p><strong>Hai condiviso lo studio con uno dei designer pi\u00f9 attivi durante l\u2019era del Principe l\u2019Aga Khan in Costa Smeralda. Cosa ha significato rispetto alla tua formazione la presenza di Sulas?\u00a0<\/strong><br \/>Durante il giorno lavoravo da solo, ma il confronto con Sulas era costante, sia sul design che sui materiali, quando si trattava di questi argomenti era molto aperto e collaborativo, facevo ricerche sugli oggetti, le tecniche di realizzazione e sulle materie prime che utilizzava. Non parlavamo di pittura, su quell\u2019argomento era, al contrario, assolutamente riservato e mi esortava sempre a guardare in modo temporalmente trasversale la storia dell\u2019arte, osservando con la stessa attenzione l\u2019arte pre-classica e classica in rapporto con quella moderna o contemporanea. Insisteva sul fatto che dovessi continuare con un percorso non ortodosso ma funzionale alla pratica artistica. D\u2019altronde studiavo gi\u00e0 la storia contemporanea e antropologia, oggi parte fondamentale del mio magma o bagaglio personale. La mia ricerca, quindi nasce in modo spontaneo e eterogeneo dall\u2019incontro e dalla condivisione con Sulas a cui sono stato legato da grandissima amicizia.\u00a0<\/p>\n<p><strong>E poI?<\/strong><br \/>Dopo un paio d\u2019anni decisi di tornare a Palermo dalla mia famiglia, iniziando quindi un percorso assolutamente indipendente. A seguito di una mia mostra (avevo 22 anni) in una galleria d\u2019arte storica, incontrai Giuseppe Quatriglio e Matteo Collura e per quanto ci fosse molta differenza d\u2019et\u00e0, questi amici mi diedero l\u2019opportunit\u00e0 di frequentare un mondo intellettuali con cui da ragazzo potevo parlare e confrontarmi di letteratura e antropologia culturale, cos\u00ec come di arte, riversando poi, tutto questo nella mia pratica artistica, arrivata sin qui.<\/p>\n<p>La Sardegna nell\u2019arte di Michele Ciacciofera<\/p>\n<p><strong>Vivi a Parigi da diversi anni ormai, hai viaggiato molto, sei cresciuto a Palermo e sei nato a Nuoro. Quanto \u00e8 presente la Sardegna nella tua ricerca artistica?\u00a0<\/strong><br \/>Dopo essere nato a Nuoro, dall\u2019et\u00e0 di 3 anni ho vissuto a Palermo, dove i miei genitori si erano trasferiti per ragioni di lavoro. Con la famiglia continuavo, in vari periodi dell\u2019anno a tornare in Sardegna, dove avevo profondi legami familiari e con coetanei con i quali ero cresciuto. Subito dopo i diciott\u2019anni, quando mi si offr\u00ec la possibilit\u00e0 di tornarci a vivere, non ci pensai due volte. Ho esplorato la mia isola natale in lungo e in largo, mosso dalla curiosit\u00e0, dalla sete di sapere e dall\u2019amore profondo che ho sempre nutrito per questa terra, un\u2019esigenza non solo psicologica ma quasi fisica.\u00a0<br \/>Vivo da 15 anni a Parigi ma la Sardegna e la Sicilia restano per me fondamentali. Una delle cose a cui tengo di pi\u00f9 \u00e8 l\u2019idea del confronto fra le due isole: entrambe nel Mediterraneo e vicine fra di loro; eppure, con due nature cos\u00ec diverse, bagnate dallo stesso mare ma cos\u00ec lontane. Quando creo, rifletto sul Mediterraneo con un approccio siciliano e un approccio sardo. Mi sento sardo quanto siciliano. Nella Sicilia riconosco casa mia, in Sardegna ho le radici pi\u00f9 profonde, \u00e8 presente in tutto.<\/p>\n<p><strong>Come si lega tutto questo alla tua poetica artistica e alla Biennale di San Paolo in Brasile?\u00a0<\/strong><br \/>Ho da sempre avuto una particolare attenzione per il \u201cmicrocosmo culturale\u201d e il multinaturalismo, credo che proteggere la diversit\u00e0 sia il modo per arricchire l\u2019eterogeneit\u00e0 del mondo. Questo pensiero \u00e8 in linea anche con il tema della Biennale:\u00a0l\u2019umanit\u00e0 come pratica e relazione\u00a0e io credo che non possa esistere un altro approccio, soprattutto in un\u2019epoca complessa come quella che stiamo vivendo. L\u2019arte deve avere un ruolo nel mondo, positivo, per il mondo e l\u2019artista non pu\u00f2 far finta di nulla, anzi, avendo scelto un ruolo che \u00e8 sociale, politico e poetico \u00e8 vincolato a perseguire degli obbiettivi che seguano la logica di cui sopra.