{"id":126984,"date":"2025-09-24T04:20:11","date_gmt":"2025-09-24T04:20:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/126984\/"},"modified":"2025-09-24T04:20:11","modified_gmt":"2025-09-24T04:20:11","slug":"cosa-cambia-davvero-e-le-posizioni-di-chi-e-contrario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/126984\/","title":{"rendered":"cosa cambia davvero e le posizioni di chi \u00e8 contrario"},"content":{"rendered":"<p>Da Lisbona a Canberra, passando per Londra e <a href=\"https:\/\/www.editorialedomani.it\/tag\/francia\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Parigi<\/a>: \u00abRiconosciamo lo Stato di <a href=\"http:\/\/editorialedomani.it\/tag\/palestina\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Palestina<\/a>\u00bb\u00a0\u00e8 la frase che le accomuna tutte. L\u2019hanno pronunciata in questi ultimi giorni capi di stato e primi ministri di gran parte del\u00a0mondo. L\u2019occasione ufficiale \u00e8 stata il 22 settembre, quando all\u2019Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York il numero degli stati membri che ha riconosciuto lo Stato di Palestina \u00e8 passato, per ora, a 156\u00a0su 193. Un sig\u00a0nificativo aumento \u00a0da quando lo Stato venne per la prima volta rivendicato dal leader dell\u2019Olp <a href=\"https:\/\/www.editorialedomani.it\/search?q=Yasser+Arafat\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Yasser Arafat <\/a>nel 1988 e riconosciuto poco dopo da 80 nazioni. Poche furono quelle europee, seguendo le pressioni di Stati Uniti e Israele.<\/p>\n<p>\u00abDi fronte ai crescenti orrori in Medio Oriente, stiamo agendo per mantenere viva la possibilit\u00e0 di pace e di una soluzione a due Stati. Ci\u00f2 significa un <a href=\"http:\/\/editorialedomani.it\/tag\/israele\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Israele<\/a> sicuro e protetto, insieme a uno stato palestinese vitale. Al momento non abbiamo n\u00e9 l\u2019uno n\u00e9 l\u2019altro\u00bb, ha detto il premier britannico, <a href=\"https:\/\/www.editorialedomani.it\/tag\/inghilterra\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Keir Starmer<\/a>. \u00c8 questo il principio fondamentale su cui si fonda il riconoscimento, la sicurezza di entrambi gli stati.<\/p>\n<p>Un concetto sottolineato anche dal presidente francese <a href=\"http:\/\/editorialedomani.it\/tag\/emmanuel macron\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Emmanuel Macron<\/a>, protagonista dell\u2019Assemblea generale del 22 settembre.\u00a0Macron ha posto\u00a0come condizione dell\u2019effettivo riconoscimento l\u2019eliminazione dei terroristi di Hamas e la restituzione degli ostaggi israeliani tenuti ancora oggi prigionieri. Quello presentato dalla Francia \u00e8 stato un progetto ancora pi\u00f9 ampio, approvato anche dall\u2019Arabia Saudita, che prevede un\u2019Autorit\u00e0 nazionale palestinese al governo di <a href=\"http:\/\/editorialedomani.it\/tag\/gaza\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Gaza<\/a>, ma riformata ed eletta democraticamente.<\/p>\n<p> I paesi che hanno riconosciuto la Palestina<\/p>\n<p>Nel 2025 a riconoscere lo stato di Palestina sono stati Messico, Australia, Regno Unito, Portogallo, Francia, Principato di Monaco, Lussemburgo, Belgio, Malta, Andorra, San Marino. Prima di loro, il riconoscimento \u00e8 arrivato da:<\/p>\n<p>Algeria, Bahrein, Indonesia, Iraq, Kuwait, Libia, Malaysia, Mauritania, Marocco, Somalia, Tunisia, Turchia, Yemen, Afghanistan, Bangladesh, Cuba, Giordania, Madagascar, Nicaragua, Pakistan, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Serbia, Zambia, Albania, Brunei, Gibuti, Mauritius, Sudan, Cipro, Repubblica Ceca, Slovacchia, Egitto, Gambia, India, Nigeria, Seychelles, Sri