{"id":12658,"date":"2025-07-27T22:49:12","date_gmt":"2025-07-27T22:49:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/12658\/"},"modified":"2025-07-27T22:49:12","modified_gmt":"2025-07-27T22:49:12","slug":"cosa-cambia-per-il-made-in-italy-con-i-dazi-al-15-per-le-esportazioni-negli-stati-uniti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/12658\/","title":{"rendered":"Cosa cambia per il Made in Italy con i dazi al 15% per le esportazioni negli Stati Uniti"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Mario Sensini e Maria Elena Viggiano<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Le esportazioni di merci italiane verso gli Usa valgono   65 miliardi. La soglia  del 15% raggiunta negli accordi \u00e8 pi\u00f9 che tripla rispetto alla tariffa base del  4,8%. Il caso della web tax<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">ROMA &#8211; Sar\u00e0 pure un grande accordo, servir\u00e0 pure a riequilibrare le storture commerciali, come dicono Donald Trump e Ursula von der Leyen, ma <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/politica\/25_luglio_27\/dazi-il-governo-un-accordo-positivo-ma-il-pd-e-una-resa-senza-condizioni-b1e24759-31d6-4e1e-9879-236a2ec9exlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">i dazi generalizzati Usa al 15%<\/a> sono comunque un brutto colpo per il Made in Italy. Anche se molto dipender\u00e0 dai regimi speciali con zero dazi reciproci, previsti dall\u2019intesa di massima siglata ieri, ma che devono ancora  essere concordati e definiti per alcuni prodotti. Come <b>resta incognita la sorte della web tax italiana<\/b>, che sembrava destinata a capitolare ma di cui ieri non si \u00e8 parlato.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La scure  americana intanto colpisce le nostre imprese proprio in una  fase in cui la spinta verso i mercati esteri stava crescendo molto intensamente. <b>Negli ultimi cinque anni le esportazioni italiane nel mondo sono aumentate del 30%, arrivando a 623 miliardi di euro nel 2024<\/b>, con il  surplus della bilancia commerciale giunto  a 55 miliardi, quasi 20 in pi\u00f9 rispetto all\u2019anno precedente.  Per buona parte delle merci italiane i nuovi dazi Usa all\u2019importazione triplicano rispetto alla tariffa base del 4,8%, e potrebbero risolversi in  un aumento del costo finale per i consumatori americani tale da mettere fuori gioco i nostri prodotti. A meno di non farsi carico, con gli sconti, di una parte dei maggiori costi, che si tradurrebbe in un riduzione dei margini di profitto per le imprese.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Le esportazioni italiane in Usa valgono ormai 65 miliardi di euro<\/b>, e secondo alcuni calcoli una decina di miliardi potrebbero essere a rischio, a meno di non  trovare altri mercati di sbocco. L\u2019impatto sul Pil delle tariffe americane al 15% sarebbe per\u00f2 limitato. Nei mesi scorsi, di fronte a minacce americane anche pi\u00f9 gravi, i principali istituti di previsione avevano ipotizzato una flessione del pil calcolabile in circa un decimo di punto l\u2019anno nel \u201826 e \u201827.<\/p>\n<p>    Alimentare<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sono 8 miliardi i prodotti agricoli e alimentari italiani  esportati negli Usa. <b>Con le tariffe al 15%  alcuni prodotti chiave sono a rischio, anche se va detto che, su alcuni prodotti come il Parmigiano e il Grana padano, esisteva gi\u00e0 un dazio specifico del 15%<\/b>. Zero dazi invece potrebbero essere  applicati su alcuni prodotti agroalimentari, il cui elenco \u00e8 ancora da stilare.<\/p>\n<p>    Automobili<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per l\u2019<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/finanza\/25_luglio_23\/i-dazi-di-trump-sull-auto-costeranno-9-miliardi-di-dollari-alle-case-americane-pronti-ad-alzare-i-prezzi-c0e920cc-f2aa-498e-8117-0894d83f1xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">industria automobilistica e dei componenti auto<\/a>, tutto sommato la partita si chiude meglio di quanto ci si potesse aspettare. <b>I dazi, di fatto, scendono dal 25 attuale al 15%. <\/b>L\u2019industria italiana esporta negli Usa  per 4 miliardi di euro, 75 mila autovetture l\u2019anno, mentre l\u2019export in Usa della componentistica \u00e8 di circa 1,2 miliardi. Molto pi\u00f9 forte in Usa \u00e8 la presenza della Germania.<\/p>\n<p>APPROFONDISCI CON IL PODCAST<\/p>\n<p>    Farmaceutica<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Fino all\u2019ultimo l\u2019industria ha temuto il peggio, ma <b>con i dazi Usa al 15% il settore farmaceutico italiano subisce  pur sempre un duro colpo<\/b>. L\u2019Italia esporta negli Usa 10 miliardi di farmaci l\u2019anno. Trump sembrava voler escluderli dall\u2019intesa, ma l\u2019accordo prevede che si applichi la tariffa del 15%. Per i farmaci generici, non coperti da brevetto, potrebbero esserci, anzi, zero dazi.<\/p>\n<p>    Semiconduttori<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>L\u2019aliquota del 15% si applica alla maggior parte dei settori, inclusi i semiconduttori<\/b>, con alcune esenzioni per le quali sono previste tariffe zero da entrambe le parti come per le apparecchiature per i semiconduttori. I semiconduttori sono materiali  fondamentali e componenti chiave per  alcuni settori strategici come la difesa, le telecomunicazioni e l\u2019energia.\u00a0<\/p>\n<p>    Terre rare<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>L\u2019accordo  prevede l\u2019azzeramento reciproco dei dazi su una serie di prodotti strategici<\/b> tra cui le  materie prime critiche come litio e terre rare. Rappresentano infatti un tema strategico sempre pi\u00f9 centrale nei rapporti tra Unione Europea e Stati Uniti, soprattutto in settori ad alta tecnologia come  la difesa, l\u2019aerospazio e la digitalizzazione nei vari comparti.<\/p>\n<p>    Energia<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019accordo prevede l\u2019obbligo per gli europei di <b>acquistare 750 miliardi di euro di energia americana.<\/b> La presidente della Commissione europea ha confermato che l\u2019acquisto di gas naturale liquefatto (Gnl) e petrolio americani per  750 miliardi in tre anni, 250 miliardi l\u2019anno, serviranno a \u00absostituire l\u2019energia russa con quella americana\u00bb.<\/p>\n<p>    Siderurgia<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per acciaio e alluminio \u00abnon cambia niente\u00bb dice Trump e<b>  i dazi dovrebbero restare al 50%<\/b>. Danno limitato per l\u2019industria italiana che ha gi\u00e0 ridotto di molto il suo export negli Usa, dopo l\u2019introduzione di tariffe doganali del 25%. nel 2018 L\u2019export di acciaio si \u00e8 ridotto di due terzi. I prodotti di alluminio, nonostante tutto, hanno finora continuato ad avere un mercato, anche se marginale.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. 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