\u00a0<\/p>\n<p>La Biennale di San Paolo<\/p>\n<p><strong>Come sei stato selezionato per la Biennale di San Paolo?\u00a0<\/strong><br \/>Nel 2017 ho esposto al\u00a0<a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/museo-galleria-arte\/man-museo-darte-della-provincia-di-nuoro\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Museo MAN di Nuoro<\/a>\u00a0l\u2019installazione sonora in terra cruda (sarda) e paglia intitolata\u00a0The Density of Transparent Wind I, nella mostra\u00a0Emisferi Sud, voluta dall\u2019allora direttore, Lorenzo Giusti e curata da Bonaventure Soh Bejeng Ndikung, l\u2019attuale curatore della Biennale di San Paolo. Ho con lui un rapporto intellettuale profondissimo, oltre a quello professionale e umano. Oggi lui \u00e8 un personaggio pubblico notissimo, nel 2017 non lavorava in Italia. \u00c8 un pensatore straordinario, ci siamo conosciuti ad un convegno a Venezia sulla creazione artistica e le sue connessioni con le neuroscienze. Le relazioni tra la creazione e i temi del post colonialismo e alla decolonizzazione furono da quel momento sempre presenti nel nostro dialogo. Bonaventure Ndikung \u00e8 stato anche il co-curatore della mia partecipazione a Documenta14 a Kassel e Atene e successivamente, insieme ad altri curatori ad una mostra straordinaria da Savvy Contemporary a Berlino. La mia partecipazione \u00e8 stata quindi frutto di una sua scelta, operata congiuntamente agli altri curatori di questa Biennale, in funzione della ricerca e della mia visione che da sempre porto avanti, coerenti con i propositi di questa Biennale.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Come \u00e8 nata l\u2019opera con cui partecipi alla Biennale di San Paolo e come si inserisce nel tuo percorso artistico?\u00a0<br \/><\/strong>L\u2019opera\u00a0The Nest of the Eternal Present, \u00e8 stata commissionata dalla Biennale e sostenuta dall\u2019Istituto Italiano di Cultura a San Paolo e dal Programma IF dell\u2019Institute Fran\u00e7ais.<br \/>Al centro dello spazio ho collocato un grande nido di terra e paglia, al cui interno sono posizionate tre uova e centinaia di piume di uccelli di questa regione del Brasile. Intorno ad esso, quattro grandi totem, realizzati con una tecnica impiegata tradizionalmente nell\u2019edilizia locale chiamata pau a pique, impasto di fango, legno e paglia.\u00a0\u00a0<strong\/><\/p>\n<p><strong>Il suo significato?<\/strong><br \/>Per me \u00e8 fondamentale stabilire un dialogo con il contesto locale anche attraverso la riconoscibilit\u00e0 di tecniche e materiali facenti parte del contesto sia sotto il profilo sociologico che quello antropologico. I totem sono sormontati da delle grandi teste degli uccelli colorati realizzati in carta pesta dipinta cos\u00ec come le tre grandi uova. Questo medium che uso frequentemente, si collega ad un discorso che mi \u00e8 particolarmente caro sul riciclo e sul riuso dei materiali. L\u2019opera \u00e8 site-specific, assemblata in loco, realizzata con materiali locali, come ad esempio la terra del nido e dei totem, prelevata direttamente dall\u2019immenso parco su cui sorge il Padiglione Ciccillo Matarazzo della Biennale.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 la tua idea di Arte?<br \/><\/strong>L\u2019arte nasce da presupposti di dignit\u00e0, coerenti certamente con la propria visione personale, ma rivolti alla creazione di un messaggio universale. Penso che l\u2019Arte debba necessariamente offrire delle idee e dei valori positivi, anche per contrastare le derive che, come nel caso del mondo attuale, affliggono l\u2019umanit\u00e0.<br \/>\u00c8 un\u2019attivit\u00e0 militante che non necessariamente deve essere compresa da tutti, anche se a tutti \u00e8 rivolta.\u00a0<br \/>Le mie scelte hanno al contempo un valore teorico ma un impegno pratico perch\u00e9 le urgenze del pianeta e della nostra vita attuale sono reali e mi obbligano in modo vincolante a non attendere o rinviare nulla. Ogni mia azione, anche piccola, va in questa direzione.