Lanka, Namibia, Russia, Bielorussia, Ucraina, Vietnam, Cina, Burkina Faso, Comore, Guinea, Guinea-Bissau, Cambogia, Mali, Mongolia, Senegal, Ungheria, Capo Verde, Corea del Nord, Niger, Romania, Tanzania, Bulgaria, Maldive, Ghana, Togo, Zimbabwe, Ciad , Laos, Sierra Leone, Uganda, Repubblica del Congo, Angola, Mozambico, Sao Tom\u00e9 e Principe, Gabon, Oman, Polonia, Repubblica democratica del Congo, Botswana, Nepal, Burundi, Repubblica Centrafricana, Bhutan (1988);<\/p>\n<p>Ruanda, Etiopia, Iran, Benin, Kenya, Guinea Equatoriale, Vanuatu, Filippine (1989); eSwatini (1991); Kazakistan, Azerbaigian, Turkmenistan, Georgia, Bosnia ed Erzegovina (1992); Tagikistan, Uzbekistan, Papa Nuova Guinea (1994);\u00a0Sudafrica, Kirghizistan (1995);\u00a0Malawi (1998);\u00a0Timor Est (2004);\u00a0Paraguay (2005);\u00a0Montenegro (2006);\u00a0Costa Rica, Libano, Costa d\u2019Avorio (2008); Venezuela, Repubblica Dominicana (2009);\u00a0Brasile, Argentina, Bolivia, Ecuador (2010);<\/p>\n<p>Cile, Guyana, Per\u00f9, Suriname, Uruguay, Lesotho, Sudan del sud, Siria, Liberia, El Salvador, Honduras, Saint Vincent e Grenadine, Belize, Dominica, Antigua e Barbuda, Grenada, Islanda, Thailandia (2011); Guatemala, Citt\u00e0 del Vaticano, Haiti (2013); Svezia (2014);\u00a0Saint Lucia (2015); Colombia (2018); Saint Kitts e Nevis (2019);\u00a0Barbados, Jamaica, Trinidad e Tobago, Bahamas, Irlanda, Norvegia, Spagna, Slovenia, Armenia (2024). \u00a0<\/p>\n<p> I paesi che non riconoscono la Palestina<\/p>\n<p>Israele e Stati Uniti sono i primi avversari del riconoscimento di uno stato palestinese, a cui fanno seguito alcuni stati europei, tra cui Olanda, Austria, Grecia e soprattutto Germania e l\u2019Italia. La posizione di Roma \u00e8 rimasta e <a href=\"https:\/\/www.editorialedomani.it\/fatti\/lappello-degli-intellettuali-ebrei-italiani-riconoscere-subito-uno-stato-palestinese-alpxb142\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">rimane ancora adesso molto cauta<\/a> seguendo la linea della soluzione a due stati, fedele\u00a0alle risoluzioni Onu e agli accordi internazionali vigenti. Il riferimento della presidente del Consiglio <a href=\"http:\/\/editorialedomani.it\/tag\/giorgia meloni\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Giorgia Meloni<\/a> \u00e8 la risoluzione 67\/19 dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.editorialedomani.it\/tag\/onu\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Assemblea generale<\/a> del 2012, con cui la Palestina veniva riconosciuta come stato non membro con status di osservatore permanente, su richiesta l\u2019anno prima del leader dell\u2019Anp, Abu Mazen.<\/p>\n<p>A rispondere, idealmente, a questa posizione, \u00e8 stata l\u2019Alta rappresentante dell\u2019Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, durante la\u00a0conferenza stampa al termine della riunione informale dei ministri degli Esteri europei a margine dell\u2019Assemblea Onu: \u00abSe parliamo di una soluzione a due stati, allora devono esserci due stati, ed \u00e8 per questo che gli stati membri hanno preso provvedimenti per riconoscere\u00bb\u00a0lo Stato palestinese \u00abin modo che ci sia un altro Stato, oltre a Israele\u00bb.<\/p>\n<p> Cosa cambia effettivamente<\/p>\n<p>Secondo la Convenzione di <a href=\"https:\/\/www.editorialedomani.it\/tag\/uruguay\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Montevideo <\/a>del 1933, uno stato per essere riconosciuto come tale deve rispettare quattro criteri minimi: una popolazione permanente, un territorio definito, un governo e la capacit\u00e0 di intrattenere relazioni con gli altri stati. La Palestina non li soddisfa del tutto dal momento che il territorio riconosciuto a livello internazionale si basa sui confini del 1967 ed \u00e8 in grande parte controllato\u00a0da Israele. Il governo riconosciuto poi \u00e8 quello dell\u2019Anp che controlla per\u00f2 solo una piccola parte di terra.