\u00a0\u00a0\u00c8 importante che l\u2019arte costruisca una nuova proposta di umanit\u00e0, che si rapporti intimamente ad essa con sensibilit\u00e0 e senso di responsabilit\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Nel 2017 eri fra gli artisti presenti alla Biennale di Venezia, oggi la Biennale di San Paolo, le gallerie che ti rappresentano, supportano il tuo lavoro durante eventi di questa rilevanza?\u00a0<br \/><\/strong>Premesso che la libert\u00e0 creativa \u00e8 una condizione essenziale per me, voglio essere autonomo anche nella produzione delle mie opere. Ho diverse gallerie nel mondo che rappresentano il mio lavoro e per me \u00e8 fondamentale non richiedere al gallerista di produrlo; una situazione diversa \u00e8 l\u2019attivit\u00e0 espositiva istituzionale, come nel caso della Biennale di San Paolo, dove la produzione rientra tra i compiti specifici dell\u2019istituzione stessa.\u00a0<br \/>Ho un rapporto forte e di fiducia con le gallerie con cui collaboro, esse mi supportano sempre moralmente in queste occasioni. Per me \u00e8 la cosa pi\u00f9 importante.\u00a0<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"525\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/michele-ciaccioferra-maga-photo-stefano-anzini.webp.webp\" alt=\"Michele Ciaccioferra, MAGA. Photo Stefano Anzini\" class=\"wp-image-1181920\"  \/>Michele Ciacciofera, MAGA. Photo Stefano AnziniI nuovi progetti di Michele Ciaccioferra<\/p>\n<p><strong>Dopo la partecipazione ad un evento cos\u00ec importante, che progetti hai per i prossimi mesi?\u00a0<\/strong><br \/>Torner\u00f2 prestissimo a Fanano, dove ho realizzato qualche mese fa l\u2019opera di land art permanente\u00a0Altare del Tempo e dell\u2019Acqua Feconda\u00a0per degli incontri pubblici. \u00c8 un\u2019opera che ha spesso bisogno della mia presenza, anche fisica, trattandosi di un progetto attivo, permanente con un valore ecologico e sociale. A fine ottobre verr\u00e0 presentata la mia prima personale da Building a Milano, \u00e8 una sorta di retrospettiva, in cui esporr\u00f2 alcune opere cruciali del mio percorso come quella dell\u2019ultima Biennale di Mardin in Turchia, dal titolo\u00a0TerraMadre\u00a0o ancora l\u2019opera con la quale ho partecipato alla Biennale di Venezia nel 2017 dal titolo\u00a0Janas Code, che rimanda alle Domus de Janas sarde recentemente diventate Patrimonio dell\u2019Unesco. Insieme a queste, altre opere, esposte fin qui solo in mostre estere in musei e gallerie in Cina, Francia, o altre parti del mondo, che con grande piacere voglio mostrare al pubblico italiano grazie a quest\u2019occasione.\u00a0<\/p>\n<p><strong>E poi?<br \/><\/strong>Per il 2026 ho in programma una mostra a cui tengo molto, un progetto sull\u2019attualizzazione della memoria, attraverso una rilettura di opere del Rinascimento prevalentemente italiano, ma non solo, che si terr\u00e0 alla Biblioteca Nazionale Braidense presso il Museo della Grande Brera.\u00a0Chiara Manca<\/p>\n<p><strong>Libri consigliati:<\/strong><\/p>\n<p>(Grazie all\u2019affiliazione Amazon riconosce una piccola percentuale ad Artribune sui vostri acquisti)\u00a0<\/p>\n<p class=\"intext-cta\">Artribune \u00e8 anche su Whatsapp.  \u00c8 sufficiente <a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029Va9iaYUEFeXeqRR2yT1y\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cliccare qui<\/a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nelle sue opere combina liberamente media e metodi, perseguendo la sua esplorazione della natura, della storia, della mitologia&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":123266,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-125935","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/125935","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=125935"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/125935\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/123266"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=125935"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=125935"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=125935"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}