<\/p>\n<p>Riconoscerlo come stato per\u00f2 non \u00e8 solo un gesto simbolico ma potrebbe avere delle effettive conseguenze politiche e diplomatiche. Innanzitutto, rafforza la legittimit\u00e0 internazionale della <a href=\"https:\/\/www.editorialedomani.it\/tag\/palestina\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Palestina<\/a> come soggetto sovrano. Sottolinea in maniera forte il diritto di autodeterminazione dei popoli, in questo caso di quello palestinese finora occupato militarmente e amministrativamente. Inoltre, permette l\u2019apertura di ambasciate e consolati palestinesi, oltre che l\u2019invio sul territorio di personale diplomatico.<\/p>\n<p> Israele e Palestina a confronto<\/p>\n<p>Al palazzo di vetro di New York dovrebbe essere presente venerd\u00ec il presidente israeliano Benjamin Netanyahu, nonostante un mandato di cattura della Corte penale internazionale pendente su di lui. Presente, ma solo in videoconferenza, anche il presidente dell\u2019Anp, Mahmoud Abbas, detto <a href=\"https:\/\/www.editorialedomani.it\/tag\/cisgiordania\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Abu Mazen<\/a>. La distanza \u00e8 dovuta al fatto che gli Stati Uniti gli hanno revocato il visto di ingresso. Abbas ha sottolineato che la scelta di molti stati per il riconoscimento \u00abcostituisce un passo importante e necessario verso il raggiungimento di una pace giusta e duratura\u00bb\u00a0in conformit\u00e0 con il diritto internazionale.<\/p>\n<p>Netanyahu invece in questi giorni ha ribadito la sua contrariet\u00e0 al riconoscimento: \u00abNon accadr\u00e0, non si realizzer\u00e0, non verr\u00e0 istituito uno Stato palestinese a ovest del fiume Giordano\u00bb, e ha accusato \u00abquei leader che riconoscono uno Stato palestinese dopo l\u2019orribile massacro del 7 ottobre\u00bb\u00a0di offrire \u00abun\u2019enorme ricompensa al terrorismo\u00bb. Dello stesso parere \u00e8 il presidente degli Stati Uniti Donald Trump che continua a sostenere il suo alleato mediorientale. Per <a href=\"https:\/\/www.editorialedomani.it\/tag\/statiuniti\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Washington <\/a>il riconoscimento dello Stato di Palestina \u00e8 \u00abpuramente una mossa performativa\u00bb. Intanto gli insediamenti israeliani in Samaria e Giudea stanno raddoppiando, mentre Tel Aviv\u00a0continua a radere al suolo la Striscia di Gaza.<\/p>\n<p>\u00a9 Riproduzione riservata<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Da Lisbona a Canberra, passando per Londra e Parigi: \u00abRiconosciamo lo Stato di Palestina\u00bb\u00a0\u00e8 la frase che le&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":126985,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,166,7,15,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-126984","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-mondo","12":"tag-news","13":"tag-notizie","14":"tag-ultime-notizie","15":"tag-ultime-notizie-di-mondo","16":"tag-ultimenotizie","17":"tag-ultimenotiziedimondo","18":"tag-world","19":"tag-world-news","20":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/126984","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=126984"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/126984\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/126985"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=126984"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=126984"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=126984"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}